Il regolamento della Coppa delle Dolomiti

La Coppa delle Dolomiti di sci alpinismo per la diciottesima edizione ha deciso di prendere spunto da un vecchio regolamento di Formula Uno degli anni Settanta. Nulla di rivoluzionario, solamente una variazione nel calcolo della classifica finale del circuito, per rendere la sfida più avvincente ed incerta, ma anche per rendere la partecipazione alla manifestazione meno impegnativa rispetto al passato per chi non ha ambizioni di podio ma vuole ugualmente vedere iscritto il proprio nome nella classifica generale. Questa la novità partorita dal nuovo consiglio direttivo, ora presieduto da Mario Malossini e coordinato dal segretario generale Alberto Stedile, che assieme agli organizzatori delle singole gare ha ratificato una proposta esposta dal responsabile tecnico della Coppa delle Dolomiti, Franco Nicolini. Di che si tratta? È lo stesso alpinista di Molveno a raccontarcelo: «Si tratta di una decisione inevitabile per salvaguardare la partecipazione e per rendere ancora più avvincente il circuito, che ogni anno conta nuove richieste da parte di organizzazioni anche extra regionali e che in Italia ha ormai conquistato un ruolo di primo piano per tutti gli appassionati di sci alpinismo, allo stesso livello se non superiore alla Coppa Italia».
Come anticipato anche per l’edizione numero 18 saranno 9 le gare di Coppa delle Dolomiti in calendario, da febbraio ad aprile. Considerando che non tutti gli atleti potranno partecipare a tutte le competizioni è stato deciso di applicare ad una vecchia regola che aveva utilizzato la Formula Uno, ossia di suddividere il calendario in due fasce, offrendo l’opportunità di scartare uno o più risultati all’interno di ciascuna di esse.
«Concorreranno alla vittoria finale – prosegue Nicolini – coloro che, nelle categorie femminili e maschili, avranno totalizzato la cifra più alta sommando i punti raggranellati attraverso le tre migliori prestazioni della prima fase (di cui fanno parte la 2ª Pitturina Ski Race della Val Comelico, il 2° Tour de Sas di Badia, la 16ª Sellaronda Ski Marathon, la 6ª Ski Alp Val Rendena e la 20ª Lagorai Cima d’Asta) e i tre migliori piazzamenti ottenuti nella seconda fase (il 3° Trofeo Marmotta in Val Martello, la 34ª Pizolada delle Dolomiti a Passo San Pellegrino, il 2° Palaronda Ski Alp a San Martino di Castrozza e la 36ª Ski Alp Race Dolomiti di Brenta a Madonna di Campiglio».
Per quanto riguarda le gare che prevedono la partecipazione a coppie il punteggio sarà assegnato ad entrambi gli atleti in egual misura. In caso di parità nella classifica generale si terrà in considerazione il numero di gare svolte e in subordine la somma dei tempi delle singole gare in cui i concorrenti sono stati avversari.
È poi stato definito il montepremi della 18ª Coppa delle Dolomiti che risulta particolarmente ricco. Il vincitore del circuito si poterà a casa 2.500 euro, il secondo classificato 1.500 e il terzo classificato 1.200, a scalare sino al decimo, che riceverà dall’organizzazione 200 euro. Alla vincitrice della categoria femminile andranno invece 1.300 euro, alla seconda classificata 800, alla terza 600, alla quarta 350 e alla quinta 300 euro.

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