Silvia Serafini al Kilian's Classic 2013

Everything was simply perfect!

Font Romeu, oltre a essere un luogo incantevole, è anche sede dell’ormai abituale raduno estivo degli atleti che gravitano nell’orbita Salomon e che si conclude con la Kilian’s Classic, un piacevole e doveroso omaggio al suo atleta per eccellenza. Un’intera settimana a disposizione dove si fondono le diverse culture e filosofie, dove si testano i materiali per la stagione successiva e dove, principalmente, si assapora l’aria di una grande famiglia. Essere convocati a Font Romeu è sinonimo di privilegio e riconoscimento e ogni anno questo accade a una quindicina di atleti, provenienti da svariate parti del mondo. Quest’anno, come lo scorso, per l’Italia era presente Silvia Serafini che ha voluto raccontarci qualcosa su quanto ha vissuto.

di Silvia Serafini

Atmosfera accogliente, bella compagni e tempo meraviglioso. Quello che mi è piaciuto di più in questa settimana a Font-Romeu è stato correre in un paesaggio mozzafiato con viste e vette incantevoli. Ho apprezzato la buona compagnia della mia ‘famiglia’ Salomon, sempre pronta a vivere nuove avventure e divertirsi in ogni momento, anche quando si sta lottando per nuovi e importanti obiettivi sportivi.

Per me sono stati giorni molto intensi, così come per tutti gli atleti non abituati ad altitudini di 2000 metri. Li abbiamo trascorsi per la maggior parte testando prototipi e dando consigli per la loro realizzazione finale. 

In questi giorni ho avuto l’opportunità di conoscere meglio Stevie Kremer, una delle persone che rispetto maggiormente. Lei è una persona e un’atleta incredibile e penso sinceramente di essere molto fortunata ad averla come amica e compagna di squadra. Ha sempre la parola giusta, un atteggiamento molto positvo sulla vita ed è in grado di trasmetterlo a tutte le persone che le stanno vicino.

Un’altra lezione speciale è stato il giorno di festa durante la Children Killian’s Classic. Sono stata letteralmente ispirata ed entusiasta dalla determinazione di tutti quei bambini e, osservandoli, mi sono ricordata che la corsa deve necessariamente essere prima di tutto piacere e divertimento. 

Sono molto felice di avere avuto la possibilità di vivere questi momenti di gruppo, così com’era già accaduto a Moab a inizio stagione, perché a volte mi manca lo spirito di squadra come nel mio sport precedente, la pallamano. Gli atleti Salomon di solito competono in diverse tipologie di gare dove corrono in piccoli gruppi come per i City Trail, Ultratrail e Skyrace e così, solitamente, s’incontra sempre e solo una piccola parte della squadra. E’ quindi molto bello ritrovarsi tutti in queste occasioni speciali, perché hai la possibilità di ispirarti da altre esperienze e, soprattutto, da atleti provenienti da paesi lontani come il Giappone, l’Australia o Sud Africa. E’ come una boccata d’aria fresca che non fa altro che aumentare sempre di più il tuo desiderio di correre.

Mi spiace solo di aver lasciato la mia ‘famiglia Salomon’ due giorni prima della fine. Ma ho dovuto perseguire uno dei miei obiettivi per quest’anno, il Campionato Italiano Skyrunning. In ogni caso, non vedo l’ora di incontrarli di nuovo a Canazei per il Campionato Europeo!  

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