Giorgio Bavastrello in arte Sborderzena

Su Skialper in edicola intervista a un protagonista dello snow-alp

Genovese, 46 anni, professore di matematica, un passato da camallo negli ambienti portuali di Genova e un simpatico soprannome, Sborderzena… Pratica snowboard dal 1995, hard setting e scivolare. Dal 2004 dedica gran parte del suo tempo libero allo snowboard-alpinismo, pente raide monolamina con una predilezione per le Marittime, le sue montagne, ma anche big line in giro per le Alpi seguendo le condizioni. Comino-Garelli al Mongioie, una nuova via diretta dalla vetta del Monviso, Binel-Cretier alla NE della Grivola, Lyskamm e Ovest del Monte Bianco sono solo alcune perle della sua collezione. Stiamo parlando di Giorgio Bavastrello, intervistato dal nostro Andrea Bormida sul numero in edicola di Skialper. Ecco una piccola anteprima.

TAVOLA CONTRO TUTTI –
«La tavola sta alla moto come gli sci stanno all’automobile! La tavola è fun, c’è poco da fare. Lo sci è tecnico, lo snow è istinto. Non cambierei mai. Però trovo il che il telemark sia una figata assoluta, se avessi tempo mi piacerebbe imparare. Lo snow però esce sconfitto dal confronto con lo sci sotto il profilo puramente tecnico. Hai due lamine su cui agisci con forza, mentre con il surf hai la curva frontale (front-side) con cui imprimi una forza pazzesca sulla lamina, mentre di schiena (back-side) lavori di talloni e allora quando atterri devi essere perfetto, altrimenti scappi via. Lo ski ha fatto progressi enormi (un bel marketing, tanta ricerca) mentre sullo snow siamo all’età del bronzo. Però, qualcosa si sta muovendo…».

SPLIT – «Dio benedica la split! Personalmente mi ha allungato la vita scialpinistica. In salita non c’è storia rispetto alle ciaspole. Il movimento della camminata è molto fluido e rilassante inoltre non si ha più il peso sulla schiena, anche se di fatto lo hai ai piedi. Con la split nei traversi si tribola parecchio se la neve è molto dura. Io metto spesso i coltelli e traccio traiettorie più strette e ripide rispetto agli scialpinisti. Se c’è farina nessun problema. In discesa rispetto alle tavole classiche… beh qualcosa di diverso c’è, ma solo su nevi dure. Però le differenze non sono così evidenti. Non ha senso fare paragoni con lo sci: sono due strumenti differenti con i loro pregi e difetti. O scii o surfi!».

MONVISO – «Il Monviso mi ha regalato emozioni particolari, avendone sciato tutti i versanti. Ma anche alcune discese sul Bianco, come il couloir Saudain con Mario Monaco sono sicuramente ricordi unici. In realtà non è la discesa a segnarmi emotivamente. Dipende da moltissimi fattori, quali l’ambiente, la linea, i compagni di gita…». Perché lo chiamano Sborderzena? Basta comprare Skialper…

GIA’ DISPONIBILE SU APP – Skialper di ottobre-novembre è già disponibile nelle migliori edicole. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!.

A questo link una presentazione completa di Skialper 102 di ottobre-novembre.
 

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