Davide Canclini: «La situazione a livello giovanile è buona, ma si deve fare di più»

Il tecnico valtellinese dopo i quattro anni in azzurro

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Davide Canclini

Quattro anni nello staff tecnico azzurro per Davide Canclini, con un occhio di riguardo verso il settore giovanile. «Anche quest’anno – spiega il coach valtellinese – abbiamo portato a casa una coppa del mondo junior con Andrea Prandi. Il movimento in Italia è vivo, ma ancora troppo a macchia di leopardo, si potrebbe crescere molto di più, come numeri e di conseguenza come livello».

Cosa si può fare, allora?
«Come sai sono anche nell’Alta Valtellina e credo che sia importante un maggiore lavoro di base. Come ci sono altri allenatori, penso ad Adriano Greco e Ivan Murada, che sono impegnati a tempo pieno nel loro club. Così seguono i ragazzi e le ragazze con maggiore attenzione: per questo nelle Alpi Centrali abbiamo un centinaio di atleti al via delle gare regionali. E la squadra del Comitato diventa quasi in secondo piano: non c’è bisogno di tanti raduni, visto che sono seguiti quasi giornalmente. Un bel vantaggio, anche logisticamente parlando. In altre regioni sono meno i club che lavorano in modo così specifico sullo ski-alp e resta tutto nelle mani della squadra del comitato. Intendiamoci, ben vengano i team regionali: lavorano con massima attenzione sugli atleti, ma è chiaro che è più complicato organizzare gli allenamenti se vivono a chilometri di distanza tra loro».

Prossimo appuntamento Losanna 2020…
«I Giochi Olimpici giovanili sono una grande opportunità, non c’è dubbio. Adesso non è facile capire a che punto siamo: andranno quelli che ora sono al primo Cadetti, altri ne entreranno nei prossimi anni. E ci sono ‘salti’ da un anno all’altro. Alcuni club lavorano già sulle categorie promozionali, quelli dei ragazzi e allievi, altri, come noi all’Alta Valtellina, lasciano che continuino nello sci alpino, nel fondo e nell’atletica e poi si avvicinino allo ski-alp da Cadetti».

Ma ci sarai?
«Come tutti, aspetto cosa deciderà il prossimo consiglio federale della FISI, ma sono a disposizione. Certo, seguendo di più i giovani, proprio nell’ottica di Losanna 2020, mi piacerebbe fare più raduni e incontri. Un maggiore lavoro sul campo da allenatore».

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