Hugenschmidt e Cristiana Follador primi al Monte Soglio
Tappa del circuito delle Italy Series
Nel Canavese appuntamento con il Trail del Monte Soglio, tappa del circuito delle Italy Series. Nel Gir Lung, di 66 km e 3.600 metri di dislivello, stoccata vincente di Stephan Hugenschmidt in 6h41’39” davanti a Luca Carrara in 6h55’34”, con terzo Fabio Di Giacomo in 7h26’44”; ai piedi del podio Stefano Trisconi e Fabio Bongio. Nella gara femminile nuovo successo per Cristiana Follador in 8h16’11” su Raffaella Miravalle in 8h31’54” ed Elisabetta Negra in 8h54’44”, quarta Chiara Boggio, quinta Chiara Bertino.
Nella Gir Curt di 35 km e 2000 metri di dislivello, affermazione di Davide Cheraz in 3h03’15” su Maurizio Fenaroli in 3h04’01” e Jesper Noer in 3h04’13”, mentre sul podio rosa sono salite Lara Crivelli (3h49’54”), Lorena Casse (4h01’15”) e Luisa Locatelli (4h08’13”).
Trail del Viandante nel segno di Christian Pizzatti
Francesca Mai prima nella gara rosa
Ancora Christian Pizzatti: il trailer sondriese, sotto il diluvio, è riuscito per la terza volta a mettere il proprio sigillo al Trail del Viandante. Con il tempo record di 4h48’46” il portacolori del Team Valtellina ha nuovamente legato il proprio nome alla gara che unisce le province di Lecco e Sondrio con uno sviluppo di 49km e un dislivello positivo di 2700 metri. Con lui sul podio sono saliti anche Oliviero Bosatelli della Valetudo Skyrunning Italia in 4h50’27” e il neo acquisto del Santi Nuova Olonio, Andrea Calcinati in 5h01’19”- Nella top ten anche Umberto Casiraghi, Gianluigi Martinelli, Paolo Beria, Saverio Monti, Stefano Camparoli, Ernesto Locatelli e Matteo Bernardi. Nella gara in rosa, regina 2016 si è laureata la comasca del Team Otc Francesca Mai in 6h37’29”. Secondo posto per Martina Bricarello del Team I Run for find the cure in 6h42’07”, mentre terza si è piazzata l’atleta di casa Sara Ruffoni (Mera Athletic) che, dopo avere condotto per 35km si è dovuto accontentare del bronzo di giornata in 6h49’27”.
HALF - Nell’half marathon da 25km (1370m di dislivello positivo) tra i più di 600 atleti partiti da Bellano, doppietta per la società organizzatrice con il secondo successo consecutivo di Graziano Zugnoni e la prima volta del giovane talento Arianna Oregioni. Entrambi hanno subito preso la testa della corsa e imposto il proprio ritmo ai diretti avversari. Zugnoni è transitato in solitaria sotto la finish line in 2h03’12” davanti ai lecchesi Valerio Tagliaferri in 2h04’39” e Marco Mainetti in 2h04’53”. Nella classifica in rosa Arianna Oregioni prima in 2h24’06” davanti alle compagne di club Monia Acquistapace in 2h27’59” e Lorenza Combi in 2h28’37”-. Più di cento anche le giovani leve del Mini Trail da 7 km partiti da Posallo alle porte di Colico. Qui a spuntarla sono stati i giovanissimi Davide Paragoni & Giulia Oregioni.
Un migliaio di runner ha sfidato le intemperie. «Non è stato facile, ma tutto è andato bene – ha dichiarato Ivano paragoni del comitato organizzatore nel post race -. Il meteo per il secondo anno consecutivo ci ha messo il bastone tra le ruote, ma i commenti dei concorrenti sono stati postivi e ciò ci ha ripagato del lavoro svolto in questi mesi. Non mi resta che ringraziare enti e sponsor che ci hanno sostenuto, ma soprattutto i volontari. Loro sono la vera anima del Trail del Viandante».
Lisa Borzani terza alla Tecnica Maxi-Race
Quarto posto nella gara maschile di Annecy per Giulio Ornati
Tempo di Tecnica Maxi-Race sabato ad Annecy. Sul traccato di 85 km e 5.300 metri di dislivello vittoria del francese Ludovic Pommeret che ha tagliato il traguardo sulla Plage d’Albigny in 8h56’03”, piazza d’onore per l’altro francese Aurélien Collet in 9h11’10”, con terzo Michel Lanne in 9h13’04”. Ottima quarta piazza per l’azzurro Giulio Ornati in 9h14’11”, seguito da Quentin Stephan in 9h29’08”. Nella gara rosa affermazione della svizzera Andrea Huser in 10h38’40” sulla francese Sophie Gagnon in 10h58’47”, con terza l’italiana Lisa Borzani in 11h03’46”. Ai piedi del podio le francesi Aurelia Truel e Caroline Benoit.
Vertical BUT, vincono Mauro Stoppini ed Emanuela Brizio
Sabato mattina la prima edizione
Un albo d'oro che si apre subito con due nomi prestigiosi per Vertical BUT, l'evento disputatosi all'Alpe Devero: i vincitori della prima edizione della gara organizzata da Formazza Event sono infatti due campioni del calibro di Mauro Stoppini ed Emanuela Brizio.
Stoppini ha condotto la gara sin dalle prime battute, andando a concludere sui 3 km di percorso che prevedeva circa 600 metri di dislivello positivo - 80 in meno di quelli inizialmente previsti a causa della tanta neve ancora presente - in 24'47". Il portacolori del Genzianella ha staccato di ben 2'3" Alberto Gramegna (Caddese), mentre in terza posizione si è classificato Andrea Sartori (Ossola Sky Running) in 27'07". In campo maschile Stoppini non ha quindi avuto avversari in grado di impensierirlo; lo stesso è accaduto tra nella prova rosa, dove Emanuela Brizio ha vinto in 31'14"; seconda è arrivata Daniela Bona (Ossola Sky Running) in 33'17", mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato da Greta Mancini (GS Bognanco) in 34'39".
Le condizioni meteo non ottimali, con nuvole basse e pioggia intermittente, non hanno influito più di tanto sulle prestazioni degli atleti, ma hanno un po' rovinato la festa prevista alla Piana del Devero dopo la gara con tanto di Pizza Party.
L'attenzione di Formazza Event si sposta ora definitivamente su Bettelmatt Ultra Trail, in programma nel weekend del 16/17 luglio, con i percorsi da 83 km (5.080 m D+), 35 km (1.940 D+), 22 km (750 D+) e il classico giro del Lago da 8 km.
Bel debutto per il Pasturo Tutt d’un Fiàa
Buona la prima per Daniel Antonioli e Raffaella Rossi
Prima edizione del Pasturo Tutt d’un Fiàa andata in scena sabato sulle pendici del Grignone: circa 220 gli atleti che si sono dati appuntamento per questa nuova vertical race che dall’abitato di Pasturo conduce diritti in vetta affrontando un dislivello positivo di 1800 metri per uno sviluppo di 7.5 km. Il percorso, caratterizzato da tratti corribili e da ripidi break muscolari, ha sin da subito messo a dura prova le gambe dei corridori del cielo. Al 4° km di gara presso il pianone dell’ex Rifugio Tedeschi, la classifica generale vedeva come protagonista assoluto Daniel Antonioli e subito alle sue spalle il duo Bonanomi e Rizzi. L’atleta del CS Esercito ha messo poi le ridotte andando a vincere con un tempo strepitoso di 1h17’56”. E’ stata invece bagarre tra Paolo Bonanomi (Falchi) e Fabio Rizzi (Team La Sportiva . Tra i due ha avuto la meglio l’atleta premanese, grande specialista delle gare up che nella seconda sezione di percorso ha preso un buon margine tagliando il traguardo in seconda posizione. Nella gara femminile Raffaella Rossi ha dettato legge fin dalle prime battute mantenendo un cospicuo vantaggio fino al traguardo. Alle sue spalle Cecilia Pedroli, reduce da un’ottima prestazione conseguita settimana scorsa all’Esino Skyrace. Chiude il podio Martina Brambilla e quarta posizione per Lara Mustat. Peccato per Serena Vittori che ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema fisico.
From the road
Skialp made in USA
Non c’è solo l’heli-ski, verrebbe da dire. Anche negli States prende sempre più piede un modo di andare per monti ‘human-powered’ o, se vogliamo dirlo, by fair means. È il messaggio che arriva dal cortometraggio From the Road. Una ventina di minuti per raccontare una gita che è anche un viaggio catartico. Il protagonista, infatti, ritorna in Alaska dopo una brutta caduta durante una vacanza sci ai piedi nei dintorni di Valdez con seri danni al collo. Ma questa volta lo fa in versione skialp. From the road, dalla strada, dove è parcheggiato il camper, alla vetta e ritorno. Immagini di discese da sogno tra powder e steep & deep. Da vedere…
La Sportiva Vertical Sunsets, seconda tappa a Porte
Vittoria di Andrea Rostan e Alessia Scaini
Ancora un mercoledì sera, sempre al tramonto: quasi 200 atleti amanti delle sfide di sola salita si sono ritrovati per la seconda tappa del circuito La Sportiva Vertical Sunsets a Porte a pochi km da Torino. In programma la quattordicesima dizione della Fontana degli Alpini, gara di 1800 metri con un dislivello positivo di 300 metri. Assenti Simone Eydallin e Giovanni Bosio, rispettivamente secondo e terzo a Piossasco una settiman fa, la sfida è stata tutta tra Andrea Rostan, giovanissimo portacolori dell'Atletica Saluzzo e Paolo Bert, del Team La Sportiva classe 1978, appena rientrato da Zegama.
A prevalere è stato ancora Andrea Rostan col tempo di 11'45", solo 39" in più del record della gara appartenente ancora a Gabriele Abate, ma Bert nonostante la fatica di Zegama ha risposto alla grande fermando il cronometro a 12'03" e precedendo il cuneese Fabio Cavallo con 12'17”. Davvero grandi tempi su un percorso che nella prima parte da piazza Martiri fin su alla località Serre si sviluppa su strada asfaltata per poi cambiare decisamente con l'ingresso nel bosco su una vecchia mulattiera fino alla Fontana degli Alpini dove è situato l'arrivo.
In campo femminile la battaglia ha visto ancora Alessia Scaini prevalere con un buon riscontro cronometrico di 15'02"su Nadia Re con terza Marina Plavan che concludeva la sua fatica a 16'06".
Ora due settimane di pausa e poi l'8 giugno appuntamento per la terza prova a Pomaretto con la prima edizione de ‘Li Viol di Ramie’.
Quattro donne e il Cervino
Il video della discesa dalla Est del Cervino di Giulia Monego e compagne
Quattro donne giù dalla parete Est del Cervino, 45° sciati per la prima volta nel 1975 da Toni Valeruz da quota 4.200 metri. È successo in questa strana primavera. A guidarle Giulia Monego che ha ammesso: «nessuna di noi era abituata a fare questo genere du cose in montagna circondata da sole donne». Con lei la francese Liv Sansoz, scalatrice, e le austriache Lorraine Huber e Melissa Presslaber, compagne di riprese nel 2010 nel film As we are. Ecco il simpatico video realizzato da White Room Production.
Aperte le iscrizioni alla Bellagio Skyrace
Nuovo percorso per la gara del 23 ottobre
Aperte le iscrizioni alla Bellagio Skyrace del prossimo 23 ottobre. Tante novità per la terza edizione: prima di tutto percorso rinnovato di 26.5 km con un dislivello di 2100 metri, inserendo una discesa più tecnica e tutta da spingere, oltre alla consolidata passerella attraverso i Giardini di Villa Melzi prima di giungere al traguardo sul lungolago Europa. Confermata sempre la miniskyrace dedicata a tutti i bambini e famiglie. Dopo una seconda edizione che a sorpresa, ha fatto registrare 450 iscritti per la gara ‘regina’ e 70 bambini per la miniskyrace, «quest’anno abbiamo voluto inserire anche un percorso di 14,5 km con un dislivello di 1050 metri, dando la possibilità anche ai neofiti della disciplina di mettersi in gioco e poter prender parte ad una corsa su un percorso a dir poco unico, soprattutto per i panorami e per la posizione strategica della Perla del Lario», spiega il vicepresidente Claudio Sancassani. La Bellagio Skyrace 2016 sarà ancora una volta la tappa finale delle Italy Series. Info su www.bellagioskyteam.it.
La stagione internazionale di Fulvio Dapit
Tredicesimo a Zegama, dopo Transgrancanaria, Madeira, Transvulcania…
Tredicesimo a Zegama, Fulvio Dapit, portacolori del Team Crazy Idea, prosegue la sua stagione internazionale.
Com’è stata la gara basca?
«Il fango c’è sempre, non è una novità, le condizioni meteo invece erano davvero proibitive: il freddo soprattutto si è fatto sentire».
Soddisfatto della prestazione?
«Non avevo grandi aspettative per una gara così veloce. Ho cercato di limitare i danni e sono uscito nel finale, trovando una buona continuità. Il tempo comuqnue non è granché».
Transgrancanaria, Madeira, Transvulcania: una stagione lontano da casa.
«Una scelta precisa. Mi piace cambiare: ho deciso di correre distanze più lunghe, ma soprattutto un confronto più elevato. In Italia il livello è più basso: non mi interessa vincere una gara con tanti minuti di vantaggio, preferisco piuttosto cercare di cimentarmi in prove impegnative con tanti concorrenti competitivi. Nessun tatticismo: chi mi conosce sa come sono fatto. E poi il fatto che all’estero mi riconoscano vale per me tantissimo; è una sfida personale: corro per piacere di correre, non sono un professionista, queste sono le gratificazioni più belle».
Distanze?
«Non oltre i 100 km. Adesso mi conosco, con l’età la velocità diminuisce, ma so gestire meglio le forze in gara. Ed è una sorta di palestra di vita: devi decidere se continuare, spingere o fermarti. Una prova con te stesso che poi si ripercuote nel quotidiano».
Prossimi obiettivi?
«Farò la LUT a fine giugno, poi a luglio la Epic e nel finale di stagione Ultra Pireneu e Templiers».
44 scarpe da trail e skyrunning ai raggi X
Sulla Buyer’s Guide Summer tutte le novità e i grandi classici
Il mondo della corsa outdoor è estremamente vasto. Fare quattro passi tranquilli sulla strada bianca dietro casa è ben diverso da sfidare il proprio amico al Giir di Mont o ancora al Kima e ancora diverso dal prendere parte all’UTMB. Ecco perché per scegliere quella giusta ne abbiamo testate ben 44. Dove? Sulla Buyer’s Guide Summer 2016, disponibile in edicola e su app iOS e Android.
DAL TRAIL ALLO SKYRUNNING - Abbiamo provato: modelli da door to trail (o city trail) che sono ideali per allenamenti su terreni poco tecnici, strade bianche e anche parchi cittadini e brevi distanze; da trail, vale a dire per corse più impegnative e lunghe, su terreno moderatamente tecnico; da ultra-trail, cioè per gare lunghe su terreno moderatamente tecnico e da skyrace, gare fino alla media distanza su terreni tecnici. C’è poi anche il vertical, per esprimersi al meglio in sola salita. Un modello da vertical deve avere leggerezza e una buona trazione. Protezione e cushioning passano in secondo piano. Per le skyrace grip e trazione, ma anche una discreta protezione e cushioning sono importanti; più si sale con la lunghezza, più l’ammortizzazione è fondamentale, ma anche la protezione. Quando si è stanchi si corre peggio, i riflessi sono più lenti e si è meno attenti, è importante che anche qualche appoggio di tallone sia supportato e che urti accidentali non comportino danni al piede.
MODELLI A CONFRONTO - Grandi classici come le Salomon S-Lab Sense 5 Ultra ma anche le Speedcross e novità, come le La Sportiva Akasha, per le lunghe distanze, le Hoka One One Speedgoat o le New Balance Vazee Summit, oppure ancora le Dynafit Vertical Pro, le Mizuno Wave Mujin e Kazan, le Scott Kinabalu Enduro e RC, le Scarpa Atom, Neutron e Proton, le Mammut MTR 201 II Max Low, le Salomon S-Lab Speed, S-Lab Wings SG, Wings Pro 2 e Sense Pro 2.
TESTATORI - Otto runner hanno messo ai piedi le scarpe provate: Daniel Antonioli, Filippo Bianchi, Katia Fori, Nicola Giovanelli, Paolo Larger, Christian Modena, Silvia Rampazzo e Marco Zanchi.
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Dal mare all'Etna
Il video dell’exploit di Benedikt Boehm e compagni
Dal mare ala vetta dell’Etna: 3.400 metri di dislivello, 42,5 km in 4h46’. È il nuovo exploit che ha inventato Benedikt Böhm, manager Dynafit non nuovo a questo tipo di imprese. Con lui all'inizio di aprile Schorsch Nickaes e Patrick Jost. Partenza dalla spiaggia e arrivo in vetta: di corsa e con gli sci, sulla sabbia, sull’asfalto, sulla neve e sulla lava. Con i cinque dei compagni e dei vigili dei paesi attraversati. Ora l’exploit è diventato anche un simpatico video di quasi due minuti, tutto da gustare.












