Pierra Menta, stop per Eydallin e Lenzi

Per le condizioni fisiche di Lence

Hanno onorato il pettorale 1. Eydallin e Lenzi era in palla dopo l’Altitoy, volevano ripetersi e comunque dare battaglia anche alla Pierra Menta. Ma nei giorni che hanno preceduto la gara febbre e tosse per Lence. Un aerosol anche prima di partire… In avvio la gambe girava, anche meglio di quella di Eyda, ma alla fine non ce l’ha fatta. Così la decisione di ritirarsi sulla prima salita. Ecco le impressioni dei due azzurri. 
 

 

Finisce cosi alla prima salita, la Pierramenta è già di persè durissima quando si è in forma e in piena salute . Ho...
Pubblicato da Damiano Lenzi " Il Lence " su Mercoledì 9 marzo 2016


Pierra Menta, Boscacci-Antonioli ci provano

Terzi dopo la prima tappa

Michele Boscacci e Robert Antonioli sono terzi dopo la prima tappa. Sono a poco più di cinque minuti da Kilian e Jacquemoud, a 1’23” da Bon Mardion e Gachet, con un minuto di margine su Sevennec-Blanc. Ci sarà da lottare per un posto sul podio. Una gara più insidiosa del previsto per i due valtellinesi, ecco le loro parole dopo l’arrivo. 


Lo Skialpdeiparchi fa tappa in Molise

Vittoria del giovane Marco Daniele

Trovare al 41° grado di latitudine e sotto i 2000m canali ‘dolomitici’ non poteva essere scenario migliore per gli atleti che hanno raggiunto il Molise e il comprensorio di Campitello Matese per un evento ‘storico’, la gara di scialpinismo più a Sud dell’Italia peninsulare. Dalla cima di Monte Miletto, vista sul golfo di Napoli verso il Tirreno e fin sul mare pugliese verso l’Adriatico. Clima invernale, sole, vento, neve e tanta amicizia per i concorrenti (pochi rispetto a quanto meritassero location e organizzazione) che hanno partecipato al primo Matese Skialp Race, organizzato dall’associazione Alpamayo Mountain team.
Partenza ritardata dovuta al rifacimento della traccia dopo la nevicata notturna ed a una modifica del tracciato con inserimento di un tratto con ramponi, che ha reso ancora più tecnico il  suggestivo percorso.
In campo maschile si sono battagliati il podio avvicendandosi più volte nei cambi assetto e durante le discese i primi quattro atleti: alla distanzaprima vittoria allo skialpdeiparchi dell’Under 18 Marco Daniele che chiudendo con il tempo di 52’00” ha preceduto sul traguardo Antonio Carfagnini e Antonio d’Alessandro giunti insieme all’ultimo cambio pelli prima dei 500 metro sul piano finale che portava all’arrivo.
Tra le uniche due donne in gara, andamento a braccetto fino al traguardo per Giovanna Galeota e Francesca Ciaccia che hanno chiuse ex-equo con il tempo di 1h16’27”.
Lo Skialpdeiparchi proseguirà regolarmente  con la dodicesima edizione del super classico Trofeo Majella in programma il prossimo 13 marzo a Passo Lanciano Majelletta.


Il nostro avvocato parla di responsabilita' e skialp

Conferenza di Flavio Saltarelli a Ziano di Fiemme

Sabato 12 marzo a Ziano di Fiemme, alle ore 20 nella Sala della Cultura, conferenza del nostro collaboratore, l’avvocato Flavio Saltarelli su ‘Una “valanga” di responsabilità’, riferita al mondo dello scialpinismo.


Pierra Menta, -2 al via

Mercoledi' si apre la quattro giorni di Areches Beaufort

Da mercoledì a sabato, quattro giorni di gara e 10.000 metri di dislivello: voilà la Pierra Menta. Trentunesima edizione della classica di Arêches-Beaufort. 185 le squadre iscritte nella gara maschie: non cambiano le coppie rispetto alla Altitoy. Dunque Kilian con Mathéo Jacquemoud, gli azzurri Lenzi-Eydallin (che partono con il pettorale 1) e Boscacci-Antonioli, i francesi William Bon Mardion e Xavier Gachet che giocano in casa: i primi quattro sui Pirenei partono tra i team favoriti. La Francia comunque ha altre carte da giocare: Didier Blanc e Alexis Sevennec, Valentin Favre e Léo Viret. E ancora gli spagnoli Nil e Oriol Cardona Coll, gli austriaci Hermann e Weisskopt, il francese Florent Perrier con l’azzurro Stefano Stradelli, Filippo Beccari con Federico Nicolini, Daniel Antonioli e Richard Tiraboschi, Michele Maccabelli e Alex Salvadori....
Ventuno le squadre femminili. Favorita d’obbligo la coppia Laetitia Roux-Axelle Mollaret. Katia Tomatis e Martina Valmassoi a caccia di un posto sul podio. La sfida sarà con Mireia Miro e Claudia Galicia Cotrina, Séverine Pont-Combe e Lorna Bonnel, le giovani Caroline Joguet et Sophie Mollard, mentre Marta Riba sarà al via con Ida Nilsson. Gli altri team azzurri: Debora Cardone e Raffaella Miravalle, Annie e Katrin Bieler, Monica Sartogo e Chiara Giovando. 


Gerry e Mattia: Campari, assi e nessun filtro

Su Skialper in edicola una intervista a due giovani protagonisti del ripido

«Il nostro incontro non è stato su un pendio innevato, nemmeno su un impianto di risalita. È stato con un giro di cocktail argentino Coca&Fernet in un locale milanese. I ricordi non possono essere nitidi, una serata di proiezioni di discese di pente raide in snowboard, la presentazione di un libro… sì c’erano altri amici! Empatia, entrando nella consuetudine del ‘questo lo offro io’ e il gioco era fatto: si è iniziato a combinare giri e discese per le Alpi. Il bello delle passioni comuni: diventano un pretesto e poi con Gerry e Tia in montagna si va bene davvero. Pochi eccessi, si ragiona, a volte si rinuncia, cosa assai difficile e preziosa. La parte più complicata diventa la gestione del mese di maggio: le telefonate, i dubbi meteo, meteoblu, meteoverde, meteo orange, lì sì, ma anche quella parete sembra buona e manca. Un delirio. Ogni primavera. Ma poi quando la discesa l’hai fatta, si capisce e si scusano gli eccessi di questa passione. I due soggetti in questione infatti sono prima di tutto due appassionati sciatori: perché quando a fine settembre chiami Gerry per arrampicare e lui ti risponde con una foto di un qualche colosso del Vallese reso verglassato da un temporale estivo, l’unica cosa che ti impedisce di riattaccare è che quella passione ce l’hai pure tu». Comincia così l’intervista di Andrea Bormida a Davide ‘Gerry’ Terraneo e Mattia Varchetti su Skialper 104 di febbraio-marzo. Due amici off piste e nella vita con all’attivo tante discese di valore dai 45 gradi in su.

CURRICULUM - Couloir Coolidge al Monviso, (1.200 m 45/50°), Tour Ronde - parete nord (350 m 50/55°) e Canale Gervasutti (400 m - 45/50°), Disgrazia - parete nord (600 m - 50/55°) ma anche la nord del Fletschhorn e del Lenzspitze o del Gran Paradiso o la ovest   dell’Eiger. Sono solo alcune delle discese del duo, spesso sciate insieme. 

IL RIPIDO PER GERRY - «In primis ci tengo a dire che amo lo sci, dal freeride, allo skialp classico fino al ripido (anche la pista in dicembre). Il ripido per me, e credo per Mattia, è il punto di arrivo di un lungo percorso che inizia con la pista, poi con il freeride, poi con lo scialpinismo. È il culmine della carriera di uno sciatore: per molti invece è l’inizio, infatti poi dai video e dalle foto si vedono tecniche di curva non molto cristiane ahahah! Le difficoltà non sono di certo paragonabili con l’arrampicata sia su roccia che misto, perché ritengo che siano attività molto più selettive a livello fisico e atletico. Nello sci il gesto tecnico è abbastanza semplice e una volta imparato è come andare in bicicletta, non c’è di certo bisogno di un allenamento assiduo e costante. Forse conta un po’ di più la componente psicologia e soprattutto il fatto che non ci si può allenare se non praticandolo. Non esistono palestre con neve artificiale e pendii di 50 gradi dove perfezionare la curva, se no saremmo tutti dei campioni e sul Couturier si formerebbero le gobbe».

IL RIPIDO PER MATTIA - «Il ripido - uso questo termine per semplificare anche se non mi piace molto - è comunque l’estremizzazione di uno sport, credo che lo si potrebbe paragonare al freesolo o anche all’arrampicata tradizionale di livello, anche se di climbing non mi intendo molto. Spesso l’errore non è concesso, l’allenamento fisico deve essere sempre al massimo per riuscire a ottenere risultati e agire in maniera lucida e sicura. Sicuramente la difficoltà rispetto alle altre attività citate da te sta nel fatto che l’allenamento del gesto tecnico su strutture artificiali non è permesso e che il rischio maggiore rispetto ad altre discipline è che si agisce su un terreno in continua mutazione: temperatura, vento e precipitazioni possono modificare il campo di gioco in tempi brevissimi».

IL FUTURO DEL RIPIDO (GERRY) -
«Il futuro penso che sia portare questa tipologia di sci su cime dove la quota è un ingrediente che può determinare un successo o un fallimento. Ci sono già stati tanti exploit negli anni passati e spero di vedere negli anni futuri sempre più gente alle prese con montagne di 6.000, 7.000 e anche 8.000 metri con sci o snowboard ai piedi».

IL FUTURO DEL RIPIDO (MATTIA) - «Sicuramente la Cordillera Blanca sta attirando sempre più appassionati e rimane la meta intercontinentale più ambita mentre l’Himalaya è meno battuta per costi e fattori ambientali. Quest’anno ho visto parecchie foto anche della Nuova Zelanda. Ma credo che non sarà solo altitudine, i paesi dell’estremo nord richiamano sempre più sciatori amanti delle linee fluide del gesto che sta diventando sempre più estremo e veloce. Pendii ripidissimi scesi in modalità freeride. È l’era dei De La Rue e Anthamatten». 

DISPONIBILE ANCHE SU APP -
 Skialper di febbraio-marzo è disponibile nelle migliori edicole e su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app! 

A questo link la presentazione del numero
 
 


Soddisfazione alla MonterosaSkiAlp

Promosse le modifiche del percorso

Va in archivio la sesta edizione della MonterosaSkiAlp. «Quest’anno era la volta del percorso con partenza da Ayas - spiegano gli organizzatori -, modificato rispetto al 2014 con l’aggiunta del passaggio nel fondovalle di Gressoney e la risalita a piedi della parete della pista Nera. Non sono mancati i numeri e la qualità dei concorrenti, non è mancato il coraggio di affrontare i 2.750m di dislivello e i 30km di sviluppo, non è mancato il tasso tecnico per ottimizzare i 14 cambi assetto. Le squadre di battitura, complice la neve morbida caduta nei giorni precedenti, hanno potuto presentare le piste in perfette condizioni; gli 80 volontari, vera forza della gara, presenti sul tracciato hanno prestato dalla prima all’ultima squadra tutta l’assistenza necessaria al corretto svolgimento della competizione».
La gara ha visto la vittoria della coppia Eydallin-Lenzi in 2h38’03” seguiti da Maguet-Barazzuol in 2h40’43” e dai fratelli svizzeri Marti in 2h40’47”. In campo femminile si è imposta la coppia Rossi-Balzarini in 3h30’00” (24esima posizione assoluta) seguite da Locatelli-Ghirardi in 3h42’05” e dalle sorelle Bieler in 3h43’31”. 


Didrik Hermansen da record alla Transgrancanaria

La francese Caroline Chaverot domina la gara femminile

Posizioni ribaltate rispetto alla scorsa edizione per la Transgrancanaria 2016: a tagliare per primo il traguardo dopo 125 km, il norvegese Didrik Hermansen in 13h41’48” al termine di una lotta serrata con il lituano Gediminas Grinius arrivato con un ritardo di 3’20”. Gara intensa e veloce con il nuovo record del tracciato.
Terza piazza per lo spagnolo Pau Capell Gil e lo svizzero Diego Pazos in 14h11’02, quinto il britannico Andy Symonds in 14h14’55”, completano la top ten lo svedese Jonas Buud, il francese Julien Chorier, il lituano Vaidas Zlabys e gli spagnoli Javi Dominguez Ledo e Jordi Gamito Baus. 21° il primo azzurro, Marco Zanchi, seguito in 23esima posizione da Giulio Ornati.
La francese Caroline Chaverot domina la gara femminile chiudendo in 15h23’40”, sedicesima assoluta, seconda con 1h58’ di ritardo la svizzera Andrea Huser, terza la basca Uxue Fraile Azpeitia a 2h04’. Quarta la spagnola Silvia Ainhoa Trigueros Garrote, quinta l’argentina Adriana Vanesa Vargas, nelle prime dieci la neozelandese Sophie Grant, la francese della Reunion, Alexandra Clain,  la cinese Dong Li, la svizzera Denise Zimmermann e l’irlandese Carol Morgan. Tredicesima piazza per Marina Plavan, diciannovesima l’altra azzurra Graziana Pè, ventitreesima Tatiana Maccherini.


Reichegger e De Silvestro primi alla Cima d

La gara si e

Manfred Reichegger ha vinto ancora una volta la scialpinistica della Valle del Tesino quest’anno valevole come prova di recupero della Coppa Italia Trofeo Scarpa. Alba De Silvestro, portacolori del Dolomiti Ski Alp, ha dominato la classifica femminile davanti alla friulana Dimitra Theocaris e a Elena Nicolini. L’azzurro ha chiuso con il tempo di 1:37’25’’ davanti a Pietro Lanfranchi (Valgandino) e a Lorenzo Holzknecht (Alta Valtellina). In quarta posizione Davide Pierantoni mentre Mattia Giuliani è arrivato quinto. 
 
PERCORSO CAMBIATO - Dopo le abbondanti nevicate dei giorni scorsi il Comitato Organizzatore, coordinato da Sergio Santuari, aveva deciso di spostare la sede di svolgimento della gara per garantire al massimo la sicurezza degli atleti e dei volontari. Una decisione che si è dimostrata valida sia per la scelta della location, Passo del Brocon, sia per la tecnicità del tracciato. Alle ore 8.30 dal passo del Brocon, a pochi metri dallo Chalet Heidi, sono partiti i concorrenti delle categorie Senior e Master, qualche minuto prima avevano iniziato a salire i ragazzi Junior e Cadetti. 
 
GARA UOMINI - Il dislivello da affrontare per le categorie maggiori era di 1630 metri diluito in 6 salite con due passaggi a quota 2060 metri del Monte Agaro. Gli Junior e le donne hanno affrontato un dislivello di 1266 metri, mentre i Cadetti hanno gareggiato su un tracciato di 966 metri. La gara è stata presa in mano da Manfred Reichegger lungo la terza salita, quanco il portacolori del Centro Sportivo Esercito, a pochi metri da Lorenzo Holzknecht e da Pietro Lanfranchi, ha aumentato il ritmo in modo constante fino a guadagnare una trentina di secondi dai due inseguitori. Holzknecht ha provato a stare sulle code di Reichegger, ma senza riuscirci. Nella quarta salita Holzknecht ha accusato lo sforzo fatto per stare in traccia a Reichegger e perdendo un po’ di brillantezza si è lasciato sfilare dal bergamasco Pietro Lanfranchi, al traguardo con 1:07’ di ritardo dal vincitore mentre Holzknecht ha fermato il cronometro in 1:39’36’’.
 
GARA DONNE - In campo femminile Alba De Silvestro, vincitrice anche nella categoria Espoir, ha dominato per tutta la durata della gara tenendo testa a Dimitra Theocaris e a Elena Nicolini. Da segnalare l’ottima prestazione della trentina Nicolini che al rientro alle competizioni dopo un brutto infortunio è riuscita a salire sul podio di una manifestazione prestigiosa come la Lagorai Cima d’Asta. Nella categoria Espoir maschile, William Boffelli ha vinto davanti a Nicola Pedergnana e a Valentino Bacca. Per quanto riguarda la categoria Junior, la vittoria in campo maschile è andata a Davide Magnini, mentre Vivien Senn ha dominato tra le donne. Sophie Pornbacher (Bulgaria) ha vinto la categoria Cadetti, tra i ragazzi la vittoria è andata a Matteo Sostizzo del CAI Schio. Tra i Master vittoria per Federico Patt e Monica Sartogo.


Conclusa la Dynafit Vinschgau Cup

Percorso ridotto per la finale di Watles

180 gli atleti al via della finale della Dynafit Vinschgau Cup. A Watles si gareggia di giorno, ma per vento, nebbia e tanta neve, percorso ridotto per la gara race da 1000 a 600 metri di dislivello.
Vittoria di ‘Ossi’ Weisenhorn davanti a Alex Erhard e Andreas Gufler, quarto Martin Elsler quinto Roland Osele, mentre nella gara rosa si impone Gerlinde Baldauf, davanti a Heidi Pfeifer e Gerlinde Thaler.
Nella generale del circuito successo tra i senior  di Alex Erhard, davanti a Andreas Gufler e Martin Markt, tra i Master primo Oswald Weisenhorn, davanti a Toni Steiner e Karl Tappeiner, mentre nella graduatoria rosa primato per Anna Pircher, davanti a Gerlinde Baldauf e Heidi Pfeifer. 


Transgrancanaria, si parte

125 km e 8.000 metri di dislivello

È tempo di Transgrancanaria, tappa dell’Ultra Trail World Tour. Partenza venerdì notte, alle 23 per affrontare 125 km e 8.000 metri di dislivello.
Ma chi saranno i protagonisti?
Gediminas Grinius ha vinto nel 2015: il lituano punta al bis, ma dovrà vedersela con il norvegese Didrik Hermansen (secondo nel 2015), l'altro norvegese Sondre Amdahl, quarto nel 2015, lo svedese Jonas Buud primo alla Tarawera Ultramarathon in Nuova Zelanda e campione del mondo IAU 100k, i francesi Antoine Guillon, Cyril Cointre e Julien Chorier, lo spagnolo Pau Bartolo, il cinese Yan Long Fei. Gli azzurri rispondono con Franco Collè, Fulvio Dapit, Marco Zanchi, Giulio Ornati.
Nella gara occhi puntati su Núria Picas, già davanti a tutti nel 2015. Le avversarie più accreditate sono la francese Caroline Chaverot, la cinese Dong Li, le svizzere Andrea Huser e Denise Zimmermann, la polacca Magdalena Laczak, oltre alle atlete di casa Manu Vilaseca o Uxue Fraile. E poi Lisa Borzani, seconda alla Vibram Hong Kong 100.


Lenzi-Eydallin primi alla Monterosa Ski Alp

Raffaella Rossi e Bianca Balzarini vincono la gara rosa

Sigillo vincente di Damiano Lenzi e Matteo Eydallin alla Monterosa Ski Alp: sul traguardo di Champoluc, i due azzurri hanno chiuso i 29 km del tracciato con il tempo di 2h38’32”; piazza d’onore per Nadir Maguet e Filippo Barazzuol in 2h40’43”, terzi gli svizzeri Werner e Daniel Marti in 2h40’47”. Quarti Daniele Cappelletti e Fabio Bazzana in 2h46’35”, quinti Daniel Antonioli e Denis Trento in 2h49’23”. Completano la top ten Cazzanelli-Stradelli, Roncoroni-Luboz, Insam-Oberbacher, Grosjacques-Giovannetto e Fenaroli-Zontini.
Raffaella Rossi e Bianca Balzarini hanno dettato legge nella gara rosa con il crono di 3h30’00” (ventiquattresime assolute), piazza d’onore per Tatiana Locatelli e Corinna Ghirardi in 3h42’05”, con le sorelle Bieler, Annie e Katrin, a completare il podio in 3h43’31”, quarte Raffaella Miravalle e Debora Cardone in 3h47’39”.


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