Maguet-Antonioli, vittoria per due alla Misurina

Silvia Serafini prima nella Sky Marathon rosa

Vittoria per due alla Misurina Sky Marathon: dopo 30km e 1.600 metri di dislivello (un percorso ridotto a causa del meteo) arrivano insieme Nadir Maguet e Robert Antonioli. I due portacolori del Centro Sportivo Esercito tagliano il traguardo mano nella mano con il tempo di 3h19’51”, con Luca Miori in 3h22’54” a completare il podio. Nella top ten Daniele Carrera, Apollonio Larese, Anton Eisenstecken, Manuel Gietl, Adam Jankura e Simone Corsini. Silvia Serafini in 3h56’59” si aggiudica la gara rosa davanti a Barbara Oberhauser (4h17’36”) e Monica Penzo (4h19’09”); quarta Silvia Tomasini, quinta Giulia Vinco.
Sul podio maschile della Cadini Sky Race Nicola Spada, Eddj Nani e Daniele Andreis (con quarto Manfred Reichegger), su quello rosa Debora Pomare, Paola Gelpi e Anna Finizio.

 


Karl Meltzer da record

Lo statunitense ha battuto il record dell’Appalachian Trail

Al terzo tentativo quella che rischiava di trasformarsi in un’ossessione si è trasformata in una grande soddisfazione: Karl Meltzer, l’ultra runner statunitense, ha battuto il record di percorrenza dell’Appalachian Trail, 2.190 miglia tra il Maine e la Georgia, negli Stati Uniti. 

NUMERI ED EMOZIONI - 45 giorni 22 ore 38 minuti il tempo impiegato: partenza alle 5 del mattino del 3 agosto, arrivo in Georgia alle 3.38 di oggi, con una media di 47 miglia al giorno, 3.2 all’ora e… 20 scarpe consumate. 46 giorni consecutivi di corsa, più di quattro milioni di passi. Dislivello? 16 volte l’Everest… Meltzer succede a Scott Jurek (2015) nel libro dei record del sentiero, con un vantaggio di circa 10 ore.     


Giacomo Forconi vince la prima Frasassi Sky Race

Monica Dalmasso a segno nella gara rosa

Quando ha tagliato il traguardo, dopo solo due ore e 43 secondi, Giacomo Forconi è stato accolto da un pubblico che non ha risparmiato applausi e cori nemmeno per gli atleti che sono arrivati dopo il campione assoluto di skyrunning delle Marche. Così è stato difatti anche per Vittorio Lanternari, secondo classificato (2h07’32”), e per Luca Balducci, terzo in 2h11’43”. I favoriti Guido Barbuscio, Corrado Lampa e Carlalberto “Cala” Cimenti (fortissimo alpinista e primo italiano a ricevere la prestigiosa onorificenza Snow Leopard della Federazione Alpinistica Russa) hanno concluso la gara rispettivamente in ottava, nona e decima posizione. Il pubblico radunatosi al Frasassi Climbing Festival ha accolto altrettanto calorosamente Monica Dalmasso che ha conquistato il gradino più alto del podio in rosa in 2h27’13”, seguita da Raffaella Tempesta in 2h34’16” e la campionessa assoluta di skyrunning delle Marche Martina Terstarmata, che ha concluso la gara “in casa” in 2h40’24”.
Sono stati 150 i partecipanti della prima edizione di Frasassi Sky Race che, sul countdown di Maurizio Marini di Total Training società organizzatrice dell’evento, sono partiti alla volta del percorso di 21 km con un dislivello di 1350 metri, immersi nella naturadel Parco Naturale Regionale della Gola Rossa, dove per tutta la giornata il sole non si è fatto desiderare. Un percorso affascinante, caratterizzato da tratti facili e veloci, single track molto tecnici con un passaggio con corda fissa con la supervisione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, l’emozionante lastricato che conduce all’eremo di Santa Maria in Frasaxa e alla grotta del Tempietto di Valadier, senza dimenticare i ‘gradoni’ del monte Frasassi.


Trail Sacred Forests, scudetto a Mustat e Carrara

La 50km valida come campionato italiano trail

A Badia Prataglia in programma il trail nelle Foreste Sacre del Casentino. La carica dei 500 trailer si è divisa lungo quattro percorsi a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo, l’Ultra Trail Medio di 82 chilometri con 4200 metri di dislivello positivo, il Trail Lungo di 50 chilometri con 2800 metri di dislivello positivo, il Trail di 26 chilometri con 1500 metri di dislivello positivo e lo Short Trail di 14 chilometri con 800 metri di dislivello positivo. I titoli tricolore sono stati assegnati nella gara di 50 chilometri.
Nella gara che assegnava gli scudetti la vittoria è andata a Luca Carrara (Libertas Vallesabbia) con il tempo di 4h40’11’’, alle sue spalle Davide Cheraz (Atletica Sandro Cavesi) che ha fermato il cronometro in 4h47’07". Il podio è completato da Giulio Ornati (Bognanco).
Nella gara rosa Lara Mustat (Circolo Minerva) ha vinto con il tempo di 5h40’20’’ davanti alla fortissima atleta veneta Cristina Follador (Aldo Moro Paluzza) e a Marta Miglioli (Vivo).

ALTRE DISTANZE - Nella gara più lunga il bergamasco Carlo Salvetti (Bergamo Stars Atletica) bissando il successo conquistato lo scorso anno nella 70 chilometri ha entusiasmato i pubblico vincendo con il tempo di 9h09’14’’. In seconda posizione è transitato sotto l’arco d’arrivo di Badia Prataglia Alex Tucci (Gruppo Podistico il Crampo) con il tempo di 10h16’40’’, Claudio Lotti (ASD San Patrignano) sale sul terzo gradino del podio.
Nella gara di 26 chilometri la vittoria è di Cristina Carli e Antonio Guadagnino, la Carli ha concluso la propria gara con il tempo di 2h49’22’’, mentre Guadagnino ha fermato il cronometro in 2h20’56’’. Dietro a Cristina Carli si sono classificate Sandra Doria e Camelia Barboi. Nella gara maschile Riccardo Pianesi e Federico Matteoli sono rispettivamente secondo e terzo.
Nella gara più breve tra gli uomini ha dominato Giovanni Caini con il tempo di 1h13’58’’ davanti a Angelo Mattoni e a Simone Menechetti. Monica Casadio ha vinto tra le donne con il tempo di 1h35’09. Alle sue spalle Lucia Brizzi e Alice Bassi.

MONDIALI - Questa competizione il prossimo anno il 10 giugno assegnerà le medaglie del campionato del mondo di trail. «Eventi come il Trail Sacred Forest, che si tiene in uno dei boschi più belli d'Italia, sono elementi di grande soddisfazione per la nostra Agenzia, da tempo impegnata nella promozione del turismo naturalistico e sportivo - ha commentato Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica -. Appuntamenti come questo e come il mondiale che si terrà a Badia Prataglia il prossimo anno, rappresentano infatti, altrettante occasioni per far scoprire il nostro territorio e per dare ai turisti sempre nuove motivazioni per tornare in Toscana».


Da Col da record sulle Dolomiti

Nell'Auronzo Vertical Contest al via numerosi azzurri dello skialp

Conferma con record per Manuel Da Col ieri nella prova di sola ascesa dell’Auronzo Vertical Contest griffata, davanti agli alpini Davide Magnini e Michele Boscacci. Nella gara in rosa, come da pronostico, la forte scialpinista veneta Alba De Silvestro ha invece messo in fila Giulia Scardoni e Francesca Di Sopra.

AZZURRI AL VIA - Come lo scorso anno l’Auronzo Vertical Contest ha aperto ufficialmente il weekend di corse a fil di cielo Tre Cime Experience by Scarpa. Ai nastri di partenza diversi big della nazionale italiana di scialpinismo e molti amatori delle corse podistiche. Obiettivo comune testare gambe e condizione sui 780 m di pura salita che da Piazza Santa Giustina, nel cuore di Auronzo di Cadore, li ha portati al traguardo posto dinnanzi al Rifugio Monte Agudo. 
Sfogliando la lista partenti, oltre al vincitore  Manuel Da Col del Team Scott, spiccavano i nomi degli alpini Matteo Eydallin, Michele Boscacci, Robert Antonioli, Damiano Lenzi, Manfred Reichegger, Nadir Maguet e Davide Magnini. Una starting list che prometteva vera bagarre. E così è stato. Infatti, nonostante il fondo reso pesante e scivoloso dalla pioggia, è saltata la migliore prestazione cronometrica 2015. 
A battere se stesso è stato, ancora una volta, Manuel Da Col che è riuscito a fermare il cronometro sul tempo di 31’30” (20” in meno rispetto al precedente record). Sul podio anche gli atleti del CS Esercito Davide Magnini - 31’39”- e Michele Boscacci - 31’58” -. Nella top ten di giornata si sono invece piazzati Nadir Maguet, Manfred Reichegger, Damiano Lenzi, Robert Antonioli, Matteo Eydallin, Olivo Da Prà e Francesco Gentilucci.

GARA ROSA - Salvo il record femminile di Francesca Rossi (38’39”). Per vincere la gara in rosa alla talentuosa campionessa di casa Alba De Silvestro è infatti bastato un 42’07”. Secondo posto per Giulia Scardoni - 43’32 ”-, terzo posto per Francesca Di Sopra - 43’46” -. Nelle cinque anche Elisa Valmassoi e Giulia Titton. 
Messa in archivio la prima gara,  domenica mattina sarà la volta delle due prove regine della Tre Cime Experience by Scarpa, la Misurina SkyMarathon, 42 chilometri con oltre 3.000 metri di dislivello positivo che si svilupperanno dalle sponde del lago di Misurina passando poi per il Lago Antorno, toccando in quota le forcelle dei Cadini, le Tre Cime di Lavaredo e il gruppo del Paterno. Il traguardo sarà allestito sempre a Misurina davanti al Bar Ristorante La Baita. Il percorso della gara più breve, la Cadini SkyRace, 20 chilometri e 1.600 metri di dislivello, partirà dal lungolago e toccherà poi il Rifugio Città di Carpi, dopo dei tratti di ripide salite e discese tecniche arriverà al Rifugio Fonda Savio e condurrà poi i concorrenti fino al traguardo, dopo un ultimo tratto molto corribile e senza particolari difficoltà.


Meltzer sfida Jurek sugli Appalachi

Lo statunitense sta cercando di battere il record sul famoso sentiero

L’Appalachian Trail è uno degli itinerari a piedi più famosi degli Stati Uniti, 3.500 km sulle dolci montagne della costa est, dalla Georgia al Maine. Un itinerario percorso ogni anno da decine di migliaia di persone e teatro di diversi tentativi di record. Proprio nel luglio 2015 il primato è stato battuto da Scott Jurek, uno dei più famosi ultra-runner degli States, con diverse vittorie alla Wetsren States 100 in carriera. Jurek ha percorso l’itinerario di 2.189 miglia in 46 giorni, 8 ore e 7 minuti, partendo a fine maggio. Ora un altro ultra runner made in Usa potrebbe riscrivere la storia dell’Appalachian Trail. Si tratta di Karl Meltzer, mostro sacro della corsa off road che si trova a poche centinaia di miglia dalla fine. Questo itinerario è una vera ossessione per Meltzer che aveva già tentato di battere il primato nel 2008 (terminandolo) e nel 2014, senza arrivare al termine. Tra i due contendenti c’è stato anche uno scambio di favori, in puro spirito trail, visto che Meltzer aveva fatto fa pacer per Jurek l’anno scorso e Jurek ha ricambiato facendo anche lui da lepre.


Ivrea-Mombarone: domenica la quarantesima edizione

Una classica della corsa in montagna

Appuntamento da non perdere la Ivrea-Mombarone, la gara di corsa in montagna simbolo del Canavese, giunta alla quarantesima edizione. Una prova sempre più seguita dagli appassionati: negli ultimi 500 metri, dal rifugio alla vetta, si corre sempre tra due ali di folla che fa un tifo rumoroso che ti trascina al traguardo,
Partenza alle ore 8,30 dai 220 metri di quota di piazza Ottinetti a Ivrea, per correre i 20 km e 2100 metri dislivello fino al traguardo della Colma del Mombarone. Mario Fornero, presidente degli Amici del Mombarone, la società organizzatrice dell'evento:  «Siamo ormai arrivati a 450 iscritti, il numero che ci eravamo prefissi. Sono orgoglioso di essere il presidente di un gruppo che ha preso il testimone dai precedenti organizzatori, arrivando a 40 edizioni. A questo proposito abbiamo invitato tutti i vincitori per una festa ad Andrate dove faremo le premiazioni nel pomeriggio dopo la gara. 40 anni per una gara di corsa in montagna sono tanti, uno stimolo a portare avanti questa manifestazione che deve essere considerata un fiore all'occhiello per lo sport e il territorio canavesano».

FAVORITI - Al via per portarsi a casa l'ambita coppa di rame e il nutrito montepremi ci sarà il valdostano Xavier Chevrier, che quest'anno ha rappresentato l'Italia sia ai recenti Mondiali di corsa in montagna dove ha vinto l'argento a squadre che agli Europei di mezza maratona, dove ha vinto il bronzo sempre a squadre. Campione italiano in carica di corsa in montagna lunghe distanze, dovrà vedersela con il giovane ruandese Felicien Muhitira, vincitore questa estate del Giro Podistico di Castelbuono. Con lui al via anche il keniano David Kiplaghat. Bisognerà vedere la loro attitudine ai percorsi di montagna, per capire se saranno in grado di ripetere le gesta dei ruandesi Uwgeneza e Simukeka, rispettivamente primo e secondo della passata edizione. Poi un trio di scalatori che sicuramente daranno battaglia nella parte alta del percorso, il cuneese Marco Moletto, il biellese Enzo Mersi entrambi già vincitori di due edizioni e il valdostano Massimo Farcoz. Sarà presente anche il campione mondiale master di corsa in montagna, don Franco Torresani, 4 titoli mondiali per lui e 6 maglie azzurre assolute, l'unico caso di un prelato che ha vestito la maglia della Nazionale di uno sport in Italia  Quindi i migliori corridori canavesani Edward Young e Juan David Orozco Sanchez, che sicuramente non saranno comprimari sui sentieri di casa.
Gara dal pronostico aperto al femminile, con la campionessa uscente Barbara Cravello che se la dovrà vedere con Katarzyna Kuzminska, Chiara Giovando e Sonia Glarey.

COMBINATA - Questa gara prevede anche una classifica combinata con l'Aosta-Becca di Nona, con una classifica che sarà stilata sommando i tempi delle due prove, che vede favoriti i vincitori dell'Aosta-Becca di Nona Massimo Farcoz e Chiara Giovando.
I conti si faranno sotto la statua del Redentore verso le 11 di domenica 18 settembre. Ultimi pettorali presso il negozio Gymmy Sport di Ivrea.
Novità del 2016 è la distribuzione dei pettorali sabato dalle 15 alle 18 in piazza Ottinetti a Ivrea. Per le ultime iscrizioni e informazioni www.amicidelmombarone.it


Super Lisa sul tetto del Tor

Tor Live - La Borzani prima donna a Courmayeur

Per lei l'ora x è stata alle 5.09 di questa mattina. Non certo un orario da grandi festeggiamenti in una assonnata Courmayeur, però Lisa Borzani, già seconda al Tor nel 2014 , ha molti motivi per festeggiare. La sua è stata una cavalcata solitaria in poco più di 91 ore, con un settimo posto assoluto di grande sostanza. La sua porima avversaria, Stephanie Case, dovrebbe arrivare al Bertone intorno alle 9.55, con una proiezione di arrivo a Courmayeur con oltre cinque ore di ritardo. Una gara dunque simile a quella del gigante Bosatelli la sua, senza nessuno a mordere le caviglie.

PALMARES TOP - La vittoria al Tor si aggiunge a un armadio già ricco di medaglie e coppe per la runner classe 1979. Nel 2016 vittoria al Long Tour des 4 Massifs, Andorra Ultra Trail e Dolomiti Extreme Trail, secondo posto all'ULtra Trail del Migello e alla Hong Kong 100, terzo alla Maxi Race d'Annecy. Andando indietro negli anni spiccano le vittorie all'Orobie Ultra Trail, Maremontana, The Abbots Way e il secondo posto alla TDS (nell'anno del secondo posto al Tor).  


Kilian rinuncia al record dell'Everest

Troppa neve e rischio valanghe

«Ciao a tutti! Continuiamo il nostro acclimamtamento. C’è molta neve ma tutto è ok!». Con questo breve messaggio sms Kilian Jornet, dal satellitare, mandato circa una settimana fa, aggiornava il team sulla sua permanenza alla base dell'Everest per tentare la salita e discesa in velocità dal versante nord. Proprio mentre questo articolo veniva pubblicato è arrivato il comunicato ufficiale che annuncia l'abbandono del tentativo. «Le condizioni erano buone nelle prime settimane ma non eravamo sufficientemente acclimatati, ora c'è troppa neve e rischio di valanghe, dobbiamo tornare» ha detto il catalano. Non è un addio ma un arrivedereci. «Certo siamo un po' frustrati e delusi, ma torneremo con molta più esperienza e ci sono delle scelte che non rifaremmo» ha aggiunto Kilian.

NEVE E PAZIENZA - La stagione che Kilian aveva scelto per salire l’Everest, sul versante nord, con l’avvicinamento passando dal monastero di Rongbuk, non è sulla carta la migliore e infatti ha incontrato tanta neve. Però ha incontrato poco affollamento ed è stato uno dei motivi della scelta, anche se l’autunno sembrava essere più favorevole. L’estate è infatti la stagione dei monsoni. Secondo quanto ha potuto constatare desnivel.com dal 2010 non ci sono state scalate dell’Everest in stagioni diverse dalla primavera, anche se prima, negli anni Novanta, in diversi hanno raggiunto il tetto del mondo in autunno. Eberhard Jurgalski su 8000ers.com ha rcensito cinque scalate nella stagione dei monsoni tra il 1977 e il 2002. Diverso il discorso di settembre e proprio le prossime sembravano essere le settimane decisive: sempre secondo desnivel.com le statistiche dicono che 46 persone sono arrivate in vetta all’Everest in questo periodo, la maggior parte tra il 24 e il 30 del mese. Kilian è sempre stato molto realistico sulle sue possibilità di successo: «Dovremo essere molto onesti sui nostri mezzi, pazienti ad aspettare il momento giusto ed essere capaci di prendere la decisione corretta: continuare e rientrare». ha aggiunto il catalano. Con Kilian  Jordi Tosas, Vivian Bruchez e Seb Montaz.

PRECEDENTI - Nel 2003 Fabio Meraldi ha tentato la salita veloce dal versante sud rimanendo due giorni senza cibo e tornando indietro. Nel 2005 è stata la volta di Bruno Brunod, giunto oltre quota 8.000 in 16 ore e rientrato.


Si completa il podio del Tor

Alle spalle di Bosatelli, due spagnoli: Oscar Perez e Pablo Criado Toca

Si completa il podio del Tor des Géants. Oscar Perez è secondo sul traguardo a sei ore da Oliviero Bosatelli. Dunque in 81 ore o poco più. Il trailer spagnolo conferma di essere un abbonato fedele al podio del Tor, con una vittoria e due secondi posti. Abbracci, interviste, foto, dichiarazioni, soprattutto di fedeltà al Tor e alle genti delle vallate valdostane. Ora un meritato riposo per riprendersi dalle fatiche (“Ho provato a mettere sotto pressione Bosatelli, ma non ha funzionato. Troppo forte! Allora ho deciso di fare la gara a un ritmo più controllato”) fino alla premiazione di domenica mattina.
Nel pomeriggio dovrà affrontare 12 ore alla guida per raggiungere il suo paese montano di 20 abitanti (“Ci si sposta solo a piedi, per questo sono allenato!”, ironizza Oscar) nel cuore dei Pirenei, nei pressi della storica cittadina di Huesca e a una ventina di chilometri dal confine francese. Lì svolge la sua
professione, riguardante il controllo, la manutenzione e la sicurezza degli apparati elettrici che fanno funzionare gli impianti sciistici.
Terza piazza per l’altro spagnolo Pablo Criado Toca, quindi il francese Eric Ressencourt e il tedesco Lukas Jens.


Tor, Oliviero Bosatelli: “Non ero il favorito”

Grande prestaizone dell’atleta bergamasco

Oli Bosa, come lo chiamano i suoi fans, al secolo Oliviero Bosatelli, ha infiammato il Tor. L’atleta, anzi, il Gigante, di Gandino, 25 km da Bergamo, ha messo il motore al massimo a Cogne, dopo 106 chilometri di gara, e non ha mai più scalato le marce. Il quarantasettenne atleta lombardo ha tagliato il traguardo, in via Roma, nel cuore di Courmayeur, da dove il Tor era partito domenica mattina alle 10, nel tempo complessivo di 75h10’.
«Non pensavo di vincere, non ero il favorito - speiga Bosatelli - Ho patito nella zona dell’Entrelor e ho cercato di fare tutto come nella vita normale, dall’alimentazione alla gestione dei ritmi. Poi mi sono trovato da solo, ma solo quando il vantaggio aumentava ha capito che potevo vincere. All’inizio dell’ultima notte ho provato a riaccelerare anche se poi in realtà lo spagnolo ha perso terreno. La gestione dell’alimentazione non è stata semplice, nei pressi delle basi vita sono spesso andato vicino alla crisi di fame».
 


L'argentino Diego Simon primo alla K42 Majella

Barbara Bani a segno nella gara rosa

Una leggera pioggia su tutto il Parco Nazionale della Majella ha accompagnato i 120 runner che hanno dato vita alla seconda edizione di K42 Italia, l’unica prova italiana del circuito internazionale che vedrà la finale a metà novembre in Patagonia, e più precisamente a Villa la Angostura. A causa del perdurare di nuvole basse che da oltre una settimana stazionano sul Monte Morrone, il tracciatore del percorso, Danilo Tomei, ha studiato un itinerario alternativo a quello inizialmente proposto, che nulla ha tolto alla tecnicità della gara.
E così sul percorso di 42 chilometri, con la bellezza di 1.800 metri di dislivello positivo, che ha visto partenza e arrivo da Sant’Eufemia a Maiella è emersa la netta superiorità di Diego Simon, argentino del team Salomon, vero specialista della disciplina trail running.
«Ho avuto difficoltà con il clima umido e il terreno fangoso, ma la gara mi è piaciuta molto – ha commentato all’arrivo il trailrunner di Tandil, in provincia di Buenos Aires – e rappresenta un buon viatico in vista della finale K42 in Argentina, a casa mia». Il 29enne argentino, professore di educazione fisica di Tandil, ha fermato il cronometro sul tempo di 4h04’32”: da oltre un mese in Italia, ha chiuso al terzo posto il Giri di Mont ed è restato ai piedi del podio nella Rosetta Skyracedi Morbegno lo scorso 4 settembre. Capito sin dai primi chilometri che si sarebbe lottato solo per la seconda piazza, la sfida è stata tutta italiana con Maurizio Di Paolo dell’US ACLI Marathon Chieti a duellare con Alessandro Giacomini dell’ASD Finanza Sport Campania: ad anticipare l’avversario è stato proprio l’abruzzese che ha chiuso a 29’32” dall’argentino. Terzo posto quindi per Giacomini con il tempo di 4h57’33” che ha relegato ai piedi del podio lo spagnolo Oscar Egido Lara.

GARA FEMMINILE - Gara solitaria anche nella prova femminile con Barbara Bani che oltre a dominare la propria classifica, ha tagliato il traguardo sulla scia dell’argentino Simon con il tempo di 4h26’59” che le vale il secondo posto assoluto. Con la vittoria odierna, la bresciana Barbara Bani, che difende i colori del team New Athletic Sulzano sul Lago d’Iseo, stacca il biglietto per la prova finale del circuito K42 Series che si terrà in Patagonia il prossimo 20 novembre.
«Nonostante il fango su molti tratti del percorso, mi sono proprio divertita e sono davvero felice per questa vittoria, che corona una stagione fantastica». Infatti la bresciana Bani ha conquistato il mondiale a squadre in Slovenia a giugno, dove ha chiuso al 19esimo posto
Piazza d’onore nella prova K42 donne della varesina Giulia Saggin, studentessa di veterinaria con la passione delle prove endurance, che ha tagliato il traguardo con il tempo di 5:19’46”, e a concludere il podio la spagnola Sofia Bardoll, accreditata alla vigilia della vittoria ma che non ha potuto esprimersi al meglio.

K21 - In programma anche una prova K21 sulla distanza della mezza maratona con un dislivello positivo di 1.420 metri che ha condiviso con la gara madre l’ultima parte del tracciato. Successo di Riccardo Pianesi della Nuova Podistica Loreto in 2h13’27” che ha battuto allo sprint per soli 35” Maurizio D’Andrea del team Runners Sulmona. Terzo gradino del podio Giovanni Orsatti della Sorgente Fara San Martino. Anche tra le donne sfida per 21 chilometri con Fiorenza Sperandi che chiude in 3h45’22”, anticipando di tre minuti Anna Tartari. Al terzo posto l’argentina Florencia Giavedoni.


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