Skialper 134, a different winter

Non poteva essere più diverso l’inverno che stiamo vivendo, con tanta neve come non se ne vedeva da anni, anche a bassa quota, e la montagna (almeno quella turistica di massa) chiusa a causa della pandemia. Così, per lanciare il restyling di Skialper curato della nostra art director Greta Bizzotto di Heartfelt Studio, ecco un numero particolare. Non spaventatevi, siamo sempre noi, nel solco della tradizione della rivista, non è cambiato il tono, non è cambiato lo staff che ogni giorno lavora con passione per creare contenuti di qualità, ma abbiamo deciso di fare qualche cambiamento nel nostro guardaroba. E, per la prima volta nella nostra storia, la copertina di Skialper 134 di febbraio-marzo, in distribuzione a partire dalla prossima settimana, non è una fotografia, ma un disegno. A introdurre alle 176 pagine, un artwork di John Fellows (non lo conoscete? Andate a sbirciare il suo account IG @Jfellows56), artista del Colorado, dal titolo in tema: Good thing of lost. Rappresenta il bello di quando ci si perde in montagna e si scopre qualcosa di nuovo. Un po’ come dire, parafrasando, il bello di quando ci sentiamo persi per i lockdown e troviamo l’Alaska dietro casa, come nelle scorse settimane in molte parti d’Italia. Fellows ha anche firmato le cinque copertine delle sezioni interne di Skialper, altra novità del nuovo corso del magazine. 

Finché c’è neve c’è Speranza

Abbiamo scelto la penna di Franco Faggiani, autore di romanzi premiati e tradotti in tutto il mondo (ma anche ex ufficio stampa del Tor des Géants) per l’incipit, l’articolo che apre la sezione Stories, quella con gli articoli più sostanziosi. Faggiani affronta con tono simpatico i suoi primi passi con sci e pelli, con una sottile ironia che nasconde i dubbi di tanti di noi quando hanno iniziato: l’attrezzatura, i costi, lo stile di discesa…

La fine è il mio inizio

Limone Piemonte, una delle località simbolo dello sci in pista, frequentata anche dai vip in arrivo dalla vicina Montecarlo. Ma anche una delle località simbolo della difficile situazione che sta affrontando il turismo alpino: non solo tanta neve e impianti chiusi, ma anche i danni dell’alluvione autunnale. Chiara Guglielmina, insieme al fotografo Daniele Molineris e a un manipolo di Guide alpine e Maestri di sci local, è salita con sci e pelli nel comprensorio nella prima giornata di sole dopo le abbondanti nevicate di inizio stagione. Per esplorare, galleggiare nella polvere e incontrare altri local. E c’è anche un cameo di Nino Viale. Vi dice qualcosa?

© Daniele Molineris

48 ore al massimo

Carpe diem. Come con l’onda giusta nel surf, che magari la aspetti per anni, bisogna sapere cogliere l’attimo ed essere pronti a sfruttarlo. È quello che ha fatto Bruno Compagnet a inizio dicembre, scappando da una Chamonix molto bianca per sperimentare le gioie di una sciata appenninica accanto alle piste del Monte Cusna. Da leggere e da guardare.

© Layla Kerley

Cronache da un inverno inimmaginabile

Scialpinismo solo con la Guida, spostamenti vietati, allenamenti concessi, piste chiuse alle pelli e alle tutine, campionati annullati. La cronistoria di questi folli ultimi due mesi.

It’s the end of the world as we know it?

Madonna di Campiglio, 13 dicembre. Neve in abbondanza, alberi carichi, panorami da Canada. Ma anche impianti chiusi, rifugi desolatamente sprangati e vuoti. Marta Manzoni, insieme alla fotografa Alice Russolo, ha pellato al cospetto delle Dolomiti di Brenta. Anche lei incontrando operatori e semplici avventori. Per riflettere su questo strano inverno, ma anche guardare al futuro in modo propositivo, sul sottile filo delle citazioni musicali, come avrete capitolo dal titolo.

© Alice Russolo

Trail food

Rifugi chiusi, che si fa? Si riscopre il piacere di prepararsi spuntini e pasti a casa, con la tecnica dell’essiccazione. Che poi è anche un modo per produrre meno rifiuti durante le nostre escursioni…

Gruppo vacanze Sellaronda

La trilogia dei comprensori chiusi da esplorare con sci e pelli si chiude nel carosello simbolo dello sci di massa, il Sellaronda. Un articolo, quello scritto e documentato con le fotografie di Federico Ravassard, dal sapore leggermente diverso. Il Sellaronda è il trampolino di lancio per andare a cercare canali e discese freeride che solitamente non sono meno affollate delle piste. Ma soprattutto una scusa per fare con Guide, Maestri e albergatori locali quello che è il loro passatempo preferito, cioè sciare. Perché di solito, nel cuore dell’alta stagione, di tempo per sciare veramente come piace a loro non ne hanno.

© Federico Ravassard

Maître Vivian

Mai sopra le righe, mai oltre gli 88 millimetri al centro, uno stile sul ripido impeccabile, un’esperienza enorme. E tanta disarmante semplicità. Vivian Bruchez è lo sciatore che non passa mai di moda. O no?

© David Machet

Esperienza ZeroG

D’accordo, il set scarpone più sci Tecnica-Blizzard è uno di quelli di maggiore successo commerciale, ma perché? Come è nato e per intercettare quali sciatori? La cosa più semplice per capirlo è prendere progettisti e Guide alpine dalla cui mente è nato e portarli a sciare in Tofana. Detto, fatto.

Domani è già arrivato

In un capannone del Vicentino si producono parti di elicotteri e di… scarponi da scialpinismo e scarpe da alpinismo. Siamo stati in Xenia Materials, azienda leader nella produzione di materiali plastici caricati con fibre. E abbiamo scoperto che il futuro dei nostri amati sport potrebbe essere rivoluzionario. 

Must have

Qualche novità per le nostre pagine dei desideri. Abbiamo preso dei veri outdoor addicted, li abbiamo portati sulla neve della località dove hanno scelto di vivere (Gressoney in questo caso) e li abbiamo vestiti e attrezzati. Poi, in studio, abbiamo creato delle vetrine monotematiche per altre categorie di prodotti. 

Futuro no problem

Per il 2022 gli sciatori chiedono semplicità e prestazioni. E le aziende rispondono con scarponi intuitivi e solidi. Ne parliamo nel preview materiali dell’inverno 2021/22

Antologia bianca

Il gioco è semplice (a parole): vi abbiamo chiesto di mandarci dei racconti di massimo 3.500 battute, naturalmente a tema con gli argomenti della rivista, e il primo verrà premiato con un bello zaino da scialpinismo Ferrino Rutor 25. Ci avete scritto in tanti, tantissimi, con storie molto belle. Le prime le trovate pubblicate nelle quattro pagine dedicate all’iniziativa, ma si replica su ogni numero, quindi… fatevi avanti!

Photo gallery

Una magnifica galleria fotografica con scatti che documentano l’inizio d’inverno: seggiovie ferme e con le seggiole piene di neve, vigneti trasformati in perfette linee di discesa, vette quasi mai in condizione ricoperte di neve.

© Federico Ravassard

Pensieri, outro…

Lo scialpinismo local di chi è abituato a godere soprattutto della dimensione di raid del nostro sport, ma anche lo scialpinismo immaginario e immaginato di chi è fermo ai box per un infortunio. Abbiamo chiesto a Giorgio Daidola di scrivere per la rubrica pensieri e ad Andrea Benesso un pensiero (scusate il gioco di parole) per l’outro. 

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