URMA underground

Una gara clandestina, a inviti. Cinquanta chilometri per riscoprire le vere motivazioni che ti fanno alzare la mattina e allenarti. Cinquanta chilometri per riscoprire il trail come scusa per stare insieme e andare oltre lo stereotipo iscrizione-certificato-pacco gara-medaglia-classifica-punteggio ITRA

© Sara Lando

«Oggi URMA è un po’un caso. E siccome URMA è della gente, è difficile darle una direzione precisa. Ma nella testa delle persone c’era una sola idea chiara: dimostrare che intorno alla corsa c’era un modo diverso per stare insieme e che non bisognava avere nient’altro che tanta buona volontà e un tot di amici per creare qualcosa per chi non si rispecchiava sempre e solo nella classica formula iscrizione-certificato-pacco gara-medaglia-classifica-punteggio ITRA» scrive Davide Grazielli, autore dell’articolo insieme a Francesco Paco Gentilucci, con foto di Sara Lando, su Skialper 125 di agosto settembre a proposito della gara clandestina di trail, a inviti, URMA appunto. «Volevamo che fosse uno spunto. Speravamo che la gente di URMA muovesse le chiappe per organizzare altre dieci URMA. O una versione di URMA ancora più bella. O semplicemente nuova. Volevamo che la gente che non c’era, magari anche solo perché non conosceva nessuno, si mettesse a organizzare una URMA diversa, ma altrettanto bella. O che si trovasse il modo di stare insieme un weekend anche senza gareggiare. Magari anche senza correre». Appuntamento in edicola su Skialper 125.

© Sara Lando
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