Facelli e Gingreau hanno sciato l’Arete de Peuterey

La linea era stata discesa da Vallencant/Baud e De Benedetti

Ogni anno arriva quel momento in cui si tirano le somme. Si tirano le somme su quanto si è lavorato duramente nei mesi precedenti, da novembre fino a maggio. Si tirano le somme delle ore rubate al sonno, ai parenti, agli amici,alle morose e al lavoro. Si tirano le somme delle rinunce ai vari powder day per poter allenare la famosa ‘gamba’. Si tirano le somme dei dislivelli e di quante discese siamo riusciti a fare. Tutto ciò, in funzione del ‘colpo finale’, oltre il quale entriamo nei mesi morti, che precedono la riattivazione autunnale del nostro orologio biologico…Anche noi di Skialper ‘tireremo le somme’ sul numero di agosto-settembre con una rassegna completa delle imprese di sci ripido della stagione, intanto però, ecco una ghiotta anticipazione.

MONTE BIANCO/ARÊTE DE PEUTEREY – Il 24 giugno scorso Lorenzo Facelli e Jerome Gingreau, dopo essere saliti nel tardo pomeriggio al rifugio Gonella, risalgono la via normale al Monte Bianco con alle spalle solo due ore di sonno. L’accesso alla vetta più alta delle Alpi da questo versante è lungo, remoto e non ha nulla a che vedere con le vie che salgono dal versante francese. Una volta raggiunta la vetta, scendono verso la cima minore italiana e, dopo aver scavato parte della cornice, scendono ‘en boucle’ la famosa Arête de Peuterey. Sciata per la prima volta dal duo Vallencant/Baud nel 1977 e ripresa qualche anno più tardi da Stefano De Benedetti senza doppie nel couloir Eccles, questa discesa è di sicuro una delle più belle e ambite dell’intero arco alpino. La quota, la lunghezza (oltre 1.400 m), le varie esposizioni e i pericoli oggettivi che presenta, fanno sì che solo pochi sciatori si siano cimentati ad oggi, in quello che è considerato un vero e proprio ‘viaggio’ serio e selettivo. Nel couloir Eccles il duo ha effettuato una doppia e un po’ di dry-ski per poi arrivare sotto al Gran Pilier d’Angle e concludere la discesa attraverso il tormento ghiacciaio della Brenva. Una performance di assoluto livello se si considera sia la discesa sia l’avvicinamento by fair means dal fondovalle.

Monte Bianco 4.809 m – Arête de Peuterey integrale – 1.400 m 45°/50° – tratti a 55°

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