Mondiali, martedi' e' il giorno della sprint

Prime gare sulle piste di Piancavallo

Martedì prima gara Mondiale a Piancavallo con la sprint: al via 173 atleti tra tutte le categorie. Le piste del comprensorio sciistico friulano sono ben innevate, ’sorprendentemente’ innevate si potrebbe dire, visto che salendo da Aviano non si trova un filo di neve sino ai 1100 metri. Due soli azzurri nella gara assoluta, Robert Antonioli e Nadir Maguet: se la dovranno vedere soprattutto con i due svizzeri Andreas Steindl e Iwan Arnold e i due tedeschi, Anton Palzer in primis e il rientrante Josef Rottmoser. 
Anche al femminile due sole atlete Senior, Martina Valmassoi ed Elena Nicolini che prova a rientrare nonostante non sia ancora al top (mentre è già tornata a casa Katia Tomatis). Confermate le squadre Espoir (con Pietro Canclini, Valentino Bacca, Federico Nicolini, Giulia Compagnoni e Alba De Silvestro) e Juniores (con Nicolò Canclini, Enrico Loss, Davide Magnini, Mara Martini, Giulia Murada e Melanie Ploner), mentre tra i Cadetti al via Simone Antonioli, Alberto Gontier, Alessandro Rossi e Mirko Sanelli, tra le Cadette Samantha Bertolina, Anna Folini e Sophie Poernbacher. Qualifiche dalle 9, a mezzogiorno sapremo chi sono i nuovi campioni del mondo sprint.


Su Skialper in edicola il Nuovo Polverelli Minore

Un simpatico vocabolario dei termini usati da freerider e freetourer

C'è il pendio ‘antracabol’, la ‘marinanza’, ma anche i ‘Mazinga’ e la ‘pauder morta’. È il gergo della comunità italica della powder, freerider e freetourer che, in anni e anni di sciate nella polvere (o sulla crosta) ha inventato una lingua tutta sua, quella dei pauderolesi. Da più di dieci anni il Nuovo Poverelli Minore è un progetto, nato e cresciuto on-line, che raccoglie e promuove la divulgazione dei variegati termini ed espressioni lessicali che la comunità italica della neve crea e utilizza nelle proprie attività con assi ai piedi. Su Skialper di febbraio marzo ne pubblichiamo i prinicipali termini per una simpatica lettura.

IL PROGETTO - Nato nel 2006 da un gruppo di amici in seno alla sezione freeride e scialpinismo del mitico forum Fuorivia, è poi approdato negli anni seguenti su Facebook con una propria pagina ufficiale perché anche il gergo pauderoleso, come tutte le lingue, è vivo e in continua evoluzione. La sua mission è molto semplice: collezionare in forma libera e partecipata i termini metaforici e le espressioni gergali che raider e scialpinisti utilizzano nella Penisola intera. Partecipare e contribuire alla sua evoluzione e crescita è molto semplice: basta pubblicare il proprio contributo sulla pagina ufficiale del vocabolario: facebook.com/polverelli o inviare un messaggio sempre alla pagina. Condizione essenziale per l’inserimento del termine nel vocabolario è che lo stesso deve essere fornito di sintetica descrizione, in modo da permetterne la comprensione al pubblico. Chi non dispone di un account Facebook, può inviare una e-mail all’ indirizzo ilpolverelli@gmail.com. Il progetto è coordinato e a cura di Davide ‘Zeo’ Branca e Matteo ‘Teocalca’ Calcamuggi. 

I TERMINI - Visto che li abbiamo citati, tra i centinaia che pubblichiamo in ordine alfabetico, eccovi il significato di antracabol, marinanaza, Mazinga e pauder morta. Antracabol: intracciabile, di solito riferito ad un pendio con pessime condizione nivologiche. Marinanza: Canale Marinelli, discesa di culto della Parete Est del Monte Rosa. Mazinga: identifica lo scivolatore da pista, vestito con accessori che lo rendono simile al noto personaggio dei manga giapponesi. Pauder morta. neve creata artificialmente. E per finire, ecco anche il Winter taleban: si definisce così lo stato umorale dello scivolatore a fine stagione; gli effetti sono depressione e nervosismo e massima intollerabilità verso l'altrui che apprezza l'arrivo del caldo e della bella stagione.

DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di febbraio-marzo è disponibile nelle migliori edicole e già scaricabile su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app! 

QUI LA PRESENTAZIONE COMPLETA DI SKIALPER 110


Skialpdeiparchi nel segno di Tempesta e Colaianni

Alla prima edizione del Monte Camicia Backcountry

Domenica a Castel del Monte (AQ) prima edizione del Monte Camicia Backcountry. Un vero raduno per gli amanti della montagna  nello scenario del parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. C’era anche una parte agonistica su un tracciato di circa mille metri di dislivello suddivisi in tre salite e altrettante discese intorno a Monte Bolza. Vittoria di Carlo Colaianni che ha chiuso in 1h08’28”, precedendo Marco Daniele (1h11’41”) e Daniele Urbani (1h18’47”); al femminile a segno Raffaella Tempesta in 1h23’50” davanti a Francesca Ciaccia e Sara Marini. Prossimo appuntamento del circuito Skialpdeiparchi LaSportiva Skitrab il 12 ,arzo nel Parco Nazionale della Majella per la dodicesima edizione del Trofeo Majella.

 


Giornata di riposo ai Mondiali

Da martedi' le ultime tre gare a Piancavallo

Lunedì giornata di riposo ai Mondiali. La carovana parte, si sposta dall’altra parte della montagna, da Tambre a Piancavallo dove sono in programma sprint, vertical e staffette. Martedì sarà proprio la sprint ad aprire le danze in terra friulana: si gareggia al mattino con diretta su RaiSport dalle 10. In casa Italia si guarda soprattutto a Robert Antonioli («Sara dura, perchè arrivo da team race super impegnativa, mentre molti miei avversari (pensiamo a Palzer o Arnold, ndr) si sono riposati, ma ci proverò statene certi», dice il valtellinese) o Nadir Maguet («Guardiamo il lato positivo - scherza il valdostano - il ritiro nella gara a squadre mi è servito per risparmiare forze»).


Debutto vincente per la Sampeyre Ski Alp

Successo di Cristian Minoggio e Tatiana Locatelli

Debutto vincente per la Sampeyre Ski Alp: quasi un centinaio di partecipanti alla gara in Valle Varaita. Percorso originario, nonostante temperature primaverili, con prima salita di circa 900 metri di dislivello sino Meira Garneri, discesa e nuova ascesa in cima al monte Cugulet a quota 2450, prima della picchiata finale in fuoripista sul traguardo. Vittoria di Cristian Minoggio che ha subito fatto selezione in avvio, alle sue spalle Mattia Luboz e Marco Testino. Posizioni che non cambiano sino all’arrivo: 1h32'15 il tempo del vincitore, 1h34'21” quello del valdostano e 1h37'52” del cuneese. Completano la top ten, Diego Mamino, Nicola Cavallo, Gianfranco  Lantermino, Maurizio Basso, Erik Pettavino, Fabrizio Armando e Gianluca Iavelli. Federico Bausone è primo tra i Master su Massimo Giovannone e Silvio Gasteldi.
Al femminile a segno Tatiana Locatelli in 2h03'59” davanti a Silvia Ponzo (2h11'53”) e Laura Mazzucco (2h12'07”), ai piedi del podio Barbara Moriondo e Silvia Rivero, con Martina  Chialvo, Maria Orlando, Francesca  Zucco, Samanta Odino e Chiara Graffione nelle prime dieci.


Ski Alp Val Rendena a Martin Sfofner e Bianca Balzarini

Tappa del Crazy Ski Alp Tour

Sono Martin Sfofner e Bianca Balzarini i vincitori della Ski Alp Val Rendena, gara Fisi, inserita nel Crazy Ski Alp Tour. Teatro della prova, organizzata dall'Alpin Go Val Rendena, il paesaggio del Doss del Sabion a Pinzolo. Stofner si è imposto in 1h45'58'' su Philip Götsch in 1h46'38'') che a fine gennaio, sempre a Pinzolo, ma sulla Tulot Audi quattro, si era imposto nella tappa trentina del Vertical Up Tour. Sul terzo gradino del podio, Franco Collè che ha tagliato il traguardo in 1h48'59''. Quarto Daniele Cappelletti, quinto Ivo Zulian. Stofner e Götsch hanno condotto la gara sempre in testa: il primo recuperando nei cambi di assetto e nelle discese, il secondo in salita. Decisivo l'ultimo pendio dove Stofner ha allungato il passo lasciandosi dietro il meranese che, nel finale, ha dovuto far fronte anche ad un problema tecnico. In campo femminile sul podio con Bianca Balzarini, Margit Zulian che durante tutte le fasi di gara ha fatto sentire il fiato sul collo alla vincitrice, concludendo in 1h30'.50'' e Corinna Ghirardi in 1h32'08''.


Arrivederci Tambre…

Il Mondiale in Alpago e' stato un successo

Quando ci sono ‘good news’ bisogna scriverle. Quando le cose funzionano bisogna dirlo. I Mondiali in Alpago sono andati bene. Come ci ha detto un atleta, meglio andare a gareggiare dove ci conoscono e soprattutto conoscono la nostra fatica che in posti dove ci guardano con la puzza sotto il naso. Tambre non è Cortina (per rimanere in provincia), ma la passione per lo ski-alp è vera e autentica. Domenica c’era la fila a salire in Val Salatis a vedere la gara a squadre, ma quanti in più ci sarebbero stati se la neve fosse caduta e l’arrivo fosse stato in paese, come per la Transcavallo? Il piano B alla fine ha funzionato lo stesso, ma la zona di partenza e arrivo era in quota, servita da una strada stretta, nel tratto finale anche innevata. Un servizio navetta c’era ma era impossibile immaginarlo per tutti: non si sarebbe neppure stato lo spazio per fare manovra per tornare giù per tanti mezzi. Ma in tanti sono saliti lo stesso, i più sci e pelli caricati sullo zaino, molti solo con le scarpette da trekking. E anche in quota hanno trovato quello che avrebbero trovato a Tambre: dopo la lunga strada che era il primo tratto di gara c’era gonfiabili e prodotti del territorio per rifocillarsi. Anche i gadget degli sponsor da ritirare in paese. Addirittura un deejay che metteva musica, alternandosi con lo speaker che aggiornava sull’andamento della gara. Il sole poi ha reso tutto più godibile. 200 e più volontari sul percorso, alla fine con partenza e arrivo sci ai piedi. In una zona dove di neve davvero ne hanno vista poca in quest’inverno.
Il centro di Tambre è chiuso al traffico nei giorni dei Mondiali: c’è il village delle aziende a fianco della chiesa, c’è il palco montato per le premiazioni davanti al Comune. Fiocchi e bandiere sui balconi delle case. Tanti bimbi. Sarebbe successo lo stesso a Cortina? Insomma, c’è ancora Piancavallo, ma arrivederci Tambre…


Le parole in casa Italia dopo la gara a squadre

Argento di Boscacci-Antonioli e bronzo di Valmassoi-De Silvestro

Stessi sei atleti sul podio maschile due anni dopo. Lenzi e Eydallin ancora sul gradino più alto nella gara a squadre, dopo la vittoria nei Mondiale di Verbier, Un passo avanti rispetto alla rassegna iridata in Svizzera lo fanno Michele Boscacci e Robert Antonioli che dal bronzo mettono in bacheca l’argento, davanti ai francesi Bon Mardion-Gachet. In casa Italia la coppia è una sola, quella di Alba De Silvestro e Martina Valmassoi, dopo il forfait forzato di Elena Nicolini e Katia Tomatis. Due venete sul podio nei Mondiali in Veneto, o meglio due bellunesi ai Mondiali bellunesi…
Ecco allora le impressioni in casa Italia dopo la gara.


I campioni sono ancora loro: oro per Lenzi-Eydallin

Tanta Italia anche nella gara a squadre dei Mondiali

Ancora medaglie azzurre ai Mondiali di Alpago-Piancavallo. Pesanti, perché sono tre, perché c’è un nuovo titolo iridato, perché arrivano in quella che è un po’ la specialità storica dello ski-alp, la prova a squadre. L’Italia festeggia, ma tanto per cambiare con un brivido finale.
Partiamo dalla fine allora. Damiano Lenzi e Matteo Eydallin arrivano per primi sul traguardo. Festeggiano, vanno a cambiarsi nell’area del controllo materiale. Sono ancora dentro, Lenzi spegne l’ARTVA e così dove quando passa al controllo risulta inattivo. Quindi 3’ minuti di penalizzazione. «Ma nessuno prima - racconta il dt Stefano Bendetti - aveva avvertito gli atleti che il controllo dell’ARTVA sarebbe avvenuto in un’altra zona. Non credo che un atleta si giochi un titolo mondiale per risparmiare sulle pile dell’ARTVA… Un conto è penalizzare su regole certe, un altro su interpretazioni del regolamento con tutti i dubbi del caso. Il giudice ci ha detto che era una sorta di avvertimento, visto che non avrebbe snaturato la classifica finale».
Già perché la classifica finale dice Lenzi-Eydallin primi, Boscacci-Antonioli secondi a 13”. Chi non ha visto la gara potrebbe pensare a un testa a testa finale tra le due squadre azzurre… E se Boscacci-Antonioli fossero arrivati al traguardo non a 3’13”, ma 2’59” cosa sarebbe successo?

LA GARA - Prova davvero tosta. Tutti, davvero tutti qualcosa lo hanno rotto. Impegnativa in salita, non solo per il dislivello, ma anche per una traccia spesso ghiacciata visto che in Alpago è una domenica di sole, ma al mattino la temperatura è fredda. Una gara dura sulle creste, difficilissima in discesa. Una vera alpinistica, non c’è dubbio. Per la prova maschile un lungo lancio iniziale in più, per quella femminile subito la salita e una in meno nel finale.

MASCHILE - Dopo la prima parte sulla forestale, sono Boscacci e Antonioli ad affrontare al comando la prima salita, tallonati da Lenzi e Eydallin. Marti e Anthamatten, Gachet e Bon Mardion, Blanc e Favre inseguono. Poi Maguet e Barazzuol, Bonnet e Ecouer. Kilian Jornet mette davanti Oriol Cardona Coll a fare il passo. Lenzi e Eydallin passano avanti, ma perdono minuti per problemi di materiale, così al cambio dopo la discesa e il tratto a piedi, sono Boscacci e Antonioli ad arrivare per primi con quasi un minuto di vantaggio sui compagni di squadra. Dietro gli azzurri si presentano i francesi Blanc e Favre, ma Blanc si ferma con un problema alla mano, dai primi accertamenti sembra addirittura una frattura. Si ritira anche Bonnet dolorante ad un ginocchio, ‘salta’ pure Barazzuol. Così ci sono due lotte a distanza, quello per il primo e per il terzo posto. Come è finita lo abbiamo già detto. Lenzi e Eydallin riprendono i compagni di squadra sulla terza salita, Boscacci e Antonioli decidono che l’argento va bene. Alle loro spalle Bon Mardion e Gachet riprendono e passano Marti e Anthamatten e si mettono al collo il bronzo. Quinti gli austriaci Martin Weisskopf e Jakob Herrmann, sempre regolari e costanti tutta la gara, Kilian Jornet con Cardona Coll sono sesti con circa due minuti su Pietro Lanfranchi e William Boffelli.

FEMMINILE - Senza Laetitia Roux i giochi sono aperti. O meglio la favorite numero uno diventano le svizzere Maude Mathys e Jennifer Fiechter. Da copione partono all’attacco, ma sono costrette ad abbandonare presto la scena per problemi di materiale.
La lotta così si riapre. Al comando si ritrovano anche le nostre Alba De Silvestro e Martina Valmassoi. Vince chi è più regolare. E alla fine festeggia ancora la Francia con Axelle Mollaret e Lorna Bonnel, argento spagnolo con Claudia Galicia Cotrina e Mireia Miró, con un festeggiatissimo bronzo di Martina Valmassoi e Alba De Silvestro: E festa ancora più grande fanno le statunitensi Jessie Young e Janelle, quarte davanti alle svizzere Séverine Pont Combe ed Eugénie Tornay.


Transgrancanaria a Capell, ma c'e' tanta Italia

Quattro atleti a podio nella 360° e torna tra le grandi Silvia Serafini

Tempo di Transgrancanaria nel corso del fine settimana. L’importante gara del circuito Ultra Trail World Tour (125 km, 8.000 m D+) ha visto la vittoria dello spagnolo Pau Capell (The North Face) in 13h21’03’’ sul lituano Vaidas Zlabys (Thermowave) e il norvegese Didrik Hermansen. Tra i big da segnalare il nono posto di Andy Simonds e il decimo di Timothy Olson. Primo italiano Giulio Ornati (Salomon), diciassettesimo, e diciannovesimo Stefano Ruzza (Vibram). Al femminile successo della spagnola Azara Garcia de Los Salomones (C.D.E Yaniro-TugaActiveWear) in 16h25’20’’ sulla svizzera Andrea Huser  (Mammut) e sulla francese Melanie Rousset (WAA). Ottava Lisa Borzani (Tecnica), tredicesima Giuliana Arrigoni (Tecnica).

ENDURANCE ITALIA - Nella modalità 360° (265 km, 16.500 m D+), doppietta italiana con Peter Kienzl (56h58’38’’, Dynafit Mountain Sport) e Luca Papi (WAA) e tra le donne con Annemarie Gross (ASV Telmekom Team Südtirol) vincente e al terzo posto Marina Plavan (Valetudo). Da segnalare il decimo posto di Giuliano Cavallo (Salomon) nella modalità Advanced (82 km, 4.300 m D+), vinta da Seb Chaigneau e il secondo di Marta Miglioli nella stessa modalità, dietro a Teresa Nimes Perez e il bel secondo posto di Sivlia Serafini dietro a Nuria Picas nella Maraton. Che sia il ritorno di una grande atleta da qualche tempo uscita dal radar delle prestazioni top?


Patrick Facchini vince la Vertical up di Kitz

Sulla Streif terzo Marco Facchinelli

Vertical up di Kitzbühel nel segno di Patrick Facchini: il portacolori dopo il terzo posto in Val Gardena, il secondo a Pinzolo va a vincere sulla Streif. L’ha domata nel tempo di 31’16”, precedendo lo specialista di casa Dominik Salcher (32’31”), con terzo l’altro azzurro del Team LaSpo Marco Facchinelli (33’43”).
Nella gara rosa doppietta austriaca: a segno Verena Krenslehner-Schmid in 38’15”, davanti a Susanne Mair in 38’28” con terza la svizzera Victoria Kreuzer in 40’03”, con sesta Tamara Lunger.
317 gli atleti nella classifica speed maschile, 46 in quella rosa.


-7 al via della MonterosaSkiAlp

La gara in programma sabato 4 marzo

Manca poco alla settima edizione della MonterosaSkiAlp, la notturna valdostana sulle piste del comprensorio del Monterosa Ski. La data, infatti, è quella di sabato 4 marzo con partenza alle ore 18, in questa occasione a Gressoney La Trinitè. Dopo lo start, per i primi concorrenti il passaggio a Stafal è previsto in andata verso le 18.30 e in ritorno verso le 20.15; il passaggio a Sitten/Sant’Anna di Gressoney (circa 15 minuti dall’arrivo funivia Stafal-Sant’Anna) in andata verso le 19 e in ritorno verso le 20.15; il giro di boa di Ciarcerio in Ayas-Frachey verso le 19:30 (arrivo funicolare Frachey), mentre l’arrivo dei primi concorrenti a Gressoney intorno alle 20.45.
Come da tradizione, gli impianti Frachey-Alpe Ciarcerio e Stafal-Sant’Anna saranno gratuitamente aperti al pubblico per permettere a tutti di seguire il passaggio degli atleti. Ultime iscrizioni su www.monterosa-skialp.com.


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