Il dato che racconta meglio la stagione 2026 della Golden Trail World Series maschile non è il numero delle vittorie, ma quello che separa il primo dal secondo posto nella classifica finale: appena due punti. Un margine minimo, sufficiente però a consegnare a Elhousine Elazzaoui un posto nella storia del trail running. Il marocchino ha conquistato per la terza volta consecutiva il circuito, diventando il primo atleta a riuscirci dalla nascita delle Golden Trail World Series, nel 2018. Un’impresa costruita gara dopo gara e completata con una finale in Corea del Sud che ha avuto tutti gli ingredienti di una grande storia sportiva.
A Muju, nel cuore del Deogyusan National Park, Elazzaoui si presentava al via con una situazione tutt’altro che semplice: terzo nella generale, alle spalle dei keniani Philemon Kiriago e Patrick Kipngeno. Per conservare il titolo aveva bisogno di vincere e non poteva permettersi calcoli. Sui 28,65 chilometri e 2.313 metri di dislivello positivo del tracciato coreano, reso ancora più complicato dalla pioggia, ha scelto di giocarsi tutto fin dalla prima salita. Intorno al sesto chilometro ha preso il largo, costruendo un vantaggio che è riuscito a difendere fino al traguardo, nonostante la rimonta di Kipngeno nel finale. Il tempo di 2h49’14” gli è valso la quarta vittoria stagionale e 306 punti, abbastanza per chiudere il circuito a quota 1.130 punti, appena due in più del keniano.
Un successo che conferma la straordinaria continuità dell’atleta NNormal, già vincitore nel 2024 e nel 2025. Nel corso della stagione aveva messo a segno tre successi importanti a Zegama-Aizkorri, Ledro Sky Trentino e Pitz Alpine Glacier Trail, prima di giocarsi tutto nell’ultimo appuntamento. Alle sue spalle, Kipngeno ha chiuso secondo con 1.128 punti, mentre Kiriago, inizialmente leader della classifica, è scivolato al terzo posto con 1.075.
Anche la gara femminile ha regalato una storia interessante. La vittoria di giornata è andata all’islandese Andrea Kolbeinsdóttir, capace di imporsi in 3h19’56” dopo un lungo confronto con Madalina Florea. Arrivata alla finale grazie a un Golden Ticket conquistato in Australia, Kolbeinsdóttir ha sfruttato le proprie qualità sui terreni tecnici per conquistare il primo successo nel circuito. Florea, seconda al traguardo, ha invece portato a casa la classifica generale per il secondo anno consecutivo, con 1.164 punti e una stagione di grande regolarità: tre vittorie e due secondi posti.
La stagione 2026 ha segnato anche un’evoluzione per il circuito, giunto alla sua nona edizione. Otto gare World Series distribuite su tre continenti e altrettanti Paesi, con l’ingresso di nuove destinazioni e l’introduzione di segmenti cronometrati in salita, discesa e sprint, capaci di assegnare punti bonus. Una formula che ha reso ancora più strategica la classifica generale, come dimostra proprio il duello tra Elazzaoui e Kipngeno. Per la prima volta è stata inoltre introdotta una classifica a squadre, conquistata da Salomon.
Il circuito guarda già al futuro: nel 2027 le Golden Trail World Series festeggeranno il decimo anniversario. E dopo tre titoli consecutivi, Elazzaoui avrà inevitabilmente un nuovo record da difendere.
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