La discesa del grande couloir della Sentinella Rossa

35 anni dopo Valeruz in sci e split, by fair means

Lo scorso 5 luglio Tom Grant, Luca Pandolfi e Ben Briggs hanno sciato il grande couloir della Brenva, che corre a fianco della Sentinella Rossa.

ENTRATA DELICATA –
Sono partiti dalla cima del Monte Bianco raggiunta per la via normale dei Trois Monts. Dalla calotta del Bianco i tre hanno atteso inutilmente che il sole scaldasse la neve. Poi hanno attraversato piccozze alla mano il pendìo ripido e super-esposto in neve ancora durissima (‘a prova di proiettile’) per raggiungere l’imbocco del couloir sotto lo spaventoso seracco della cima, cercando i passaggi giusti al centro della parete Sud più selvaggia di tutto l’arco alpino: la Brenva.  

NELL’ABISSO –
Lungo i 1400 metri di difficoltà con pendenze fino a 55° hanno quindi trovato in prevalenza buona neve, trasformata e farinosa compatta. Non hanno dovuto ricorrere a calate. I tre hanno sciato quasi sempre separatamente, e per Briggs e Grant è stato più semplice attraversare al Col Moore. Pandolfi li ha raggiunti solo nel primo pomeriggio, dopo una sequenza rocambolesca ed estenuante di traversi alpinistici alternando i ramponi alla tavola. Una piccola odissea in neve ormai bagnata, ponti dubbi, scariche di massi. Rientro via Fourche (notte al bivacco)-Helbronner-Midi.  

AMBIENTE BRENVA – Il couloir della Sentinella Rossa prende il nome dalla via alpinistica classica che sale tenendo come riferimento nella parte bassa il caratteristico monolite di granito molto rosso sulla sua paretina Sud, la Sentinella appunto. E’ un ambiente di misto dove ci si infila tra i pericoli per evitarli con le scelte giuste.  La Sentinella Rossa è la classica salita sicura, a patto però di non uscire mai dalla via. Tutto il couloir, invece, è sotto il tiro dell’enorme seracco sommitale, che però i tre hanno giudicato ‘not too bad’.  

SOLO VALERUZ E I GIAPPONESI –
Il grande couloir centrale della Brenva è stato salito una sola volta, che si sappia, da un team giapponese nel 1979. Lo stesso itinerario era stato già sciato da Tone Valeruz l’anno prima, nell’aprile 1978. Valeruz era salito in elicottero, e alla fine della sua discesa era stato nuovamente prelevato dall’elicottero. Grandissimo exploit, ma parlando di Brenva questi non sono particolari secondari, trattandosi di uno dei posti più difficilmente accessibili dell’intero arco alpino.   

Briggs e Grant hanno usato gli sci e Pandolfi la splitboard. La decisione di andare è stata presa solo dopo giorni di sopralluoghi ai punti di osservazione migliori tra Courmayeur e Tour Ronde.

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