Ultimi giorni per iscriversi al Millet Tour du Rutor
Si va verso il sold-out delle 300 squadre
Grande attesa per il Millet Tour du Rutor Extrême. Nelle ultime settimane la segreteria dello sci club Corrado Gex è letteralmente stata presa d’assalto. Tanto che il comitato organizzatore già intravede il fatidico traguardo delle 300 squadre. Iscrizioni che si chiuderanno ufficialmente il 15 febbraio: restano disponibili ancora pochi posti e ancora pochissimi giorni per iscriversi.
A inizio aprile, saranno al via atleti provenienti da oltre 15 nazioni. Ad attenderli 7000 metri di dislivello positivo spalmati su 75 km di vero fuoripista (40km di salita, 32km di discesa, 5km di creste aeree) in tre giorni di vero scialpinismo.
Attenzione agli atleti significa anche un premio di partecipazione di livello e massima cura per ogni singolo concorrente. Non a caso, per la 18ª edizione è stato scelto un bellissimo gilet Millet in Polartec Powerstretch, sponsor della manifestazione. Inoltre è stata rinsaldata la partnership che, grazie al protocollo d’intesa fisioterapici di montagna, porterà a Arvier nei giorni venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 aprile ben settanta studenti delle Università Fisioterapiche di Torino, Novara-Fossano e della Scuola Universitaria per la Svizzera Italiana di Lugano. Settanta studenti coadiuvati da 10 docenti che si guadagneranno sul campo un credito formativo mettendo a nuovo i muscoli degli atleti dopo ogni singola gara. Terza tappa di La Grande Course 2016 e prova di coppa del mondo long distance, l’evento disegnato nel cuore della Valle d’Aosta da Marco Camandona e dai ragazzi dello sci club Corrado Gex, vedrà al via anche gli atleti del settore giovanile grazie al circuito La Grande Course Jeunes.
In Nuova Zelanda la tappa dell’Ultra-Trail World Tour
Alla Tarawera Ultramarathon successi di Jonas Buud e Fiona Hayvice
Seconda tappa dell’Ultra-Trail World Tour in Nuova Zelanda con la Tarawera Ultramarathon su 100 km e 2.776 metri di dislivello.
Vittoria dello svedese Jonas Buud (nel suo palmares i successi alla Ultravasan nel 2014 e 2015) che ha chiuso in 8 ore e 53 secondi. Piazza d’onore per l’australiano David Byrne in 8h22’39”, con terzo il sudafricano Ryan Sandes in 8h30’40”. Ai piedi del podio gli atleti di casa Yoshikazu Hara e Vajin Armstrong.
Nella gara rosa a segno la neozelandese Fiona Hayvice in 10h34’26”, diciassettesima assoluta, seconda l’australiana Melissa Robertson in 10h56’20” e terza l’altra neozelandese Fiona Eagles in 11h24’57”. Quarta la neozelandese Katrin Gottschalk, quinta l’australiana Courtney Pratt.
Transcavallo, tutto confermato
Quattro le gare in programma, due di Coppa del Mondo
Questo pazzo inverno ha regalato delle notti insonni ai membri del comitato organizzatore della Transcavallo, quattro gare in un weekend, due delle quali valevoli per il circuito della Coppa del Mondo non sono cosa da poco. Con questa ultima perturbazione e con l’annuncio di intense nevicate nei prossimi giorni Diego Svalduz e il suo comitato possono tirare un sospiro di sollievo.
«Alzare gli occhi al cielo - ha detto Diego Svalduz - e vedere le nostre montagne innevate ci riempie il cuore di gioia. Tutto il lavoro di questi mesi si sarebbe perso perché se non fosse arrivata le neve il passo successivo sarebbe stato l’annullamento delle prove di Coppa del Mondo e lo slittamento a fine aprile della Transcavallo aperta a tutti». «Questi ultimi giorni saranno frenetici - ha concluso Diego Svaduz - ma in adesso non ci spaventa più nulla».
«Questa perturbazione - ha raccontato Vittorio Romor, responsabile tecnico della Transcavallo - ha portato sul tracciato della gara circa 30 centimetri a 1500 metri di quota, mentre a 1800 metri di quota ci sono 50 centimetri già ben assestati. Non abbiamo molta neve in zona partenza e arrivo, ma confido che già da mercoledì mattina la situazione possa migliorare». « Anche a Piancavallo - ha concluso Romor - la situazione sta evolvendo nel migliore dei modi, nei prossimi giorni faremo un ulteriore sopralluogo per definire gli ultimi aspetti con Enzo Sima, responsabile del polo sciistico e consigliere federale della Fisi».
PROGRAMMA - La Transcavallo e le prove di Coppa del Mondo saranno presentate ufficialmente giovedì 11 febbraio alle ore 18 nel negozio Sorelle Ramonda presso il Centro Commerciale Mega di Belluno.
Il programma del weekend che si aprirà giovedì 18 febbraio con la consegna dei pettorali agli atleti di Coppa del Mondo sarà intenso e spettacolare. La prova individual partirà alle 9 di venerdì 19 febbraio a Pian Grant - Col Indes a pochi chilometri da Tambre. La sprint race che sarà allestita nella Ski Area di Piancavallo aprirà i cancelletti delle qualificazioni appena dopo mezzogiorno. Le finali si disputeranno verso le ore 15:30. Entrambe le prove saranno quelle che nel 2017 assegneranno le medaglie iridate dei Campionati del Mondo.
La 33esima Transcavallo alzerà il sipario con la prima tappa in programma alle ore 8.15 di sabato 20 febbraio a Tambre (Pian Grant-Col Indes). Gli atleti FISI correranno sullo stesso percorso della World Cup del giorno precedente. Sabato si disputerà anche la gara riservata alle categorie giovanili. Domenica mattina gran finale a Col Indes per la tappa che chiuderà ufficialmente il weekend di Coppa del Mondo.
Per quanto riguarda le iscrizioni per la 33esima Transcavallo rimarranno aperte sino a lunedì 15 febbraio allo scadere della mezzanotte: info su www.transcavallo.it.
Roulette russa con tre proiettili nel tamburo
Ecco un paragone calzante per il livello 3 nel bollettino nivometeorologico
Avete aspettato tanto le prime nevicate e non vogliamo certo fare i guastafeste. Ma leggendo il bollettino dell'AINEVA questa mattina ci è sermbrato doveroso riproporre l'articolo pubblicato sul numero di dicembre della nostra rivista Skialper (numero 104, pagina 30) a firma del nostro super-esperto di nivologia, Renato Cresta.
«Organizzato dall’ARPA Piemonte, lunedì 16 novembre si è tenuto a Torino il convegno ‘Sicuramente sulla neve, conoscenza e informazione per ridurre il rischio di incidenti da valanga’. Il titolo del convegno richiama correttamente il concetto di riduzione del rischio, ma alcuni relatori hanno convintamente parlato di ‘andare in sicurezza’ e di ‘aumentare la sicurezza’, aggiungendosi a coloro che, già da tempo, parlano di montagna sicura. Poiché la sicurezza, dizionario alla mano, è una ‘condizione oggettiva esente da pericoli’, considero improprio e fuorviante l’uso di questo termine, perché sono convinto che non esista nessuna montagna priva di pericoli. È mia opinione che sia necessario quindi riprendere la riflessione sulla riduzione del rischio, per fare comprendere a chi pratica le attività sportive della montagna che deve sempre confrontarsi con il pericolo, cioè con ‘situazioni cui sono associati uno o più elementi capaci di compromettere l’incolumità’. Nel corso dei lavori, qualche relatore ha seguito questo orientamento facendo accenno alla prevenzione, cioè a quell’azione diretta a impedire il verificarsi di fatti dannosi che possono condurre all’incidente, ma gli argomenti della diffusione dell’informazione e dell’incremento della conoscenza del pericolo valanghe non sono stati abbastanza approfonditi. Ritengo che, tra le azioni preventive, meriti piena lode il Bollettino Valanghe e che questo sia un gran merito dei diversi Enti Regionali che se ne occupano.
Maria Cristina Prola, con una convincente presentazione, ha mostrato il complesso (e oneroso) sistema organizzativo di raccolta dei dati nivo-meteorologici che permette di redigere il testo del Bollettino, che ora si presenta anche con una nuova veste grafica, molto chiara e ben comprensibile. Ciò nonostante, ha ricordato che il 73% degli incidenti mortali dell’inverno 2014/15 si è prodotto con il livello di rischio 3. Poco dopo Davide Viglietti, commentando l’attività valanghiva dello stesso periodo, ha illustrato una situazione tragica che, durante un inverno moderatamente nevoso, ha raggiunto il quarto posto nella statistica di incidenti mortali avvenuti negli ultimi trent’anni.
Durante la tavola rotonda pomeridiana, condotta da Roberto Mantovani, giornalista e scrittore di montagna, gli invitati alla discussione hanno esposto i loro personali punti di vista, ma tutto è rimasto a livello d’idee e di pareri, senza giungere a una proposta concreta e convincente. Per questo motivo, nello spazio di tempo concesso agli interventi del pubblico, ho chiesto la parola e, tra altri argomenti che proverò a esporre in altra occasione, ho fatto osservare che, nel corso dei lavori, era stato appena sfiorato, e con una sfumatura negativa nei confronti della Magistratura, il rischio di finire travolto dalla ‘valanga di guai’ di un procedimento penale. Voglio ricordare che l’intervento del magistrato non è un capriccio, ma un atto dovuto in ogni occasione in cui riceve un verbale nel quale l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria segnala un incidente e indica quel o quei soggetti che, a suo parere, possono avere concorso al verificarsi dell’incidente.
Poiché nel corso dei lavori si è accennato a una revisione dei parametri che conducono alla valutazione del livello di pericolo, ho ricordato che, nella mia attività di Consulente Tecnico, durante i procedimenti giudiziari ho sovente visto sollevarsi la diatriba sul significato del livello indicato con 3 sulla scala del pericolo. In queste occasioni mi sono reso conto che la maggior parte degli utilizzatori del Bollettino intende in senso astratto il concetto di pericolo e che il livello 3 non viene interpretato come un reale avviso di pericolo, ma come eventualità di incappare, per puro caso, in un incidente. Solitamente, durante i procedimenti giudiziari, i difensori sostengono che, su una scala di 5, il livello 3 deve essere inteso come pericolo medio; io ritengo che questa sia un’interpretazione priva di senso. Infatti, se si è convinti di ciò, poiché medio è ciò che ha una posizione o un valore compreso fra punti di riferimento estremi, ne consegue che la situazione di pericolo è al 50%; da questa interpretazione deriva che andare in montagna con il livello 3 è come giocare alla roulette russa ma, per rispettare il 50% di rischio, il tamburo del revolver deve contenere tre cartucce invece di una.
Vi ricordate che i primi pennarelli evidenziatori si chiamavano Marker? Ebbene, l’aggettivo marcato, che sempre accompagna il 3, sta correttamente a indicare che le condizioni del manto nevoso sono in una condizione particolare, che la distingue (negativamente) dalla stabilità, come confermano i sinonimi accentuato, sottolineato, evidente… Ho concluso questo argomento del mio intervento dicendo che, a mio parere, il concetto di ‘scala del pericolo’ è equivoco e che sarebbe preferibile sostituirlo con il principio di ‘codice di instabilità’, un codice nel quale il numero perde il senso di valore ma rimanda alle reali condizioni di equilibrio del manto nevoso, come il codice di colori in uso per definire le condizioni di salute di un infortunato.
In questo modo, forse, leggendo il Bollettino Valanghe, potremmo renderci conto che, quando segnala il livello 3, chi l’ha redatto, non si riferisce a un pericolo teorico e indefinito, ossia a una circostanza fortuita e imprevedibile, ma a una situazione concreta, ossia a una probabilità di incappare in una delle numerose nicchie di instabilità presenti sui versanti montani. Di conseguenza, la frase ‘è richiesta una buona (liv. 3) o una grande (liv. 4) capacità di valutazione locale’, che compare sempre sul Bollettino, non è un semplice consiglio, ma un chiaro invito all’assunzione di responsabilità. È una mia raccomandazione, invece, l’invito a leggere e valutare il Bollettino nella sua integrità ricordandovi che, se non lo farete voi, lo farà il Consulente Tecnico del Giudice e quest’ultimo non accetterà la scusa del malinteso, mentre l’accusa andrà alla ricerca di prove di imprudenza, negligenza e imperizia che sono le tre ombre che volteggiano sul capo dell’indagato per tutta la durata del procedimento.
Provate a leggere la scala del pericolo secondo questa interpretazione di codice di instabilità.
1 - DEBOLE - Manto nevoso generalmente consolidato e stabile. Sono presenti alcune locali nicchie di instabilità sui pendii indicati nel testo.
2 - MODERATA - Manto nevoso non completamente consolidato. Sono presenti diverse nicchie di instabilità sui pendii indicati nel testo.
3 - MARCATA - Manto nevoso scarsamente e difformemente consolidato, con numerose e diffuse nicchie di instabilità, sui pendii indicati nel testo.
4 - FORTE - Manto nevoso debolmente consolidato e poco stabile sulla maggior parte dei pendii indicati nel testo.
5 - ELEVATA - Manto nevoso generalmente instabile.
Ps Il termine 'nicchia' vuole intendere una superficie circoscritta nella quale il succedersi dei fattori nivologici e climatici ha causato una condizione della neve discorde e inferiore rispetto a quella che caratterizza il pendio circostante».
Sabato sera e' tempo di Pitturina
Al via anche Michele Boscacci
«E’ arrivata la neve - ha detto Michele Festini Purlan, coordinatore della Pitturina Ski Race - le nostre montagne finalmente hanno un aspetto invernale. La nevicata della scorsa notte ci rende felici, ma dobbiamo confermare il programma e il tracciato di riserva. Purtroppo è troppo tardi per allestire il percorso originale della Pitturina».
PERCORSO - Un inverno atipico, caratterizzato da scarse precipitazioni sull'arco alpino, ha costretto il Comitato Organizzatore della scialpinistica dell'alto Bellunese a cambiare i suoi piani. Grazie così alla collaborazione con la società Sexten Dolomiten la Pitturina si svolgerà all'interno della Ski Area di Padola di Comelico che, unica in Italia, ha permesso durante l'ultima stagione, la risalita agli skialper lungo un tracciato dedicato. Agli atleti non si farà mancare qualche uscita in neve fresca e qualche salita inedita, il tutto in un'atmosfera surreale, illuminata dalle lampade frontali posizionate sui caschi. Una Pitturina Ski Race diversa con partenza nel tardo pomeriggio di sabato 13 febbraio.
PROGRAMMA - Modificato quindi il programma della Pitturina: venerdì 12 febbraio alle ore 19 si correrà la VerticalSpina con partenza a Candide e arrivo sul monte Spina (gara aperta a chi vorrà farsi una passeggiata o una corsa sulla neve e con le ciaspe); sabato 13 febbraio alle ore 17 si gareggerà la Vertical Ski Race, inedita e spettacolare gara di scialpinismo individuale aperta a tutte le categorie Open con partenza da Padola e arrivo al Rifugio Col d’la Tenda (730 m di dislivello positivo), mentre alle 17.30 scatterà la Pitturina Ski Race con partenza e arrivo nei pressi della Ski Area.
LA FESTA - La formula resta a coppie mentre il dislivello da superare sarà di 2200 metri con un triplice passaggio in vetta. Per tutti gli appassionati sarà inoltre possibile salire in quota e seguire gli spettacolari passaggi degli atleti grazie al tradizionale evento "Io c'ero a KM 0" che permetterà di percorrere accompagnati, con partenza alle ore 16 e muniti di sci e pelli, la salita verso il rifugio Col d’la Tenda dove è prevista musica e festa per tutta la durata della manifestazione. Al termine della gara, trasferimento al PalaPitturina nella borgata di Sega Digon per il CenaParty, le premiazioni, le estrazioni della Pitturina Winter Lottery e molto altro. «Se l’ambiente non sarà quello spettacolare delle creste della Pitturina, - ha concluso il presidente dello Spiquy Team - se la neve non sarà quella polverosa del versante austriaco, non significa che La Pitturina possa essere altrettanto affascinante. Anzi faremo in modo che anche questa ottava edizione resti impressa nella mente dei partecipanti come un’edizione speciale, fatta di cultura, spettacoli, colpi di scena, tradizioni e soprattutto passione ed entusiasmo che solo la gente del Comelico sa dare».
La completa assenza di manifestazioni durante il weekend, sta favorendo le iscrizioni, e in questi ultimi giorni si è scatenata una vera e propria ‘caccia al compagno’.
BIG - Tutti ricercano il socio più adatto, quello che può darti una mano in salita o tirarti in discesa e così nomi eccellenti come Tadei Pivk, Pietro Lanfranchi, la beniamina di casa Alba De Silvestro e Katia Tomatis si sono già prenotati un pettorale per la sfida notturna alla Pitturina Ski Race.
Tra le ultime iscrizioni giunte alla segreteria operativa del Comitato Organizzatore è arrivata una squadra eccellente formata dagli azzurri Michele Boscacci e Manfred Reichegger.
La ValcanUp! si recupera il 28 marzo
Fissata la data dopo le ultime nevicate
Sulle prealpi bergamasche è scesa quel tanto di neve per dare la speranza che un recupero della ValcanUp! possa essere definitivamente possibile. «Calendario alla mano - spiegano gli organizzatori -, fitto come un formicaio da qui a fine aprile, l'unica data possibile per poter dare il via alla prima edizione della gara è stata identificata nel lunedì dell'Angelo, il 28 marzo. Pacchi gara già pronti, volontari già arruolati, gli sponsor a cui dare dimostrazione della fiducia ricevuta, la partecipazione al campionato provinciale da onorare, la combinata ‘Skialper sul Serio’ con gli amici della Timogno skiraid da promuovere: troppa carne sul fuoco per arrendersi e rimandare al 2017. Il programma rimane invariato: iscrizioni entro le ore 24 del 25 marzo tramite mod.61, tassa d'iscrizione di 25 euro entro la stessa data, 35 euro per iscrizioni tardive fino alle ore 7.45 del giorno della gara alla consegna dei pettorali. Il pacco gara prevede una maglietta ricordo New Balance, integratori Nutrilite, sacca porta pelli Kask e per i primi 50 iscritti una bottiglia di Valcalepio Martinì Col dei Paste». Maggiori info sulla pagina Facebook dell'evento, sul sito www.valcanaleteam.it o scrivendo valcanup@gmail.com
Proseguono le iscrizioni al Tor des Géants
E dal sito scompare il logo della Regione Valle d'Aosta
L’argomento del giorno, almeno in Valle d’Aosta. Quale Tor? Intanto al Tor des Géants si va avanti: sul sito ufficiale della manifestazione (www.tordesgeants.it) è ovviamente scomparso sponsor il logo della Regione Valle d’Aosta e si ribadiscono le date, dall’11 e 18 settembre e la possibilità di iscriversi. “Manca ancora una settimana alla chiusura delle preiscrizioni al Tor des Géants® 2016 (che è un marchio registrato, ndr) - si legge - e sono state raggiunte le 2.060 presenze di atleti aspiranti a partecipare alla settima edizione della grande gara valdostana. Già superato il numero dei Paesi rappresentati, 70, che costituisce il record assoluto del Tor”.
Come sono andati i giovani azzurri agli Europei?
Il bilancio del ct Davide Canclini
Come sono andati i campionati europei per la squadra giovanile azzurra? Ecco il bilancio del ct Davide Canclini. «Sono arrivate medaglie e prestazioni convincenti, direi che possiamo essere soddisfatti».
JUNIOR - «In campo maschile abbiamo avuto la conferma di Davide Magnini che ha dimostrato di essere atleta completo. Ottima anche la prestazione di Nicolò Canclini e bene anche Andrea Prandi, mentre Pietro Canclini ha avuto un po’ di problemi fisici.
A livello femminile Giulia Murada ha fatto vedere il suo valore salendo sul podio, mentre Giulia Compagnoni e Laura Corazza hanno pagato soprattutto in discesa e la neve fresca. Sicuramente il fatto che le francesi in Savoia hanno trovato condizioni migliori alla fine ha fatto la differenza».
CADETTI - «Il panorama di questa categoria è buono, anche se dobbiamo sempre considerare il fatto che per noi è l’ingresso nello ski-alp e dobbiamo dare il tempo per maturare.
E poi la struttura fisica ha fatto la differenza: guardate la foto del podio Cadetti e fate fatica anche a distinguerla con quella degli Junior…
Un po’ lo stesso discorso a livello femminile: la sorpresa è stata la russa Osichkina, ma sembra un’atleta già fatta. Arriva dalla Kamchatka, dove la ISMF aveva organizzato alcuni stage: con il suo fisico ha fatto la differenza nell’individuale. E a parte lei e la Tonso, tutte le altre sono decisamente più ‘piccole’: alla fine dell’individuale sono arrivate stremate, molte si sono messe anche a piangere. Tutti gli allenatori delle Nazionali nella riunione post-gara sono stati d’accordo nel chiedere percorsi più brevi per le Cadette per le prossime manifestazioni.
Dai nostri ragazzi abbiamo avuto comunque buone indicazioni: nella squadra maschile erano tutti ’99 e dunque servirà capire come sarà per loro il passaggio tra gli Junior la prossima stagione. Ma, ripeto, hanno gareggiato con pari-età molto più strutturati.
La squadra femminile era più ‘giovane’, ma il livello, a parte le prime classificate, era piuttosto uniforme».
COPPA ITALIA - Domenica si torna a gareggiare in Italia con la Valle di Rezzalo, tappa di Coppa Italia Giovani. «Prove sempre importanti per noi - ha concluso Canclini - per valutare tutti i ragazzi e soprattutto mettere le basi in prospettiva futura».
Bianca Balzarini e Fabio Bazzana primi a Lizzola
Nella Mario Merelli c'è
Nevica a Lizzola domenica mattina per la Mario Merelli C’è: percorso leggermente modificato, con oltre un centinaio di atleti in gara. Lotta a due per la vittoria finale: riesce a spuntarla Fabio Bazzana in 1h33’35" che supera Davide Pierantoni in 1h34’13" con Filippo Beccari vicinissimo in 1h34’17” a completare il podio, quarta piazza per Michel Cinesi, quinto Norman Gusmini. Nella gara rosa affermazione di Bianca Balzarini in 1h34’33” su Paola Pezzoli in 1h42’51, con terza Sara Pozzi in 2h19’26”. Tra i Master a segno Omar Oprandi davanti a Marzio Deho e Marco Tosi, mentre nella gara femminile prima Monica Sartogo davanti a Silvana Bonaiti.
Tra gli Junior successo di Enrico Loss su Davide Gusmeroli e Daniele Carobbio e di Alessia Re su Camilla Rodigari e Francesca Cattaneo; nei Cadetti a segno Alessandro Gadola su Marcello Muscetti e Federico Gusmeroli. mentre sul podio Cadette ci Desiree Franzini, Francesca Cristani e Benedetta Cecini.
Il dt Stefano Bendetti: 'un bell'Europeo per noi'
Le parole del coach azzurro
Tante medaglie in casa Italia agli Europei di Les Marecottes e due titoli assoluti, con Michele Boscacci nell’individuale e Robert Antonioli nella sprint. Ecco le considerazione del dt Stefano Bendetti con Stefano Jeantet.
La soddisfazione di Robert Antonioli
Il valtellinese campione europeo nella sprint
Robert Antonioli festeggia il titolo nella gara sprint di Les Marecottes, valida come campionato europeo e tappa di Coppa del Mondo. Ecco le parole del valtellinese nell’intervista di Stefano Jeantet.
Robert Antonioli campione europeo nella sprint
Il valtellinese vince a Les Marécottes
Ultima giornata di gare a Les Marécottes con l’assegnazione dei titoli europei nella sprint. Tracciato disegnato ancora una volta nella parte alta di La Creusaz.
Ed è ancora un oro per l’Italia: a firmarlo Robert Antonioli, il più veloce in finale precedendo gli atleti di casa Iwan Arnold e Martin Anthamatten.
Nella finale rosa successo di Laetitia Roux su Marta Garcia Farres e Nahia Quincoces Altuna.
GIOVANI - Negli Junior oro per lo svizzero Thomas Corthay con argento per Davide Magnini e bronzo per il francese Simon Bellabouvier. In finale anche Nicolò Canclini che non conclude la prova.
Titolo europeo Junior femminile per la francese Adèle Milloz sulla connazionale Lena Bonnel con tre azzurre in finale: terza Giulia Compagnoni, quarta Melanie Ploner, sesta Giulia Murada.
Nei Cadetti bronzo per Daniele Corazza, alle spalle dello svizzero Florian Ulrich e dell’austriaco Jakob Siedler. In finale anche Fabien Guichardaz, sesto. Nelle Cadette a segno la francese Justine Tonso sulla russa Ekaterina Osichkina e la svizzera Emelie Farquet, quarta Samantha Bertolina, quinta Valentina Giorgi.












