Eyda: ‘dedicato a Luca’
Le parole del valsusino dopo il titolo mondiale
Matteo Eydallin racconta la sua medaglia d'oro e il suo mondiale. E fa una dedica speciale, riferendosi ad alcune parole di Luca Salini nei giorni scorsi. Un sassolino nella scarpa da togliere? Abbiamo sentito anche il valtellinese sulla questione: «Ho semplicemente fatto delle dichiarazioni nelle quali dicevo, a proposito di chi era rimasto a casa, che i più forti al Mondiale c’erano e che gli esclusi avrebbero potuto fare un sesto piuttosto che un settimo posto, ma non avrebbero fatto la differenza. Parlando dei più forti ho citato come esempio Lenzi, Robert e Boscacci, dimenticando Eydallin, non perché non lo ritenevo tra i più forti… Se poi questo servirà a fargli vincere altre medaglie… lo dimenticherò ancora!».
Robert Antonioli primo anche nella combinata
Dopo il bronzo nella team race con Boscacci
Oro, argento e adesso anche bronzo per Robert Antonioli, terzo in coppia con Michele Boscacci nella team race. «E sono primo pure nella combinata - racconta Robert - davanti a Kilian. E anche grazie a Pippo e Lanfra (Barazzuol e Lanfranchi) che sono rimasti davanti al catalano e gli hanno tolto punti per la classifica finale».
La soddisfazione di Damiano Lenzi
Primo titolo mondiale per l'ossolano
Era uno degli obiettivi di inizio stagione di Damiano Lenzi: una medaglia (d'oro) ai Mondiali per completare un filotto incredibile che nel 2014 lo ha portato sul gradino più alto di Coppa del Mondo, oltre al successo nella LGC. Poca fortuna nell'individuale quando stava lottando con Kilian per il primato, ma è il titolo è arrivato comunque nella team race in coppia con Eydallin.
Verbier: le immagini della Team Race
Trionfo azzurro, 10 scatti per rivivere le emozioni
Due su tre: oro e bronzo azzurri nella Team Race dei Mondiali di scialpinismo in corso a Verbier, in una giornata stupenda, coronata dalla presenza di tanto pubblico. Dunque vittoria di Eydallin-Lenzi e bronzo di Antonioli-Boscacci. Ecco le prime immagini del nostro Federico Ravassard.
L'Italia detta legge nella team Race mondiale
Grande gara di Lenzi ed Eydallin
Quando si vince, le gare sono ancora più belle: è il penultimo giorno dei Mondiali a Verbier, il programma offre quella considerata un po' la regina dello ski-alp: la team race. Le condizioni sono ideali: temperatura fresca in partenza, poi fa quasi caldo nel finale. Ma la neve regge bene, tiene in salita, magari diventa un po' crostosa in alcuni tratti di discesa fuori pista. E il contorno è quello degno di un Mondiale: tanta gente, tante bandiere, fans club, campanacci, persino un gruppo che suona i corni alpini. Anche perché è facile spostarsi da un punto all'altro: a piedi, sulle piste, con veloci pellate. Il tracciato non è facile: cinque salite e altrettante discese, una in meno per la ragazze.
GARA MASCHILE - Lenzi ed Eydallin sono partiti subito forte: già in testa al Col du Creblet prima del rifornimento di Lee Attellas. Dietro il gruppone tirato da Anthamatten e Marti, ma sono tutti attaccati. I due azzurri forzano e continuano la loro corsa in solitaria. La bagarre alle loro spalle: una sfida Italia-Francia tra Gachet-Bon Mardion e Antonioli-Boscacci. Sull'ultima ascesa al Mont Gelè il secondo posto è azzurro, ma in discesa Gachet e Bon Mardion recuperano, hanno qualcosa in più nelle gambe. Ma l'oro è ancora per l'Italia con Damiano Lenzi e Matteo Eydallin in 2h10'47", secondi i francesi in 2h12'20", terzo il Valtellina-power, Antonioli-Boscacci in 2h13'25". Poi ancora Francia con Blanc e Favre, gli svizzeri Anthamatten e Marti con sesti Filippo Barazzuol e Pietro Lanfranchi, che si mettono alle spalle Kilian e Pinsach. Out per problemi tecnici Manny Reichegger e Lorenzo Holzknecht.
GARA FEMMINILE - Favorite alla vigilia e prime sul podio Laetitia Roux e Axelle Mollaret: gara in solitaria quella della francesi che chiudono in 2h28'52". La Svizzera festeggia l'argento con Maude Mathys e Séverine Pont Combe in 2h32'45" con terza Marta Riba Carlos e un ritrovata Mireia Mirò in 2h36'40". Quarta piazza per Katia Tomatis ed Elena Nicolini in 2h40'40".
In uscita il nuovo libro 'In forma per lo scialpinismo'
Più' dislivello, più' divertimento e meno fatica nelle gite scialpinistiche
L'idea di pubblicare un testo su come prepararsi per la pratica dello scialpinismo escursionistico non poteva che venire da un medico dello sport... a sua volta appassionato scialpinista! E' infatti in uscita a inizio febbraio 'In forma per lo scialpinismo', un nuovo manuale della collana Specialist della nostra casa editrice a firma di Massimo Massarini, che i nostri lettori già ben conoscono grazie alla sua apprezzata rubrica sulle pagine di Skialper.
La proposta per gli scialpinisti (o aspiranti tali) è duplice: da una parte prepararsi correttamente consente di godere appieno della bellezza di questo sport, affrontando le gite in condizioni fisiche migliori, a vantaggio del divertimento ma anche (e forse soprattutto) della sicurezza. Dall'altra questo tipo di allenamento, vario e completo, permette di stare bene a 360°, di migliorare il proprio stato di forma nella vita di tutti i giorni. Per cui potremmo dire 'in forma per lo scialpinismo, ma anche in forma con lo scialpinismo!'.
Il nuovo manuale è di facile lettura, chiaro e comprensibile, corredato da numerose sequenze fotografiche per illustare gli esercizi che compongono le tabelle di allenamento. I programmi, che alternano attività di palestra e outdoor, sono studiati per soddisfare ben tre diversi livelli di ipotetici scialpinisti: i principianti, gli escursionisti e gli sportivi.
Uno scialpinista deve disporre di resistenza, ma anche agilità e di una buona dose di forza esplosiva. Caratteristiche per certi aspetti opposte e che necessitano di un programma d'allenamento articolato per far sì che tutte queste qualità vengano migliorate. L'uscita in montagna con gli sci si divide infatti in due fasi ben distinte, che richiedono doti fisiologiche e metaboliche completamente diverse: la salita e la discesa. La salita è uno sforzo prolungato, perlopiù ad intensità costante, con movimenti ritmici degli arti inferiori e superiori. La discesa, per contro, è costituita da una serie di contrazioni muscolari intense, aritmiche e relativamente brevi. Lo scialpinista è quindi uno sportivo che, arrivato in punta e tolte le pelli, deve anche lui 'cambiare pelle' per trasformarsi da fondista a discesista.
Arricchiscono e completano l'opera un capitolo sugli infortuni e le patologie tipiche di questo tipo di attività, con precisi consigli per gestire il recupero, e quello dedicato all'aspetto mentale dello scialpinismo, a cura della psicologa Anna Sole Marta, con utili consigli per gestire lo sforzo, la paura e per prendere le giuste decisioni nelle situazioni più critiche. Seguendo i consigli dell'autore, tra sedute in palestra e attività outdoor (bici, corsa, camminate) si potranno avvicinare i tre obiettivi annunciati in copertina: più dislivello, più divertimento e meno fatica!
IN FORMA PER LO SCIALPINISMO
di Massimo Massarini
Mulatero Editore
90 pagine, 25 euro.
Lence-Eyda campioni del mondo!
Nella team race di Verbier terzi Antonioli-Boscacci
Giornata spettacolare questa mattina sulle nevi di Verbier, dove era in scena la gara regina dello scialpinismo, la Team Race. E doppia soddisfazione azzurra con due terzi del podio avvolti dal tricolore. Vittoria di Damiano Lenzi-Matteo Eydallin in 2.10.47 sui francesi Xavier Gachet-William Bon Mardion (2.12.20) e sul duo Robert Antonioli-Michele Boscacci (2.13.25). Quarto posto per Didier Blanc e Valentin Favre, quinto per Martin Anthamatten e Werner Marti. Ottima prova di Filippo Barazzuol e Pietro Lanfranchi (2.17.01), sesti davanti a Kilian, in coppia con Marc Pinsach. Lenzi ed Eydallin sono partiti forte già sulla prima salita e Antonioli-Boscacci sono stati a lungo secondi prima di venire superati nella discesa finale. Tante gente lungo il percorso, facilmente raggiungibile, per una vera e proprio festa dello scialpinismo.
A breve gli aggiornamenti dai nostri inviati a Verbier
Mercoledi' la team race: le squadre azzurre
Lenzi con Eydallin, Antonioli con Boscacci
Mercoledì è il gran giorno della team race: un titolo sempre molto 'sentito'. In casa azzurra otto convocati in campo maschile e quattro team pronti. «Abbiamo parlato a lungo in riunione - conferma il dt Stefano Bendetti - su come allestire le coppie in gara, visto che è una gara cui teniamo molto e una medaglia sarebbe la classica ciliegina sulla torta di un Mondiale sinora incredibile. Alla fine abbiamo valutato tutti gli aspetti: la condizione fisica, i risultati, il numero di gare fatte, l'affiatamento. Insomma tutto quello serve in una gara del genere. Così alla fine abbiamo puntano su Lenzi e Eydallin, Antonioli con Boscacci, Reichegger con Holzknecht e Lanfranchi con Barazzuol». Dunque Lence con Eyda, coppia più fresca avendo solo disputato l'individuale, mentre Antonioli, in gran forma sarà con Boscacci che comunque nell'individuale ha dimostrato di poter tenere il passo dei primi.
E in campo femminile? «Abbiamo solo tre atlete e dunque è stato necessario fare una scelta - conclude Bendetti -: Katia Tomatis sta dimostrando di aver un bel passo e quindi ci sarà, insieme con Elena Nicolini».
L'Italia si conferma nazione guida a livello giovanile
Soddisfazione per i risultati nell'individuale
«Ancora una giornata con medaglie, meglio di così...». Soddisfazione nelle parole del tecnico azzurro, Stefano Bendetti dopo l'individuale giovanile ai Mondiali. «Un bel percorso - continua il dt dell'Italia - che ricalcava in 'piccolo’ quello assoluto, togliendo la lunga discesa finale: è stato tracciato con difficoltà tecniche interessanti. E con discese piuttosto impegnative: forse è stato un po' troppo duro per le Cadette».
BILANCIO AZZURRO - «Abbiamo dimostrato che siamo un punto di riferimento a livello giovanile - prosegue Bendetti -. Nelle Junior Giulia e Alba (Compagnoni e De Silvestro, ndr) hanno fatto vedere di avere qualcosa in più in questo tipo di gare ed anche Erica Rodigari è arrivata ad un passo da podio. In campo maschile Davide Magnini ha tenuto il passo di Remi Bonnet per oltre due terzi di gara, poi nel tratto a piedi lo svizzero ha piazzato lo strappo vincente e così se ne è andato. Ma resta una medaglia d'argento di grande valore alle spalle di un fuoriclasse. Infine nei Cadetti oltre alla splendido oro di Andrea Prandi e al bronzo di Giulia Murada, abbiamo dimostrato di avere ragazzi e ragazze in grado di lottare per il vertice».
Bell'Italia nell'individuale giovanile dei Mondiali
Ancora oro per Giulia Compagnoni e Andrea Prandi
Giornata dedicata all'individuale giovanile ai Mondiali di Verbier. Ancora grande Italia che vince due titoli iridati e sale sul podio in tutte e quattro le categorie.
JUNIOR MASCHILE - Un testa a testa tra i due più forti: lo svizzero Rémi Bonnet e Davide Magnini. Sempre vicini, con la stoccata vincente dell'elvetico solo nel finale che va a chiudere con il tempo di 1h20'33" superando di 42" l'azzurro. Bronzo per il francese Swann Juillaguet, ma il ritardo sale già a 6'01"; quarta piazza per Valentino Bacca, tredicesimo Nicolò Canclini, quattordicesimo Pietro Canclini.
JUNIOR FEMMINILE - Ancora una doppietta azzurra: vittoria di Giulia Compagnoni davanti ad Alba De Silvestro: 1h20'35 il tempo della valtellinese, 1h22'27" quello della veneta. Bronzo per la francese Lena Bonnel in 1h25'07" dopo una lotta serrata con Erica Rodigari in 1h27'14''.
CADETTI MASCHILE - Un altro grande oro per Andrea Prandi: il valtellinese va a vincere il 1h11'41" precedendo lo svizzero Julien Ançay in 1h12'09", con bronzo per Davide Gusmeroli in 1h14'00" che riesce a tenersi alle spalle lo svizzero Arno Lietha in 1h14'52". Ottavo Stefano Confortola.
CADETTI FEMMINILE - Due francesi sui gradini del podio: titolo a Justine Tonso in 1h26'17" che si impone su Fanny Meynet Cordonnier in 1h30'41''. Bronzo per Giulia Murada in 1h33'35'' con quarta Melanie Ploner in 1h34'50''.
In 1018 al raduno Ai Piedi del Vioz
Vittoria di Daniele Cappelletti e Bianca Balzarini
Quarta vittoria consecutiva per Daniele Cappelletti (Adamello Ski Team) nel raduno in notturna 'Ai Piedi del Vioz-Memorial Roberto Casanova', svoltosi sabato sera a Peio Fonti, nel Parco Nazionale dello Stelvio. La manifestazione, organizzata dall’attiva sezione Sat di Peio con la preziosa collaborazione di Soccorso Alpino, Gruppo Ana Val di Peio, Ufficio Iat Peio Fonti e Pejo Funivie Spa, ha visto al via ben 1018 partecipanti sui 1200 iscritti: indovinata la scelta del comitato organizzatore, diretto da Emilio Comina, di rinviare di un giorno causa pericolo valanghe.
GARA MASCHILE - L'atleta trentino originario della Val di Gresta, caporal maggiore scelto degli Alpini di stanza al Passo Tonale, recente vincitore dei Campionati Italiani per Militari nei prestigiosi Casta di San Candido, ha centrato il poker di successi nella notturna di Peio registrando il tempo di 42 minuti e 3 secondi. Sul collaudato tracciato con partenza in linea a Peio Fonti (1350 metri di quota) ed arrivo presso i 2313 metri di altitudine del rinnovato rifugio Doss dei Gembri, risalendo per le piste Mezoli, Taviela e Gembri, Cappelletti ha distanziato di un minuto e 34 secondi il compagno di squadra Omar Dell’Eva, forte atleta di Cogolo di Peio, che ha preceduto di 11 secondi il terzo classificato, Loris Casna dello Ski Alp Val di Sole. Da segnalare il buon decimo posto di Ivan Degasperi, già ciclista professionista, campione mondiale master di mtb cross country ed ora anche impegnato sugli sci con pelli.
GARA ROSA - Grande successo della fidanzata di Daniele Cappelletti, la polivalente atleta bresciana di Edolo Bianca Balzarini (Adamello Ski Team), che ha impiegato 53 minuti e 56 secondi, precedendo di un minuto e mezzo la toscana Susanna Neri (Bogn da Nia) e di 5 minuti l’altra camuna Sonia Testini (Adamello Ski Team).
LE ALTRE CATEGORIE - Tra gli under 18 vittoria di Francesco Fedrizzi (Ski Team Val di Non) che ha conquistato il trofeo Carletto Canella davanti a Stefano Peroceschi (Ski Alp Val di Sole) e Matteo Delpero (Brenta Team). Premi speciali poi per l’atleta più vecchio (Guido Testini, classe 1942) ed i concorrenti più giovani (Vanessa Degasperi, Sofia Moreschini e Davide Moreschini, rispettivamente 11 e 10 anni). Il prestigioso ì8° Memorial Roberto Casanova', intitolato alla memoria di uno sfortunato giovane di Peio scomparso diversi anni fa in una tragedia della montagna, è stato invece assegnato al gruppo più numeroso, lo Ski Team Val di Non (110 concorrenti). Significativi riconoscimenti per i sette 'senatori' che hanno svolto tutte le 20 edizioni del raduno: Daniele ed Ubaldo Bertolini, Livio Casanova, Andrea Debiasi, Gianfranco Marini, Ernesto Molignoni e Mirco Zanella.
Laetitia Roux oro nell'individuale
Grande quinto posto per Katia Tomatis
Laetitia Roux si riprende lo scettro: la francese vince la medaglia d'oro nell'individuale con il tempo di 1h25'49" davanti alla svizzera Maude Mathys, staccata di 2'06". Terza e oro Espoir per l'altra francese Axelle Mollaret in 1h30'07", quarta Emelie Forsberg in 1h31'16" e grandissimo quinto posto per Katia Tomatis in 1h32'51". Seguono Séverine Pont Combe, Marta Riba Carlos, Jennifer Fiechter (argento Espoir), Claudia Galicia Cotrina e Marta Garcia Farres (bronzo Espoir). Undicesima Elena Nicolini. Diciottesima e quarta Espoir Alessandra Cazzanelli, ventiquattresima, sesta Espoir, Martina De Silvestro, venticinquesima, settima Espoir Dimitra Theocharis.












