Intervista al responsabile dei Prowinter Award 2026 dedicati al mondo outdoor

Cresce l’attesa per l’assegnazione dei Prowinter Award, i riconoscimenti assegnati da una giuria multidisciplinare nell’ambito della manifestazione in programma a Bolzano dall’11 al 13 gennaio. I premi riguardano i prodotti del mondo dello sci e dell’outdoor e si basano su un sistema di valutazione articolato in sette criteri: innovazione, vendibilità, tecnologie, design, funzionalità, storytelling e responsabilità ambientale, quest’ultima introdotta come novità per l’edizione 2026.

Per i premi del mondo outdoor, la giuria è guidata da Fabio Deon, professionista con una lunga esperienza nella progettazione di prodotto e fondatore di uno studio di design e consulenza attivo dal 1996. Il criterio legato alla responsabilità ambientale è stato inserito con un coordinamento tecnico dedicato, mentre Deon porta nel confronto anche il punto di vista maturato nel lavoro quotidiano con le aziende e nel ruolo di componente del direttivo della Fondazione Sportsystem.

L’introduzione della sostenibilità come criterio si inserisce in una discussione più ampia e importante, all’interno di un mondo che non può più permettersi di “non essere sostenibile”, almeno a livello di comunicazione. Come avete affrontato l’argomento?

«L’introduzione della responsabilità ambientale come criterio di valutazione nasce dalla volontà di avviare un percorso serio e credibile. In questa fase il suo peso all’interno del giudizio complessivo è stato volutamente calibrato: non per ridurne l’importanza, ma per accompagnare il settore in una fase di crescita e di maggiore consapevolezza.

La sostenibilità è un tema complesso, che coinvolge materiali, processi produttivi, prestazioni, costi e durata del prodotto. Proprio per questo non ci siamo limitati a una lettura puntuale del singolo articolo, ma abbiamo cercato di osservare anche la visione complessiva dell’azienda e l’attenzione reale che dimostra verso questi aspetti.

L’obiettivo non è creare una distinzione rigida tra chi è già strutturato e chi è all’inizio di questo percorso, ma stimolare una riflessione condivisa e positiva, destinata a diventare sempre più centrale nel tempo».

Come viene fatta la selezione dei prodotti e come è composta la giuria?

«La giuria ha avviato una selezione particolarmente rigorosa, che considero un segnale di qualità e di attenzione verso il valore dei prodotti premiati. Il livello delle candidature è stato elevato e questo ha richiesto un lavoro di valutazione approfondito, basato su criteri chiari e condivisi.

Il valore dei Prowinter Award sta anche nella pluralità delle competenze presenti in giuria: esperti di prodotto, professionisti che operano sul campo e rappresentanti del mondo retail. Questo permette di leggere il prodotto in modo completo, tenendo insieme progetto, funzione e reale utilizzo».

Il design riveste un ruolo importante nei prodotti del mondo outdoor, sia sotto l’aspetto funzionale che sotto quello del look puro. Sulla base di quali principi valutate questo aspetto?

«L’outdoor è, per sua natura, il mondo del design funzionale: la forma nasce dalla funzione. Allo stesso tempo è evidente che oggi una parte crescente di consumatori, anche nei negozi specialistici, è molto attenta all’estetica, alle proporzioni e al linguaggio visivo dei prodotti.

Questo non significa mettere in secondo piano la tecnica, che resta imprescindibile, ma riconoscere che il mercato si sta evolvendo. I produttori di prodotti tecnici sono chiamati sempre più a dialogare anche con questi nuovi codici, mantenendo però intatta la qualità progettuale. In questo senso il design diventa un elemento di sintesi tra funzione, identità e vendibilità».

E l’aspetto prestazionale?

«Parliamo di prodotti destinati ad ambienti dove la prestazione è fondamentale. Allo stesso tempo credo che, come è successo per la sostenibilità, anche il concetto di performance sia stato talvolta semplificato nella comunicazione.

La vera prestazione è quella che risponde a un’esigenza reale, che funziona nel tempo e che nasce da un progetto coerente. Non è solo una questione di spingere il limite tecnico, ma di offrire soluzioni affidabili, comprensibili e realmente utilizzabili sul campo».

Dove ci sono gli esempi più interessanti di design e innovazione in questo momento?

«Gli esempi più interessanti di innovazione emergono spesso dove il design è chiamato a risolvere problemi concreti: ergonomia, protezione, integrazione di materiali avanzati, sistemi che migliorano l’esperienza dell’utente in modo reale.

È in questi ambiti che il design esprime il suo valore più autentico, traducendo complessità tecnica in funzionalità, semplicità d’uso e affidabilità nel tempo».

Prowinter Award

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