Il concatenamento delle vette simbolo del Trentino

L'ultima impresa di Omar Oprandi, Franco Nicolini e Mirko Mezzanotte

Un grande concatenamento delle maggiori cime e dei ghiacciai del Trentino Occidentale con gli sci da alpinismo. Ecco cosa abbiamo fatto lo scorso 13 maggio percorrendo un itinerario che tocca i più grandi ghiacciai e ‘scavalcando’ alcune tra le cime più importanti della nostra bellissima regione: la Presanella (3558 m), l’Adamello (3539 m), il Corno di Cavento (3402 m) e infine il Carè Alto (3462 m). Oggi non è la conquista della cima quello che conta, ma soprattutto il piacere e la grande soddisfazione di farlo a modo nostro. Un piacere che amiamo, molte volte mettendo in gioco anche qualche rischio, a tal punto da essere considerati come ‘i soliti’ conquistatori dell’inutile. Ma è forse proprio questo ‘inutile’ che dà la determinazione e l’energia per raggiungere certi obiettivi. 

SESSANTA KM –
Il nostro obbiettivo è stato un percorso di circa 60 km di sviluppo con più di 5.000 metri di dislivello. Una traversata, per noi logica, ma molto particolare: partire dalla cima più alta del Trentino (la Presanella) per arrivare alla ‘cima simbolo’ dell’intera zona, l’Adamello, attraversando tutte le vallate che si trovano fra le due vette. La cosa più bella è che siamo arrivati sulla cima dell’Adamello ancora in buon orario e soprattutto con le forze necessarie per decidere di continuare. Allora perché no: il sogno di arrivare al Carè Alto era proprio davanti ai nostri occhi… anche se, in mezzo, c’erano ben tre grandi vallate che ci dividevano dal nostro nuovo e lontano obiettivo. 

VERSO CARÈ ALTO –
Dopo l’Adamello eccoci alla Vedretta Mandrone (Pian di Neve Occidentale), alla vetta Cresta Croce (famosa per la croce dedicata a Papa Giovanni), alla discesa sulla Vedretta della Lobbia (Pian di Neve Orientale), alla difficile salita al Passo di Cavento, dove non abbiamo resistito all’unica vera pausa dell’intero percorso. Infatti il Bivacco Lang era proprio sulla nostra ‘linea ideale’. Solo dopo il meritato riposo e solo dopo aver recuperato le forze necessarie per continuare, ci è tornata la voglia di affrontare la salita alla Cima del Cavento e la lunghissima traversata verso la Cima del Carè Alto… la sesta vetta importante della nostra avventura. La discesa in Val di Borzago è stata solo una festa per la bella giornata passata assieme, la conclusione di un sogno vissuto in prima persona durato poco meno di sedici ore. Il tutto in un ambiente che ha presentato molte difficoltà: la notte, il ghiaccio, il freddo, il pericolo di valanghe… Sei cime importanti e significative, conosciute da tutti gli scialpinisti d’Europa, collegate in un’unica giornata, attraverso una linea ideale come il nome del nostro team: Franco Nicolini, Omar Oprandi e Mirko Mezzanotte. 

È possibile organizzare una serata sul concatenamento inviando un’email a guida.omar@alice.it  

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