Shift, il compromesso storico
È stata una delle anteprime 2019 più chiacchierate. A metà dicembre, con un’inaspettata azione di marketing on-line, Salomon ha calato l’asso, anticipando l’uscita (prevista ufficialmente per settembre 2018) di un nuovo attacco denominato Shift. «Raramente la scimmia ha assalito in modo così violento gli appassionati, perché Shift sembra riassumere in sé le caratteristiche che da tanto tempo stavano cercando - con vari accrocchi - i rider che si collocano a metà tra il freeride fatto con impianti ed elicotteri e gli scialpinisti classici. Quello, insomma, che noi chiamiamo Freetouring, i francesi Freerando, gli americani freeride touring» scrive Davide Marta nell’articolo che pubblichiamo sul numero 116 di febbraio-marzo di Skialper, già disponibile nell’edicola digitale e acquistabile anche nella versione cartacea sul nostro sito. Un primo contatto con Shift, al quale seguirà una prova approfondita…
EVOLUZIONE DEL GUARDIAN O RIVOLUZIONE? - Al momento ne esistono meno di cinquanta esemplari, quasi tutti ancora in fase di prototipo e per la maggior parte in giro per il Nord America, per cui non effettivamente testabili e utilizzabili. Abbiamo dovuto sfruttare un esclusivo evento Salomon a La Plagne a metà gennaio per farci consegnare un paio di Shift montati su un QST 109. Siamo riusciti a smanettarci e a provarlo il tempo per capire il funzionamento e trarre le prime considerazioni. Il progetto ha richiesto notevoli investimenti e una lunga gestazione: i lavori sono iniziati dal 2010 su spinta dei freerider nordamericani di casa Salomon, tra cui Cody Townsend, che cercavano un’evoluzione del Guardian. Il desiderata da cui sono partiti era un attacco con le caratteristiche sciistiche e di sicurezza di STH2 ma con l’agilità di un modello a pin.

ALPINO O A PIN? - La chiave di volta del sistema è la possibilità di trasformare il puntale da pista in un puntale con i pin per la risalita, semplicemente azionando una leva. La talloniera, invece, ricorda quella di un tradizionale Salomon da pista, step-in. «Lo scarpone per lo sci alpino ha delle zone di scivolamento in plastica, mentre quello da scialpinismo ha suole in gomma, quindi con valori di sgancio diversi. Se regoli a DIN 8, lo Shift si sgancerà a DIN 8, sia che tu abbia uno scarpone da pista che da skialp ed è l’unico attacco a farlo». Questo è ciò che ha spiegato in sede di presentazione Benoit Sublet, che si è occupato dello sviluppo. E non è poco.

SGANCIO - Certificazione TÜV rispetto sia alla norma ISO 13992 (scialpinismo) che 9462 (sci alpino) con un range di sgancio da 6 a 13. Lo sgancio frontale è gestito dalla talloniera (in modalità alpina, con un range elastico di 9 mm prima di rilasciare lo scarpone), quello laterale dal puntale (con un range elastico di 47 mm prima di rilasciare lo scarpone).
REGOLAZIONI - La slitta consente uno spostamento di 30 mm, sono disponibili ski-stopper sulla talloniera in 4 taglie (90, 100, 110 e 120 mm), due coltelli opzionali da 100 e 120 mm e due posizioni di salita (alzatacco) da 2° e 10°. Shift pesa 850 grammi. Insomma decisamente un attacco che sarà interessante andare a mettere alla prova…
Alla Transcavallo assegnati gli scudetti a squadre
Le previsioni lo avevano annunciato, una perturbazione avrebbe interessato le montagne dell’Alpago, e così è stato. Le 120 squadre iscritte alla terza tappa della Transcavallo, valida anche come campionato italiano a squadre, si sono svegliate sotto a una leggera nevicata. Il comitato organizzatore ha provato a posticipare la partenza di 45 minuti per scongiurare l’abbandono del percorso originale, ma a nulla sono serviti gli sforzi profusi. In quota le condizioni meteo non lasciavano altre possibilità di scelta che ripiegare sul percorso di riserva. Il dislivello complessivo di sola salita, oltre 2000 metri, non è cambiato, ma gli atleti non hanno potuto affrontare la spettacolare cresta che dal Monte Guslon si dirige verso il Castellat, e il canalino delle placche, che era stato affrontato durante la seconda tappa.
Dopo il ritiro, dalla gara a tappe durante il secondo giorno, di Matteo Eydallin e Damiano Lenzi, il Centro Sportivo Esercito, per conquistare il titolo tricolore, ha schierato insieme a Eydallin, Davide Magnini.
Da Col Indes a pochi chilometri da Tambre, le 120 squadre sono partite per affrontare la prima salita di Cima Vacche. In testa si sono messi a dare il ritmo Matteo Eydallin e Davide Magnini, alle loro spalle Manfred Reichegger e William Boffelli, appena dietro la squadra di Viret-Equy. Al cambio pelli è Davide Magnini ad arrivare per primo, ma in una manciata di secondi arrivato tutti gli altri. Nella successiva discesa la situazione non cambia e i battistrada si ripresentano al termine della seconda salita senza grossi stravolgimenti. Nella terza e penultima salita le posizioni iniziano a delinearsi con Eydallin-Magnini che iniziano a prendere il largo. In seconda posizione Reichegger-Boffelli seguiti da Viret-Equy e Oberbacher-Craffonara. Nell’ultima salita che conduce al cambio di assetto di Cima Vacche, Eydallin-Magnini si presentano con poco meno tre minuti di vantaggio sulla squadra Reichegger-Boffelli. La discesa finale è una lunga passerella che porta i due nazionali a tagliare il traguardo con il tempo di 1h55’34’’, la seconda posizione è di Reichegger-Boffelli, mentre il podio di giornata è conquistato da Samuel Equy e Leo Viret.
Per quanto riguarda il Campionato Italiano sul terzo gradino del podio ci salgono Oberbacher-Craffonara.
Mentre la classifica della Transcavallo, quella del tre tappe, vede in prima posizione Reichegger-Boffelli, in seconda Viret-Equy, e in terza Beccari-Skjervheim.
In campo femminile, Martina Valmassoi e Dimitra Theocharis si aggiudicano campionato italiano e Transcavallo. Da segnalare che la terza tappa è stata vinta dalla coppia Cecilia De Filippo-Malene Haukoy, ma per il regolamento federale prevede che lo scudetto venga assegnato a una squadra tutta italiana. In seconda e terza posizione del Campionato Italiano di classificano rispettivamente Elena Nicolini-Margit Zulian e Monica Sartogo-Anna Finizio. La classifica della Transcavallo dietro a Valmassoi-Theocharis si classificano Martina Chialvo-Samantha Odino.
Per quanto riguarda le categorie Master titolo a Martin Esler-Ivan Antiga, mentre al femminile successo della coppia formata da Claudia Pontirolli e da Ilaria Cavallari. Le categorie Master della Transcavallo sono state vinte da Mauro Bettin e Mauro Corazza.
Monterosa Ski Alp a Filippo Barazzuol e Yoann Sert
La Monterosa Ski Alp a Filippo Barazzuol in coppia con il francese Yoann Sert. Da Champoluc a Champoluc, passando per Gressoney: 2h46’10” il loro tempo finale, davanti agli svizzeri Mirco Pervangher e Andrea Cairoli (2h50’37”) con terza piazza per Stefano Stradelli e François Cazzanelli (2h50’41”). Ai piedi del podio le coppie Gaggino-Giovanetto (2h59’35”) e Testino-Cavallo (3h00’25”). Gara in solitaria per Tatiana Locatelli e Charlotte Bonin al femminile: diciassettesima piazza assoluta in 3h30’50”. Seconda la squadra svizzera Pinotti-Pedrini (3h59’39”), terze Francesca Zucco e Silvia Rivero (4h12’09”).
Transcavallo, cambio al vertice nella seconda tappa
Dopo il prologo del venerdì sera, la Transcavallo è entrata nel vivo con la seconda tappa che prevedeva oltre 2000 metri di dislivello su tre salite, con partenza dalle piste di Piancavallo e arrivo a Col Indes, poco sopra l’abitato di Tambre. Dopo aver consultato le previsioni meteo il comitato organizzatore aveva deciso di cambiare leggermente il percorso. Le condizioni meteo, perfette sino a sabato mattina sarebbero peggiorate, portando neve e pochissima visibilità durante la giornata dell’assegnazione dei titoli tricolore. Erano troppe edizione che il canalino delle Placche non veniva affrontato, quindi in accordo con i responsabili del tracciato è stato deciso di anticipare di una giornata, la salita del canalino.
La partenza è stata data alle 8.45, quando i primi raggi di sole avevano iniziato a illuminare le piste della Ski Area di Piancavallo. La traccia di salita ricalcava il percorso della gara vertical mondiale del 2017. In questa prima fase sono state le squadre formate da Eydallin-Lenzi, Reichegger-Boffelli e da Viret-Equy a prendere il comando delle operazioni. Nella prima parte di salita nessun problema tra i battistrada, ma dopo la prima discesa, salendo verso il Rifugio Semenza, Damiano Lenzi inizia a sentire delle fitte alla schiena e perde metri preziosi dalle due coppie rivali. Eydallin rallenta il ritmo e prova ad aspettare il compagno di squadra, ma è proprio in vista del Rifugio Semenza che Damiano Lenzi alza bandiera bianca e comunica il ritiro. «Combattere contro la fatica - ha racconto in zona arrivo Damiano Lenzi - è un conto, ma quando senti che le gambe si bloccano forse è meglio fermarsi».
Dopo il ritiro della coppia favorita, Manfred Reichegger e Williamo Boffelli difendono la prima posizione insidiata dalla squadra di Viret-Equy. Nella tecnica salita del Canalino delle Placche i due battistrada non hanno grossi problemi a mantenere la prima posizione, e giunti in cima al Monte Guslon, girati gli sci verso valle, iniziano a gustarsi la vittoria di questa seconda tappa.
La vittoria arriva con il tempo 2h11’52’’ mentre in seconda posizione si classificano Samuel Equy e Leo Viret. La terza posizione viene conquistata da Filippo Beccari-Lars Erik Skjervheim con il tempo di 2h21’33’’.
Per quanto riguarda la classifica generale Reichegger-Boffelli agguantano la prima posizione, dietro di loro i francesi Samuel Equy e Leo Viret, in terza posizione provvisoria troviamo Filippo Beccari e Lars Erik Skjervheim.

In campo femminile c’è la conferma della netta supremazia della coppia Valmassoi-Theocharis che chiudono la seconda tappa con il tempo di 2h54’42’’. In seconda posizione si classificano Martina Chialvo e Samantha Odino.
Archiviata la seconda tappa della Transcavallo domenica si gareggerà per l’assegnazione del titolo italiano a squadre. Nonostante le previsioni meteo avverse, il comitato organizzatore ha confermato il percorso classico della Transcavallo con 2240 metri di dislivello positivo diluito in quattro salite. Da segnalare che dopo il ritiro durante la seconda, Matteo Eydallin gareggerà nella prova tricolore in coppia con Davide Magnini.

Record di Paesi al Tor 2018
Sono 2.362 gli aspiranti concorrenti al Tor des Géants in calendario dal 9 al 16 settembre 2018, 171 in più rispetto ai pre-iscritti del 2017. Quota record quella dei Paesi rappresentati, che sono 72, numero mai raggiunto in precedenza.
SORTEGGI - A giorni saranno sorteggiati i 750 partenti che verranno avvisati dall’organizzazione entro il 28 febbraio. Partenti che poi dovranno confermare la loro partecipazione tramite il pagamento della quota d’iscrizione e allegando i documenti richiesti dal regolamento (certificato medico agonistico e liberatoria). Chi non confermerà verrà via via sostituito dagli atleti in lista d’attesa. Questa, in sintesi, la procedura.
TOT DRET - Cifra tonda - 100 - il numero degli iscritti al Tot Dret, la gara di 130 chilometri che partirà da Gressoney l’11 settembre. Destinata però ad aumentare perché le iscrizioni rimangono aperte fino al 30 aprile, anche per permettere agli esclusi dal Tor di poter eventualmente accedere a una competizione d’alta quota ugualmente impegnativa che si disputa sugli stessi sentieri e nello stesso periodo della gara regina dell’endurance trail (che fa parte del circuito internazionale 5Legends).
STRANIERI E TOP - Dunque gran sventolio di bandiere internazionali, da quella della Groenlandia a quella del Vietnam, in questa edizione 2018 del Tor des Géants alla quale hanno già aderito numerosi trail runner top. Per l’Italia si può già contare su Franco Collé, Gianluca Galeati, Giulio Ornati, tutti in cerca di rivincita, mentre ancora si è in attesa della decisione di Oliviero Bosatelli, combattuto tra la partecipazione alla gara valdostana, che lo ha visto sempre grande protagonista, e il completamento del circuito 5Legends, che comporta il portare a termine cinque ultra trail durissimi in Paesi e anche contenti diversi. Hanno confermato la loro presenza l’inglese Jezz Brag, Luke Nelson, John Anderson e Joe Grant dagli Stati Uniti, Patrick Delikat e Nahuel Passerat dalla Francia, Galen Reynolds dal Canada, Simon Møller Grimstrup dalla Danimarca, Masahiro Ono dal Giappone. A proposito di Giappone, va sottolineata la preiscrizione al Tor di ben 130 suoi atleti e, se sommiamo gli atleti di altri Paesi vicini, il numero dei rappresentanti dell’Asia orientale è davvero impressionante. Tornando ai big, in campo femminile hanno già dato la loro adesione tutte le prime donne dello scorso anno: Lisa Borzani, Marina Plavan, Sthepanie Case, Silvia Trigueros Garrote, Sonia Locatelli. Tornano anche la pluripremiata Denise Zimmermann e Federica Boifava, lo scorso anno infortunatasi due giorni prima di partire per Courmayeur. Ci saranno inoltre l’australiana Sandra Sukling, la statunitense Linda Quirk e l’olandese Bil Marjolein. Continuando con la lista dei trailer runner più illustri, Jules Henry Gabioud, vincitore del Tor edizione 2011, questa volta ha dirottato il suo interesse verso il Tot Dret, dove dovrà vedersela, al momento, con Giuliano Cavallo, Enzo Benvenuto, Marco Vuillermoz, Jarno Venturini e altri atleti di grosso calibro.

Transcavallo, prima tappa a Eydallin-Lenzi e Valmassoi-Theocharis
Venerdì pomeriggio è partita la prima tappa della trentacinquesima Transcavallo, prova che prevedeva 1000 metri di dislivello. La partenza è stata data da Col Indes, a qualche chilometro da Tambre, mentre l’arco d’arrivo era posizionato sulle piste da sci di Piancavallo. Subito dopo il via sono stati Matteo Eydallin e Damiano Lenzi a prendere il comando della gara, alle loro spalle Manfred Reichegger in coppia con William Boffelli e la squadra straniera formata da Samuel Equy e Leo Viret. Il percorso di gara prevedeva quattro salite, la prima molto breve, la seconda passava per Casera Palantina, la terza risaliva dall’Antro de le Matte, mentre l’ultima toccava il Monte Colombera. Già al termine della seconda salita, quella che di fatto sconfinava nel territorio di Piancavallo, gli azzurri del Centro Sportivo Esercito avevano circa un minuto di vantaggio sulla squadra Reichegger-Boffelli. In terza posizione la squadra di Viret-Equy. Nella successiva e ultima salita Matteo Eydallin forza ancora il ritmo, sulle sue code Damiano Lenzi tiene testa, testando la spalla dopo l’infortunio procuratosi durante la tappa del Coppa del Mondo della la scorsa settimana.

Dietro i due battistrada le posizioni non cambiano. All’ultimo cambio Eydallin-Lenzi tirano il fiato e si buttano, senza troppi problemi, nella discesa che li ha portati nel cuore di Piancavallo. I vincitori tagliano il traguardo in 55’56’’, con 57’’ di ritardo salgono sul secondo gradino del podio Reichegger-Boffelli. In terza posizione arrivano Viret-Equy con il tempo di 56’56’’, in quarta e quinta posizione si classificano rispettivamente le squadre di Filippo Beccari-Lars Erik Skjervheim e di Simone Manfroi e Glenn Ore Loland.
Nella gara femminile Martina Valmassoi e Dimitra Theocharis dominano la tappa rimanendo in testa sin dalle prime fasi. Dietro di loro Linda e Susanna Menardi. La squadra Valmassoi-Theocharis taglia il traguardo con le mani alzate fermando il cronometro in 1h12’22’’. In seconda posizione si classificano Linda e Susanna Menardi con il tempo di 1h34’12’’, il podio è completato da Martina Chialvo e Samantha Odino.
Sabato si replica con la seconda tappa, il programma di gara prevede tre salite e altrettante discese per un dislivello totale di salita di oltre 2000 metri. Il comitato organizzatore, presieduto da Diego Svalduz, ha deciso, dopo aver valutato attentamente le previsioni meteo di anticipare a sabato la salita del Canalino delle Placche. «Per attrezzare quel canale - ha detto Vittorio Romor - i tracciatori hanno fatto un lavoro enorme, sarebbe un peccato che i concorrenti, dal momento che le previsioni di domenica annunciano brutto tempo, non riuscissero a salirlo».

Tracce, 42 itinerari primaverili
Sono ben 42 le proposte di itinerari primaverili con sci e pelli che pubblichiamo nell’inserto Tracce del numero 116 di Skialper di febbraio-marzo (disponibile nell’edicola digitale e acquistabile anche nella versione cartacea sul nostro sito oltre che in edicola), una sezione stampata su carta diversa dal resto della rivista e che occupa le ultime 32 pagine. Un inserto giunto alla sua seconda edizione e ricco di proposte da sfruttare in uno degli anni più nevosi di sempre.
CONSIGLI DA LOCAL - Curato da Andrea Bormida, Tracce unisce gite di ogni livello dalle Alpi Marittime al Friuli, con qualche incursione in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Gli itinerari sono il frutto dell’esperienza di Bormida e di una serie di corrispondenti locali, come Davide Terraneo, autore di diverse discese di sci ripido, Matteo Donati, direttore della scuola di scialpinismo del CAI di Arona, Andrea Concini, Aspirante Guida alpina, e Andrea Fusari, Guida alpina. Si tratta naturalmente di proposte che abbiamo ritenuto particolarmente adatte al periodo e per ognuno pubblichiamo anche una mappa e tutte le informazioni pratiche.

DALLE ALPI A… - Per questo numero abbiamo inserito anche una destinazione fuori dall’arco delle Alpi e molto gettonata soprattutto lo scorso anno, l’Etna. Gite sempre ricche di fascino quelle tra il fuoco dei crateri e l’azzurro del mare… Non mancano alcuni itinerari ai quali abbiamo voluto dare più spazio come quello alla Punta Piovosa, nel Cuneese, o al Monte Rion - Brèche Esther in Valle d’Aosta o ancora al Pizzo di Coca sulle Orobie. Da non perdere anche la doppia pagina sul curioso Monte Forato, in Friuli, dove i raggi del sole in alcuni momenti filtrano attraverso questo curioso buco nella montagna. Parliamo anche del Monte Triglav, la più alta vetta della Slovenia, un must per ogni montanaro sloveno che si rispetti.
L’OCCHIO DIGITALE - Nella pagina finale la consueta panoramica sulle zone più innevate e gli itinerari più battuti nei mesi scorsi e… sul web.

Aku Climatica per il viaggio
Da qualche anno si fanno strada (è proprio il caso di dirlo) nel grande mercato outdoor sempre più scarpe travel, o da viaggio, modelli che strizzano l’occhio al lifestyle ma hanno un minimo di caratteristiche tecniche che le rendono sì comode durante le vacanze o per la vita di tutti i giorni, ma anche adatte per qualche passo nella natura o per sopportare agevolmente un acquazzone. La nuova scarpa travel del calzaturificio veneto AKU, Climatica, è una delle più riuscite ed è disponibile con tomaia in nubuck e scamosciato. Pesa 375 grammi e ha un prezzo di 174,90 euro (Climatica Suede GTX). Info: www.aku.it
Ecco le principali caratteristiche di Climatica
Sock fit construction
Il piede è avvolto come in una calza e restituisce la sensazione di comfort immediato e di essere tutt’uno con le proprie calzature.
Fast lacing system
Sistema di allacciatura che permette di regolare i lacci velocemente e con semplicità, garantendo una fasciatura salda.
Laminato Gore-Tex elasticizzato
Unisce alle caratteristiche di impermeabilità e traspirabilità della membrana il comfort e la precisione del fitting di un materiale elasticizzato.
Rinforzo in TPU
Il rinforzo in TPU (poliuretano termoplastico) è disegnato per controllare la torsione e la flessione della scarpa mantenendo un’ampia superficie traspirante sotto il piede.
Gore-Tex Surround
Tecnologia di prodotto che offre ai piedi un comfort climatico a 360° e permette la traspirazione in ogni parte, anche nella zona plantare, senza compromettere la protezione impermeabile. I piedi rimangono freschi, asciutti e comodi anche con temperature elevate.
Griglia di ventilazione
L'umidità e il calore vengono allontanati dal basso, tramite il laminato Gore-Tex, in una griglia di ventilazione. Da lì possono fuoriuscire attraverso le ampie aperture laterali della suola.
Aperture laterali nella suola
Attraverso le aperture posizionate sul lato della suola, l'umidità e il calore vengono allontanati non solo attraverso la tomaia.
AKU Tenuta Grip
La mescola e il battistrada, messi a punto da AKU, sono studiati per un utilizzo misto, fuoristrada e urbano, con una speciale tenuta su superfici lisce e umide.
Local traceable
Le materie prime provengono prevalentemente da fornitori locali, con piena tracciabilità di ogni componente del prodotto, garanzia di trasparenza nei confronti dell’utilizzatore.
Per gli 80 anni di Scarpa arriva F80
Dopo la Mojito special edition per i 70 anni di Scarpa, che pochi fortunati conservano ancora come una reliquia nell'armadio, ecco che la storica azienda veneta, che nel 2018 festeggia 80 anni, lancia due nuovi prodotti limited edition. Lo scarpone da scialpinismo F1 si veste di rosso e si impreziosisce del logo storico Scarpa in una versione realizzata in 2018 pezzi numerati. F80, questo il nome del modello, ha caratteristiche tecniche che rimangono fedeli all’attuale F1: versatilità, leggerezza, comfort e performance. Uno scarpone adatto a tutte le attività scialpinistiche, dalla salita con i ramponi, fino alla discesa in neve fresca, dove la Carbon Core Technology nello scafo e X-Cage Evo nel gambetto garantiscono una diretta trasmissione degli impulsi allo sci, favorendone il controllo e il divertimento. La leva posteriore ha ingombri minimi e permette un agevole e sicuro passaggio dalla fase Ski a quella Walk. Il duplice sistema di chiusura garantisce la massima precisione di calzata: il sistema Boa per l'avampiede e la leva Fast Buckle con fascia a velcro referenziata per l'area tibiale. La suola Vibram, infine, offre un grip molto valido in fase di camminata. Tra le novità di questo modello esclusivo, Scarpa aggiunge il sistema di localizzazione Recco. A F80 si aggiunge anche nella collezione lifestyle la scarpa Zero 8, che trae ispirazione dal leggendario modello da arrampicata Roch Star, vero best seller degli anni Settanta.

Sabato è il giorno della MonterosaSkiAlp
Manca poco: sabato 17 febbraio è il giorno dell’ottava edizione della MonterosaSkiAlp, la notturna a coppie sulle piste del Comprensorio ‘ski-alp friendly’ del Monterosa Ski. Percorso classico, 30 km e 2.750 metri di dislivello positivo, 14 cambi assetto: quest’anno la partenza sarà da Champoluc, poi passaggio a Belvedere, Colle Bettaforca, giro di boa a Stafal-Gressoney La Trinité e rientro attraverso sempre il Colle Bettaforca, poi Alpe Ciarcerio, Lago Ciarcerio e Belvedere. Le previsioni meteo sono ottimali con una temperatura in partenza di +2 e di -3 al Colle Bettaforca. Le iscrizioni si chiudono on-line venerdì 16 febbraio alle ore 18 su www.visitmonterosa.com/monterosaskialp; ma è possibile l’iscrizione direttamente il giorno della gara presso l’ufficio gara (nel salone polivalente di MonterosaTerme ad Ayas, piazzale Ramey, frazione Champoluc). La partenza alle 18, dalle 14 alle 17.30 il ritiro dei pettorali e dei chip di controllo, con briefing tecnico alle ore 17.
Caroline Face, 2.000 metri di ghiaccio
La Caroline Face è stata l'ultimo problema alpinistico neozelandese negli anni '70 e, con l'avvento dello sci su grandi pareti, nell’ultimo decennio una delle più grandi linee al mondo rimasta da sciare. Era stata addirittura inserita in una top ten di discese ancora da realizzare, insieme alla sud del Denali (poi scesa da Andreas Fransson), al K2 e altre ancora. L'ultimo tentativo, quello di Andreas Fransson e Magnus Kastengren nel 2013, terminò al Porter con la fatale caduta di Magnus, senza la quale probabilmente i due avrebbero sciato l'intera parete. Il problema è stato risolto lo scorso autunno da Enrico Mosetti, Tom Grant e Ben Briggs e su Skialper 116 di febbraio-marzo, già disponibile nell’edicola digitale e acquistabile anche nella versione cartacea sul nostro sito, lo stesso Mosetti ha scritto un interessante articolo sulla sua discesa.

DIMENSIONI E CONDIZIONI - Il grande problema della Caroline face non è tanto la pendenza, comunque per gran parte della discesa intorno ai 50°, quanto la dimensione della parete: duemila metri di ghiaccio tormentati da seracchi pensili qua e là. Per non parlare delle condizioni: la Nuova Zelanda non è certo nota per il clima mite e, per quanto riguarda il vento, la punta massima registrata in cima all'Aoraki/Mount Cook è di oltre 250 km/h. Senza contare i pericoli oggettivi di una parete simile.

IL GIORNO - «Già dal volo in elicottero la nostra linea sembrava in ottime condizioni e, cosa ancor più importante, il seracco a metà parete non era un muro strapiombante di cento metri, come appariva dalle foto di Tom del 2015, bensì una rampa che finiva su un muro arrotondato» scrive Mosetti. «All'alba del 27 ottobre ci siamo ritrovati a battere traccia nella neve, a tratti fino ben oltre la vita, per raggiungere la cresta est che ci avrebbe condotto fin sotto la cima mediana dell'Aoraki/Mount Cook. Dopo sette ore e mezza di sforzi, finalmente siamo sbucati in cresta. La cosa bizzarra è stata ritrovarsi su una montagna di 3.700 metri, avere l'oceano a meno di dieci chilometri in linea d'aria e al di là dei ghiacciai vedere la foresta pluviale». E poi giù per i 2.000 metri di neve e ghiaccio.

MALTE BRUN - Il gruppo si è anche concesso un’altra prima sulla Zig Zag Route, che solca la Malte Brun, montagna piuttosto prominente che, essendo la più alta, dà il nome a un sottogruppo di fronte al Cook.

Venerdì il via della trentacinquesima edizione della Transcavallo
Partirà venerdì pomeriggio la trentacinquesima edizione della Transcavallo, gara in tre tappe con l’ultima prova valida per l’assegnazione del campionato italiano a squadre. I monti dell’Alpago e le piste della Ski Area di Piancavallo ospiteranno le 100 squadre iscritte, tra queste molte squadre internazionali provenienti dalla Svizzera, Francia, Germania, Austria, Slovacchia, Norvegia, Stati Uniti e Repubblica Ceca. Il comitato organizzatore, presieduto da Diego Svalduz, ha allestito un’edizione, che con l’aiuto delle condizioni del manto nevoso, si preannuncia spettacolare.
Anche le previsioni meteo annunciano tempo stabile, dopo le ultime nevicate che hanno portato ancora 15 centimetri di neve fresca sul tracciato, da mercoledì dovrebbe insistere una situazione di alta pressione con un leggero rialzo termico nel fine settimana. Nello specifico, la prima tappa si correrà venerdì pomeriggio con circa 1000 metri di dislivello positivo con partenza in Alpago e arrivo all'imbrunire a Piancavallo con la salita all'inedita vetta del Colombera.
La seconda tappa riporterà gli atleti in Alpago, si rientrerà seguendo il tracciato della prova vertical mondiale passando prima per la vetta del Tremol (ancora in Friuli) per poi scavalcare l'ardita forcella Alta di Palantina. Infine si scierà verso l'omonima casera per affrontare la salita al Rifugio Semenza con l'inedita vetta del Cornor conquistata da Est. Infine si scenderà in Val de Piera con ultima asperità da conquistare, Cima Vacche. Il dislivello supera i 2000 metri.
La terza tappa come prima anticipato assegnerà il Campionato Italiano Senior-Master sul celebre percorso della Transcavallo moderna con il Monte Guslon come punto nevralgico della giornata e salito 3 volte, prima dalla Val del Cadin poi dalla Vallazza e infine dalla ‘mondiale’ Val Salatis con il ripido canalino delle placche a 55° di pendenza. Già in questi giorni i tracciatori, coordinati da Vittorio Romor, hanno percorso e iniziato a segnalare i tratti più tecnici del percorso. Il dislivello è di 2200. Il montepremi previsto è di oltre 20.000 euro con un assegno di 3500 euro per la prima squadra classificata al termine dei tre giorni. In abbinata alla competizione si svolgerà la Transcavallo Classic, una sorta di raduno, dove i partecipanti (numero massimo 100 iscritti) accompagnati dalle guide alpine, non solo anticiperanno il passaggio dei concorrenti, ma lungo il tragitto e nei rifugi interessati troveranno un’accoglienza speciale.












