Skialper amarcord

Su Skialper di aprile-maggio l’album dei ricordi dello skialp race, dalla prima apparizione di Kilian alle imprese di Guido Giacomelli e al dietro le quinte di Pierre Gignoux al Mezzalama

© Enrico Marta

«L’equazione era piuttosto semplice: un giovane abituato a stramazzarsi di fatica nelle gare di fondo – Lenzi era forte in tecnica classica – avrebbe potuto fare sfracelli nello scialpinismo in cui la componente fatica e motore erano altrettanto importanti. A detta del suo allenatore, Vincenzo Trozzi, del Centro Italia, il ragazzo era piuttosto dotato e mal volentieri gli dava l’approvazione per praticare lo skialp, anche se verso fine inverno gli concedeva il nulla osta quasi come un premio per quanto si era impegnato nel fondo. E così Lenzi si era guadagnato la partecipazione agli Europei di Morzine-Avoriaz del 2007 con gli altri azzurrini a difendere i colori dell’Italia. Il giorno della Vertical ho raggiunto una postazione a metà percorso in un punto in cui presumevo che il plotone si fosse già sgranato e che gli atleti migliori avessero preso il largo. Idalba un po’ più in basso, appena fuori dal bosco. Pronti, via! Da dove ero piazzato potevo seguire dall’alto il serpentone che velocemente si avvicinava. Più gli atleti si avvicinavano e più si delineavano le posizioni di testa in base ai colori delle tutine. Qualcosa non quadrava: nella mia assoluta certezza che Lenzi dovesse mangiarsi tutti, proprio grazie al suo grande allenamento nel fondo, non era in testa… Davanti a me è transitato uno spagnolo pressoché sconosciuto seguito da un francese, un po’ staccato Damiano Lenzi, visibilmente provato dal forcing dei due battistrada. Lo spagnolo era Killian Jornet Burgada».

Ecco come è nato il mito di Kilian nello scialpinismo, ma allo stesso Europeo, nel vertical, ha vinto anche una sconosciuta francese con la tuta color prugna, Laetitia Roux. Sono solo due degli aneddoti raccontati da Enrico Marta su Skialper 129 di aprile-maggio. Un amarcord dello skialp race, da Gignoux in grave difficoltà al Mezzalama, perché aveva perso le lenti a contatto, alle imprese di Guido Giacomelli o della coppia Cazzanelli-Righi. Parole e foto di un pezzo di storia dello sci.

Skialper 129 è in distribuzione in edicola, oppure puoi ordinare la tua copia qui.

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