ALTA - a new film from FACTION COLLECTIVE

Il flow del team Faction sbarca in paradiso. ALTA è il primo film di una trilogia che uscirà durante la stagione invernale 2022/2023

Alex Hall, Andrew Pollard, Antti Ollila, Blake Wilson, Cody Cirillo, Duncan Adams, Elisabeth Gerritzen, Kellyn Wilson, Micah Evangelista, Sophia Rouches, Tim McChesney, Vasu Sojitra, questi i nomi dei 12 protagonisti del cortometraggio della durata di 4.30 minuti prodotto da Bluemax Media, in cui il comprensorio sciisico nello Utah viene letteralmente distrutto a suon di trick, drop easagerati e party decisamente poco low profile. Al centro dello storytelling, le due nuove serie di sci del brand svizzero: The Dancer Series, pensati per l'all mountain grazie al perfetto bilanciamento tra divertimento e prestazione ad alta velocità, e The Prodigy Series, twin tip più facili dedicati allo sciatore in fase di miglioramento. Enjoy!

https://youtu.be/JQ7z6m-L9WQ


Merino, la soluzione di Oxyburn per combattere il freddo

Massima termoregolazione e traspirazione nella nuova linea del marchio italiano, acquistabile su oxyburn.it e nei punti vendita specializzati

Una fibra 100% naturale, biodegradabile, rinnovabile e proveniente da filature mulesing free, che salvaguardano la qualità dei modelli e la salute delle pecore. È la lana Merino la protagonista della nuova linea di Oxyburn, il marchio italiano di underwear tecnico nato per accompagnare, con la sua versatilità, tutte le passioni sportive anche nella stagione invernale.

Gli innovativi prodotti si dimostrano isolanti, preservando il calore corporeo per mantenere la temperatura stabile, ma al tempo stesso naturalmente traspiranti, assicurando una consistenza confortevole e leggera. Essendo molto più fine rispetto alla comune lana, risulta particolarmente gradevole al tatto e capace di ridurre irritazioni e possibili allergie.

La caratteristica della fibra di lana merino, che prende il nome dalle pecore Merino presenti soprattutto in Australia e in Nuova Zelanda, è quella di sostenere estremi cambiamenti di temperatura avvolgendo il corpo nella totale morbidezza. In assoluto la più pregiata al mondo, costituisce, inoltre, un valido aiuto nel prevenire i dolori articolari e nell’attutire le vibrazioni muscolari.

CAPI ISOLANTI E TRASPIRANTI 

La maglia a maniche corte unisex Perform è progettata per adattarsi a tutte le necessità, unendo la tecnologia senza cuciture con la qualità unica della lana Merino. Il capo offre un isolamento ideale per un uso ad alta intensità in condizioni climatiche differenti, prendendosi cura della traspirabilità e dell’eliminazione del sudore in eccesso. Con la stessa struttura le due varianti della linea, la maglia girocollo a maniche lunghe Coverage e il lupetto con zip Fleece. I pantaloni lunghi Swoosh sono ottimi per difendere dagli urti la zona del corpo più in movimento durante la corsa, ovvero le gambe, rispondendo alla necessaria dinamicità senza provocare abrasioni da frizione.

PIEDI E MANI CALDI E PROTETTI

L’elevata percentuale di lana Merino attribuisce alla calza Thermo Ski un notevole potere riscaldante per piedi sempre caldi durante la performance. La sua struttura a densità differenziate garantisce perfetta vestibilità e protezione. Touch, in media compressione, abbrevia il tempo di recupero della tonicità muscolare e accelera lo smaltimento dell’acido lattico, dimostrandosi adatta per il recovery.

A corredo della linea anche i guanti Hurry morbidi e caldi, dal tessuto resistente ed elastico e dal design antiscivolo nell’interno del palmo, mentre la punta dell’indice è touch screen. Per una maggiore aderenza, il modello Dense presenta un palmo rinforzato grazie a inserti in gel sulle dita per aumentare il grip. Per chi soffrisse ulteriormente il freddo, i guanti Stuffed integrano uno strato interno in pile con l’esterno antivento e idrorepellente.


Rossignol | Seasonal film winter 23

Rossignol svela la nuova campagna per l'inverno 2022-2023,
un inno alla condivisione di esperienze e passioni

Con questo video che annuncia la nuova stagione, Rossignol celebra il proprio amore per la montagna e gli sport invernali, in tutta la loro ricchezza e varietà.Un amore che, di generazione in generazione, riunisce gli appassionati attorno a potenti emozioni comuni. L'inverno è alle porte e il video trasporta lo spettatore in una discesa multiforme, dai pendii di neve fresca alle piste di gara, in compagnia dei grandi campioni partner del marchio. La miccia ideale per riaccendere la fiamma ispiratrice dell'inverno. 

Di generazione in generazione, è questa passione per la montagna che il marchio francese incarna sin dalla sua nascita nel 1907.Con questa nuova campagna, Rossignol invita gli spettatori a (ri)scoprire quest'ambiente straordinario e a lanciarsi, tutti insieme, verso la prossima stagione. "Allora, ci torniamo? Insieme?"
https://www.youtube.com/watch?v=NbvtO4Bp-vY


Check Up attacchi

Decalogo di manutenzione pre-stagionale

Diciamocelo, portare gli sci in laboratorio a fine stagione per lo stoccaggio estivo . un gesto che ormai rientra nella mentalità comune di ogni scialpinista medio minimamente informato, come lo è anche farli preparare per l’inizio dell’inverno. Chi mai vorrebbe ritrovarsi alla prima nevicata con un asse che non scorre, mentre gli amici scheggiano a tutta velocità rubando la prima traccia? Sensibilità diversa è quella che dedichiamo alla manutenzione degli attacchi. Alzi la mano chi si è mai preoccupato di fare un check up ai pin prima di rimetterli in pista (o nel nostro caso, fuoripista). Tante volte sottovalutiamo l’argomento, ma ricorda che quei pochi centimetri di alluminio, titanio o acciaio a cui dai relativamente poca importanza sono quelli che poi ti salvano in diverse situazioni e ti permettono di tornare a casa ogni volta con tutti i legamenti al loro posto. Perché l’attacchino è fatto per sganciare: se sgancia troppo facilmente o non sgancia affatto è un problema che non si risolve sciando con la leva alzata o facendo finta di niente (a meno che tu non faccia Saudan di cognome), ma con una manutenzione più semplice di quanto si possa pensare.
https://skialper.it/wp-content/uploads/2022/10/MANUTENZIONE-ATTACCHI-LQ.mp4
FASE 1: CONTROLLO MECCANICO

1. Controlla il gioco del puntale servendosi di un cacciavite per fare leva tra i pin. Stringi le viti con cacciavite dinamometrico, secondo le indicazioni della casa produttrice. Se il gioco persiste o le viti sono spanate, il puntale sarà da riposizionare;

2. Verifica l’integrità dei perni e delle boccole: in caso di movimento,  dovranno essere revisionati da un fornitore ufficiale;

3. Controlla il gioco della talloniera: i pin devono essere saldi e la torretta non deve avere gioco laterale o posteriore anomalo;

4. Test ski stopper: accertati che non sia bloccato e che il movimento sia fluido e reattivo. Controlla il corretto allineamento con il fianco dello sci;

5. Verifica la regolazione dell’attacco sulla base dello scafo dello scarpone secondo le indicazioni della casa produttrice (aggancio anteriore, posteriore e distanza puntale/talloniera);

6. Controlla che l’alloggiamento rampant non sia compromesso da eventuali urti o cadute.

FASE 2: LUBRIFICAZIONE

7. Pulisci accuratamente l’attacco con acqua distillata, rimuovendo residui, polvere e sporco (no solventi o sgrassatori);

8. Lubrifica il meccanismo molla-torretta della talloniera con lubrificante specifico per attacchi;

9. Lubrifica tutti i meccanismi del puntale attivandoli per far penetrare correttamente il lubrificante;

10. Lubrifica il meccanismo dello ski stopper.

 


Westenberger sbaraglia la concorrenza all’Adamello Ultra Trail

È stata una gara aperta la 170 km dell’Adamello Ultra Trail-AUT, ma alla fine Alexander Marcel Westenberger si è aggiudicato il titolo più ambito. Il tedesco di Neubiberg ha concluso la prova nella mattinata di sabato 24 settembre, in 26 ore, 23 minuti e 57 secondi, grazie a una poderosa rimonta nella seconda parte di gara che gli ha permesso di superare prima e staccare poi i nomi più quotati alla vigilia. Sui camminamenti della Grande Guerra, Westenberger ha preceduto il piemontese Giulio Ornati (27:29:35) e Luca Manfredi Negri (28:46:11).

Per il giovane atleta bavarese classe 1995 si tratta di una prima volta sull’ultra distanza, dopo grandi risultati su percorsi più brevi negli ultimi anni. Tra il 2021 e il 2022, Westenberger ha trionfato in tutte le gare alle quali ha preso parte: dai 65 km della Ultratrail Fränkische Schweiz ai 110 km della Grossglocken ULTRA-Trail. La gara è stata incerta per oltre metà percorso, e solo nella seconda parte il tedesco è stato in grado di ingranare la sesta e sbaragliare l’agguerrita concorrenza. Pronti via e un duo ha preso subito il largo: in testa Manfredi Negri, seguito in scia da Daniele Nava, mentre più staccati Giulio Ornati, Pierre Augrit e lo stesso Alexander Westenberger. Il francese Augrit ha provato a forzare nel tardo pomeriggio, ma ha pagato dazio la notte e ha dovuto ritirarsi poco dopo il km 100. Ornati si è trovato quindi in un’ottima posizione per tentare il colpo grosso, ma verso il km 120 Westenberger ha scombinato i piani e preso definitivamente il largo. Il tedesco è giunto al traguardo poco prima di mezzogiorno, oltre un’ora prima dello stesso Ornati e con quasi due ore e mezza su Manfredi Negri, che ha chiuso il podio.

«Sono davvero contento - ha esordito il vincitore sul traguardo di Vezza d’Oglio - all’approssimarsi della metà gara mi sono accorto di avere ancora buone energie e di andare molto veloce. I panorami sono fantastici e ieri abbiamo avuto una giornata magnifica per goderceli: la gara è bellissima e difficile, bisogna sempre stare concentrati».

Il primo a tagliare il traguardo venerdì nella 90 km era stato ancora una volta Walter Manser: l’elvetico, già vincitore della distanza intermedia nel 2021, si è confermato il più veloce abbassando ulteriormente il proprio record di oltre dieci minuti. 11:39:32 il tempo finale dello svizzero, che ha preceduto sotto l’arco di Vezza d’Oglio il genovese Alberto Canessa (12:55:29) e il piemontese Michael Dola (12:59:11).Gara senza storia quella che ha aperto le danze dell’Adamello Ultra Trail: Manser si è infatti ritrovato in testa alla corsa da solo dopo 2 km e non si è più voltato indietro. Il divario ha continuato ad allargarsi fino ad arrivare all’ora abbondante sul finale, dove Canessa ha avuto la meglio di Dola.

Nella 90 km femminile è stata invece Francesca Crippa da Olginate ad imporsi con 15:31:04, dopo una trama simile a quella della 170 km maschile. La venticinquenne è infatti partita a marce ridotte, per poi accelerare nella seconda metà di gara e superare sul traguardo Martina Tognin (16:18:06) e l’atleta bresciana Patrizia Passeri (16:53:33), al secondo bronzo consecutivo nella 90 km di Adamello Ultra Trail.

«Sono incredula, vincere qui è veramente fantastico - ha commentato Crippa a fine gara - I posti sono bellissimi, i volontari super e la gara decisamente tosta. Come mia abitudine sono partita piano e ho accelerato nella seconda metà di gara: l’aver provato il percorso quest’estate mi ha aiutato molto. Dedico questa vittoria a me stessa e al lavoro che ho fatto per arrivare fin qui».

L’ultima categoria a sancire il proprio podio è stata la 170 km femminile, con Alessandra Olivi giunta per prima al traguardo nella serata di sabato 24 settembre in 34:59:36 nonostante un paio di escursioni fuori percorso dovute alla fittissima nebbia. Alle sue spalle, nella notte, la seconda piazza è andata a Melissa Paganelli in 37:09:51, mentre l’ultimo gradino del podio è stato conquistato dalla britannica Zoe Salt in 40:01:22.

© Thomas Martini

Arriva l'autunno con il Trail del Prosecco Superiore

Nato 12 anni fa come corsa di trail running tra i vigneti e le cantine dell’Alta Marca Trevigiana, il Trail del Prosecco superiore è molto più di una “semplice” gara. Amore per lo sport, il territorio, le sue tradizioni e i prodotti tipici: sono questi gli ingredienti di un weekend di grande festa

Si chiama Trail del Prosecco Superiore ed è un vero e proprio omaggio al Quartier del Piave e alla Vallata del fiume Soligo, alle loro eccellenze e, naturalmente, alla corsa in natura. Ci troviamo in Veneto, tra le lussureggianti Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che nel  2019 sono state proclamate a Baku Patrimonio dell’Umanità, e il letto del Piave, fiume Sacro alla Patria  per le vicende legate all’epilogo per l’Italia vittorioso della Grande Guerra. Ed è proprio tra i vigneti che fanno da cornice alla zona, dalle cui uve vengono ricavati il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. ed il Refrontolo Passito D.O.C.G Colli di Conegliano, che il 9 ottobre andrà in scena la gara di trail running il cui nome trae ispirazione dalle eccellenze vitivinicole locali. Tra le gare più caratteristiche del podismo veneto, le sue caratteristiche la rendono una occasione per fare sport e, nel contempo, conoscere il territorio.

La kermesse, che si trova tra le colline del Prosecco Unesco, è volutamente organizzata la seconda domenica di ottobre, per farla coincidere con lo “Spiedo Gigante di Pieve di Soligo”, la tradizionale festa che, dal 1956, anima il paese e attira visitatori da ogni parte del Veneto. E non solo, visto che la seconda di ottobre del 2017, il celebre Spiedo è entrato nel Guinness dei primati per il più grande spiedo di quaglie al mondo. Una festa nella festa, il Trail del Prosecco Superiore unisce il piacere dello sport a quello della buona cucina e, perché no, del vino di alto livello. Al posto del tradizionale pasta-party, infatti, l’organizzazione offre ai partecipanti il buono-sconto per partecipare alla celebra sagra, che ha contribuito a rendere Pieve di Soligo ancora più famosa.

La gara – Nato 12 anni fa, quando ancora la maggior parte dei runner si dedicava alla corsa su strada e il trail era un universo semi-sconosciuto, il Trail del Prosecco Superiore si sviluppa per 25 km (e 952 metri di dislivello positivo) su un tracciato tipicamente collinare che, visto il periodo dell’anno, si tinge dei colori caldi dell’autunno. Con partenza dal centro del paese, la gara passa attraverso i vigneti e le famose cantine all’interno delle quali non è raro sentire il profumo inteso del mosto in fermentazione. Dopo i primi 4 chilometri di pianura, nei quali saranno i velocisti a dire la loro, inizia il tratto più impegnativo e muscolare. Su e giù tra colline e vigneti, alternando corsa e camminata veloce. Con partenza alle 9 del mattino, la competizione ha un cancello massimo di 4 ore e 3 ristori disposti lungo il percorso, più uno all’arrivo.

La gara, che fa parte delle classiche del calendario del podismo veneto, è organizzata dall’Associazione TAMTAM (TRAIL ALTA MARCA) A.S.D. che, oltre a promuovere l’attività sportiva, si pone come obiettivo la valorizzazione paesaggistica, culturale ed enogastronomica del territorio. Gode inoltre del patrocinio dei comuni di Pieve di Soligo,  di Farra di Soligo, del Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco e dell’Associazione per il Patrimonio Colline Prosecco Conegliano Valdobbiadene.

Anche il pacco gara è molto ricco e contiene una felpa (uomo o donna) griffata Alpen Plus, una bottiglia di Prosecco Superiore D.O.C.G. della cantina La Farra e il buono per consumare lo Spiedo Gigante alla sagra paesana.

Le iscrizioni sono già aperte e chiuderanno al raggiungimento della quota massima di 500 iscritti.

Sponsor: Alpen Plus, Cantine La Farra, Eclisse, Cavasin Elettrodomestici.

Per info https://www.traildelproseccosuperiore.it/


«Il gusto di camminare» - la collaborazione tra Scarpa e Slow food

Presentato a Treviso il libro firmato da Barbara Gizzi e Irene Pellegrini sugli itinerari gastronomici lungo il Sentiero Italia CAI, sostenuto da Scarpa sin dai primi passi

Un racconto di viaggio, un cammino realmente battuto dalle autrici, una suggestiva immersione nella bellezza italiana: Il gusto di camminare è il libro di Slow Food Editore dedicato a chi sceglie di scoprire il nostro Paese e la sua ricca cultura gastronomica e naturalistica a passo lento. Disponibile in tutte le librerie e sugli store online di Slow Food Editore e del CAI , Il gusto di camminare è stato presentato il 7 settembre a Treviso presso Ca’ dei Carraresi. A intervenire in prima linea le autrici Barbara Gizzi e Irene Pellegrini, che da Marsala (e dal Marsala) fino a Trieste e i suoi celebri caffè hanno percorso il Sentiero Italia CAI battendo le sue imperdibili tappe enogastronomiche.

Paolo Valoti, responsabile del progetto Sentiero Italia del Club Alpino Italiano, è intervenuto alla presentazione commentando: «Il camminare è il mezzo più antico e sempre moderno per scoprire e conoscere i territori e le sue bellezze, e il Sentiero Italia CAI rappresenta un progetto di cultura del cammino e un invito a percorrere questo eccezionale Sentiero dei sentieri che percorre e unisce tutta l’Italia, da Santa Teresa di Gallura a Trieste, passando per la Sardegna e la Sicilia. La nuova opera ‘Il gusto di camminare’, realizzata da Slow Food Editore in collaborazione con il Club Alpino Italiano, è il racconto dello straordinario viaggio di ricerca delle due autrici, compiuto con passo lento per ascoltare e raccontare le storie dei cibi e dei luoghi con uno sguardo complesso tra specialità agroalimentari radicate alla propria terra e alla creatività dell’improvvisazione, semplicità degli ingredienti e raffinati sapori, ricette di montagna e cibi di mare, contaminazioni di culture e genti che fanno unico il nostro Paese». 

Con Il Gusto di camminare si suggella un nuovo sodalizio che, basandosi sul comune interesse di promozione di pratiche sostenibili, impegno nella difesa dell’ambiente e piacere della scoperta, mira a incentivare un modo di muoversi meno impattante e più coerente con la filosofia di Slow Food: camminare. Il libro infatti è la prima manifestazione concreta della partnership tra Slow Food e SCARPA, azienda italiana leader nella produzione di calzature da montagna e per le attività outdoor, che assieme costruiranno un percorso di sensibilizzazione per il viaggiatore consapevole.

«Con la pubblicazione di questo volume, SCARPA e Slow Food iniziano oggi una collaborazione che unisce due realtà legate da valori comuni, come la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente e la valorizzazione del territorio» sottolinea il Presidente di SCARPA Sandro Parisotto. «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una riscoperta delle attività all’aria aperta e dell’outdoor da parte del grande pubblico: si tratta di una tendenza che si lega profondamente al rapporto che ciascuno di noi instaura con la natura. Il piacere di camminare ci riporta alla contemplazione delle bellezze che ci circondano e ad una filosofia di turismo “lento”, che vuole esaltare i piccoli dettagli in contrapposizione alla frenesia della vita quotidiana. La nostra azienda, particolarmente sensibile a queste tematiche, non poteva che sposare questa iniziativa di Slow Food, da sempre portavoce di una cultura genuina ed autentica.» 

«L’incontro con SCARPA era nel nostro destino: sin dalla pubblicazione del suo manifesto, nella seconda metà degli anni ’80, Slow Food invita a recuperare ritmi di vita più naturali e il piacere di muoversi con lentezza per poter meglio apprezzare luoghi, paesaggi, comunità, persone. Finalmente, grazie alla pubblicazione del libro Il gusto di camminare, questo incontro è avvenuto e ora si tratta di guardare alla strada davanti a noi» commenta Raoul Tiraboschi, vicepresidente di Slow Food Italia. «Viviamo tempi complessi che ci invitano a metterci in discussione e a ripensare ai nostri stili di vita. Anche l’idea di ridare centralità, nelle nostre vite, al cammino fa parte di questa rigenerazione più che mai necessaria. Torniamo a camminare di più e più spesso, approfittiamo della bellezza che il passo lento del cammino ci può regalare: questo atteggiamento ci può regalare molti più insegnamenti di quanti possiamo immaginarne. Questo atteggiamento diventa stile di vita, modo di osservare il mondo e gli altri, portandoci molti più insegnamenti di quanti possiamo immaginarne.» 

Spostamenti, migrazioni, carte nautiche, transumanze, passi di montagna, ma anche mercanti e commercianti, allevatori e produttori, osti e ostesse accoglienti: con Il gusto di camminare e con i progetti che verranno, Slow Food e Scarpa invitano a un viaggio da gustare lentamente, passo dopo passo.

Sul libro: 

Barbara Gizzi – Irene Pellegrini

Il gusto di camminare

Itinerari gastronomici lungo il sentiero Italia CAI

Collana: Guide Slow Pagine: 384

Prezzo al pubblico: 22,00 euro

Per maggiori informazioni:

Francesca Mastrovito- Ufficio Stampa Slow Food Editore

ufficiostampaeditore@slowfood.it

+39 320 621 0718

www.slowfoodeditore.it


TOR330 - Jonas Russi dominatore dell'ultra

Jonas Russi è il nuovo dominatore del TOR330 – Tor des Géants®: grazie al vantaggio enorme accumulato lungo i 330 chilometri, ha potuto gestire non solo la grande fatica ma anche la pioggia caduta durante l'ultima notte e che lo ha accolto a Courmayeur. Lo svizzero è giunto infatti al traguardo alle 8.31 e ha impiegato 70 ore 31 minuti e 36 secondi per portare a termine la sua gara.

 Tanta commozione e stanchezza all'arrivo per Russi, che ha dormito solo 17 minuti in totale ed ha faticato a trovare le parole per descrivere la sua impresa.

 Un’impresa voluta, cercata, dopo l’amarezza dell’anno scorso quando, al suo esordio, abdicò dopo il Rifugio Champillon, cedendo il passo a Franco Collé, al quale aveva tenuto testa fino a lì e con il quale aveva vinto la SwissPeaks 360 nel 2020. Il gressonaro quest’anno si è ritirato già la prima sera, poi pian piano tutti gli altri suoi avversari diretti, e così Russi si è avviato in solitaria senza volersi gestire. Il suo vantaggio sugli inseguitori è cresciuto fino ad oltre cinque ore, ma non ha voluto fare calcoli nonostante alla vigilia avesse alcuni dubbi sulla propria tenuta fisica e fosse indeciso se partecipare all’endurance trail più duro del mondo.

Russi, classe 1985, due settimane prima del via del TOR aveva corso in maniera eccellente i 170 chilometri dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc, chiudendo in ottava posizione, oltre ad aver ottenuto un sesto posto alla Lavaredo Ultra Trail a fine giugno. 

 Dietro di lui sono in arrivo i tre italiani, con Simone Corsini in vantaggio di meno di un'ora su Andrea Macchi e Andrea Mattiato. Al femminile, ecco l'ennesimo colpo di scena della gara: tra il Rifugio Magià e il Cuney Sabrina Verjee ha staccato Silvia Trigueros Garrote, in crisi come in questi anni, forse, non si era mai vista. 


Lafuma Access: la nuova linea in fibre riciclate

Sostenibilità, tecnicità e accessibilità:
tutto il DNA Lafuma in questi capi
realizzati con fibre riciclate

ACCESS è l’iconica linea Lafuma che racchiude i prodotti essenziali per ogni attività all’aria aperta rispettando i due valori del brand:prodotti tecnici e sostenibili per tutti gli amanti dell’outdoor. I best-seller del brand sono stati ulteriormente migliorati per l’autunno-inverno 22/23: lo stile è evoluto, il design ridefinito e i tessuti cambiati senza sacrificare l’eccellente rapporto qualità/prezzo. Il risultato è un outfit versatile e sostenibile: camicie leggere e traspiranti, giacche anti-pioggia e anti-vento, magliette tecniche. La linea ACCESS propone capi perfetti per le tue avventure nella natura.

Access Loft Hoodie M
Access Loft Hoodie W
Access Beanie
Access Climb Mid W
Odor Socks Long
Access Micro F-zip M
Softshell Pants W
Backpack Access 40 W

https://www.lafuma.com/en/


ZACUP 2022

Si è tenuta il 18 luglio 2022 la conferenza stampa per la prossima edizione della ZacUp, a due mesi esatti dal giorno in cui si correrà la gara, proprio il 18 di settembre. E soprattutto si è tenuta nel punto più iconico della gara: il rifugio Brioschi, a 2.410 metri, posto sulla vetta del Grignone. “Senza l’ospitalità dei rifugi questo evento non si potebbe nemmeno creare”, ci tiene a sottolineare il suo ideatore e presidente del comitato d’organizzazione, Alberto Zaccagni.

Questa skyrace, arrivata ormai alla sua ottava edizione, partirà come sempre dal cuore di Pasturo per arrivare in cima al Grignone e fare ritorno sempre a Pasturo per l’arrivo. Il tracciato si snoda in un ambiente selvaggio e dall’aspetto lunare ed è caratterizzato da tratti molto verticali e tecnici: 27 km e 2.650 metri di dislivello che sono stati occasione per ripristinare alcuni sentieri delle Grigne, come il passaggio allo Zapel de l’Asen, una sezione di ferrata che diversamente sarebbe andata persa. 

Conferenza stampa del 18 luglio al rifugio Brioschi in vetta al Grignone

La ZacUp, ideata e pensata da Alberto Zaccagni in memoria al fratello Andrea scomparso sul Cervino, è una gara in cui Alberto ci ha infatti messo il cuore creando una nuova società, il Team Pasturo ASD, che ha avvicinato al mondo della corsa in montagna numerosi ragazzi giovani. Il Team Pasturo ASD compirà, nel 2024, 10 anni. 

Si tratta di una gara che in poco tempo è diventata una classica di fine stagione ed ha portato a correre sulle Grigne campioni di caratura mondiale. Alberto ha ringraziato la Regione Lombardia per l’organizzazione e per il supporto nel ripristinare e migliorare i sentieri. Ha infatti preso parte alla giornata anche Antonio Rossi, sottosegretario ai Grandi Eventi, sottolineando quanto questo genere di gare siano un motore per il turismo e per salvaguardare la montagna. Antonio ha infatti ricordato che il 40% del territorio lombardo è montano e che il turismo legato allo sport è sempre più sviluppato. Una collaborazione tra gli organizzatori della gara, i volontari e gli enti che partecipano sta permettendo la manutenzione e la cura di questi luoghi ed è una fondamentale risorsa per tutti.

La cura verso questi luoghi è chiara anche nella scelta di non utilizzare bicchieri e bottigliette di plastica nella gara e di squalificare gli atleti che gettano rifiuti lungo il percorso: Alberto, insieme al team organizzatore ha sicuramente dato vita ad un evento che mette insieme cura del luogo e spettacolarità del tracciato. Il main sponsor, Scott, rappresentato da Nicola Gavardi, sottolinea la volontà di supportare l’evento proprio per l’importanza di collaborare con partner che vivano questo sport a 360 gradi, tenendo insieme sia il territorio sia l’esperienza della gara. 

La ZacUp è ormai una gara riconosciuta a livello internazionale, nella sua ultima edizione ha fatto correre insieme partecipanti da oltre 20 nazioni anche extra europee dando ad un territorio, quello lecchese e delle Grigne, un’occasione molto preziosa. Il montepremi totale è di € 6.000. Verranno premiati i primi 15 uomini e le prime 15 donne. È previsto un riconoscimento di € 150 in ricordo di Gabriele Orlandi Arrigoni per il primo uomo e la prima donna in vetta al Grignone e un premio di € 500 per chi stabilirà il nuovo record della gara maschile e femminile. I tempi da battere sono quelli del forte runner ruandese Jean Baptiste Simukeka (2h49’21”) e della campionessa rumena Denisa Dragomir (3h12’50”). 

Ormai è quasi tutto pronto: non resta altro che correre! 

Alberto Zaccagni, presidente del comitato d’organizzazione
Simukeka durante la gara

Oberalp pubblica il nuovo report di sostenibilità

«È nella circolarità che risiede il massimo potenziale»

Bolzano, Oberalp: L’ultimo report sulla sostenibilità “Contribute” ha consentito a più di 60 dipendenti di esprimersi e raccontare le storie di molteplici iniziative che il gruppo Oberalp ha promosso nel 2021. Come previsto dallo standard europeo sulla rendicontazione delle problematiche economiche (GRI), i marchi del gruppo DYNAFIT, SALEWA, WILD COUNTRY, LaMunt, POMOCA ed EVOLV mostrano i progressi ottenuti in termini di responsabilità sociale ed economica.

«Abbiamo fatto progressi anche nel secondo anno della pandemia», afferma Ruth Oberrauch, membro del CdA e Responsabile della Sostenibilità del Gruppo Oberalp, «ma ci sono ancora delle macro-aree in cui non possiamo essere soddisfatti dei risultati ottenuti». Il report afferma che il livello di soddisfazione è altissimo per quanto riguarda condizioni di lavoro eque e sicure per tutte le persone coinvolte nel processo di produzione dei marchi. L’organizzazione no-profit Fair Wear Foundation (FWF) ha riconosciuto lo status di “Leader” al gruppo per la quinta volta di fila - Oberalp è l’unica azienda italiana ad aver ottenuto un simile risultato. Il maggior potenziale, tuttavia, risiede nella circolarità, che sarà sempre più importante in futuro.

«Per la prima volta, questo report è stato redatto dal punto di vista dei nostri dipendenti, in conseguenza della nostra posizione. Un'azienda può agire in modo responsabile solo se ciascuno inizia a farlo nel suo piccolo e secondo le proprie competenze», dichiara Alexandra Letts, Responsabile della sostenibilità presso Oberalp. Per i suoi oltre 900 dipendenti sparsi in tutto il mondo, il gruppo ha voluto riassumere tutto questo con il titolo del report “Contribute”. «Vogliamo fare della nostra responsabilità ecologica e sociale un valore da vivere e condividere», aggiunge l’Amministratore delegato Christoph Engl. Il Report sulla sostenibilità del gruppo restituisce inoltre un’immagine trasparente degli obiettivi raggiunti in termini di conformità chimica e PFC persistenti (composti perfluorurati). Per quanto concerne la gestione delle sostanze chimiche, il gruppo Oberalp applica ai suoi marchi degli standard ancora più elevati di quelli previsti dalla legge. Con una lista di sostanze proibite e un team di gestione della qualità molto rigoroso che commissiona ed effettua dei test sui tessuti, i materiali e i processi di produzione sono costantemente monitorati. A valle di tutte queste misure, un team addetto al controllo qualità effettua le valutazioni finali. I tre enti di controllo si assicurano che nessun componente chimico inappropriato penetri nei prodotti, e che tutti i fornitori si conformino a questi standard. Il gruppo intrattiene un rapporto di collaborazione a lungo termine con la maggior parte degli stabilimenti di produzione, che si sono dimostrati inoltre molto affidabili, nonostante i vincoli imposti dalla pandemia. Alla base dell’adozione di queste misure estensive c’è la ferma volontà del gruppo di garantire ai propri clienti non soltanto di poter essere ben equipaggiati con i loro prodotti per gli sport di montagna, ma anche di essere al sicuro da qualsiasi residuo chimico. Nel 2021, già due dei sei marchi del gruppo Oberalp sono stati prodotti senza PFC (POMOCA e LaMunt), e Alexandra Letts è molto ottimista che presto se ne aggiungeranno altri due. Accanto allo sviluppo di nuovi tessuti, che denotano un grande potenziale di sostenibilità come la canapa (che cresce rapidamente) o la lana di pecora (regionale), il gruppo Oberalp ha posto grande attenzione anche al prolungamento della durata di vita dei suoi prodotti da montagna. Con la sua “Garanzia a vita” per gli scarponi e gli attacchi da sci alpinismo, DYNAFIT, il marchio degli atleti, ha stabilito un nuovo standard per l’intero settore. DYNAFIT garantisce il servizio di riparazione o sostituzione del prodotto acquistato dall’inverno 2021 in poi, per tutta la durata della vita del prodotto. In questo modo, i marchi intendono garantire che gli investimenti dei loro clienti in sistemi ad elevato profilo tecnologico durino molto a lungo. In più di cento pagine, gli oltre 60 coautori del report raccontano anche delle storie su progetti di arrampicata inclusiva, nuove procedure di riciclo del cashmere e del poliestere, mobilità elettrica e progetti sociali, tra cui il giardino dei rifugiati a Bolzano, o progetti che coinvolgono persone diversamente abili in Germania e Polonia. Tutte iniziative che testimoniano l’impegno del gruppo Oberalp per la responsabilità sociale ed ecologica. Il report può essere scaricato qui Contribute 2021.



Il percorso di ORTOVOX verso la neutralità climatica

Impronte? Quando ci addentriamo nella natura ne lasciamo sempre. Potendo scegliere le lasceremmo  sulla neve, ovviamente! Su terreni in alta quota, e addirittura sui ghiacciai. Eppure, per quanto tempo  ancora esisterà il ghiaccio perenne? La domanda potrebbe sembrare drammatica, ma la realtà lo è  altrettanto. Ecco perché l’impronta ecologica di Ortovox è importante almeno quanto quella lasciata sulle  montagne. Con la definizione della strategia di sostenibilità ProtACT2024, l’azienda bavarese si è posta  obiettivi elevati, tra cui il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2024.

“Per noi è fondamentale che la clientela di Ortovox, che per natura è fortemente legata all’ambiente, si senta in  buone mani. Deve sapere che stiamo agendo e adoperando tutte le nostre forze per cambiare il mondo, in  positivo. La linea Swisswool e la nostra collezione dedicata al freeride sono un ottimo esempio del nostro  impegno. Entrambe sono infatti climaticamente neutre già dalla stagione autunno/inverno 2021/22. Dall’estate  2022 anche la collezione da arrampicata è a impatto ambientale zero, lo stesso vale per il nostro online shop,  che è climaticamente neutro da aprile 2022. Naturalmente continuare su questa strada, mantenendo questo  ritmo, rappresenta una sfida enorme. I requisiti da rispettare, e quindi la documentazione da presentare, per  potersi definire neutrali dal punto di vista climatico sono sempre più restrittivi. Ed è quello che ci auspicavamo!  Questo contrasta il greenwashing, costringendo le aziende a essere davvero green”, sostiene Katrin Bauer,  Head of CSR in Ortovox.

“I cambiamenti climatici dovrebbero preoccupare tutti noi", afferma Christian Schneidermeier, CEO di Ortovox.  “Le radici di Ortovox sono quelle di un brand vocato agli sport invernali. Se non ci battessimo per l’ambiente,  per le nostre montagne, per la nostra terra, ci priveremmo del nostro stesso sostentamento. Ma è necessario  pensare oltre gli interessi aziendali, al di là dell’esistenza del nostro marchio. Riguarda tutti noi, ogni persona,  in tutto il mondo.”

Sostenibili per natura 

“L’equilibrio dell’ecosistema è sempre più precario. Lo sappiamo tutti. E sappiamo anche che dobbiamo  intervenire subito, prima che sia troppo tardi.” Queste parole di Christian Schneidermeier riassumono le  motivazioni che spingono l’azienda bavarese ad agire. Il paesaggio alpino è particolarmente colpito dai  cambiamenti climatici, sottolinea. “Proteggere le montagne, e quindi l’ambiente, è in vetta alle priorità di  Ortovox! La sostenibilità è una parte essenziale del nostro approccio, che si concretizza con il raggiungimento  della neutralità climatica, e il suo superamento.”

“Gli obiettivi che ci siamo posti sono a dir poco elevati. Di conseguenza stiamo attuando una serie di misure  per raggiungerli. Ma c’è ancora molto da fare!”, afferma Katrin Bauer, Head of CSR in Ortovox. “La neutralità  climatica è uno dei sei obiettivi definiti dalla strategia aziendale, ma non lo consideriamo un obiettivo  scollegato. Chiunque inizi ad approfondire il tema della sostenibilità si rende subito conto che è tutto collegato.  Parliamo sempre di cicli e di reazioni a catena. Il nome ProtACT2024 contiene già in sé un appello ad agire e  definisce una data entro cui raggiungere l’obiettivo. Questa strategia mira a condurre l’azienda verso la  neutralità climatica nei prossimi due anni.” Oltre alla neutralità climatica, la strategia ProtACT2024 include altri  cinque obiettivi: l’utilizzo esclusivo di lana certificata Ortovox Wool Promise, l’ottenimento del titolo di Leader  della Fair Wear Foundation, una produzione realizzata per il 60% in Europa, una collezione al 100% priva di PFC  e la longevità e la riparabilità dei capi.

Cosa significa essere climaticamente neutri? 

“I livelli della neutralità climatica sono tre: l’eliminazione di CO₂, la riduzione e la compensazione. L’obiettivo  primario è sempre quello di evitare le emissioni di CO₂, poi si tenta di ridurle e solo infine di compensarle.  Chiaramente, soprattutto durante la fase iniziale, queste tre misure non possono essere adottate  separatamente, ma avvengono contemporaneamente.” Le aziende, i processi e i prodotti le cui emissioni di CO₂  vengono compensate, secondo il principio dei tre livelli e dopo aver sostenuto progetti di protezione ambientale  riconosciuti a livello internazionale, possono definirsi neutrali dal punto di vista climatico.

Secondo Katrin Bauer, la compensazione senza un’effettiva riduzione delle emissioni di CO₂ non è abbastanza  efficace e dovrebbe rappresentare solo una soluzione transitoria per un’azienda che punta a raggiungere la  neutralità climatica. Tuttavia è vero che, senza la compensazione, molti progetti che consentono la riduzione o  l’eliminazione delle emissioni non potrebbero essere realizzati. Un esempio di diminuzione delle emissioni di  CO₂ in Ortovox è rappresentato dal progetto di riduzione degli imballaggi: in un anno è stato possibile  risparmiare il 25% di CO₂ grazie a diverse ottimizzazioni. Per esempio, i sacchetti di plastica sono stati  sostituiti con il 30% di rifiuti post-consumo e il 70% di rifiuti pre-consumo: una misura che consente di  risparmiare 3,5 tonnellate di nuova plastica all’anno.

Per quanto riguarda la compensazione, Ortovox si sta concentrando sull’implementazione di misure per  l’ottimizzazione della catena di approvvigionamento. A questo scopo l’azienda bavarese è coinvolta nel Supply  Chain Decarbonisation Project promosso da EOG.

Il Supply Chain Decarbonisation Project promosso da EOG 

Il Supply Chain Decarbonisation Project di European Outdoor Group, lanciato all’inizio del 2021, punta a  ridurre le emissioni di gas serra e ad aumentare l’uso di energie rinnovabili all’interno della catena di  approvvigionamento. L’iniziativa congiunta, che coinvolge Ortovox e numerosi marchi leader del settore  dell’outdoor, sfrutta il fatto che, mentre le singole catene di approvvigionamento sono globali e diversificate,  molte aziende dell’outdoor condividono gli impianti di produzione. Queste sovrapposizioni consentono ai  brand di avere un’influenza decisiva sul mercato e crea enormi opportunità.

“Il maggior potenziale di riduzione delle emissioni di CO₂ si trova nella catena di approvvigionamento, in  particolare nella fase di produzione dei materiali (circa il 60%). L’efficienza energetica e l’energia verde  rappresentano i fattori più importanti. Tuttavia l’impatto che abbiamo come singola azienda al fine di ottenere  delle riduzioni è limitato. Per questo motivo è essenziale unire le forze e collaborare con le altre aziende del  settore”, afferma Katrin Bauer. “Con il Supply Chain Decarbonisation Project stiamo modificando la catena di  approvvigionamento da dentro. In fondo è proprio da lì che può innescarsi il cambiamento maggiore!”

Un modello da seguire 

I progetti di compensazione sostenuti da Ortovox, oltre a contribuire al risparmio di gas serra, promuovono  anche lo sviluppo sostenibile per quanto riguarda una serie di aspetti in diversi paesi del mondo. I progetti  spaziano dal miglioramento dell’approvvigionamento di acqua potabile alla protezione della biodiversità. “In  Ortovox le persone condividono una visione comune: puntano a essere un modello per la società. E desiderano  adoperarsi attivamente in tutte quelle aree che al momento – e in futuro! – sono per noi rilevanti!”, afferma  Christian Schneidermeier.

Una sostenibilità perseguibile  

Per quanto riguarda la neutralità climatica, Ortovox si affida a ClimatePartner che supporta l’azienda nel  calcolo e nella riduzione delle proprie emissioni. Le emissioni non aggirabili vengono compensate. In questo  modo, i prodotti e le aziende sono neutrali dal punto di vista climatico, come conferma il marchio  ClimatePartner.

ClimatePartner è stata fondata a Monaco di Baviera nel 2006. Oggi il team supera le 90 persone e collabora  con oltre 2.500 aziende in 35 paesi. Il Product Carbon Footprint (PCF), ovvero l’impronta di carbonio del  prodotto, viene calcolata da Ortovox con l’aiuto di ClimatePartner secondo gli attuali parametri internazionali.  Anche i progetti di compensazione climatica rispettano standard riconosciuti. Un punto di riferimento valido  a livello globale per misurare gli effetti positivi in questo ambito è fornito dai cosiddetti Sustainable  Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite: 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile che vanno dalla lotta alla  povertà e alla fame alla promozione dell’istruzione. Ogni progetto di tutela ambientale sostenuto da Ortovox  contribuisce al raggiungimento di diversi obiettivi SDGs.

Tutta la politica di sostenibilità Ortovox su https://www.ortovox.com/it-it/ortovox/protACT


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