Per quasi due giorni Hillary Gerardi ha attraversato la Corsica da nord a sud, inseguendo il record femminile del GR20. Il tempo di Anne-Lise Rousset è rimasto davanti a lei, ma arrivare a Conca aveva un significato che andava oltre il cronometro: dedicare quella traversata a Kalie McCrystal, l’amica e atleta canadese scomparsa poche settimane prima sul Cervino.

La franco-americana è partita da Calenzana, nel nord della Corsica, con l’obiettivo di migliorare il record femminile del GR20, stabilito nel 2022 da Anne-Lise Rousset in 35 ore, 50 minuti e 40 secondi. Gerardi ha raggiunto Conca dopo 38 ore e 42 minuti, fermando il cronometro oltre il tempo di riferimento ma facendo comunque segnare il secondo miglior tempo femminile sulla traversata.

Il GR20 è uno dei grandi itinerari della montagna europea: attraversa la Corsica da nord-ovest a sud-est, da Calenzana a Conca, lungo circa 180 chilometri e con intorno ai 12.000 metri di dislivello positivo. Un percorso nato per essere affrontato in molti giorni e che, nella sua parte settentrionale soprattutto, presenta terreno roccioso, passaggi tecnici e caratteristiche quasi alpine.

Gerardi ha invece cercato di percorrerlo praticamente tutto d’un fiato, in meno di 36 ore. Una differenza che cambia completamente il significato del percorso: non ci sono più le giornate di cammino, le soste ai rifugi e il tempo per recuperare. Rimangono la progressione continua, la notte, la fatica che si accumula e un terreno che non concede davvero di correre per chilometri come su un tracciato veloce.

Ma nelle settimane precedenti alla partenza il record aveva smesso di essere l’unica cosa importante. Kalie McCrystal, atleta canadese e amica di Gerardi, era scomparsa sul Cervino all’inizio di settembre, durante una ricognizione in vista di un tentativo di record sulla salita e discesa della montagna lungo la Cresta del Leone. Gerardi era stata tra le persone coinvolte nelle prime fasi delle ricerche e McCrystal avrebbe dovuto far parte anche del suo team per il progetto sul GR20.
È in questo contesto che Gerardi ha deciso comunque di partire. Il record rimaneva l’obiettivo dichiarato, ma la traversata assumeva inevitabilmente un significato diverso. «Volevo il record», ha raccontato dopo l’arrivo, spiegando però che le settimane precedenti erano state molto difficili e che aveva voluto affrontare il GR20 anche per rendere omaggio a Kalie.
Il tentativo si è complicato soprattutto nella parte finale, dopo una notte difficile e quando la fatica aveva ormai consumato gran parte delle risorse. Il tempo di Rousset si è progressivamente allontanato e a Conca Gerardi è arrivata in 38h42′. Non il record che aveva inseguito, dunque, ma una traversata portata a termine in condizioni fisiche e mentali molto dure. La stessa Gerardi ha spiegato di aver trovato nell’équipe che la accompagnava la forza per arrivare fino in fondo quando le risorse mentali sembravano ormai esaurite.

 

 

 

© foto Instagram Hillary Gerardi

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