Prime prove tecniche per la Zero-3000 Extreme Race

Il percorso della gara è già stato testato da alcuni atleti d’eccezione

Oltre agli atleti anche alcuni testimonial delle aziende sponsor della manifestazione, quali l’ex ciclista e ottimo interprete degli sci con pelli di foca Andrea Peron, il pluricampione europeo e italiano di scialpinismo Franco Nicolini con il figlio Federico, che insieme ad Alessandro Follador, rappresenta una delle giovani promesse della Nazionale Italiana di Scialpinismo, e Luca Dalla Venezia, atleta dalle grandi doti, appassionato di MTB e di scialpinismo.
Luca Dalla Venezia
«La Zero-3000 sarà una gara molto impegnativa ma affascinante al tempo stesso. Abbinare la bike e lo ski-alp è una grande idea. Il percorso di ski-alp arriva a 3300 m e la parte scialpinistica durerà 1 ora e 30 min circa per i più forti. Il percorso è particolare. Inizia a Malga Ciapela con dei tratti in falso piano fino a Capanna Bill ma poi si impenna con 2 muri da non sottovalutare fino al passo Fedaia. Da qui, dopo un traverso "pianeggiante" che ci porta verso il lago Fedaia, cominciano strappi ripidi alternati a tratti più dolci fino ai 2800 m circa dell’ultimo tratto della funivia. Seguono 450 m che saranno devastanti per tutti! I ciclisti puri lo soffriranno maggiormente in quanto le pendenze diventano impegnative e la quota si fa sentire pesantemente. Un gran ruolo lo avrà l’effetto ottico della vicinanza dell’ultima cabina della funivia: a chi non conosce bene il tracciato sembrerà di toccarla con mano e invece ci vorranno ancora tra 20-30 minuti per raggiungere la vetta delle Dolomiti».

Andrea Peron
«Sarà una vera sfida soprattutto per chi pratica le due ruote. Oltre 3 ore di bicicletta, durante le quali bisognerà fare attenzione a non spendere troppe energie, a dosare bene le forse, per non arrivare agli ultimi chilometri senza benzina nelle gambe e pagare nella fase finale della gara sul tracciato ski-alp. A chi baderà a difendersi suggerisco di rimanere ben nascosti nella pancia del gruppo e salvare la gamba utilizzando il giusto rapporto. L’obiettivo per i ciclisti puri sarà quello di non andare in affanno perché l’altitudine, poi, potrà comunque giocare brutti scherzi a chi non è abituato. Il percorso è eccezionale, dalle colline di Asolo si salirà tra panorami mozzafiato e paesini caratteristici fino ad entrare nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Condivido la scelta dell’organizzazione di effettuare l’assistenza in corsa con una scorta tecnica composta da due ammiraglie. In questo modo i corridori potranno essere aiutati tempestivamente e rientrare nel gruppo il prima possibile in caso di incidente meccanico. I 30Km/h imposti dalla velocità controllata fino a Cencenighe sono una buona idea e permetteranno agli sci alpinisti puri di risparmiare qualche energia. Da Cencenighe a Malga Ciapela ci sarà spazio per i ciclisti per guadagnare del terreno importante da gestire poi nella parte ski-alp. La tattica di gara da adottare e il dosaggio delle forze saranno degli elementi chiave che renderanno questa gara ancora più interessante».
 

Alessandro Follador


«Sono sicuro che la Zero-3000 sia un evento agonistico di grande interesse. Arrivare in vetta alla Regina delle Dolomiti la dice lunga sulla bellezza della competizione. Il percorso in bicicletta non può essere sottovalutato, sono molti chilometri e gli atleti dovranno alimentarsi nel migliore dei modi. Per noi che durante l’inverno ci alleniamo solo con gli sci sarà difficile trovare il tempo per salire in bici e preparare le gambe al diverso gesto tecnico. L’idea è vincente. Partire dal livello del mare e superare i tremila metri con le proprie forze con una visione “ecologica” dello sport è affascinante. Per quanto riguarda la gestione della gara ognuno di noi dovrà cercare di fare il proprio ritmo senza guardare cosa faranno gli altri partecipanti, altrimenti arrivare a Punta Rocca sarà un calvario!»
 

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