Tagliole per ferire gli atleti al Soglio

Drammatica scoperta dei volontari sul percorso

La sentinella del Canavese riporta una notizia che ha dell'inverosimile. In occasione dell'ultimo Trail del Monte Soglio, disputato a Forno Canavese (TO) il 25 maggio scorso, nell'ultima perlustrazione del percorso sarebbero state scoperte delle tagliole posizionate e progettate appositamente con il fine di ferire gli atleti in gara. E' solo grazie alla meticolosa attenzione degli organizzatori della gara, e in particolare degli alpini adibiti al controllo,  che non si è quindi sfiorata la tragedia.

Lo stesso quotidiano riporta che il fatto è stato prontamente segnalato alla Procura della Repubblica.

PRATIGLIONE. L'ultima edizione del trail del Monte Soglio (disputato domenica 26 maggio) avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. In un campo sopra Pratiglione era stata nascosta una trappola ideata probabilmente per ferire gli atleti. Un vero e proprio attentato all'importante corsa canavesana, scongiurato dalla prontezza del gruppo degli alpini di Forno. Durante l'ultima ricognizione, prima dell'inizio della competizione valida per il titolo italiano di specialità, i volontari si sono imbattuti in un lungo filo d'acciaio teso ad un'altezza di 40–50 centimetri da terra. Pochi metri più avanti, nascosti nel sottobosco, erano conficcati nel terreno aghi e spunzoni di legno di diversa dimensione e forma. Allora, gli alpini hanno deciso di controllare tutta l'area e in poco tempo si sono trovati di fronte ad un vero e proprio campo minato. La trappole e il filo non erano destinati ad allontanare cinghiali o altri ungulati, ma posizionati per “catturare” e ferire persone. Secondo un piano tanto diabolico quanto sadico, le punte erano collocate in modo da conficcarsi nella carne di chi non vendendo l'ostacolo fosse inciampato. 

Notizia completa su La Sentinella del Canavese


A Padua e Serafini la Valmalenco-Valposchiavo

Come ogni anno grande spettacolo in gara

Un’organizzazione impeccabile, due tracciati promossi a pieni voti e un livello concorrenti sempre altissimo hanno determinato il successo della International SkyRace Valmalenco - Valposchiavo 2013. Nella 'bombonera' di Plaza da Cumün il numeroso pubblico presente ha salutato i successi del fenomeno colombiano Antonio Padua e della trevigiana Silvia Serafini. Dominatori della Mini SkyRace sono invece stati  il colombiano Victor Cortes e la giovane azzurra di skialp Giulia Compagnoni. Nonostante la tanto annunciata pioggia abbia cercato di ostacolare in tutti i modi l’eccellente lavoro svolto dai numerosi volontari di Sportiva Lanzada e Sportiva Palù, la terza tappa del La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup si è rivelata un grande, grandissimo successo con 335 concorrenti ai nastri di partenza.

Non effettuare il tracciato integrale da 31km, con partenza dal borgo malenco e transito al GPM di Passo Campagneda; passo contraddistinto da un suggestivo nevaio che precede la lunga picchiata verso il traguardo, non è stata scelta facile. Più e più volte Moreno Raselli e il suo staff si sono confrontatati sul da farsi, ma alla fine la decisione di dare credito alle previsioni e privilegiare la sicurezza degli atleti si è rivelata vincente e condivisa.    

CRONACA - Qui terzo lo scorso anno, il ventunenne figlio d’arte colombiano si era presentato ai nastri di partenza con un preciso obiettivo: entrare nella storia di questo sport aggiudicandosi una delle competizioni più ambite e prestigiose a livello continentale. Compito non facile, vista la presenza di agguerriti avversari e una tracciato che, sebbene di riserva, si sviluppava  su 26Km con 3200m di dislivello totale. Pronti via e, a dare fuoco alle polveri ci ha provato  l’alfiere del Team Crazy Idea Fabio Bazzana. Dopo pochi minuti Antonio Padua ha però preso il comando portandosi in scia il campione italiano Tadei Pivk e l’ex crociato del fondo Gion-Andrea Bundi.  Sulle loro tracce inseguitori di tutto rispetto come Regazzoni, Lopez Castan, Bert, Bazzana, … 

Con il passare dei chilometri le posizioni di testa non sono cambiate se non per un tentativo di attacco del friulano Tadei Pivk sulla prima discesa. Ristabilite le gerarchie, Antonio Padua ha di nuovo attaccato per poi presentarsi in solitaria al traguardo in 2h07’29”. Sul podio con lui Tadei Pivk  - 2h08’22” - e Gion-Andrea Bundi - 2h13’45”-. Menzione d’obbligo nella top ten di giornata anche per Andrea Regazzoni 4°,  David Lopez Castan 5°, Fabio Bazzana 6°, Adell Cristobal 7°, Paolo Bert 8°, Mikhail Mamleev 9° e Gyorgy Szabolcs 10°. 

Subito delineate le posizioni nella gara in rosa con la favorita Silvia Serafini tallonata dalle Valetudo Emanuela Brizio e Silvia Cardone. Al traguardo la trevigiana del Team Salomon Agisko ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro di questa prestigiosa gara fermando il crono sul tempo di 2h39’45”. Alle sue spalle una mai doma Brizio -2h41’01”- e una Cardone un grande spolvero -2h41’30”-. Giù dal podio, ma molto bene anche Raffaella Rossi 4ª e Chiara Gianola 5ª. 

MINI SKYRACE - Vecchie glorie e giovani campioni al via del circuito da 16 km (1100+/-) che di fatto ricalcava l’anello percorso due volte dai 265 skyrunner della gara lunga. Qui a dettare i tempi dopo le schermaglie iniziali sono statI un aficionados della Valmalenco - Valposchiavo come il messicano Vicort Cortes e la giovane promessa dello skialp azzurro Giulia Compagnoni. Il primo, ha vinto e siglato il nuovo miglior tempo del tracciato passando sotto lo striscione in 1h17’55”. Argento di giornata sulle spalle del ceco Martin Berka - 1h22’06”- e il bronzo su quelle del talentuoso svizzero Micha Stainer - 1h23’26”-. Nell’ordine sono poi sfilati in mezzo alla torcida di Plaza da Cumün Saul Padua (padre del giovane Antonio, vincitore della gara lunga), Roberto De Lorenzi, Radim Berka, Stefano Rossatti, il campioncino di casa Moreno Zanetti, Salah Cinaur e Davide Greppi. Al femminile, bella conferma della diciassettenne di Valfurva Giulia Compagnoni che lasciati sci e pelli di foca ha dimostrato di ottenere eccellenti responsi anche con le scarpette da trail running. Per lei finish time di 1h46’13” che le ha permesso di mettere dietro la svizzera Monika Schneebeli -1h59’35” e la bormina Lucia Pianta - 2h04’00”.   


Pigoni e Borzani dominano al Malandrino

Per i due azzurri, ultimo test prima dei mondiali

Partito a mezzanotte da Prato (Po), il Trail del Malandrino come ogni anno è giunto sul piazzale dell'Abetone (PI) percorrendo gli impegnativi 70 km e 4.550 m D+ dell'Appennino toscano. Gara valida per il circuito Tecnica Trail Trophy e magistralmente organizzata dall'associazione Banda dei Malandrini.

PIGONI FA IL VUOTO - Nonostante la pioggia e il forte vento nella seconda parte di gara, Matteo Pigoni torna alla vittoria e lo fa con un gran tempo di 8h22'04''. Alle sue spalle il vuoto con il solo Nicola Bassi che, con 36', riesce a mantenere il distacco entro l'ora. Terzo classificato Francesco Pompoli in 9h27'29''.

BORZANI SUPER WOMAN - Vittoria senza rivali anche per Elisa Borzani che con il tempo finale di 9h55'06'' ottiene anche il quinto posto assoluto. Alle sue spalle, Giuliana Arrigoni a 1h17' e Marta Poretti a 1h31'.

TOP UOMINI


1. Pigoni Matteo (Team Tecnica) 08h22.04
2. Bassi Nicola (Team Vibram) 08h58.25
3. Pompoli Francesco (UISP Ferrara) 09h27.29
4. Marazzi Giuseppe (Team Vibram) 09h42.38
5. Falleri Massimiliano 10 h01.13  

TOP DONNE


1. Borzani Lisa (Team Lafuma Italia) 09h55.06
2. Arrigoni Giuliana (Team Tecnica) 11h12.54
3. Poretti Marta (Fresian Team) 11h26.26


La Rigantoca a Ansaldo, Barnes e Oliveri

Sull'Antola nel cuore della notte

Si è svolta questa notte la prima edizione della Rigantoca&Dipiù, gara di 52 km e 2.900 m D+ con partenza dalla centralissima piazza De Ferrari, nel centro storico di Genova.

A mezzanotte, circa 120 atleti hanno preso il via percorrendo, come primo tratto di gara, l'insolita ma pittoresca cornice offerta dalle strade e dai locali della movida genovese. La sfida, arrivare ai 1.597 metri dell'Antola nel cuore della notte per poi scendere all'arrivo di Caprile.

Il marocchino Abdelali Errazine e Augusto Zamboni, azzurro di canottaggio indoro e già campione del mondo di specialità,  tengono alto il ritmo nella prima parte di gara. Escono poi sulla distanza  i compagni di team Davide Ansaldo e Pablo Barnes e rimangono in testa fino all'arrivo chiudendo con il tempo di 6h15'48''. Alle loro spalle, Augusto Zambon in 6h26'02''.

Tra le donne, dominio assoluto per Virginia Oliveri che chiude in 6h49'53'' e il sesto tempo assoluto. Dietro di lei, Giulia Amadori a 52' e terzaTeresa Mustica a oltre 1h15' di distacco. 

TOP UOMINI
1. Davide Ansaldo (Team Salomon Agisko) 6h15'48''
2. Pablo Barnes (Team Salomon Agisko) 6h15'48''
3. Augusto Zamboni (Città di Genova) 6h26'02''
4. Francesco Mainardi (Santolcese) 6h43'56''
5. Fabio Bidone (Delta Spedizioni) 6h43'56''
6. Paolo Piano (Santolcese) 6h49'56''
7. Riccardo Saporiti (Atletica Due Perle) 7h02'13''
8. Roberto Pittaluga (Santolcese) 7h21'57''
9. Abdelali Errazine (Sisport) 7h33'51''
10. Marco Dallocchio (Gli Orsi) 7h37'23''

TOP DONNE
1. Virginia Oliveri (Team Salomon Agisko) 6h49'53''
2. Giulia amatori (Distancegirl) 7h41'11''
3. Teresa Mustica (Cambiaso Risso) 8h06'05''
4. Vera MAzzareloo (Ovadese Trail Team) 8h29'01''
5. Samantha De Stefano 8h41'13'' 

In CALENDARIO OUTDOOR RUNNING la classifica completa.


Kilian Jornet alla prima su strada

Per la prima volta l'atleta spagnolo correrà su asfalto

Il 23 giugno l'atleta spagnolo Kilian Jornet si cimenterà per la prima volta in carriera in una gara su asfalto. La manifestazione scelta è la 10 km 'L'Equipe' che si svolgerà a Parigi.

Una manifestazione particolare, organizzata dal primo quotidiano sportivo transalpino, che ha una finalità benevola a favore dell'associazione Mécénat Chirurgie Cardiaque. Con 15.000 iscritti e un parterre di livello, sarà quindi un ulteriore banco di prova per valutare il talento dello spagnolo anche al di fuori del suo usuale contesto di montagna.

Da parte di tutti gli appassionati, i pronostici sul tempo finale di Kilian sono aperti.

   


International Skyrace Valmalenco-Valposchiavo 2013

Meteo ancora una volta inclemente. Si correrà su un percorso di riserva

Sicurezza prima di tutto. Viste e riviste le previsioni meteo della domenica che danno nebbia in quota e piogge nella prima parte della mattinata, con precipitazioni nevose sopra i 2200 m, il presidente del comitato organizzatore italo-svizzero Moreno Raselli ha sciolto le riserve: «Fermo restando che il vero fascino della International SkyRace Valmalenco Valposchiavo risiedono nel transito sul nevaio a Passo Campagneda, e nella lunga picchiata verso Poschiavo, per domani non vi sono le condizioni necessarie per garantire la sicurezza di ogni singolo concorrente.  Da qui, in sintonia con i miei collaboratori, si è optato di portare tutti gli atleti a Poschiavo per farli gareggiare a quote inferiori su due differenti tracciati».

I PERCORSI DI RISERVA -
Entrando nei dettagli, Raselli ha proseguito: «Quelli della 16 (+/- 1100m) si confronteranno sull’anello già sperimentato lo scorso anno, con start fissato alle 10.05 dinnanzi alla sede Repower; mentre i 263 accreditati alla prova lunga correranno su un inedito e comunque selettivo tracciato di 26 km (+/-1600m). Per loro partenza nello stesso punto, ma alle ore 9. Tutti saranno poi accolti nella suggestiva cornice di Plaza da Cumün per le consuete premiazioni». Da sottolineare che resterà comunque invariato il montepremi originario e sino alle 18 si potrà effettuare a Lanzada il ritiro pettorali, mentre domani si farà direttamente a Poschiavo.    

I PROTAGONISTI: Sono molti i campioni accreditati che, insieme ai numerosi amatori, hanno deciso di mettersi in gioco sui sentieri dei contrabbandieri. Scorrendo la lista partenti balzano all’occhio anche i seguenti nomi: Tadei Pivk, Silvia Serafini, Emanuela Brizio, Saul Antonio Padua, Robert Krupicka, Mikhail Mamleev, Raffaella Rossi, Daniele Zerboni, Ester Scotti, Luca Carrara, Daniel Wosik, Fabio Bazzana, Nuria Dominguez, Lukas Arquin, Debora Cardone, Daniele Cappelletti, Marino Zanetti, David Lopez Castan, Dani Tristany, Jessed Hernandez, Christian Varesco, Giulia Botti, Michele Tavernaro, Paolo Bert, Paolo Longo, Chiara Gianola…..    

MINI ORIENTEERING:
Successo per questo evento che chiamare collaterale pare ormai riduttivo. 73 squadre composte dai giovani studenti di Lanzada e Poschiavo si sono incontrati, sfidati e confrontati tra le antiche e suggestive vie del borgo grigionese. Ad attenderli al traguardo tanti campioni dello skyrunning e la voce ufficiale di questa gara Silvano Gadin, commentatore di Eurosport. 


Outdoor running & social network

Atleti, organizzatori e operatori su Facebook

Lanciato dal ventenne Mark Zuckerberg nel febbraio del 2004, disponibile in 70 lingue, nel 2012 ha superato il miliardo di utenti. Facebook è il social network più diffuso nel mondo.

Anche il mondo dell’outdoor running ne è stato contagiato. Atleti, organizzatori, e in generale gli operatori del settore, sfruttano le sue immense potenzialità di comunicazione per farsi conoscere e per condividere contenuti con tutti gli appassionati. Centinaia di post e fotografie che ogni giorno arricchiscono la comunità dell’outdoor running .

Abbiamo cercato di capire chi sono i principali protagonisti in rete. Ai primi tre posti in termini di “mi piace”  Kilian Jornet (177.109), Scott Jurek (48.705) e The North Face Ultra-Trail du Mont-Blanc (30.592).

MAGAZINE
Trail Runners Magazine (USA) 26.746 (2009)
Trail Endurance Mag (FRA) 15.923 (2012)
Trail (ESP) 14.452 (2011)
www.generation-trail.com (FRA) 9.572 (2010)
Ski-alper (ITA) 7.824 (2011)
Soul Running (ITA) 5.078 (2013)
Trail Running magazine UK (GBR) 7.789 (2012)
Trail Magazine (GER) 5.874 (2012)

BLOG

ìRunFar (USA) 14.340 (2008)
Outdoor (ESP) 8.843 (2011)
Corredordemontana.com (ESP) 8.399 (2013)
Talk Ultra (GBR) 5.091 (2012)
Ulttra168 (AUS) 4.085 (2012)
Corsa in montagna (ITA) 3.904 (2012)
www.sportdimontagna.com (ITA) 3.761 (2010)

ATLETI
Kilian Jornet (ESP) 177.109  (2008)
Scott Jurek (USA) 48.705 (2008)
Anna Frost (NZL) 13.229 (2012)
Emelie Forsberg (SWE) 12.136 (2013)
Ryan Sundes (RSA) 7.751 (2011)
Miguel Angel Heras (ESP) 6.850 (2010)
Julien Chorier (FRA) 5.407 (2010)
Fernanda Maciel (BRA) 5.000 (2007)
Geoff Roes (USA) 4.998 (2007)
Sebastien Chaigneau (FRA) 4.995 (2008)
Marco Olmo (ITA) 4.988 (2009)
Iker Karrera Aranburu (ESP) 4.719 (2012)
Timothty Olson (USA) 4.325 (2011)
Marco De Gasperi (ITA) 3.762 (2008)
Anton Krupicka (USA) 3.162 (2006)

ASSOCIAZIONI
Skyrunning (ISF) 9.865 (2010)
American Trail Running Association (ATRA) 1.070 (2011)
Skyrunning Italia (FISKY)  1.293 (2010)

GARE
The North Face Ultra-Trail du Mont-Blanc 30.582 (2010)
Transvulcania Isla de la Palma 16.587 (2010)
Marathon des Sables (MAR) 14.850 (2011)
Western States Endurance Run (USA) 11.856
Leadville Races Series (USA) 9.983 (2011)
The North Face Transgrancanaria 6.555 (2010)
Tor des Géants (ITA) 6.184
Eco Trail de Paris (FRA) 6.142 (2012)
Pikes Peak Marathon & Ascent (USA) 4.133 (2012)
Zegama-Aizkorri 4.027 (2012)
Marathon du Mont-Blanc 3.803 (2012)
Grand Raid des Pyrénées (FRA) 2.565 (2011)
Hardrock Hundred endurance Run (USA) 2.237
The North Face Lavaredo Ultra Trail (ITA) 2.135 (2011)
Lyon Urban Trail (FRA) 2.074 (2011)
Festival des Templiers (1.567) 
Trail del Monte Soglio (ITA) 1.362 (2010)  


La Dolomiti Extreme a Molin, Innerkofler e Gross

Conclusa la prima edizione della gara veneta

Con il tempo finale di 6h30'45'', Ivano Molin (Tre Cime  Auronzo) ed Eugen Innerkofler (Niederdorf Raiffeisen) hanno vinto la prima edizione della Dolomiti Extreme Trail, gara di 53 km e 3.800 m D+ partita questa mattina da Forno di Zoldo (BL) alle ore 5:30. Alle loro spalle Fabio Caverzan in 6h32'42''.  

A poco meno di metà corsa era in testa il valdostano Franco Collè che poi ha perso le prime posizioni nchiudendo in 4° posizione con il tempo finale di 6h41'22''.  

In campo femminile, vittoria di Annemarie Gross in 8h04'23'' davanti a Stefania Zanoni in 8h06'01'' e Roberta Lorenzi in 8h30'44''.  

TOP UOMINI

1. IVANO MOLIN 6h30'45''
1. EUGEN INNERKOFLER 6h30'45''
3. FABIO CAVERZAN 6h32'42''
4. FRANCO COLLE' 6h41'22''
5. PAOLO LEONARDI 6h50'33''
6. GIOVANNI ZORN 6h58'59''
7. VALERIO BALEST 7h01'46''
8. JIMMY PELLEGRINI 7h08'38''
9. FRANCESCO VALENTINI 7h10'20''
10. TIZIANO GANDUS 7h12'15''

TOP DONNE

1. ANNEMARIE GROSS 8h04'23''
2. STEFANIA ZANON 8h06'01''
3. ROBERTA LORTENZI 8h30'44''
4. SUSANNA CRISCIANI 8h42'06''
5. MARIA PIZZINO 8h48'14''


Domenica 8 settembre al via la Rosetta SkyRace

Nella Valle del Bitto per una delle più belle SkyRace italiane

In calendario per domenica 08 settembre la bella SkyRace valtellinese si presenterà quest’anno con un format anticrisi che vedrà il costo d’iscrizione ridotto di ben 5 euro, mantenendo nel contempo quegli alti standard qualitativi che l’hanno resa appuntamento fisso tra le classiche di fine stagione.

PACCO GARA  CONCRETO -
«Per andare incontro alle esigenze dei concorrenti abbiamo abbassato la  quota di adesione a 20 euro – ha esordito Massimo Zugnoni dello Sport Race Valtellina -. Ciò nonostante garantiremo un ottimo pacco gara che prevede un paio di calze running del nostro partner tecnico Dynafit, e una bella fetta di formaggio Bitto prodotto sull’alpeggio di Culino, uno di quelli in cui passa la gara».  

MONTEPREMI CONFERMATO - Non solo. Confermato è pure l’intero montepremi: «Oltre ai migliori di classifica assoluta, premieremo ben 8 categorie con qualcosa come 24 forme di formaggio delle nostre valli e 54 ricchi cesti ricolmi di prodotti tipici locali. Insomma, un occhio di riguardo per tutti con un altro gradito omaggio già sperimentato alcuni anni fa: uno scatto ricordo per ogni concorrente.
Avvalendoci di fotografi professionisti, nel post gara metteremo on line tutte le immagini e ognuno potrà scaricarsi gratuitamente la propria».    

ORGANIZZAZIONE E OSPITALITA' - Interamente disegnata all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi, la SkyRace della Rosetta è divenuta appuntamento fisso di fine stagione per due semplici motivi: un tracciato non particolarmente tecnico e l’ottima organizzazione. Forte dei consensi ottenuti la scorsa estate, è stata scelta dalla federazione come prova di campionato Italiano per la seconda volta in sei anni. E ancora una volta la kermesse griffata Sport Race Valtellina ha saputo ottenere unanimi consensi da atleti, tecnici e addetti ai lavori per la bellezza dei paesaggi, l’impeccabile organizzazione e l’immensa passione con la quale gli abitanti di Rasura sanno accogliere, tifare e sostenere ogni singolo concorrente.
«Noi diamo sempre il massimo per fare sentire ogni concorrente come fosse un nostro ospite – ha concluso Zugnoni – tanto che per chi arriva da fuori provincia offriamo gratuitamente un posto letto sino ad esaurimento posti, nella casa vacanze presente in paese».  

IL PERCORSO - In una lunga cavalcata di 21km a fil di cielo, i concorrenti attraversano luoghi incontaminati e ricchi di storia quali gli alpeggi dove si produce il famoso formaggio Bitto; il tutto affrontando 1550 metri di dislivello positivo e altrettanti di discesa. Partendo dagli 850 m del Polifunzionale di Rasura, si sale passando dalla località Larice, Ciani, e si continua raggiungendo gli alpeggi di Combana, Combanina e Stavello - punto più a sud a quota 1940 m.
Il percorso scende quindi in direzione Baita del Ven, per poi iniziare nuovamente a salire sfiorando il Lago di Culino e raggiungendo la Cima Rosetta (2140 mt). Si perde quota tra i rododendri sino a 1700m slm, per poi risalire lievemente verso la pozza dell'Alpe Olano. Ancora discesa, passando dal Rifugio della Corte e dall'abitato di Mellarolo. Rampa finale verso Rasura e arrivo al Polifunzionale.

Tempi da battere: 2h00'13" (Gil Pintarelli 2010), e 2h33'56" (Raffaella Rossi 2010).   


80 km di Chamonix, possibile un percorso alternativo

La neve rischia di compromettere il percorso originario

L'abbondante accumulo di neve che ancora permane nella valle di Chamonix a quote relativamente basse ha costretto gli organizzatori a predisporre dei percorsi alternativi, nel caso la situazione non migliori nelle prossime settimane.

TRE ZONE CRITICHE - Sono state individuate tre zone particolarmente critiche dove il manto nevoso raggiunge i tre metri d'altezza. Sono il tratto Bellachat-Brévent, che attualmente non è praticamente percorribile, il vallone di Tré les Eaux nei pressi di Vallorcine, e Le Signal, sotto la Mer de Glacé. Come hanno dichiarato gli organizzatori, una situazione simile non si era mai verificata negli 11 anni in cui si è disputata la Marathon du Mont-Blanc.

Sono tre settori oltretutto abbastanza tecnici, e gli organizzatori non vogliono far correre nessun rischio agli atleti. Si riservano quindi di prendere la decisione definitiva entro una decina di giorni, valutando l'evoluzione del meteo. 

IL PERCORSO B - Il primo percorso alternativo non intacca nella sostanza distanza e dislivello, che rimarrebbero di 80 km e 6.000 m. Nel caso specifico, questo verrà presentato ai partecipanti il 20 giugno. 

VK, CROSS E MARATHON - Per quanto riguarda le altre prove in programma, il Vertical e la Cross sono attualmente praticabili mentre la Marathon presenta ancora neve nel tratto finale compreso tra Flégére e Planpraz. Rimangono anche dei residui sul Posettes ma tutto lascia presagire che per fine mese tutte le gare si svolgeranno regolarmente.

L'ANNO RECORD - Complice l'inserimento della nuova prova di 80 km e il sempre più crescente interesse per la manifestazione, quest'anno la Marathon du Mont-Blanc ha registrato il record di iscritti. Saranno infatti 6.150 gli atleti che prenderanno il via in una delle 5 prove in programma. 


Kilian personaggio globale - seconda parte

UTMB 2008, oltre gli schemi esistenti

Segue da KILIAN PERSONAGGIO GLOBALE PRIMA PARTE

Il 10 agosto Kilian non si presenta quindi alla Sierre-Zinal in Svizzera perché è sua intenzione allenarsi lungo il percorso della CCC. Affitta un piccolo appartamento a Chamonix e mette in piedi una sorta di team per l’assistenza in gara composto dal compagno di molte corse di sci alpinismo, lo svizzero Florent Troillet, dalla sua fidanzata, e dall’amico del cuore Jordi Lorenzo.  

NELLA SUA TESTA, L’UTMB - Come prima prova, però, decide di non percorrere il solo tragitto della CCC ma addirittura tutto l’Ultra-Trail du Mont-Blanc che parte e arriva a Chamonix su una distanza di 166 km. Lo fa da solo, senza assistenza, e dorme a Courmayeur, a casa dell’amico Ettore Mosca Barberis, allenatore di sci alpino ed ex allenatore della nazionale spagnola. Alla fine conclude il suo allenamento con un tempo effettivo di circa 19 ore. Dopo questa prova, con caparbietà convince i perplessi responsabili del Team Salomon e gli ancora più perplessi organizzatori ad iscriversi all’UTMB. Ottiene finalmente il pettorale: è il numero 4048. 

Riassumendo: Kilian ha intenzione di passare dalle SkyRace di 30-40 km alla più importante corsa di ultra distanza al Mondo su un percorso di 166 km cercando di adattarsi a una nuova tipologia di corsa fatta anche di resistenza, di ristori e di un’intera lunga notte da affrontare.  

QUASI SCONOSCIUTO – Il Kilian che conosciamo oggi, con tutti i prestigiosi risultati ottenuti negli ultimi anni, non è lo stesso che si presentò alle 18:30 di quel 29 agosto del 2008 sulla linea di partenza a Chamonix. Non lo è perché quasi nessuno dei possibili protagonisti della corsa lo considera come tale; anzi, molti di loro non lo conoscono neanche. Gli occhi di tutti sono puntati su ben altri atleti, conosciuti da anni nel mondo delle ultra distanze e in particolare all’UTMB. Uno su tutti è l’italiano Marco Olmo che, a un’età prossima ai sessant’anni, ha vinto le due edizioni precedenti e nel 2005 si è classificato terzo. Olmo esprime al meglio la filosofia insita nelle ultra distanze, fatta di esperienza e regolarità. Nel 2007 aveva vinto sul tedesco Jean Lukas di 41 anni e sul francese Nicholas Mermoud, sempre di 41 anni. Questo risultato aveva rafforzato la convinzione che l’ultra distanza fosse una disciplina riservata ad atleti maturi, sia anagraficamente, sia come esperienza sul campo.   

DAWA SU TUTTI - Il gruppo di senatori della corsa non finisce con questi tre atleti. L’UTMB ogni anno attira i migliori interpreti della disciplina. C’è anche il nepalese Dawa Sherpa, autentico idolo del pubblico. Ha già vinto la prima edizione della corsa, quella del 2003, nel 2004 è arrivato secondo e nel 2007 quinto. Ci sono poi lo svizzero Christophe Jaquerod, vincitore nel 2005 e sesto nel 2007, e il francese Vincent Delebarre, vincitore nel 2004, secondo nel 2005 e terzo nel 2006. In sostanza, ci sono tutti gli atleti che hanno vinto almeno una delle cinque edizioni precedenti. Compaiono anche dei campioni provenienti dal continente americano dove le corse di 100 miglia sono nate molti anni prima che in Europa. Riprova l’impresa Scott Jurek dopo il ritiro del 2007 a Dolonne, circa a metà gara. Jurek è il vincitore di sei edizioni consecutive della leggendaria Western States in America e ne è anche il detentore del record. Ci riprova anche Dean Karnazes, forte atleta ma ancor prima vero e proprio personaggio nel mondo delle ultra distanze. Alla sua terza partecipazione, nel 2007 è giunto quarantasettesimo.  

NASCOSTO TRA LA FOLLA - Kilian prende quindi il via da Chamonix quasi nascosto in mezzo agli altri 2.382 concorrenti. Difficile trovare una foto che lo ritragga, nonostante i moltissimi fotografi presenti. E’ vestito proprio come se dovesse partecipare a una SkyRace. Di nero, con canotta smanicata e pantaloncino corto. Mostra in evidenza gli sponsor del suo team, Salomon e Santiveri. Ha un micro marsupio sotto la maglia con il materiale obbligatorio richiesto dall’organizzazione. A prima vista il suo abbigliamento stride con quello più corposo dei pretendenti alla vittoria e fa presagire che per lui si tratti solo di un primo tentativo per familiarizzare con la distanza.  

I PRIMI KM - Alle 21:17, dopo 30 km di gara, Dawa transita per primo a Les Contamines in compagnia del solo Kilian. Dietro di loro, a pochi minuti di distanza, giungono l’americano Scott Jurek, il francese Juilien Chorier, e poi ancora Marco Olmo, Vincent Delebarre, Christophe Jacquerod e il giapponese Tsuyoshi Kaburaki. La notizia del primo intermedio non desta però particolare stupore: le doti di Kilian su una distanza fino a 30 o 40 km sono ben conosciute. Viceversa, non fa altro che confermare la perplessità su una sua accurata gestione di corsa.  

L’AZZARDO - Verso le 22:00, tra Les Contamines e La Balme, dopo 40 km, capita però qualcosa d’imprevedibile. Giunto alla distanza massima raggiunta in gara nel corso dell’anno, e con molta probabilità nel corso di tutta la sua giovane carriera sportiva, Kilian non solo non da alcun segno di stanchezza ma sembra addirittura non gradire particolarmente la presenza di Dawa. Decide quindi di affrontare le insidie della notte da solo, aumentando il ritmo. A La Balme transita con un vantaggio di 4 minuti. Davanti a lui ci sono due salite impegnative che portano rispettivamente alla Croix du Bonhomme, a 2.443 metri di quota, e al Col de la Seigne, a 2.516 metri. Supera la prima alle 23:13 e la seconda all’1:09. In molti lo considerano un azzardo, una leggerezza dettata dall’inesperienza del ragazzo. Altri pensano che senza un abbigliamento adeguato avrebbe pagato nel prosieguo della corsa a caro prezzo.

Lui invece continua sostenuto dal calore del suo staff, “Belen, che mi ha baciato, e Chapieux mi hanno dato la forza di continuare”.  

INCREDULITA’ - Dal Col de la Seigne una discesa priva di difficoltà porta al ristoro posizionato nel pianoro del Lac Combal, a 1.800 metri di quota. Kilian vi transita nel cuore della notte, all’1:37 accompagnato da un vento gelido. I volontari sono quasi increduli nel vedere un ragazzo così giovane transitare per primo. Il loro stupore è destinato ad aumentare non appena realizzano che ha un vantaggio di 22 minuti su Dawa. Quando il nepalese giunge al ristoro, Kilian sta già risalendo il tratto finale che porta in cima all’Arete du Mont Favre, 4 km più avanti. Nel frattempo, circa 15 km prima, al ristoro di Les Chapieux si ritira lo svizzero Cristhope Jaquerod transitato in 48° posizione.  

A META’ DELL’IMPRESA - Il centro di ristoro di Dolonne, nei pressi di Courmayeur, è considerato come la metà della corsa nonostante vi manchino ancora una decina di km. Kilian vi giunge alle 3:16 di notte, dopo 9h10’ di gara, e ha un vantaggio di 18 minuti sempre su Dawa. Segue ad altri 2’ di distanza l’americano Scott Jurek, mentre il ritardo di Marco Olmo è ormai di 53’; ma tutti i suoi tifosi attendono da un lato il crollo dello spagnolo, e dall’altro uno dei suoi consueti recuperi. Si fa sotto anche il francese Julien Chorier, vincitore l’anno precedente della CCC, che transita alle ore 3:42 con un ritardo di 26 minuti dal leader. Kilian riparte da solo nell’oscurità della notte e attraversa l’abitato di Courmayeur che a quell’ora ha qualcosa di spettrale. Davanti a lui c’è la salita impegnativa che porta al rifugio Bertone. Con i suoi 790 metri di dislivello, a metà gara costituisce senz’ombra di dubbio un ulteriore banco di prova per valutare la reale condizione degli atleti. Kilian giunge al rifugio in 1h04' , Dawa  e Julien in 1h02', Marco in 1h06'  e Scott in 1h10'.   

I primi sono quindi ancora tutti lì, pronti al recupero lungo gli 80 km che mancano all’arrivo di Chamonix.  E per lo stesso Kilian la strada è ancora molto lunga....


Il video ufficiale di Zegama 2013

Tutte le emozioni delle gara spagnola

Salomon Spagna ha pubblicato il video ufficiale della XII edizione della Zegama-Aizkorri.  

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Le emozioni continuano...  


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