Il viaggio verso la montagna è parte dell’esperienza, ma anche una delle sue contraddizioni. Cerchiamo ambienti naturali, silenzio e aria pulita, e spesso per raggiungerli saliamo in macchina, contribuendo al traffico e alle emissioni che vorremmo ridurre. Non sempre per scelta: collegamenti insufficienti, orari incompatibili e informazioni difficili da reperire rendono treni e autobus un’alternativa complicata, soprattutto quando si viaggia con bici, sci e altra attrezzatura. È proprio da qui che riparte Mobility Month 2026, la campagna di Protect Our Winters Italy che, dal 19 ottobre al 16 novembre, invita la comunità outdoor a capire quanto sia davvero possibile raggiungere la montagna senza auto.
La quarta edizione porta con sé una novità: POW Mobility Explorer, un’app attraverso cui chiunque può recensire i collegamenti pubblici utilizzati per raggiungere le proprie destinazioni outdoor, assegnando da una a cinque stelle al servizio. Puntualità, chiarezza delle informazioni, accessibilità delle fermate, possibilità di trasportare una bici o attrezzatura sportiva: sono dettagli che possono fare la differenza tra un’uscita organizzata attorno agli orari dei mezzi e una per cui l’auto sembra l’unica soluzione. L’obiettivo non è limitarsi a segnalare ciò che non funziona, ma raccogliere dati utili per individuare le criticità e chiedere interventi concreti.

Accanto alla mappatura individuale, POW Italy organizza quattro escursioni guidate, concepite come esperimenti sul campo. I partecipanti potranno raggiungere la destinazione con i mezzi pubblici, accompagnati da professionisti della montagna, e valutare insieme il percorso: dal collegamento principale all’ultimo tratto, spesso quello più difficile da risolvere. Gli appuntamenti sono in Trentino, a Baselga di Piné il 25 ottobre; in Alto Adige, a Dobbiaco il 31 ottobre; in Lombardia, a Lecco il 7 novembre; e in Piemonte, al Santuario di Oropa, sempre il 7 novembre. Le escursioni sono di difficoltà escursionistica, con un massimo di 15 partecipanti ciascuna.
La necessità di intervenire emerge anche dai numeri raccolti da POW Italy nel 2025, attraverso oltre mille risposte di persone che praticano sport outdoor. L’auto resta il principale mezzo per raggiungere la montagna, anche se il 65% degli intervistati si dichiara disposto a cambiare abitudini per ridurre traffico e affollamento. Secondo i dati citati dall’organizzazione, fino al 90% delle emissioni di CO₂ di una gita in montagna può dipendere proprio dal viaggio necessario per arrivarci. Il problema, quindi, non è soltanto la sensibilità ambientale di chi frequenta la montagna, ma la disponibilità di alternative praticabili.
Al termine del Mobility Month, i dati raccolti saranno riuniti in report dedicati ai singoli territori e collegamenti, da presentare alle amministrazioni locali e regionali insieme a proposte per migliorare i trasporti: collegamenti diretti verso le mete outdoor, agevolazioni tariffarie per chi pratica sport, informazioni più chiare e servizi per il trasporto di biciclette e attrezzature.
Per partecipare non è necessario iscriversi a un’escursione: basta provare a raggiungere una destinazione con i mezzi pubblici e recensire il viaggio attraverso POW Mobility Explorer. Perché la mobilità sostenibile in montagna non si costruisce soltanto cambiando le proprie abitudini, ma anche rendendo più semplice farlo. E per capire dove intervenire, il primo passo è raccontare quello che succede davvero lungo il percorso.
Info e iscrizioni: Pow Mobility Month
