Lisa Borzani, da Hong Kong alla Transgrancanaria

Ottimo avvio di stagione per la veneta

Si avvicina la Transgrancanaria, la prima prova Series dell’Ultra Trail World Tour, in programma dal 4 marzo sull’isola spagnola dell’Atlantico. Lisa Borzani è stata una delle protagoniste assolute di questo inizio di stagione, con un secondo posto alla Vibram Hong Kong 100 Ultra Trail Race, dove l’anno scorso era arrivata terza. La vincitrice della prima edizione dell’Orobie Ultra-Trail, undicesima ai Mondiali IAU di Annecy del 2015, torna dall’Asia con tante certezze pronta a partire per le Canarie. L’abbiamo incontrata dopo l’esperienza asiatica per fare un punto sulla gara e sui prossimi obiettivi.

Facciamo un passo indietro, raccontaci la tua gara di Hong Kong? Mi sembra che tu abbia adottato una tattica intelligente: nel tratto scorrevole prima delle ultime salite sei stata la più veloce.
«La Hong Kong 100km mi è piaciuta molto. L’avevo già corsa nel 2015 e quest’anno, grazie all’opportunità datami da Remigio Brunelli (Team Tecnica), ci sono tornata davvero molto volentieri. In realtà non ho adottato una tattica vera e propria: semplicemente, quando ho saputo che le donne che avevo davanti erano ad una distanza ‘accettabile’ ho capito che potevo provare a raggiungerle ma dovevo ‘menare le gambe’: così è uscito un tratto nel quale sono andata veloce».

Cosa ne pensi del percorso? Io penso che sia molto bello ma con troppi tratti su terreno artificiale, asfalto e cemento anche nei tratti single track. Poi i gradini soprattutto in discesa..
«Il percorso secondo me è perfetto così. Essendo ad inizio stagione, per me, va benissimo che ci siano anche tratti veloci ed anche qualche pezzo non troppo tecnico. I gradini sono una caratteristica di questa gara e, personalmente, non mi sono dispiaciuti. E’ un modo diverso di affrontare salite e discese perché devi fare anche i conti con questi scalini che ti obbligano ad alzare di più le gambe in salita e ad avere una buona coordinazione in discesa: per me questi scalini hanno il grande pregio di rendere tutto meno monotono, forse un po’ più faticoso ma di certo più vario e divertente!».

È uno dei trail più scorrevoli soprattutto nella classe 100 km.
«Ne conosci altri con queste caratteristiche? Potrebbe essere adatto per il passaggio dalla corsa su strada al trail.. Mi viene in mente la Lavaredo Ultratrail che è altrettanto scorrevole, forse anche più di questa perché, a mio avviso, è anche meno tecnica. Ad Hong Kong, invece, ci sono alcune discese divertenti soprattutto perché condite dagli gradini…
Sinceramente preferisco i trail più ‘montagnini’ con parecchio dislivello distribuito su poco sviluppo. Ad inizio stagione mi va benissimo un trail come quello di Hong Kong perché in inverno mi alleno soprattutto sui colli Euganei dove abito e la conformazione dei sentieri dei ‘miei’ colli e’ molto simile ai sentieri scorrevoli di questo ultratrail di Hong Kong».

È un genere di gara che va bene per tue caratteristiche?
«In generale direi di no, ma in questo periodo dell’anno sì perché in inverno, non praticando gli sport sulla neve come sci o scialpinismo, mi alleno prevalentemente su strada».

Il freddo e il ghiaccio come hanno influenzato la gara?
«Avendo sperimentato il Tor des Geants nel settembre scorso ero veramente preparata a ben peggio! Il freddo non mi ha condizionato, tranne che per il vento che in certi punti era talmente forte che mi spostava sul sentiero..».

Come vedi il Trail in Asia?
«Penso che si svilupperanno sempre più perché la gente asiatica ama correre i trail (si nota ad occhio nudo!) e penso che siano un ottimo modo per valorizzare il territorio così vario e affascinante di questi paesi».

Prossimi obiettivi?
«il mio calendario, a Dio piacendo, proseguirà proprio con la Transgrancanaria, la TNF di Pechino e la Maxi Race di Annecy a maggio, la Lavaredo ultra trail a giugno, le Orobie Ultra trail a luglio e il Tor des Geants a settembre».

Che cosa consigli ad una donna che inizia a far trail seriamente?
«Di andare per gradi e di affrontare allenamenti e gare con un approccio mentale positivo».

Come ti alleni?
«Cerco di seguire un programma, di avere un metodo. Alterno allenamenti di qualità in pista di atletica ad altri di potenziamento a carico naturale e in palestra affiancandoli ad uscite trail su sentiero di lunghezza, durata e dislivello che variano in base alla gara che dovrò affrontare».

Come concili il trail con gli altri impegni?
«Ho la grande fortuna di avere un compagno che corre come me e che mi affianca e supporta in tutto e per tutto…dagli allenamenti ai lavori domestici! Quindi lo slalom tra corsa, pentole, cartellino da timbrare in ufficio, lavatrici e quant’altro risulta possibile».

Il tuo sogno?
«Eh…io un bel sogno ce l’ho…ma non posso dirvelo sennò non si avvera!». 
 
 

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