Marco De Gasperi detta legge in Argentina

Primo alla El Cruce Columbia

Grande prestazione per Marco De Gasperi in Argentina: il valtellinese della Forestale ha vinto la El Cruce Columbia, gara a tre tappe in Patagonia. Primo nelle prime due prove. ha gestito al meglio il vantaggio nell’ultima chiudendo davanti a tutti con un margine di oltre 15 minuti sugli avversari.


Crazy Skialp Tour, confermata la Skialp Val Rendena

In programma domenica 21 febbraio

Dopo il buon esito della gara d’apertura al Passo del Tonale e l’annullamento della Valtartano Skialp, il calendario del secondo Crazy Skialp Tour è ancora work in progress. Tra i dubbi da sciogliere dopo le tanto attese nevicate, c’è però una certezza: domenica 21 febbraio si corre a Pinzolo la Skialp Val Rendena.
«Il nostro obiettivo è divertirci e fare divertire garantendo la buona riuscita delle gare senza mettere in pericolo la sicurezza degli atleti  - ha esordito il patron del circuito Luca Salini -. Ciò vuol dire assicurare a tutti i partecipanti di potersi cimentare su percorsi adeguatamente innevati e soprattutto sicuri. Per questo le riserve sulle ultime due tappe verranno sciolte solo all’inizio della prossima settimana. Aspettando le conferme da Lago di Calaita e Oropa, che ci permetteranno di definire date, classifiche e premi di circuito, confermiamo che lo staff di Matteo Campigotto è già all’opera per l’edizione 2016 del Trofeo Massimo Nella. Come da programma la gara FISI individuale andrà regolarmente in scena sulle nevi del Doss del Sabion domenica 21 febbraio».
Abbinato alla gara, ma non valevole come tappa del circuito Crazy, è previsto inoltre il 17° raduno aperto a tutti. Dopo il recente successo organizzativo della Vertical Up, il comitato organizzatore l'Alpin Go Val Rendena è quindi pronto a rimettersi in gioco con la classica scialpinistica trentina. Il tracciato, viste le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, rimane confermato come da programma con il passaggio roccioso della Scala Santa e l'attraversamento della conca dei XII Apostoli del cuore delle Dolomiti di Brenta patrimonio dell'Umanità.


Arriva il nuovo Tor: Endurance trail Valle d'Aosta

Con una delibera della Giunta regionale valdostana

Non si ferma la ‘valanga’ di novità in Valle d’Aosta, in merito alla questione Tor-Regione. La notizia arriva direttamente dall’ANSA: “Si chiamerà 'Endurance trail Valle d'Aosta' la nuova gara di corsa in montagna che si candida a essere una delle più difficili e massacranti al mondo, con un percorso di oltre 300 chilometri e quasi 25.000 metri di dislivello positivo. Le modalità di organizzazione della competizione sono definite in una delibera della Giunta regionale. La partenza avverrà il 3 settembre a Cogne, dove è previsto anche l'arrivo. La nascita dell'Endurance trail Vda fa seguito alla decisione da parte della Regione Valle d'Aosta di ritirare il sostegno al Tor des Geants, gara analoga in programma dall'11 al 18 settembre con partenza e arrivo a Courmayeur”.


Si gareggia in notturna anche nel Cuneese

Il 24 febbraio il recupero a Limone, novità per Sciando con le stelle

È arrivata la neve anche nel Cuneese e inizia la stagione delle notturne.
WINTER VERTICAL RACE - La seconda edizione della gara di Limone Piemonte, rinviata a gennaio si recupera il 24 febbraio. Non cambia il programma: partenza alle ore 19 da Limone 1400 con salita di 2k e 650 metri di dislivello. Iscrizioni entro il 23 sul sito laviadelsale.com o direttamente il giorno della gara.

SCIANDO CON LE STELLE - Cambia volto la gara organizzata dallo sci club Tre Rifugi. La tredicesima edizione della notturna monregalese, che si svolgerà mercoledì 9 marzo, avrà uno sviluppo di 17 km con un dislivello positivo di 1400 metri e si svilupperà, oltre che sulle piste di Prato Nevoso, anche su quelle di Artesina. La partenza e l’arrivo saranno sempre situate nella conca illuminata di Prato Nevoso. La gara sarà a coppie. Le iscrizioni si ricevono compilando il modulo presente sul sito www.trerifugi.it: la quota è fissata 50 euro a coppia da versare al momento del ritiro del pettorale che dovrà avvenire entro le ore 18 del giorno della gara. Le iscrizioni si chiuderanno alle ore 20 del 7 marzo. La partenza è fissata alle ore 18,30. Alle 18,45 si svolgerà la gara per i giovani con un percorso che si sviluppa con due giri sulla pista illuminata di Prato Nevoso. 


International Ski Tour, sabato la prima gara

La Rampigada SkiAlp a a San Domenico di Varzo

Dopo il rinvio della Pian di Sole Ski Alp Premeno (che verrà recuperata giovedì 18 febbraio alle ore 19.30), l’annullamento delll'Anzasca Ski Alp e l’altro rinvio, quello dell’Alpe Pero Ski Alp Strona, parte l’International Ski Tour: la prima gara del circuito, la Rampigada SkiAlp è in programma sabato 13 febbraio a San Domenico di Varzo. La partenza della gara alle ore 17.30, e il tracciato ricalca circo il percorso dello scorso anno, con la differenza dell'arrivo in salita a Ciamporino. Il via in centro paese, a piedi per un tratto di circa 500 metri, successivamente con gli sci ai piedi si risalirà per un dislivello di circa 450 metri positivi. Con gli sci nella zaino si proseguirà, salendo dalla Casa Rossa attraverso un canalino, cambio d'assetto la discesa sci ai piedi fino a San Domenico, si ripercorre lo stesso percorso fino a Casa Rossa e si risale quindi fino a Ciamporino dove è posto il traguardo. Dislivello positivo di 1000 metri e tre cambi di assetto. Il tratto di pista Casa Rossa-San Domenico, attrezzato con impianto di illuminazione notturna, sarà naturalmente acceso.


Gia' disponibile Skialper 104 di febbraio-marzo

Un numero completamente ristilizzato e ricco di proposte interessanti

La neve si è fatta desiderare nell’inverno più secco che si ricordi e la copertina di Skialper di febbraio-marzo (già disponibile per il download su app iOS e Android), uno scatto dalle tinte nordiche del fotografo Mattias Fredriksson, ha un unico strillo, dedicato all’alta pressione che ha interessato il continente in questi mesi. Un tema che torna anche nell’editoriale di Davide Marta, ‘Fragole a dicembre’, corredato da una insolita foto di Damiano Lenzi che scia… sulle foglie. Una paginetta per riflettere, non solo sul climate change ma soprattutto sull’ansia della nostra società che vorrebbe tutto (la neve) subito (all’Immacolata) e nelle giuste condizioni e che a gennaio già pensa al mare

RESTYLING - Prima di affrontare gli argomenti del numero 104, un gradito regalo per i nostri affezionati lettori: Skialper è tutto nuovo. La rivista è infatti stata sottoposta a un restyling completo, con un layout più pulito, che valorizza ancora di più i contenuti fotografici e facilita la lettura. Un ‘ritorno al futuro’ all’insegna della semplicità.

LEGGERI IN SALITA? - È l’eterno dilemma dello skimo race (e non solo). Attrezzi sempre più leggeri ma, quanto si guadagna in termini di affaticamento e sforzo fisico? Nessuno aveva mai provato a determinare il costo energetico della diversa attrezzatura tranne il nostro ‘Doc’ Massimo Massarini che ha organizzato un test scientifico su 350 m di dislivello positivo con sci (Ski Trab) dal gara al touring scoprendo che… Le foto che documentano l’esperimento sono di Alo Belluscio.

MADE IN THE ITALIAN ALPS - La Sportiva e Ski Trab hanno raggiunto un importante accordo che di fatto crea il polo dello skialp italiano. Gli sci dell’azienda di Ziano di Fiemme saranno i Trab made in Bormio con una speciale serigrafia all’insegna del total look Laspo. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Delladio e Adriano Trabucchi, gli artefici dell’agreement.

NTN - La nuova parola magica significa New Telemark Standard. Stiamo parlando degli attacchi per lo sci a tallone libero che, sulle orme dei Freedom e Freeride di Rotteffella, diversi costruttori stanno lanciando sul mercato. Modelli che possono essere un’alternativa anche per la pratica dello skialp ‘free heel’. A patto di trovare il giusto set-up con lo scarpone adatto tra quelli presenti sul mercato (ce ne sono alcuni anche con i pin). A valutare affidabilità e possibili utilizzi di questi bindings ci ha pensato Emilio Previtali.

GOULOTTE CHE PASSIONE - Che il nostro collaboratore Marco Romelli fosse un appassionato e grande conoscitore del Monte Bianco lo sapevate già. Questa volta presenta ai lettori di Skialper tre goulotte, in ordine di difficoltà, da non perdere per gli amanti del genere.

RIPIDO ALLA VALTELLINESE - Di lavoro fa il gestore di un rifugio ma appena può si lancia sui pendii più belli (e ripidi) della sua Valtellina. Carlo Battista Mazzoleni presenta sei itinerari steep & deep da non perdere, con l’approvazione di un pioniere del ripido locale come Mario Vannuccini.

POLVERE DELL’EST - Ci hanno girato anche un film della Teton Gravity… quindi Sella Nevea sarà un bel posto per skialp e freeride. O no? Leonardo Comelli presenta cinque itinerari doc nella località friulana.

OPPEL - Un canale, un bivacco, una frana che lo distrugge. E l’impresa di due amici, uno nipote dell’alpinista al quale il bivacco era dedicato, che scendono il ripido canale con gli sci. Siamo sull’Antelao, vicino a Cortina.

GERRY E MATTIA - Stiamo parlando di Davide Terraneo e Mattia Varchetti, probabilmente già conosciuti dai lettori di Skialper, soprattutto Davide che è anche collaboratore. Già, però essendo collaboratore non si parla mai di lui e delle sue discese di ripido… Eccolo accontentato con l’amico Mattia, cresciuto sciisticamente e alpinisticamente insieme.

GEORGIA THE LAST PARADISE - Luca Pandolfi vi dice qualcosa? Lo snowboarder ormai stabilitosi a Chamonix ci porta alla scoperta (con le stupende foto di Matteo Calcamuggi) della polvere di questo Paese caucasico che sembra proprio essere la prossima frontiera dello sci in neve fresca. 

FORNI - La zona dei Forni, in alta Valtellina, è il luna park dello skialp, probabilmente uno dei comprensori più famosi al mondo per le pelli. Però il nostro Guido Valota ci porta alla scoperta di qualche itinerario inedito, magari sconfinando anche al Gavia…

WHITELAND - A ottobre eravamo andati a visitare la bottega artigianale dove vengono sfornati solo pochi sci, costruiti con maniacale cura. Ora abbiamo messo Balma e Zube sulla neve per vedere come vanno i due modelli di Whiteland. 

SPLITBOARD - Di neve in giro ce n’è poca però nella sezione splitboard della rivista Ettore Personnettaz racconta la sua esperienza nel canale della Virgola, nella valle del Gran San Bernardo, mentre Luca Albrisi ricorda una bella gita della scorsa stagione. Rigorosamente con le split ai piedi.

AL DI LÀ DEL BENI - Bendikt Böhm, manager Dynafit, ex fondista e scialpinista agonista, alpinista… Un personaggio che a 38 anni ha già raggiunto traguardi che basterebbero a rendere interessante la vita di una decina di persone in gamba… Lo ha intervistato il nostro Guido Valota.

ISPO - Tutti si buttano sullo skialp, era la parola d’ordine alla fiera ISPO di Monaco di Baviera, ma il mercato è grande abbastanza per accontentare produttori artigianali e big player degli sport invernali? È quello che ci domandiamo nelle 15 pagine dedicate alla fiera dove naturalmente presentiamo le principali novità dell’inverno che verrà con le foto di Federico Ravassard.

PREVIEW - Le novità 2016/17 di Scott, Movement e Picture.

MILLET TOUR DU RUTOR EXTREME - Quattro pagine dedicata alla classica Grande Course in programma a inizio aprile in Valle d’Aosta. 

UP & DOWN - Particolarmente ricca la sezione dedicata alle gare, dai report delle tappe di Coppa del Mondo di Albosaggia e Andorra, all’opinione di Fabio Meraldi sulle critiche di Kilian alla ISMF per la mancata classificazione ex-aequo con Michele Boscacci alla Valtellina Orobie. Proprio Boscacci è l’atleta intervistato, ma non mancano botta e risposta con Raffaella Rossi, Alba De Silvestro e Nicola Pedergnana. E poi il parere di quattro atlete sul movimento femminile e quello di cinque organizzatori sui calendari sempre più affollati. Senza dimenticare il report in presa diretta dalla Vibram Hong Kong 100, prima gara del circuito Ultra Trail World Tour. 

DISPONIBILE ANCHE SU APP - 
Skialper di febbraio-marzo sarà disponibile nelle migliori edicole nei prossii giorni ed è gia sull’apposita app per dispositivi mobili. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!  


A proposito di livello di pericolo 3

Ha fatto discutere il testo pubblicato qualche giorno fa, torniamo sul tema

Sono tre mesi che aspettiamo la neve e adesso, che finalmente è arrivata, i soliti benpensanti ci avvertono che c’è pericolo e che non si deve andare. 
Anch’io sono sicuramente incluso tra i benpensanti perché invito ad avere coscienza del pericolo e coscienza vuol dire percezione, vuol dire consapevolezza, comprensione, capacità di giudizio. Queste non sono virtù ma solo capacità individuali che permettono di agire senza affidare la nostra vita alla fortuna o, ancor peggio, alla legge di Murphy: se esiste anche una sola possibilità che una cosa vada male, una volta o l’altra andrà male, forse già la prossima volta.

Pericolo
Situazione o motivo cui sono associati uno o più elementi capaci di compromettere l’incolumità di una persona.

Instabilità (del manto nevoso)
Condizione d’incertezza e precarietà dello stato del manto nevoso, con tendenza a subire repentine alterazioni e cedimenti al mutare delle condizioni di temperatura e/o pressione.

SCALA DELL’INSTABILITÀ -
 Sono convinto che se, per indicare le condizioni del manto nevoso, fosse in uso una scala dell’instabilità, anch’essa su cinque livelli (di instabilità) secondo una progressione tale che la differenza tra un livello e quello immediatamente precedente sia una costante, l’indicazione di livello 3 ‘manto nevoso marcatamente instabile’ sarebbe accettata come una situazione a cui non si può porre altro rimedio che attendere che si modifichi verso condizioni migliori. Viceversa, se si parla di ‘pericolo marcato’, si scatena un putiferio, dal mugugno (sordo brontolio di malcontento) alla protesta (energica disapprovazione, sino all’opposizione). Probabilmente perché nel primo caso si parla soltanto della condizione fisica di un materiale, mentre nel secondo sembra che chi redige il Bollettino Valanghe voglia mettere in dubbio il coraggio e la forza d'animo dell’appassionato, virtù che (ne è pienamente convinto) gli permettono di affrontare e dominare situazioni scabrose e difficili.

STATISTICHE - Eppure le statistiche del CNSAS sono di facile lettura: su 100 incidenti mortali, oltre 70 si sono verificati quando i Bollettini indicavano livelli di pericolo 2 e 3.
Il problema non sta nella ‘scala’ che, peraltro, non nega la possibilità di andare in escursione, infatti (livello 3) dice solo che le possibilità per le gite sciistiche sono limitate, ma nella frase che segue: è richiesta una buona capacità di valutazione locale. Questa frase mette in ballo la capacità di giudizio dell’escursionista e nessuno vuole accettare la responsabilità di un giudizio errato perché, in caso d’incidente, anche senza vittime, si troverebbe automaticamente indagato per reato di pericolo, perché il semplice fatto di provocare una valanga è un reato contemplato dall’art. 426 del Codice Penale: Chiunque cagiona una inondazione, o una frana, ovvero la caduta di una valanga, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.

SAPERE LEGGERE IL BOLLETTINO - Non limitiamoci a sbirciare il Bollettino e a controllare soltanto il livello di pericolo; leggiamolo invece per intero e vi potremo trovare frasi come questa: Il manto nevoso si presenta irregolare nello spessore e nella distribuzione, con ampie zone erose anche fino al suolo in corrispondenza di dorsali e creste e accumuli significativi in conche, avvallamenti e nei pressi di colli, cambi di pendenza e al di sotto delle creste. Questa frase non ci dice che non dobbiamo andare, ma ci indica su cosa portare la nostra attenzione; è un invito a guardare la montagna con attenzione, a individuare quegli indizi che faranno sorgere il sospetto di inoltrarci in una zona instabile. E ancora: Sui versanti ombreggiati ed in quota sono presenti accumuli recenti in via di indurimento, sastrugi e croste da vento nelle zone erose, con rari tratti di farina compressa nei punti più riparati, mentre sui versanti al sole, dove lo spessore del manto è ridotto o assente fino a quote elevate, le croste da vento e i lastroni soffici di neo formazione si alternano a croste da fusione e rigelo. 

LEGGERE IL PAESAGGIO - Siamo stati capaci di leggere il Bollettino, ma siamo capaci di ‘leggere il paesaggio’?  Siamo capaci di renderci conto dell’esistenza degli accumuli, della direzione da cui spirava il vento indicata dai sastrugi o dalle cornici?  Se siamo capaci di farlo sapremo riconoscere un pendio potenzialmente pericoloso. Già, quando saremo coscienti dei guai in cui potremmo incorrere, ci renderemo pure conto che dovremo prendere la decisione ‘vado - non vado’, ma questo coinvolge la nostra responsabilità, cosa che preferiamo evitare. E allora … allora dai addosso a chi redige i bollettini, perché ‘è troppo prudente’, impreca contro chi ti avverte dei pericoli e t’invita alla circospezione, perché ‘è un cacasotto’.  La prudenza non è l’anticamera della paura, ma è a capacità di dirigere l'intelletto in modo da discernere ciò che è corretto da ciò che è errato.

FORMATI, INFORMATI E OSSERVATORI -
 E allora ripeto qui quanto ho già detto in occasione di una recente intervista.
Rendiamoci conto che per andare in montagna correndo il minor rischio possibile occorre:
a)  Essere formati, cioè possedere un buon bagaglio di conoscenze di base;
b)  Essere informati, ossia aver assunto le opportune informazioni relative all’ambiente; (inclinazione, morfologia, copertura vegetale,…) e alla situazione meteo-nivologica presente e alla sua evoluzione prevista.
c)  Essere osservatori, ovvero guardarsi intorno e mettere a confronto ciò che si vede con ciò che sappiamo (formazione) e con ciò che ci ha detto il Bollettino (informazione).

«La storia dell’umanità è sempre più una sfida tra la preparazione e la catastrofe»
(H. G. Wells).
Se sei formato, informato ed attento, puoi andare in montagna senza che il tuo modo di agire sia una sfida, altrimenti leggiti questi versi di Omero (Odissea): ‘Incolperà l’uom dunque sempre gli dei? - Quando a se stesso i mali fabbrica , - dei suoi mali a noi dà carico - e la stoltezza sua chiama destino’.


Al via la stagione delle notturne nel Torinese

Venerdi' la Usseglio Ski Alp apre il Piemonte Ski Alp

Venerdì sera si apre il Piemonte Ski Alp circuito che si articola con tre gare nel Torinese.
Appuntamento a Pian Benot con la Usseglio Ski Alp, notturna di salita e discesa (per un totale di 920 metri di dislivello) con partenza dagli impianti di Benot ed arrivo in punta al Tumlet.
Le altre due prove sono Val Sangone Ski Ride, giunta alla decima edizione con il palio il Memorial Tommaso Tommy Dovis, in calendario il 15 marzo a L'Aquila di Giaveno con un dislivello di 855 metri, e il Km Verticale del Courbas a Prali il 25 marzo con 1000 metri di dislivello in 4 chilometri.

PRALI - E sempre a Prali, fuori dal circuito, ci sarà il 20 febbraio una scialpinistica in notturna sulla pista Verde aperta a tutti, con partenza libera dalle 18 e start della prova agonistica alla 19.
Sulla stessa pista, grazie alla disponibilità della Prali Ski Area, c’è anche la possibilità di allenarsi (scaricando il modulo di partecipazione sul sito www.nuova13laghi.com) tutti i giorni dalle 6.30 alle 8 e il lunedì e il mercoledì dalle 16.45 alle 22.15.


1500 chilometri di corsa per solidarieta’

Franco Zomer tentera’ di attraversare quattro deserti in un anno

Solo una quarantina di persone ce l’hanno fatta. Namibia, Gobi, Atacama e Antartica: quattro deserti (uno di ghiaccio…), più di 1.500 km da correre in situazioni estreme, nello stesso anno solare (www.4deserts.com). Con l’aggiunta di una quinta gara, che nel 2016 si correrà in Sri Lanka. E di un altro grande slam, la versione plus, che prevede di portare a termine anche la quinta gara…

IMPRESA PER POCHI - Solo tre uomini ce l’hanno fatta, due canadesi e un americano. Quest’anno al via per tentare l’impresa ‘plus’ ci sarà anche il presidente e fondatore dell’ASD Maratonabili (la squadra di runner che corre le principali maratone e mezze spingendo le carrozzine di ragazzi disabili (www.maratonabili.org). Si chiama Franco Zomer, ed è un osteopata di Prato, più volte finisher del Tor des Geants, della Marathon des Sables e di diverse altre corse estreme. Il primo appuntamento è fissato per il 14 febbraio con la partenza della ‘Roving Race’: 250 km nello Sri Lanka. Franco è pronto, col solito sorriso sulle labbra e l’immancabile parrucca arancione.

OBIETTIVO SOLIDARIETA' - Una corsa per amici speciali: «I tanti anni nei Maratonabili mi hanno insegnato che si può correre davvero in mille modi. E mi hanno anche un po’ viziato… non mi basta più correre solo per me, per il mio animo, per il mio star bene. Per me la corsa è stare insieme, è ritrovare il senso delle amicizie più vere, è il tempo per pensare e accorgersi delle cose belle di cui siamo circondati. Vorrei che anche queste gare fossero corse ‘per’ e ‘con’ la squadra, per consentire a tutti di vivere le emozioni che questo sport, l’aria aperta e lo stare insieme riservano». E così Franco ha pensato di lanciare un’unica grande raccolta fondi lunga quanto la sua avventura e di aprire un blog con cui aggiornare tutti sul day by day di ogni impresa e raccogliere fondi per l’associazione.
www.francozomer.it - bit.ly/raccolta_fondi


4 Valli, volano Thomas Trettel e Beatrice Deflorian

Primi anche al Memorial Maurizio Zagonel

Terzo atto del Trofeo Quattro Valli con il Memorial Maurizio Zagonel, andato in scena mercoledì sera a San Martino di Castrozza. Nuova affermazione di Thomas Trettel (già primo a Bellamonte e a Moena) che chiude in 21.09, precedendo Christian Varesco in 21.33, con terzo Ivo Zulian in 21.43. Ai piedi dei podio Gabriele De Paul e Simone Manfroi.
Beatrice Deflorian a segno nella prova rosa in 26.00 (anche per lei terza vittoria in tre gare) su Carla Iellici in 26.45 e Marta Vinante in 29.28, quarta Giorgia De Marco, quinta Miriam Murer.
Tra gli junior successi di Luca Ventura (su Alessandro Morandini e Mattia Debertolis) e di Manuela De Nardi (su Vanessa Degasperi). 


Sci e Luci nella Notte, Fabio Bazzana a forza 5

Nel Memorial Guerino vittoria rosa per Paola Pezzoli

Quinta prova del circuito 'Sci e Luci nella Notte’, mercoledì sera con il Memorial Guerino. Dal Passo della Presolana la gara è stata spostata sulle nevi di Montecampione con un tracciato di due salite e due brevi discese per un dislivello in salita di 800 metri e 150 di discesa.
Sempre più leader Fabio Bazzana che fa cinque su cinque, conquistando altri 200 punti, battendo Fabio Pasini e Marzio Deho. Nella gara femminile affermazione di Paola Pezzoli davanti Maddalena Mognetti (che conserva il primato nella generale del circuito) e Sonia Testini. 


Emelie Forsberg, tristezza e voglia di tornare

La svedese racconta l'infortunio che l'ha costretta a chiudere la stagione

Emelie Forsberg ferma per infortunio al ginocchio dopo gli Europei in Svizzera. La svedese sul suo blog (www.emelieforsberg.com), racconta com’è andata.
Le condizioni erano perfette per la gara, sole e powder. Dopo un buon inizio in Coppa del Mondo, ero in forma e volevo dare tutto. Sulla prima salita ero fiduciosa. Alla fine della prima discesa un altro concorrente è salito sulla coda dei miei sci e con quel leggero tocco, ho perso il controllo e sono caduta nella neve fresca. Ho sentito qualcosa di strano nel mio ginocchio destro, ma ho deciso di provare ad arrivare alla zona cambio. Non ho potuto fare pressione sulla gamba destra e così ho iniziato a capire che cosa non andava. Ho continuato comunque, ma in quei pochi minuti ho sentito tante voci nella mia testa che mi dicevano di non continuare. Così mi sono fermata e sono andata immediatamente al medico di gara”.

IN OSPEDALE -
Poi gli esami a Martingy. “Dai primi accertamenti pensavano che i legamenti crociati erano ok. Un intervento chirurgico al menisco sarebbe stato facile da recuperare. Quando è arrivata la risonanza magnetica, il legamento crociato era rotto. Tutte la mie speranza erano scomparse. Mi sono sentita sottoterra. Quanto tempo ci vorrà? Devo operarmi? Ritroverò la mia sicurezza a correre e sciare? Tante domande, non alcuna risposta (…). Ero frustrata, spaventata, delusa, il cuore spezzato, triste e tutto il tempo il mio cervello ha lavorato freneticamente sui possibili scenari”.

IL FUTURO -
Penso che adesso sia importante non sentire altro che tristezza. Ma è ancora più importante uscire dal buio e cercare una piccola luce. Non è quello che avevamo programmato, ma abbiamo bisogno di adattarsi alla situazione. (…) Non appena l'infiammazione passerà farò una nuova risonanza magnetica e dopo deciderò. Leggere tutti i vostri messaggi mi scalda il cuore e mi fa piangere ancora di più. Il tanto amore e il sostegno di tutti voi significa tanto. Grazie da tutto il mio cuore. Non voglio rinunciare. Voglio tornare”.


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