Alta Valtellina Experience, cresce l'attesa
Venerdi' 24 giugno il vertical di Santa Caterina Valfurva
Prime importanti conferme presso la segreteria di Alta Valtellina Experience per la tre giorni di grande skyrunning, griffata Scott, che a fine giugno vedrà il circuito di World Series fare tappa sulle montagne e nelle valli che hanno dato i natali a grandissimi campioni della disciplina come Fabio Meraldi e Adriano Greco. Un progetto, quello portato avanti dal sei volte iridato della corsa in montagna Marco De Gasperi e il suo staff, che ha trovato pieno appoggio da parte della Comunità Montana Alta Valtellina e delle amministrazioni locali al fine di promuovere il patrimonio sentieristico e il potenziale di un territorio che ottimamente si presta per la pratica degli sport outdoor estivi e invernali.
Ad alzare il sipario su un fine settimana di corse a fil di cielo sarà la prova la prova vertical disegnata sulle famose piste della stazione sciistica di Santa Caterina Valfurva. Mille metri di dislivello, condensati in soli tre chilometri di sviluppo con partenza in linea e arrivo ai 2760 metri della Cresta Sobretta. Il percorso, già testato lo scorso anno con testimonial d’eccezione, segue parallelamente, ma in senso inverso, quello della discesa libera di Coppa del Mondo FIS. Pendenze importanti, passaggi altamente tecnici e spettacolari che sapranno esaltare gli specialisti delle gare only up. Si partirà sabato 24 giugno alle ore 15 a Santa Caterina dal Centro La Fonte. I tempi da battere sono 35’23” fatto segnare dall’altoatesino del Team La Sportiva Urban Zemmer (sua anche la migliore prestazione cronometrica mondiale sul KM Verticale: 29’42” sul tracciato svizzero di Fully) e il 43’32” della campionessa di casa Elisa Desco Team Scott/Compressport.
Marco Leoni e Elisa Sortini vincono la K-Race
330 runner al via della quarta edizione
Marco Leoni da record, Elisa Sortini nuovamente sul gradino più alto della gara rosa e nuovo primato in termini di presenze: questo in sintesi la quarta edizione della K-Race. Domenica mattina, sul percorso disegnato tra i parchi della Val di Mello e quello Ersaf di Bagni Masino, 330 runner hanno risposto presente all’invito del team Valtellina. Atleti di buon livello e tanti appassionati si sono misurati su un anello 16km che prevedeva un dislivello positivo di 550m. Gara spettacolare, corribile, ma anche molto selettiva. Gara che ha esaltatoil portacolori del Team Valtellina Marco Leoni. Per lui un vero testa a testa con il giovane runner del Team Crazy Idea Mattia Gianola per almeno 10km. Quando le pendenze hanno cominciato a farsi importanti, Leoni ha preso quel margine che gli ha permesso di involarsi in solitaria verso il traguardo del Kunda Luna. Per lui crono di 1h07’42” che ha letteralmente polverizzato il precedente best time della competizione (1h11’20”). Sul podio con lui l’ottimo Mattia Gianola 1h07’54” e suo fratello Erik 1h11’43” giunto ex equo con l’altro lecchese Davide Invernizzi. A seguire troviamo Stefano Sansi 1h11’44”, Giovanni Tacchini, Stefano Rossatti, Alessandro Bonesi, Alessandro Gusmeroli e Tommaso Caneva. Nessun record nella gara in rosa. Elisa Sortini si è subito portata al comando e gestito le dirette avversarie su un tracciato che ormai conosce molto bene. Per lei tempo finale di 1h24’20”, lontano dal 1h18’45” griffato Alice Gaggi, ma che comunque le regala l’ennesimo positivo responso in un avvio di stagione per lei ricco di soddisfazioni. Secondo posto per Raffaella Rossi 1h28’27” e terza piazza per Isabella Labonia 1h34’27”. Nelle cinque anche Cinzia D’Ascenza e Francesca Galli. Alle premiazioni, tenutesi nella piazza di San Martino, presenti anche i familiari di Stephanie Frigerie e Pietro Piasini che hanno premiato i vincitori di giornata con i memorial dedicati a questi due giovani sportivi prematuramente scomparsi.
Chevrier e Bottarelli super campioni lunghe distanze
Al Nasego il valdostano batte Mamo, la bresciana rifila 4 minuti a Collinge
Dopo le emozioni del Kilometro Verticale protagonista la Corsa in Montagna Lunghe Distanze questa mattina a Casto, Il piccolo centro valsabbino che ha ospitato per due giorni il meglio che il mountain running può offrire oggi a livello nazionale e non solo. In Palio c’era il Trofeo Nasego, 21,5 km e 1.300 m D+, gara internazionale di montagna lunghe distanze giunta alla quindicesima edizione che assegnava a livello Italiano i titoli assoluti, promesse, master e società di specialità per il 2016.
SUPER CHEVRIER E MAESTRI - È stata gara vera e molto combattuta fin dai primi km con gli atleti più attesi a cercare di imporre un ritmo indiavolato e stanare gli avversari più pericolosi. Dopo poco più di 5 km a lanciare la prima azione importante della giornata era il Valdostano Xavier Chevrier (Atl . Valli Bergamasche Leffe), con lui andavano via in tre: l’eritreo super favorito Petro Mamu, Cesare Maestri (Atl. Valli Bergamasche Leffe) e Martin Dematteis (Corrintime), il gruppetto procedeva appaiato ed al km 7 vantava 10” di vantaggio su Alex Baldaccini (GS Orobie), 15” su Bernard Dematteis (Corrintime) e 25” su Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana). Posizioni che si mantenevano invariate anche nei passaggi in località Pannelli (km 11) e successivamente a Piazze (km 13,5). La gara entrava nel vivo con lo spettacolare passaggio in cresta nei pressi del Rifugio Nasego (km 16): Petro Mamu rompeva gli indugi e passava al comando, non mollava alle sue spalle Chevrier che con tenacia si poneva all’inseguimento del battistrada e sapeva rintuzzare l’attacco poco prima del GPM: il momento era decisivo perché permetteva al valdostano di non perdere contatto con la testa della gara e nel contempo di mettere alcuni secondi tra se stesso e il compagno di squadra Maestri. I due transitavano al Nasego rispettivamente staccati dall’Eritreo di 12” e 29”, quarto si presentava in vetta Baldaccini con un ritardo di 1’35” grazie al sorpasso nel frattempo effettuato ai danni di un Martin Dematteis entrato in crisi e riagganciato dal gemello Bernard. Quando gli equilibri di gara sembravano comunque delineati ecco tutta la bellezza e l’imprevedibilità di uno sport come il Mountain Running a sovvertire i pronostici: nella cresta dopo il rifugio Nasego e successivamente nel tratto in discesa si consumava l’esaltante finale di Xavier Chevrier e di Cesare Maestri che riprendevano e superavano Mamu involandosi per il duello finale. Il rilevamento a 2 km dall’arrivo emetteva il verdetto senza appello: Chevrier al comando, 17” il ritardo di Maestri, 42” quello di Mamu. Dunque Xavier Chevrier campione d’Italia 2016 di corsa in montagna lunghe distanze e trionfatore del Trofeo Nasego forse più combattuto e spettacolare di sempre, argento tricolore e assoluto per Cesare Maestri, promosso con lode in quello che era considerato dagli addetti ai lavori come un esame di maturità, terzo Petro Mamu, protagonista per tre quarti di gara e vittima prima della grandissima impresa dei due azzurri e poi di qualche malanno che lo ha afflitto in settimana e non gli ha permesso forse di gestire la gara come è solito fare. Il podio tricolore si concludeva invece con la grande rimonta di Bernard Dematteis, che nel finale metteva alle proprie spalle Alex Baldaccini. La superlativa top ten della gara maschile registrava inoltre il quinto posto del grande veterano Emanuele Manzi (Forestale), il sesto di un ottimo Luca Cagnati (Atl.Valli Bergamasche Leffe) che esce rinfrancato dalla due giorni valsabbina dopo una primavera difficile, ottavo Martin Dematteis , protagonista in avvio di gara ma poi alle prese con la classica giornata no. Nona posizione per Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), più a suo agio oggi dopo la difficile giornata patita nel vertikal, nei primi 10 anche Nicola Pedergnana (Atl. Clarina Trentino), protagonista ieri.
BOTTARELLI DA URLO - Nella gara donne l’atteso attacco di Sara Bottarelli (Freezone) non si faceva attendere: per l’atleta della Valtrompia un vantaggio di circa 40” già al km 7, al suo inseguimento Alice Gaggi (La Recastello) ed Emmie Collinge (Gran Bretagna - Atl. Alta Valtellina). Il forcing della Bottarelli però non si placava e i successivi passaggi decretavano la giornata di grazia della portacolori del Freezone che in località Pannelli era saldamente in testa con oltre 1’ sulle inseguitrici più vicine, minuto che si dilatava fino raggiungere l’1’40” sulla Collinge ed oltre 3’ sulla Gaggi all’attacco della salita Nasego. Ma anche nella parte di ascesa più dura l’azione della giovane di Sarezzo non accennava a diminuire la propria intensità: in cima al Nasego il distacco era oltre i 3’ e la festa poteva davvero iniziare presso il traguardo di Famea che Sara tagliava tra due ali di folla dopo 1h54’42” infliggendo addirittura 4’24” ad Emmie Collinge e 5’13 alla terza classificata, e seconda italiana, Alice Gaggi. Il podio del campionato italiano si concludeva con Antonella Confortola (Forestale), eterna campionessa e icona del movimento azzurro degli sport legati alla montagna. Nella top ten anche i nomi di Ivana Iozzia (Calcestruzzi Corradini) quinta, Francesca Iachmet (Atl. Trento) ottima sesta in una gara dove sempre sa fare bene.
COMBINATA - Nelle speciali graduatorie di Combinata, che sommavano i crono di Vertikal e Trofeo Nasego, vittoria per Emmie Collinge al femminile e Bernard Dematteis al maschile.
Rabensteiner e Virginia Oliveri primi alla 100 Porte
Nella Porte di Pietra successo di Stefano Ruzza e Sonia Locatelli
Giornata piena a Cantalupo con le Porte di Pietra.
Nella 100 Porte successo di Alexander Rabensteiner in 11h32’25” davanti a Emanuele Ludovisi in 11h42’05”, con terzo Peter Kienzl in 12h19’57”, ai piedi del podio Erik Pinet e Guido Caldara, Virginia Oliveri undicesima assoluta in 14h44’57” si aggiudica la gara femminile sulla svizzera Denise Zimmermann in 15h31’58”.
Nella Porte di Pietra di 71 km affermazione di Stefano Ruzza in 7h37’24” su Jimmy Pellegrini in 7h41’27” e Daniele Gaido in 8h07’30” , quindi Paolo Piano, Mirco Ferrazza, Pablo Barnes, con settima Sonia Locatelli prima nella classifica rosa in 8h55’09”; seconda la svizzera Helene Ogi in 9h13’42”, terza Teresa Mustica in 9h52’49”. Nella Val Borrbera Marathon a segno Claudio Del Grande in 3h32’40” e Pamela Maccherini in 5h41’55”.
Sorpresa Belotti e Pedergnana a Nasego
La lombarda e il trentino sono campioni italiani Vertikal
In mattinata a Casto, nella bresciana Valle Sabbia, sono andati in scena i campionati italiani assoluti, promesse, master e società di Kilometro Verticale. Sul tracciato da 4,2 km di sviluppo per 1.000 metri di dislivello si sono dati battaglia tutti i migliori della specialità a livello Italiano, cui si aggiungevano campioni assoluti che hanno fatto la storia del Mountain Running e che cercavano punti per la combinata con il Trofeo Nasego Lunghe distanze che sarà invece protagonista domani.
SUPER BELOTTI - La gara femminile è stata disputata per prima, con partenza alle ore 10.00 dal municipio di Casto per raggiungere la croce della Corna di Savallo posta a 1.430 metri sul livello del mare. La quasi totalità degli spettatori si attendeva di assistere all’ennesima prova di strapotere della britannica Emmie Collinge (Atl. Alta Valtellina), ma in uno dei giorni più belli della sua carriera la vittoria è andata invece alla bresciana di Temù Valentina Belotti, anche lei a difesa dei colori dell’Atletica Alta Valtellina. Per la scalatrice camuna vittoria e titolo italiano con un incredibile 39’40” finale. Enorme il distacco inflitto alle avversarie: Emmie Collinge (Gran Bretagna - Atl. Alta Valtellina) è seconda a 3’23” mentre al terzo posto, e argento tricolore, vicinissima all’inglese Antonella Confortola (Forestale) staccata di 3’28”. Al quarto posto altra sorpresa: vi si arrampica una grandiosa Katarzyna Kuzminska (Polonia - Atletica Canavesana). Il podio del campionato Italiano si completa con Alice Gaggi (La Recastello), quinta al traguardo.
SORPRESA PEDERGNANA - Se al femminile il pronostico della vigilia è stato sovvertito dall’impresa di un’atleta comunque attesa a un ruolo da grande protagonista, nella gara maschile possiamo serenamente parlare di grandissima sorpresa: che Nicola Pedergnana (Atl. Valle Clarina Trentino) fosse un hombre vertikal si sapeva, ma che fosse capace di mettere in fila un parterre che prevedeva campioni Italiani, del mondo e d’Europa pochi potevano prevederlo. Nella prima parte del tracciato in testa l’altoatesino Hannes Perkmann (Sportler Team), con 10” su Bernard Dematteis (Corrintime) e Nicola Pedergnana, più attardati, i Emanuele Manzi (Forestale) e Patrick Facchini (S.A. Valchiese). Dopo il Capanno Bonusi, in prossimità dei 3 km percorsi, la situazione mutava completamente: con bella azione il giovane atleta trentino andava a comandare e vincere in 34’45”mentre da dietro rinveniva altrettanto inatteso l’ex ciclista Patrick Facchini (Valchiese), bravissimo a imporsi in 35’06” nel duello per l’argento contro Bernard Dematteis (Corrintime) la cui azione di rimonta finale naufragava intorno ai 900 metri di dislivello coperti. Per Berny finale sofferto al termine di gara molto coriacea. Il capitano della nazionale coglie un bronzo comunque inatteso vista la precaria condizione fisica, il distacco dal vincitore alla fine è di soli 28”, quarta piazza per Hannes Perkmann (Sportler) e quinta per Marco Moletto (Applerun). Con un meteo che ha offerto clemenza, dopo le difficoltà dei giorni scorsi, a gioire è tutta l’Atletica Valli Bergamasche Leffe, società organizzatrice insieme ad ABCF Comero della due giorni che tra oggi e domani assegna a Casto i tricolori di Km Verticale e Lunghe Distanze non solo per gli assoluti ma anche per Promesse , Master e società Maschili e Femminili.
Cardio GPS, guida alla scelta
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A CONFRONTO - Abbiamo ‘messo alla frusta' Garmin Fenix 3 HR, Garmin Epix, Garmin Forerunner 920 XT, Suunto Traverse e Suunto Ambit 3 Vertical scoprendo che… beh non possiamo dirvi proprio tutto, per questo c'è la Buyer's Guide in edicola!
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A rischio i Mondiali di ski-alp del 2017?
Per gli organizzatori manca l'appoggio economico della Regione Veneto
Il comitato organizzatore del Mondiali 2017 lancia l’allarme con un comunicato ufficiale: la rassegna iridata in programma in Alpago (Belluno) e a Piancavallo (Pordenone) è a rischio. Lo fa in un momento delicato, visto che nelle prossime settimane l’ISMF vuole ufficializzare il calendario della nuova stagione.
«Nei mesi scorsi abbiamo avuto incontri con la Regione Friuli Venezia Giulia e con la Regione Veneto ma solo dalla prima realtà abbiamo avuto degli atti concreti - spiega Diego Svalduz, presidente del comitato organizzatore -. La Regione Friuli Venezia ha messo a disposizione risorse sia per la Coppa del Mondo disputata nell’inverno 2016 tra Alpago e Piancavallo, sia per la rassegna iridata 2017. Da parte della Regione Veneto, invece, a bilancio non figura alcunché: né per la Coppa 2016 né per i Mondiali 2017.
Da tempo, inoltre, era stato programmato un incontro a Tambre per definire nel dettaglio le risorse economiche che le due Regioni mettono a disposizione. La tavola rotonda, programmata e indetta dal sindaco di Tambre, Oscar Facchin, non si è però potuta svolgere a causa della totale assenza di rappresentanti della Regione Veneto. E questo per ben due volte: la settimana scorsa e oggi. Nella giornata odierna era certa esclusivamente la partecipazione di Marco Tullio Petrangelo (direttore generale Promo Turismo FVG), di Sandrino Della Puppa (vice sindaco di Aviano – Piancavallo) e di Umberto Soccal (presidente BIM Piave). Da parte della Regione Veneto ci è stato comunicato che non sarebbe stato presente nessuno, perciò abbiamo preferito annullare».
«Se da parte friulana - prosegue Svalduz - ci pare sia stata colta l’importanza dell’evento sia sotto il profilo sportivo sia sotto il profilo turistico, non altrettanto possiamo dire per quanto riguarda il Veneto. E questo dispiace perché è proprio in Veneto che l’evento, prima con la Transcavallo, poi con diverse edizioni di Campionati italiani e con due edizioni della Coppa del Mondo, è nato il progetto iridato. Senza le certezze che dalla nostra Regione ci sono state promesse nei tanti incontri avuti non possiamo garantire gli elevati standard organizzativi che la Transcavallo ha da sempre fornito».
Una soluzione dovrà essere trovata in brevissimo tempo. «La tempistica per programmare la diffusione dell’evento con Infront (l’azienda di marketing per lo sport che gestisce i diritti di marketing e mediatici di eventi sportivi internazionali e federazioni sportive ndr), la gestione e la ricerca di ulteriori sponsor privati, la scaletta precisa degli eventi con la gestione tecnica della federazione internazionale è ormai incalzante» afferma Vittorio Romor, responsabile tecnica della manifestazione. «Senza la sicurezza dell’appoggio economico tutto risulta molto difficile per non dire impossibile».
Ritorna il circuito La Sportiva Vertical Sunsets
Si passa da quattro a sei gare
Tutto pronto per la seconda edizione del circuito La Sportiva Vertical Sunsets nel Torinese. Grazie alla collaborazione di due nuove società che sono entrate a far parte del coordinamento (S.D. Baudenasca e GSP80 Pomaretto che si sono aggiunte all'Athletics Piossasco e all'Atletica Valpellice), si passa da quattro a sei gare, con due nuove sfide sempre in salita, a Bagnolo Piemonte con la prima edizione della Cour al Pian del Loup, e a Pomaretto con la Li Viol di Ramie. Obiettivo superare i 706 atleti dello scorso anno scorso.
Si parte il 18 maggio con la Cronoscalata Monte San Giorgio a Piossasco (1,8 km e 420 m D+), quindi il 25 maggio con la Fontana degli Alpini a Porte (1,8 km e 300 m D+), l’8 giugno con al Li Viol di Ramie a Pomaretto (2,5 km e 600 m D+), il 15 giugno la Salita a Pertuzel a Villar Pellice (2,7 km e 500 m D+), il 22 giugno la Cour al Pian del Loup a Bagnolo Piemonte (2,1 km e 380 m D+) e il 29 giugno con la Amount per la Voouta a Pramollo (2,5 km e 370 m D+).
ISCRIZIONI - Basta inviare una mail a verticalsunsets2016@gmail.com entro le ore 15 del giorno antecedente la gara al costo di 8 euro. Saranno accettate iscrizioni fino a 30' prima della partenza al costo di 10 euro presentando certificato medico e tessera. Il ritrovo per ogni singola gara è fissato alle 18, la partenza del primo atleta avverrà alle ore 19,30, a seguire un atleta ogni 20".
Stelvio free-ski area
Su Skialper di aprile-maggio tutti gli itinerari da fare a giugno
Si avvicina l’apertura della stagione dello sci estivo al Passo dello Stelvio, sempre più un bacino anche per lo skialp fuori stagione, prima dell’apertura degli impianti ma anche dopo che sono entrati in funzione. Su Skialper di aprile-maggio, in edicola e su app iOS e Android, tutte le ‘dritte’ di un grande dello skialp come Chicco Pedrini, vincitore del il primo Mezzalama moderno nel 1997 con Fabio Meraldi e Omar Oprandi, per una gita sulle nevi perenni.
VALLE DEI VITELLI - Appena viene aperto l’accesso al passo, di solito prima sul versante valtellinese, si sfruttano le partenze basse. A soli 2.150 metri, alla seconda casa cantoniera, da un tornante a sud si imbocca la Valle dei Vitelli. Anche quando la prima breve parte visibile resta senza neve, spesso è possibile calzare definitivamente gli sci per tutto giugno dopo soli 20 minuti di cammino e il ponticello in legno. Un itinerario classico fino al Passo di Sasso Rotondo (3.330 m) a picco sulla Val Zebrù. In anni climaticamente normali si possono calzare gli sci da 2.300 metri circa per tutto il mese di giugno.
CIMA TUCKETT - La Cima Tuckett prende il nome dell’alpinista inglese F. F. Tuckett, uno dei primi esploratori delle montagne della zona, e la sua prima discesa con gli sci venne onorata il 7 luglio 1971 nientemeno che da Heini Holzer, il celebre sciatore estremo, spazzacamino e guida alpina di Tubre in Val Venosta. Si parte a monte della funivia del Passo dello Stelvio, in direzione sud-est e si può scendere per l’itinerario di salita. Oppure con le pelli si può andare in direzione della Punta degli Spiriti oppure ancora al Cristallo dove c’è anche una discesa con esposizione nord-est al sole fin dall’alba: attenzione alla cottura della neve, dato il periodo. Pendenza massima 40° nella parte bassa, non esposto a salti ma con crepaccia molto aperta in estate (e sempre molto profonda). Scendendo a sinistra, dopo la vetta, la pendenza è invece maggiore da subito e può superare i 45° a centro parete. Sono tutte vette sopra i 3.400 metri e se c’è neve fino al passo si arriva a quota 2.700.
DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di aprile-maggio è disponibile nelle migliori edicole e su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
A questo link la presentazione del numero
Si guarda alla nuova stagione dello ski-alp
A giugno l'assemblea ISMF in Portogallo
Chiusa la stagione agonistica dello ski-alp, si guarda già a quella del prossimo inverno. Il primo appuntamento in casa ISMF sarà quello di giugno ad Albufeira, in Portogallo con l’assemblea annuale della federazione internazionale. Tanti gli argomenti all’ordine del giorno, dal possibile riconoscimento olimpico che potrebbe diventare definitivo in estate da parte del CIO, ai rapporti con la LGC, all’accordo con Infront sino all’ufficializzazione del calendario. Calendario che verrà discusso nelle prossime settimane dalla Commissione tecnica. Il 2016-2017 sarà la stagione dei Mondiali programma nel mese di febbraio 2017, ad Alpago, confermata anche la tappa italiana di Prato Nevoso, come quella in Andorra. Si dovrebbe anche gareggiare in Francia, all’Alpe d’Huez, poi ci sono Turchia, Spagna e anche la Cina che hanno avanzato la loro candidatura. E per i prossimi inverni pronte Germania e Austria, e forse un ritorno in Scandinavia. Nell’ultima stagione Andorra, Francia, Italia e Svizzera hanno ospitato le gare di coppa con il successo, lo ricordiamo, nella overall di Michele Boscacci e Laetitia Roux.
Diari cinesi
Su Skialper 105 il racconto dei Diari del Brac, valanga inclusa
Quarto appuntamento de I Diari del Brac. Cina, 2016. E secondo appuntamento su Skialper, dopo l’Iran, pubblicato in ottobre, ecco il Paese delle lanterne sci ai piedi, con le meravigliose foto di Damiano Levati, sul numero di aprile-maggio, disponibile su app iOS e Android e in edicola.
FREDDO - «È il sette gennaio scorso. L’aria profuma di ghiaccio. Stempera e fa spazio al sole, quello delle dieci del mattino. Il primo sole che fa sorridere. Siamo all’aeroporto di Pechino e il termometro segna meno dieci gradi. Il cielo è terso. Ha quel colore azzurro da non crederci. Fa freddo. Uno di quei freddi che, appena li percepisci, non se ne vanno più, rimanendo stabili nelle ossa. E siamo solo in città. Ci chiediamo dove potranno arrivare le temperature una volta in vetta. Ma non sembra una grande preoccupazione per nessuno dei componenti del team, per ora. La voglia di scoprire le sue montagne e ciò che riserva questa terra supera di gran lunga qualunque altra preoccupazione. Qualcuno va anche oltre il concetto del freddo e arriva dritto al punto: la neve».
SEI RACCONTI - Sei storie, sei brevi diari di un’avventura che più che sciistica è anche e soprattutto umana, alla scoperta di genti e costumi. Con il Monte Paektu, al confine con la Corea del Nord, come meta.
Una montagna di origine vulcanica che vanta una vista magnifica grazie al ghiacciato lago Paradiso, sito al suo interno a 2.190 metri di altitudine. Ed è qui che si concentrano più di tutti i racconti dei nostri ragazzi, terreno fertile e da impressioni visive mozzafiato per gli amanti del freeride.
VALANGA - Durante le riprese del film dei Diari del Brac, proprio il Brac, al secolo Massimo Braconi, rimane sotto una valanga. Un’esperienza raccontata dallo stesso Brac con queste parole: «L’esperienza della valanga vissuta mi ha segnato come uomo e come professionista. Mi sono reso conto che viaggiare con umiltà e preparazione sono le due regole fondamentali per apprezzare l’esperienza di questi viaggi. Io vorrei raccontare le mie emozioni, ma mi rendo conto della difficoltà nel farlo. Le sensazioni che ho provato e i pensieri che mi hanno attraversato sono così intimi e profondi, che mi dilungherei senza trovare un fine e una chiara spiegazione concisa. Ma oggi, con raziocinio e determinazione posso affermare che la cosa più importante sia stata per me avere avuto accanto compagni importanti. Non solo per il valore umano che attribuisco al mio team, ma anche e soprattutto alla loro egregia preparazione. L’elogio va a loro, loro tutti. Allenatevi ad usare la vostra attrezzatura da autosoccorso sia per voi ma sopratutto per poter salvare i vostri compagni e spingete i vostri compagni a fare altrettanto, perché oggi, a 53 anni posso affermare e testimoniare che tutto può cambiare in un secondo».
DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di aprile-maggio è disponibile nelle migliori edicole e su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
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Tor-4K, si potranno organizzare entrambe
Dopo la sentenza del Tribunale di Torino
Si sono dati ‘battaglia’, prima mediatica e dopo anche legale. Alla fine finisce in ‘pareggio’ tra Tor des Géants e 4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta. Al Tribunale di Torino aveva fatto ricorso la Vda Trailers (organizzatrice del Tor des Geants) per chiedere la sospensione del 4K Alpine Endurance Trail per 'concorrenza sleale'. Successivamente la Regione Valle d'Aosta (organizzatrice del 4K assieme all'associazione Forte di Bard) aveva fatto ricorso al giudice per l'utilizzo del marchio Tor des Géants.
Il giudice Umberto Scotti, presidente della sezione Imprese ha deciso che potranno svolgersi entrambe. Da una parte le prese di posizione, soprattutto sulla sicurezza, hanno penalizzato VdA Trailers, ma al tempo stesso il blocco delle pre-iscrizioni ha danneggiato gli organizzatori della 4K. E il marchio Tor des Géants? La decisione è quella che appartenga sia a VdA Trailers che alla Regione, visto che è sempre stato organizzato in 'maniera sinergica tra le parti'.












