Per gli appassionati di volo libero il suo nome è noto da anni. Pilota di parapendio tra i più forti al mondo, vincitore della prestigiosa Red Bull X-Alps nel 2025 e protagonista di numerose competizioni internazionali di hike & fly, Durogati ha costruito la propria carriera muovendosi costantemente tra cielo e montagna. Ma prima ancora dei risultati è il suo approccio a renderlo un atleta particolare: per lui camminare, correre, salire e volare non sono attività separate, bensì parti di un unico movimento.
Negli anni ha affinato una preparazione che combina le qualità di un ultrarunner con quelle di un pilota d’élite. Lunghe giornate in quota, migliaia di metri di dislivello, allenamenti di resistenza e una profonda conoscenza dell’ambiente alpino gli hanno permesso di diventare uno dei riferimenti mondiali dell’hike&fly, disciplina che unisce la salita a piedi o di corsa alla discesa in parapendio.


Una preparazione che ha trovato la sua espressione più estrema nel nuovo record mondiale stabilito sulle montagne sopra casa, tra la Val d’Adige e le Dolomiti.
L’obiettivo era semplice solo sulla carta: accumulare il maggior dislivello positivo possibile in 24 ore utilizzando esclusivamente le proprie gambe per salire e il parapendio per tornare a valle.
Alla fine della sfida, Durogati ha totalizzato 19.424 metri di dislivello positivo in 23 ore e 42 minuti, superando nettamente il precedente record mondiale. Una quota che equivale a scalare quasi due volte l’Everest partendo dal livello del mare e che supera di oltre 200 metri la somma delle altezze dell’Everest e del K2.
Per riuscirci ha ripetuto più volte lo stesso anello sul Monte Slogen a Skylstad, in Norvegia, sfruttando una salita di circa 1.000 metri di dislivello e utilizzando il parapendio per tornare rapidamente al punto di partenza. Un meccanismo apparentemente semplice che però richiede una perfetta combinazione di capacità fisiche, condizioni meteorologiche favorevoli e abilità di volo. Ogni ciclo prevedeva una lunga salita a ritmo sostenuto, seguita da pochi minuti di preparazione del parapendio e da una discesa in volo. Quindi di nuovo da capo. Per quasi un giorno intero.
Dietro il record c’è un livello di allenamento impressionante. Durante la prova Durogati ha mantenuto una frequenza cardiaca media di circa 118 battiti al minuto, un dato che può sembrare moderato ma che assume tutt’altro significato se mantenuto per quasi ventiquattro ore consecutive. Significa rimanere costantemente in una zona aerobica efficiente, evitando i picchi che avrebbero compromesso la durata dello sforzo.
Ancora più impressionante è il bilancio energetico. Secondo i dati raccolti durante il tentativo, il consumo complessivo ha superato le 10.000 chilocalorie, un valore che corrisponde a circa sei-sette giorni del fabbisogno energetico di una persona media. Per sostenere uno sforzo simile è stata necessaria una strategia alimentare continua, con assunzione costante di carboidrati e liquidi durante tutta la giornata e la notte.


L’hike & fly è una disciplina difficile da definire. Non è trail running, non è alpinismo, non è semplicemente parapendio. Richiede infatti la capacità di essere competitivi in ciascuna di queste attività senza potersi specializzare completamente in nessuna. Per questo atleti come Durogati devono possedere il motore aerobico di un ultrarunner, la resistenza mentale di chi affronta gare di lunga durata e la sensibilità tecnica necessaria per leggere l’aria, valutare le condizioni meteorologiche e prendere decisioni corrette quando si trovano sospesi nel vuoto.
Un record che guarda oltre i numeri, i 19.424 metri di dislivello resteranno negli annali della disciplina. Ma il significato dell’impresa va oltre il semplice dato statistico. Negli ultimi anni l’outdoor ha visto crescere l’interesse verso attività ibride, capaci di unire diverse competenze e diversi modi di vivere la montagna. L’hike&fly è probabilmente una delle espressioni più complete di questa tendenza: un modo di muoversi che elimina i confini tra salita e discesa, tra terra e aria.
Con il suo nuovo record mondiale, Aaron Durogati ha dimostrato ancora una volta di essere uno degli interpreti più avanzati di questa filosofia. Un atleta che non si limita a percorrere la montagna, ma la attraversa in tutte le sue dimensioni.
© foto Daniele Molineris/Red Bull Content Pool
