Ilaria Veronese, dalla bici alla Pierra Menta

L’azzurra è tra le atlete più in forma della stagione e alla classica francese farà coppia con Alba De Silvestro

© Maurizio Torri

Con la vittoria dello scorso fine settimana alla Transcavallo in coppia con Alba De Silvestro, Ilaria Veronese ha rotto il ghiaccio anche con le gare a tappe. Una conferma in più per un’atleta che è alla quarta stagione agonistica con sci e pelli e ha scalato velocemente le tappe del successo, aprendo le porte della nazionale, dove è stabilmente tra le migliori di Coppa del Mondo (in stagione due quarti posti nelle vertical, un quarto, un sesto e un settimo nelle individual) ma togliendosi anche qualche altra bella soddisfazione come il secondo posto con Giulia Murada e Marta Martini al Mezzalama 2019 o il titolo italiano vertical conquistato a dicembre e quello individual dell’anno scorso. Ora che è passata Senior l’atleta di Coazze, in Piemonte, non può più nascondersi… Una storia diversa la sua perché in Val Sangone, dove risiede, non c’è uno sci club che segue anche l’attività agonistica nello skialp e lei a sci e pelli ci è approdata un po’ per caso.

«Arrivo dal ciclismo e per la verità sarei ancora iscritta in una squadra agonistica, anche se ormai il mio sport di riferimento è diventato lo skialp – dice Ilaria -. Tre anni fa, dopo un paio di cadute sulle strade ghiacciate, mio padre mi ha buttato lì l’idea di provare ad allenarmi con gli sci da alpinismo. Mi è subito piaciuto, così ho partecipato anche alle prime gare. Sapevo sciare in pista, ma non mettevo gli sci da anni e soprattutto non avevo mai provato il fuoripista, ecco perché all’inizio mi sono subito trovata bene nel vertical, mentre nelle gare tradizionali in ambiente devo ancora fare un po’ di esperienza».

© Maurizio Torri

Ilaria è tesserata per il Tre Rifugi di Mondovì. «A una delle prime gare ho conosciuto Katia Tomatis e mi sono subito trovata bene, così, un po’ per correre insieme la staffetta agli assoluti, un po’ perché nella società per la quale ero tesserata, il Val Sangone, avevano qualche difficoltà a farmi avere l’affiliazione per lo scialpinismo, sono passata al Tre Rifugi». Da quelle prime gare di neve ne è caduta e Ilaria è pronta ad affrontare la prossima Pierra Menta in coppia con Alba De Silvestro, come alla Transcavallo. «L’idea della Pierra è nata prima della Transcavallo e così per testarci abbiamo deciso di fare anche la gara a tappe veneta, da Alba ho molto da imparare, per me potere gareggiare con lei è davvero una bella opportunità» dice con umiltà questa studentessa al primo anno della laurea magistrale in matematica.

Già la matematica che ha plasmato la sua testa e il suo carattere. «Effettivamente non ci avevo pensato ma i miei studi mi hanno insegnato due cose: che ci sono dei passaggi da seguire, non puoi fare certe equazioni se non conosci le operazioni e così nello scialpinismo ci sono vari step nella maturazione agonistica. Allo stesso tempo però mi rendo conto che sono abituata a programmarmi, difficilmente quando esco ad allenarmi non ho deciso che cosa farò». Dunque, dalle due ruote alle pelli. E ora la stagione invernale è diventata quella principale. «Sì, prima mi allenavo in inverno per l’estate, ora l’estate serve per non perdere la condizione, anche se dalla fine della scorsa stagione sono entrata nel team Scarpa (la marca di scarponi che utilizza anche per sciare) e in inverno spesso mi tocca allenarmi correndo perché dalle mie parti negli ultimi due inverni di neve se n’è vista poca». Con le scarpe da running soprattutto vertical, con la vittoria nella gara only-up di Courmayeur a inizio agosto. Ilaria usa anche sci Ski Trab e abbigliamento Montura e dalla fine della scorsa stagione estiva è entrata nel parco degli atleti Julbo. Il marchio francese ha investito su di lei, come su Mara Martini, e su altri atleti del mondo dello scialpinismo, alla ricerca di quella freschezza dello skialp di oggi e soprattutto di domani.

«Prima in inverno usavo la maschera, ora, da quando ho scoperto i Julbo Aerolite, occhiali leggerissimi, senza montatura attorno alla lente, pensati per i visi piccoli ma molto avvolgenti, la maschera la uso solo con nebbia e visibilità davvero pessima… e poi mi trovo bene con i Julbo Aerolite perché non si appannano mai!».

E i prossimi programmi agonistici? Pierra Menta a parte, Adamello ancora con un punto di domanda… rimangono le gare in pista. «Le farò entrambe, sia la Monterosa Skialp che la Sellaronda». Sulle Dolomiti sarò in coppia con Victoria Kreuzer. Che il nome della compagna sia un presagio?

© Maurizio Torri

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