Mentre sull’Europa centro-occidentale è in corso una delle più intense e durature ondate di calore mai registrate nel mese di maggio, i ghiacciai alpini si preparano ad affrontare l’estate in condizioni sempre più delicate. E i dati che arrivano dalla Svizzera non lasciano molto spazio all’ottimismo.

Secondo il nuovo report della rete di monitoraggio GLAMOS, al 30 aprile 2026 l’equivalente idrico della neve accumulata sui ghiacciai Svizzeri risultava inferiore del 25% rispetto alla media. In circa vent’anni di osservazioni, soltanto il 2010, il 2011 e soprattutto il 2022 avevano fatto registrare valori peggiori. Un inverno povero di precipitazioni nevose, seguito da un aprile eccezionalmente mite, ha lasciato i ghiacciai con riserve già ridotte prima ancora dell’inizio della stagione calda.

E il caldo, appunto, è arrivato in anticipo. In questi giorni l’isoterma di 0 °C sulle Alpi si mantiene attorno ai 4000 metri, quote normalmente associate al cuore dell’estate. La Società Meteorologica Italiana parla apertamente di un evento tra i più intensi, lunghi ed estesi mai registrati a scala secolare in maggio sul continente europeo. Un anticiclone subtropicale disteso dal Marocco all’Europa centrale sta infatti portando temperature eccezionali in gran parte del continente.

Anche il Nord Italia sta vivendo giornate fuori scala. A Moncalieri, nell’osservatorio storico del Collegio Carlo Alberto attivo dal 1865, sono stati registrati 37,6 °C: nuovo record assoluto di temperatura massima per maggio. Record battuti anche a Torino-Caselle, Novara-Cameri, Milano-Malpensa e Dobbiaco, con anomalie che in alcune località hanno raggiunto i 10 °C sopra la media del periodo. Situazioni simili si stanno verificando in Francia, Spagna e perfino nel Regno Unito, dove i Kew Gardens di Londra hanno superato i 35 °C, demolendo i precedenti record nazionali di maggio.

Per i ghiacciai alpini significa una cosa molto semplice: la fusione sta accelerando con settimane di anticipo. E considerando la scarsità di neve residua accumulata durante l’inverno, il rischio è quello di assistere a nuove e marcate perdite di massa glaciale già nei prossimi mesi.

Un fenomeno che chi frequenta la montagna percepisce sempre più chiaramente. Crepacci che si aprono prima, ghiacciai sempre più sottili, accessi che cambiano anno dopo anno. Dall’Oberland Bernese al Monte Rosa, passando per Adamello e Ortles-Cevedale, il paesaggio alpino sta entrando in una fase di trasformazione rapida, dove quello che un tempo sembrava eterno oggi appare fragile e temporaneo.

 

© foto GLAMOS e Società Meteorologica Italiana

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