In attesa della Sultan Marathon des Sables

Aneddoti e anticipazioni del nostro inviato sul campo

Alla partenza per la ventottesima Sultan Marathon des Sables, abbiamo posto alcune domande a Paolo Secco che sarà il nostro corrispondente sul campo durante la settimana di gara. Dopo i vari trasferimenti, il via ufficiale della competizione sarà dato domenica 7 aprile.

In breve, cos’è la Marathon des Sables?

«È la gara per eccellenza nei deserti. La prima, la più importante, la più prestigiosa. Una competizione a tappe, 6 in 7 giorni, nel Sahara marocchino per un totale di circa 240 km in completa autosufficienza alimentare. Ai concorrenti, infatti, vengono dati 9 litri d’acqua al giorno e un posto per dormire nella tenda berbera».

In base alla tua esperienza, avendola corsa nel 2010, come si gestisce l’aspetto dell’autosufficienza?

«In genere gli atleti mangiano due volte al giorno, colazione e cena. Si cerca di privilegiare cibi leggeri ma dall’alto apporto calorico e nutrizionale, come per esempio il grana, le noci ecc. Molti utilizzano cibi liofilizzati, tipicamente pasta e riso, al fine di ottenere il necessario apporto di carboidrati. Indispensabili integratori energetici (gel e barrette), integratori salini e per il recupero post tappa».

Quanto pesa uno zaino per la Marathon des Sables?
«I top runner affrontano la gara con uno zaino di 6,5 kg, al limite del regolamento, riducendo al minimo l’attrezzatura e le scorte alimentari. All’estremo opposto i camminatori, per lo più orientali, l’affrontano con zaini di 18 kg che è il limite massimo imposto dagli organizzatori. C’è poi l’aneddoto di Paolo Zubani (25 edizioni al proprio attivo e responsabile dell’organizzazione per l’Italia) secondo il quale alla Marathon des Sables contano tre cose: 1) il peso dello zaino 2) il peso dello zaino 3) il peso dello zaino».

Su 6,5 kg, quanto è rappresentato dal cibo e quanto dal materiale?

«Circa il 50%. Quindi, per i top runner, questo vuol dire poco più di 3 kg di cibo per 7 giorni, meno di 500 gr al giorno. Oltre al cibo, il materiale solitamente è composto da sacco a pelo, razzo di segnalazione, materassino, pentolino per il mangiare e vestiario per il bivacco notturno. Tra il materiale obbligatorio, inoltre, c’è anche la siringa aspira veleno, specchietto, bussola, accendino, road book e un kit di pronto soccorso».

Quali sono le temperature che si affrontano di giorno e di notte?

«Come noto, nel deserto c’è un importante escursione termica tra il giorno e la notte. Da 40 C° a mezzogiorno, agli 0 C° sotto le stelle.  Questo è dovuto al fatto che la sabbia, per sua natura chimico/fisica, non trattiene il calore del sole accumulato nelle ore diurne».

Quindi anche il materiale tecnico assume una sua importanza?

«Assolutamente sì. Per la notte è opportuno dormire all’interno del sacco a pelo che peraltro è previsto tra il materiale obbligatorio. Con il calare della sera, gli atleti si riparano dal freddo indossando abbigliamento leggero ma sufficientemente caldo».

Immaginando il deserto, viene in mente anche la sicurezza. In caso di bisogno, come si comunica con gli organizzatori?

«Gli atleti sono dotati di trasponder e gli viene consegnato alla partenza un razzo di segnalazione che devono avere con sé per tutta la durata della competizione.  Questo è uno strumento fondamentale in caso di emergenza. L’alto numero di partecipanti, la massiccia presenza dell’organizzazione e il percorso adeguatamente segnalato fanno sì che sia quasi impossibile perdersi. Nonostante questo, qualche anno fa, un concorrente italiano si perse e venne ritrovato 10 giorni dopo in Algeria». 

Un’immagine su tutte dell’edizione 2011 a cui hai preso parte?

«All’ultima tappa i primi 500 atleti in classifica, come da tradizione, si dispongono in fila e lasciano partire tutti gli altri atleti applaudendoli e incitandoli. Questo fa capire il senso di condivisione che si crea in un evento simile dove si condividono per molti giorni entusiasmo, fatica e dolore».

Il tuo programma nei prossimi giorni?

«La partenza è prevista per oggi alle 14:30 dall’aeroporto di Malpensa insieme al gruppo degli atleti italiani. Destinazione Quarzazate. Venerdì e sabato giorni dedicati al trasferimento al primo bivacco e controllo attrezzatura degli atleti. Domenica ci sarà quindi il via della prima tappa». 

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