Testimonianze dal Felik

Intervista con chi ha chiuso il cancello

Federica era il giudice preposto al Felik, colei che ha avuto l’ingrato compito di chiudere il cancello e dover gestire una situazione imprevista dal momento che solitamente è il primo cancello, quello del Breithorn, a fare la selezione. Va ricordato il tempo limite posto a ore 5.30 per gli uomini e ore 5.45 per le donne, dopo 3 ore quindi dal passaggio al Breithorn. 
I tuoi colleghi maschi si sono dimostrati poco galanti assegnandoti la postazione più “calda” del Mezzalama, come mai proprio ad una donna? 
Mettermi alla piazzola del Felik è stata una decisione presa all’ultimo momento. Il sabato ci è stato comunicato che un giudice per motivi di salute aveva dato forfait per cui sono state riviste le piazzole. Il Felik è toccato a me, ma nulla di premeditato 
Visto quanto stava accadendo non ti sono stati comunicati contrordini? 
In base al regolamento fisi questo tipo di decisioni spettano solo al direttore di gara o di percorso e a me non è stato comunicato nulla in merito.  Quindi mi sono attenuta a quanto previsto e passato l’orario ho chiuso il cancello. 
Si racconta di scene da far west con squadre che scappavano, preposti che li inseguivano, un addetto che strappava i pettorali, confermi?
Beh di far west c’era ben poco a partire dalle temperature…però la situazione era decisamente animata! Diciamo che non c’è stata grande collaborazione da parte degli atleti. A tutte le squadre rimaste fuori veniva chiesto di togliere il pettorale sia dalla coscia che dallo zaino, come previsto da regolamento. Qualcuno l’ha tolto da solo, altri cercavano di continuare ugualmente, qualcuno lo voleva tenere come ricordo,altri proprio non ne volevano sapere. Nel marasma generale, sicuramente qualcuno ci è sfuggito, ma ti garantisco che abbiamo fatto il possibile. 
Ma invece di togliere il pettorale non bastava togliere il chip ? 
Quando un atleta si ritira o transita fuori tempo massimo va tolto il pettorale. Non spettava a noi togliere eventualmente il chip
Immagino non sia stato semplice gestire 150 persone imbufalite, come hai operato? 
Ho semplicemente tentato di mantenere la calma, di rispondere a tutti e dare loro spiegazione di quello che stava accadendo; potevo capire la loro rabbia, ma stavamo solo facendo il nostro lavoro. Per fortuna che c’era Bruno, la guida responsabile della piazzola, che assieme ai suoi collaboratori si sono dimostrati bravi e competenti. 

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