Una nuova frana, staccatasi il 29 settembre, ha portato la Società delle Guide del Cervino a sconsigliare, al momento, la salita lungo la Via Italiana. Il distacco ha interessato in particolare il tratto del Lenzuolo e, secondo le Guide, la situazione resta in evoluzione, con condizioni che possono cambiare rapidamente. È un altro episodio dopo le frane e le colate detritiche che avevano interessato la montagna durante l’estate.
Il Cervino diventa così anche una delle immagini più concrete di un’estate alpina segnata dal caldo. I numeri di Copernicus raccontano un 2026 eccezionale: tra giugno e agosto la temperatura media dell’Europa è stata di 1,17 °C sopra la media 1991-2020, facendo dell’estate appena conclusa la terza più calda mai registrata in Europa. Nell’Europa occidentale il dato è ancora più netto: 21,69 °C di media, 2,54 °C sopra la norma, il valore più alto della serie.
Anche agosto ha lasciato un segnale importante. A livello globale è stato il più caldo agosto mai registrato, con una temperatura media dell’aria di 16,96 °C, +0,85 °C rispetto alla media 1991-2020. In Europa la media è stata di 20,26 °C, +1,10 °C, mentre Italia, Francia, Svizzera, Austria e gran parte dei Balcani hanno registrato anomalie generalmente comprese fra +3 e +5 °C.
Non è corretto attribuire una singola frana al cambiamento climatico. Ma il contesto nel quale avviene non è neutro: temperature elevate e prolungate possono contribuire alla degradazione del ghiaccio e del permafrost e modificare la stabilità dei terreni d’alta quota. E così il Cervino, ancora una volta, non è soltanto una cima da salire: è anche un luogo nel quale osservare quanto velocemente stiano cambiando le condizioni della montagna.
