Blogger Contest, ecco i vincitori
La premiazione domenica ad Arco
Si svolgerà domenica 2 ottobre, alle ore 17.00 ad Arco (Tn), nell’ambito del Adventure Awards Days (www.adventureawards.it), il festival italiano dell’avventura e dell’esplorazione, la premiazione del Blogger Contest. La giuria, della quale fa parte anche il direttore responsabile di Skialper Claudio Primavesi, oltre a Roberto Serafin, Davide Fioraso, Franco Michieli e Simonetta Radice), dopo l’esame dei 95 post multimediali pubblicati su altitudini.it, ha scelto i seguenti 18 blogger finalisti e, analizzando quattro criteri di giudizio (capacità d’interpretare il tema del concorso; qualità del testo; qualità dell’immagine; qualità produzione editoriale sul blog personale), sono stati decretati i vincitori della quinta edizione del Blogger Contest:
1° posto | Gian Luca Diamanti (Terni) / RAMINGO
Giudizio della giuria | Il tema del contest favoriva forse di più gli uomini. In questo caso però è un cane l’io narrante, felice di condividere la sua libertà con quella del padrone vagabondo. Il riuscito ritratto di questo compagno di viaggio “che non chiede ma cerca” si accompagna con un’immagine particolarmente appropriata e suggestiva. Non si può che sorridere quando arriva la conferma della voce narrante. Un intervento che lascia intuire ma che sorprende e spiazza nel finale. Gian Luca Diamanti è riuscito a rendere accattivante un argomento che avrebbe potuto sfociare facilmente nella retorica, con le giuste parole, un sapiente utilizzo della tecnica del cliffhanger e un’immagine espressiva.
2° posto | Gabriele Villa (Ferrara) / VAGABONDO PART-TIME
Giudizio della giuria | Vagabondaggio vintage sulla scia di Kurt Diemberger, il papà di tutti gli alpinisti “bergvagabunden”. Un quadretto che riporta con brio, anche grazie alle immagini d’epoca, al free climbing quale diretta espressione negli anni Settanta e successivi del movimento hippy sviluppatosi a Yosemite anche nel campo dell’arrampicata. C’è un nomadismo dell’anima, filosofico prima ancora che fisico, ma c’è anche il vero, concreto nomadismo. Si può essere nomadi dietro casa, non necessariamente in Himalaya, si può essere nomadi tutta una vita se si ha lo spirito giusto. E non c’è nulla di più bello che ricordare le proprie esperienze raminghe… Se poi lo sai fa con la giusta autoironia e un collage di foto uscite dall’antenato del blog, il diario, il gioco è fatto!
3° posto | Giovanni “Spit” Spitale (Solagna, VI) / NESSUNO SA DOVE SONO
Giudizio della giuria | L’incontro con un guerrigliero curdo in Turchia al confine con la Siria rappresenta uno squarcio di umanità nel contesto di una terra tormentata dalla guerra. Una micro-storia scritta con lo stile avvincente del thriller. Con il merito, non da poco, di unire il nomadismo ai drammi della vita contemporanea. Drammi che sono dietro l’angolo ma sembrano tanto lontani nello spazio e nel tempo. Il tutto condito da una foto che si fa apprezzare anche se ritrae il nemico numero uno del vero nomadismo bipede, l’auto. Gesto coraggioso, ma non sono forse le quattro ruote il paradigma di tanti nomadismi carichi di storie, sofferenza e speranza? Secco, d’effetto. Una scrittura sicuramente di spessore.
PREMIO SPECIALE SKIALPER - Roberta Zantedeschi (Zugliano, VI), Stefano Lovison (Padova) e Enrico Fiordiponti (Pelago, FI) avranno pubblicata il loro post sulla nostra rivista.
PREMIO SPECIALE IMS - Sono stati inoltre assegnati i premi speciali IMS a Sara Taiocchi (San Pellegrino Terme, BG), Jean Pierre Perrier (Arvier, AO) e Tatiana Bertera(Bergamo) che dal 14 al 16 ottobre 2016 saranno gli inviati speciali del Blogger Contest all’International Mountain Summit (IMS) di Bressanone con il compito di raccontare l’IMS ai lettori di altitudini.it.
Anche la Half Skyrace a Bellagio
Appuntamento il 23 ottobre per la panoramica gara delle Italy Series
La Bellagio Skyrace, ultimo appuntamento delle Italy Series, nata appena tre anni fa, torna con un percorso rinnovato e, a meno di un mese dall’evento, il programma il 23 ottobre, le iscrizioni sono arrivate a quota 190, non solo dalla nostra penisola ma, a sorpresa, anche da Lituania, Svizzera, Grecia, Francia, Inghilterra, Olanda e Romania. Il panorama che si gode dalla vetta del Monte San Primo, cima Coppi della gara, a quota 1.682 m, è uno dei più belli di tutto il Lago di Como.
NOVITA’ HALF - La gara voluta da Franco Sancassani inaugura da quest’anno la half skyrace di 14,5 km e 1.050 metri D+, che arriva fino a quota 1.100 del Belvedere Nuvolone, dove ammirare il promontorio di Bellagio e la catena delle Alpi Retiche. Una valida alternativa alla gara principale, di 27 km e 1.830 m D+. Confermato il percorso per i più piccoli all'interno del Parco dei giardini di Villa Melzi. Lo scorso anno si impose Tadei Pivk davanti a Daniel Antonioli e Gil Pintarelli. In rosa vinse Silvia Rampazzo su Ilaria Bianchi e Susanna Serafini. Sul parterre del Lungolago di Bellagio si prospettano grandi sfide fra nomi importanti dello Skyrunning , sia in ambito maschile che femminile. Domenica 23 ottobre il ritrovo è fissato dalle ore 6.30 al palazzetto dello sport di Bellagio. Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale www.bellagioskyteam.it.
Il diario di Kilian dall'Everest
Dopo il tentativo di record nel progetto Summit of my life
Ad agosto Kilian Jornet, insieme a Seb Montaz Rosset, Jordi Tosas, Vivian Bruchez, ha cercato il record sull’Everest nel progetto Summit of my life. Non ce l’ha fatta, ma crediamo che tornerà presto a caccia dell’impresa. A casa ha scritto un diario della sua esperienza, ecco alcuni passi del suo racconto.
“Siamo arrivati a Kathmandu il 7 agosto. Avevamo un biglietto di sola andata, con l'obiettivo di raggiungere la vetta tra le quattro e le sei settimane. Tutto dipendeva dalla nostra acclimatazione e dalle condizioni della montagna. Eravamo eccitati e ansiosi di iniziare la sfida. Dopo tante settimane di preparazione in alta montagna sulle Alpi, eravamo a Kathmandu. L'idea iniziale era quella di andare direttamente a Rombuk e al Campo Base, ma a causa di alcuni problemi burocratici siamo riusciti a partire per il Tibet solo il 16 agosto.
Nell’attesa siamo andati a Langtang in modo da non perdere la nostra acclimatazione e per vedere a che punto erano i lavori di ricostruzione nella valle dopo il terremoto dello scorso anno. (…) Abbiamo notato che la zona stava tornando alla vita (…). Il progetto che abbiamo lanciato insieme alla ONG SOS Himalaya ha permesso la ricostruzione di molte case, ma c'è ancora molto da fare.
Dopo un lungo viaggio in Tibet, il 19 agosto siamo finalmente arrivati a Rombuk, dove finisce la strada, proprio di fronte la parete nord dell'Everest. Un lungo viaggio, ma ne è valsa la pena: da questo lato della montagna appare come una piramide bianca perfetta attraversata da ‘strisce’ di roccia.
Abbiamo trascorso due giorni in Rombuk e scalato alcune cime fino a 6.500 metri. Il 22 siamo saliti fino al Campo base avanzato con 12 yak, Sitaram, il cuoco nepalese, e Namste, il suo aiutante tibetano. Le condizioni hanno reso impossibile agli yak di arrivare al campo base, conosciuto come Zombie Camp a 6.500 metri. Alla fine ci siamo fermati a 5 km, dove abbiamo messo le tende per quello che doveva essere il nostro accampamento per la spedizione.
La settimana seguente era tempo di acclimatarsi in quota. Il tempo era soleggiato, caldo e senza vento, così siamo stati in grado di salire rapidamente a 7.200 metri, verso il passaggio a nord. Ci siamo trasferiti da soli, ognuno alla propria velocità e abbiamo cercato le vie più sicure in termini di crepe e seracchi. Il 29 sono salito a 7.700 metri alla ricerca di una linea a sinistra dei seracchi sul colletto a nord: in particolare sul versante nord-est. Le condizioni sul fronte nord-est/nord erano perfette, con una quantità di neve fresca caduta sul crinale durante il monsone. Una sensazione incredibile essere solo su una montagna così enorme. C'era un sacco di neve che ha reso difficile andare avanti, ma, in termini di sicurezza, le condizioni erano buone. Non c'era alcun rischio di valanghe e il tempo è stato stabile.
Due giorni dopo, il 31 agosto, abbiamo deciso di fare un ultimo giorno di acclimatazione, e cercare di raggiungere 8.000-8.200 metri. Questa volta con Seb e Jordi siamo partiti alle tre del mattino e alle sei abbiamo attaccato la parete nord-est (…) Condizioni perfette di neve e ghiaccio, con una pendenza media di 55°. A mezzogiorno, a 7.600 metri, il tempo è cambiato improvvisamente. C'era neve pesante e con un elevato rischio di valanghe.
Dopo questo tentativo, abbiamo trascorso alcuni giorni di relax a Rombuk, in attesa di un meteo migliore.
In quei giorni il monsone ha intensificato la sua forza, c'era un sacco di vento e nevicate costanti. L'8 settembre è arrivato il bel tempo e abbiamo cercato di raggiungere la vetta con Jordi e Seb. Sapevamo che le condizioni erano difficili, ma abbiamo deciso di provare lo stesso. Abbiamo lasciato il nostro campo a mezzanotte. Alle tre del mattino abbiamo raggiunto la parete nord-est, e ci siamo resi conto che il vento aveva creato grandi placche e abbiamo deciso di scendere.
Abbiamo analizzato la situazione ed era chiaro che negli ultimi giorni la tanta neve aveva creato grandi accumuli sulla montagna e il vento aveva formato lastre di grandi dimensioni, non solo sul versante nord-est, ma anche sul crinale. Tenendo questo in mente, era chiaro che le cose dovevano cambiare radicalmente per la nostra sicurezza. Abbiamo dovuto rinviare la sfida della scalata all'Everest perché una rapida ascesa ci avrebbe esposti a troppi rischi (…).
I nostri permessi erano validi ancora per una settimana e abbiamo colto l'occasione per alcune attività nella zona. L'11 settembre sono andato a Chang Tse, a 7519 metri, lo stesso giorno Seb ha sciato su Changzheng. Il giorno seguente ho voluto salire il più in alto possibile sulla via normale verso l'Everest. C'era un sacco di neve, ma la progressione è stata fluida (…) e ho raggiunto 7.950 metri prima di mezzogiorno. Ma il tempo è peggiorato e ha iniziato a nevicare. Sono sceso in fretta, seguendo il percorso della salita (…). Così abbiamo lasciato l'Everest alla prossima occasione.
Il giorno seguente, il 13 settembre siamo andati con Vivian e Seb a sciare sul monte di fronte al nostro campo, tra il Changtse e Changzheng, a 6.910 metri. (…). Il tempo era ancora instabile e c’era un alto rischio di valanghe in alto. Abbiamo lasciato la montagna con un po’ di frustrazione (…) ma allo stesso tempo siamo rimasti molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare. Sono molto contento di quello che ho imparato in queste ultime settimane in Himalaya. Abbiamo visto quello che funziona e quello che bisogna cambiare. Sono cresciuto come scalatore. La spedizione ci ha lasciato belle sensazioni, anche se non siamo stati in grado di raggiungere la vetta. Una grande esperienza che sarà utile quando torneremo e cercheremo di nuovo il record”.
Che bagarre nel La Sportiva Vertical Trophy
Domenica la nona tappa, il Ciok Vedeler
Nel La Sportiva Vertical Trophy, se al femminile i giochi sono ormai fatti visto che Beatrice Deflorian della US Cornacci di Tesero è saldamente al comando con cinque vittorie e 10 punti di bonus della tappa di Roncone (servivano i migliori quattri risultati), al maschile sarà grande bagarre per il primo e secondo posto: Nicola Pedergnana e Patrick Facchini, del Team la Sportiva, infatti, si trovano appaiati con 398 punti, tre vittorie e due secondi posti per entrambi, inoltre erano presenti anche a Roncone per cui i punti di bonus contano poco. Vediamo se si presenteranno ai blocchi di partenza per le due ultime tappe, nel caso di parità saranno prese in considerazione le partecipazioni: dunque importante essere presenti. Per il terzo podio se la giocano in cinque, Maurizio Mich della Cornacci di Tesero, Simone Manfroi e Mattia Giuliani del team Bogn da Nia, Tiziano Conti della Cornacci, Stefano Valentini dell’Atletica Valle di Cembra, ma attenzione con tre prove e attualmente fuori punteggio c’è anche Fabio Bazzana, a lui basterebbe un piazzamento nei primi cinque in una delle due tappe finali per aggiudicarsi la terza piazza, dunque anche qui grande incertezza.
Ben 115 atleti sono in lizza chiudere il circuito (almeno 4 gare sulle 10 in programma), tre sono i potenziali “Big Finisher”, Christian Sparagna, Delugan Efrem e Duccio Tessadri, sinora sempre presenti nell’arco della stagione.
Domenica 2 ottobre in programma la nona tappa, il Ciok Vedeler di Soraga in Val di Fassa, con partenza in linea alle ore 14.30 presso i campi sportivi (iscrizioni sul sito www.ciokvedeler.it) Premiazioni e Felicetti Pasta Party presso il centro polifunzionale (Gran Ciasa) di Soraga con inizio ore 19. Gran finale del circuito a Ziano di Fiemme con la Vertical Costolina in programma sabato 8 ottobre e festa finale presso il tendone delle manifestazioni.
Grandi sfide alla Chiavenna Lagunc
In programma domenica 9 ottobre
Il fortissimo eritreo Petro Mamo e i gemelli Dematteis sono solo tre nomi di spicco del Km Verticale Chiavenna Lagünc in programma domenica 9 ottobre. «Ci sono tutte le premesse per una gara che potrebbe regalare forti emozioni – ha confermato Nicola Del Curto del comitato organizzatore -. Oltre a questi grandissimi campioni avremo al via gli azzurri di corsa in montagna Emanuele Manzi, Francesco Puppi, Alex Baldaccini, Davide Magnini, il neozelandese Jonathan Wyatt e il vincitore della coppa del mondo di scialpinismo Michele Boscacci che lo scorso anno sfiorò il gradino più alto del podio alla nostra gara per un soffio. Tanto per non farci mancare nulla stiamo lavorando per presentare ai nastri di partenza un altro campione dello skialp come Damiano Lenzi».
Sarà gara vera anche al femminile: «La favorita dei pronostici, alla luce dei risultati ottenuti in questa stagione e del feeling che ha con la salita a Lagùnch, è ovviamente Valentina Belotti – ha continuato Del Curto -, ma la gara è tutt’altro che scontata vista la presenza delle altre azzurre Antonella Confortola, Sara Bottarelli, Alice Gaggi e della rumena Denisa Dragomir. Ruolo di outsider lo avranno invece le emergenti Giulia Compagnoni e Arianna Oregioni».
Se venerdì 7 sarà tempo di festa con la presentazione dell’evento in piazza a Chiavenna, domenica la sfida per nuovi record sul percorso dove in passato sono state siglate le migliori prestazioni cronometriche mondiali nel Km Verticale che attualmente appartengono a Bernard De Matteis (best time 30’27”) e Valentina Belotti (best time 37’42”). Macchina organizzativa già operativa, quindi, per questa sfida con il cronometro su un sentiero naturale unico al mondo, dove una lunga serie di gradini di differente altezza porta i concorrenti a dover gestire nel migliore dei modi gambe e fiato, con start posto ai 352 metri della chiesa di Loreto e arrivo a quota 1352 di Lagünc.
Tutto pronto per la Tartufo Trail Running del 9 ottobre
Ultimo atto del Trofeo Bper Agisko Cup
Il 9 ottobre ultimo atto del Trofeo Bper Agisko Cup con la Tartufo Trail Running. «Tutto confermato - spiega Roberto Mattioli dello staff organizzatore - anche il percorso è pronto: sul nostro sito abbiamo pubblicato il road book tecnico della nona edizione. E novità dell’ultima ora: la nazionale di skyrunning della FiSky sarà presente a Calestano da venerdì 7 per un collegiale». Quattro le distanze sui sentieri dell'Appennino Tosco-Emiliano celebri per il 'tuber uncinatum Chaten', meglio conosciuto come Tartufo Nero di Fragno: la gara lunga è di 66 km, ma ci sono anche la 50, 28 e 17 km, con dislivello da 930 a 3.360 metri.
Gara che assegna il titolo del circuito: in campo femminile già sicura della vittoria Lara Mustat del Circolo Minerva Team La Sportiva, al maschile lotta a due con Davide Ansaldo del Bergteam che guida su Claudio Chiarini del Team Tecnica, con Gianluca Cola Circolo Minerva Team La Sportiva, vincitore dell’edizione 2015, in dubbio per i postumi di un infortunio.
Sabato tempo di Morenic Trail
Prova finale del circuito Ultra delle Italy Series
Ultimo atto del circuito Ultra delle Italy Series con la Morenic Trail: gara lunga (113km) che si sviluppa sui sentieri dell’Alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea. Partenza alle ore 9 di sabato 1 ottobre a Andrate, all’inizio della Serra d’Ivrea, e arrivo a Brosso. Si può gareggiare anche a staffette da 4, 3 e 2 persone, anche miste: le quattro frazioni del Morenic, variano tra i 20 e i 35 km, con passaggio del testimone delle staffette al Lago di Bertignano a Viverone, al Ponte della Dora Baltea nei pressi di Villareggia e al Ponte Preti a Strambinello.
Come ormai da tradizione gli arrivi dei concorrenti saranno accompagnati per tutta la notte dalla Morenic Parade, la notte bianca di Brosso a base di musica, danze e buona cucina. Info su www.morenictrail.com
Domenica This is Vertical Race
Appuntamento a Valgoglio, organizzato dallo sci club Gromo
Domenica 2 ottobre seconda edizione della This Is Vertical Race ai Valgoglio (Bg). Gara dura, con partenza, alle ore 9, a cronometro (a intervalli di 30”) dalla centrale di Aviasco, per affrontare 1000 metri di dislivello su uno sviluppo di 1,8 km sino a raggiungere località Cazzat. Marco Moletto (La Sportiva), Fabio Bazzana (secondo classificato l’anno scorso, Karpos La Sportiva) e William Boffelli (La Sportiva) sono alcuni tra i top racer che cercheranno di strappare a Patrick Facchini il miglior tempo fatto segnare nella prima edizione: 34’01”. Per chi ne sarà capace è in palio un premio speciale.
ISCRIZIONI - Le iscrizioni si raccolgono domenica dalle 7 alle 8.30 presso il bar della diga; quota di 15 euro che comprende il pranzo al Ristoro 5 Laghi (dalle ore 12). Possibilità di affidare gli indumenti da elitrasportare all’arrivo; l’elicottero farà anche da navetta per gli spettatori, su richiesta, con partenza da Valgoglio dalle 7.30. Al termine della gara premiazioni (premio in denaro per i primi cinque uomini e per le prime tre donne, riconoscimento per il concorrente più giovane e quello più anziano, nonché premi tecnici per i primi 20 classificati) e spritz party. Info su www.sciclubgromo.it.
Gran finale per il Tour Trail della Valle d’Aosta
Con il Vertical du Costaz e il Mont Avic Trail
Le ultime due competizioni della stagione, prima della festa finale. Venerdì 30 settembre e sabato primo ottobre Champdepraz e il Parco Naturale del Mont Avic ospiteranno le ultime due gare del Défi Vertical e del Tour Trail della Valle d’Aosta.
Si parte con la prima edizione del Vertical du Costaz, prova di 2,9 chilometri e 1.000 metri di dislivello positivo. La gara più corta della Valle d’Aosta inizierà alle 16 da località Covarey di Champdepraz, con arrivo fissato ai 2.280 metri del Colle Valmerianaz. All’Alpeggio Costaz, dopo circa 300 metri di dislivello, è stato inserito un ‘traguardo volante’ che premierà il primo assoluto maschile e femminile. I concorrenti avranno al massimo due ore di tempo per coprire la distanza. Ritiro dei pettorali venerdì dalle 11 alle 15. Dalle 18.30 cena buffet presso Hotel Parc Mont Avic, a seguire le premiazioni del Vertical du Costaz e poi quelle del circuito Défi. Previsti premi per i vincitori e per tutti i finisher delle cinque gare.
TRAIL - Sabato la seconda e ultima giornata di gare. In programma l’ormai consolidato Mont Avic Trail, giunto alla quarta edizione e collocato sempre a inizio autunno. Si corre su due percorsi. Un lungo di 37 chilometri e 2.900 metri di dislivello positivo e un corto di 22 chilometri e 1.500 metri di dislivello positivo. Alle 8 partirà la prima prova, mentre alle 9.30 è in programma lo start della seconda. Alle 11.30 è previsto l’arrivo del vincitore della 22km, intorno alle 12.15 quello della 37 km. Il ritiro dei pettorali e dei pacchi gara potrà essere fatto il venerdì dalle 17 alle 20, oppure il sabato dalle 6.30 fino a mezz’ora prima dell’inizio delle due gare. Nel pomeriggio spazio come sempre ai più giovani. Alle 15.30 verrà riproposto il Baby Trail che si correrà su due percorsi a seconda dell’età. I più grandi affronteranno un tracciato di 1.100 metri, i più piccoli su un anello di 550 metri. Intorno alle 17 le premiazioni di tutte le gare, a seguire quelle del Tour Trail della Valle d’Aosta. Gran finale con il Trail Fest che chiuderà la stagione in Valle d’Aosta. Ad accompagnare la festa sarà la band ‘Fono&Brass’.
INIZIATIVE - Tante anche le iniziative collaterali. Pellissier Helicopter organizzerà i consueti voli turistici con sorvolo al di fuori dell’area protetta del Parco Naturale Mont Avic. Chi è interessato potrà invece visitare il Parco Faunistico Mont Avic sfruttando la tariffa promozionale, oppure il Centro visitatori del Parco, gratuito. Gli amanti delle sculture potranno invece osservare da vicino le opere e la lavorazione con motosega di Enus Milesi, artista bergamasco presente per tutta la giornata di sabato. Durante il trail sarà inoltre possibile passeggiare tra gli stand dei partner ufficiali o partecipare al test della nuova collezione di scarpe Hoka, altro sponsor del Mont Avic Trail. I bambini potranno invece sfruttare il servizio Truccabimbi VdA e provare il tiro (biathlon) insieme agli istruttori Gianni Gens e Carlo Christille, a disposizione dalle 10 alle 11.30 e dalle 13 alle 14. Gli organizzatori hanno anche studiato due stuzzicanti iniziative per invogliare il pubblico a tifare e applaudire i concorrenti lungo i percorsi. Venerdì scatterà la sfida per indovinare il tempo del vincitore del Vertical. Sarà necessario segnare il tempo sul tabellone posto alla partenza; chi si avvicinerà maggiormente vincerà un premio. Inoltre saranno allestite due ‘aree partner’ dove verranno regalati gadget ai presenti. Venerdì appuntamento all’Alpeggio Costaz (traguardo volante) e al Colle Valmerianaz (arrivo Vertical), sabato saranno coinvolti il punto di ristoro all’Alpeggio La Servaz e il rifugio Barbustel. Appuntamento venerdì 30 settembre e sabato primo ottobre per l’atto conclusivo dei due circuiti valdostani e per la grande festa finale che coinvolgerà atleti, accompagnatori e semplici curiosi.
La Sportiva Vertical Trophy, le gare decisive
Alla Vigo-Vael primi Nicola Pedergnana e Marika Giovannini
Vigo-Vael: ottava tappa del La Sportiva Vertical Trophy. Sul tracciato di 5km e 890 metri di dislivello lotta a due tra Nicola Pedergnana e Fabio Bazzana: alla fine la stoccata vincente è quella del trentino che chiude in 35’23” con un margine di 1’04” sul bergamasco, con terzo, a 2’19”, Daniele Barchetti; quarto Simone Manfroi, quinto Mattia Giuliani. Nicola Pedergnana si giocherà con Patrick Facchini il titolo nella ganerale del circuito: decisive dunque le due tappe finali, quella di domenica a Soraga, la Ciok Vedeler, e quella dell'8 ottobre a Ziano di Fiemme, la Vertical Costolina.
Nella gara rosa, assenti Beatrice Deflorian e Nadia Scola, affermazione di Marika Giovannini che chiude al riifugo Vael in 50’39”. Soddisfazione per Aldo Rasom, coordinatore della manifestazione, e per tutto lo staff Rifugio Roda di Vael con a capo Roberta Silva per una gara nel ricordo di Bruno Deluca.
Lanfra gia' a casa dopo l'operazione
Dopo la frattura della clavicola
Operazione riuscita per Pietro Lanfranchi, sotto i ferri per una frattura dopo una caduta in bicicletta. «Venerdì sera mi hanno operato a Ponte San Pietro - spiega il Lanfra - e sabato ero già a casa con una piastra nella clavicola. I medici mi hanno dato due mesi prima di poter caricare, ma io spero di farcela prima. E appena si ‘mette a posto’ la parta bassa inizierò a muovermi: gli esami hanno evidenziato che non c’è nulla di rotto, ma adesso la zona dell’anca è ancora bella gonfia e con lividi di tutti i colori. Speriamo che si risolva rapidamente così potrò riprendere un briciolo di movimento. E poi sotto: voglio tornare alle gare».
Sorriso Jongens all'Adamello Ultra Trail
L'olandese vince la 180 km femminile, Melzani la 80 km
Finale a sorpresa nella gara in rosa dell’Adamello Ultra Trail. Saldamente al comando per tre quarti di gara, la lombarda Cristina Tasselli ha dovuto fare i conti con dei problemi fisici e si è vista sopravanzare dall’olandese Willemijn Jongens e dalla ligure Gabriella Lavezzo. Al traguardo di Vezza, Jongens ha vinto in 46h51’55”, seconda piazza per la Lavezzo in 47h07’40”, terza e provata la Tasselli in 49h12’23”.
80 KM - Distanze differenti, ma sempre grande spettacolo anche per l’Adamello Trail da 80 km (5.700 m D+), stravinto dal bresciano Dino Melzani in 10h57'05". Per il forte runner di Bagolino una fuga cominciata a Ponte e conclusasi a Vezza. Mai un'indecisione, mai un tentennamento, ma solo la voglia di rifarsi su un tracciato che in passato gli ha giocato brutti scherzi. Sul podio anche Gaetano Carcano - 12h40'35"- e Michele Fantoli 12h51'41". Un piazzamento nei cinque se lo sono ritagliati con merito anche Marco Bagiotti e Marco Franzini. Al femminile vittoria di Moira Guerini in 14h25’02” su Isabella Lucchini 14h29’17” e Laura Gotti 15h15’34”. Molto bene anche Sara Baratto e Nicoletta Passuello rispettivamente quarta e quinta. I 202 di questa seconda prova sono partiti alle 9 di sabato mattina da piazza XXVII settembre a Ponte di Legno.












