Scontro per una prima ascensione

Competizione, dispetti e dietro le quinte dell’alpinismo dolomitico degli anni ’60

Reinhold Messner sul Civetta © archivio famiglia Holzer

«Di rado vie dolomitiche di massima difficoltà si trovano così concentrate su una montagna come sul Civetta. Da decenni la sua bastionata nord-occidentale, lunga sei chilometri e alta fino a 1.200 metri, affascina magicamente l’élite arrampicatoria. Qui già nel 1925 fu scritto un capitolo importante della storia dell’alpinismo, quando con la loro via di VI grado Emil Solleder e Gustav Lettenbauer inaugurarono una nuova epoca dell’arrampicata su roccia. In seguito alpinisti come Philipp, Flamm, Buhl, Aste, Mazeaud, Maestri, Comici, Cassin ed Egger, mediante vie nuove o tempi di percorrenza veloci, hanno letteralmente scritto i propri nomi sulla parete delle pareti. Con le sette vie che portano alla cima principale del Civetta, a metà degli anni Sessanta le possibilità di ascensione non sono però ancora del tutto esaurite. Sembra esserci un problema ancora aperto: una direttissima tra la Philipp-Flamm e la Solleder». Così scrive Markus Larcher nel libro Heini Holzer – La mia traccia la mia vita pubblicato dalla nostra casa editrice nel 2018.

Ed è così che nel luglio del ’67 Heini Holzer con Sepp Mayerl, Reinhold Messner e Renato Reali apre la Via degli Amici in un clima di competizione alpinistica. «Sono un po’ più avanti degli altri, e quando apro la porta del rifugio mi imbatto in Heinz Steinkötter, un alpinista estremo tedesco che ha piantato le tende in Italia. Ci conosciamo. Il mio saluto cordiale incontra una faccia scura, e quando appaiono i miei tre compagni sembra come paralizzato, ammutolisce, è senza parole. Nell’aria dev’esserci qualcosa di scottante» racconta SeppMayerl. Assieme a Steinkötter ci sono altri noti alpinisti: Dietrich Hasse, Jörg Lehne e Hans Heinrich. Hasse e Lehne quasi dieci anni prima avevano compiuto la prima ascensione della diretta sulla parete Nord della Cima Grande e della parete Sud-Ovest della Roda di Vaèl. «Ben presto i nuovi arrivati fiutano l’aria (Mayerl), sebbene Steinkötter mantenga un ostinato silenzio sui possibili obiettivi. L’aria sa di prima ascensione. Senza indugio e in segreto Holzer e compagni cambiano piani. La possibilità, nel frattempo sempre più rara, di una prima ascensione non è cosa che ci si vuole lasciar sfuggire a cuor leggero. Alla fine, con sconcerto degli altri, i quattro annunciano che si cimenteranno con la direttissima.

Su Skialper 130 di giugno-luglio, ora in edicola e prenotabile nel nostro online-shop il racconto della prima ascensione sulla Via degli Amici al Civetta.

Il libro Heini Holzer – La mia traccia la mia vita è acquistabile qui.

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