Assegnati gli scudetti staffette di corsa in montagna
Ai Tricolori di Casette di Massa
A Casette di Massa tempo di campionati italiani di staffette di corsa in montagna. Al maschile conquista il titolo assoluto l’Atletica Valli Bergamasche Leffe, con Luca Cagnati, Xavier Chevrier e Cesare Maestri, invece la gara femminile premia l’Atletica Alta Valtellina del binomio Valentina Belotti-Elisa Desco.
GARA MASCHILE - Subito all’ attacco Bernard Dematteis su Luca Cagnati e Rolando Piana. Al cambio in testa la Corrintime con Luca Magri con 1’28” sull’inseguitore Xavier Chevrier per le Valli Bergamasche Leffe, la Recastello schiera Francesco Della Torre con soli otto ulteriori secondi di ritardo. La frazione di mezzo sovverte come previsto tutte le posizioni e Magri nulla può contro Chevrier. Il valdostano cambia con il compagno Cesare Maestri al comando, Martin Dematteis parte a 1’19”. Argento quindi alla Corrintime (Bernard Dematteis, Luca Magri, Martin Dematteis), bronzo per la Recastello (Rolando Piana, Francesco Della Torre, Paolo Poli), bel quarto posto per l’Atletica Valle Brembana (Nicola Bonzi, Benedetto Roda, Nadir Cavagna). Tricolore juniores maschile all’Atletica Lecco Colombo Costruzioni, con David Meinardi e Samuele Nava.
GARA ROSA - Nella prova femminile Sara Bottarelli ha riconfermato il suo momento di forma, contenendo il distacco da Valentina Belotti sul tratto iniziale di salita ripida per poi infilarla inesorabilmente nella discesa molto particolare che prevedeva anche lunghi tratti su scale ripide. Crono di 25’44” per la Bottarelli a lanciare Gloria Giudici, 26’09” quello di Valentina Belotti che passa il testimone ad Elisa Desco, staccata di oltre un minuto la Recastello con Samantha Galassi a dare il cambio ad Alice Gaggi. La seconda frazione è quella della verità: Gloria Giudici resiste fino alla parte più alta del percorso, dove viene infilata da Elisa Desco che poi firma la vittoria ell’Atletica Alta Valtellina. Per l’argento è decisiva la grande abilità in discesa di Alice Gaggi, che rimonta e stacca Gloria Giudici consegnando la piazza d’onore alla Recastello, bronzo per la Free-Zone. Quarto posto generale, ma soprattutto titolo italiano juniores per l’Atletica Brescia 1950 delle gemelle Giulia e Federica Zanne.
Nicolò Francescatto e Silvia Rampazzo campioni Fisky
Alla International SkyRace Carnia
Domenica mattina i monti della Carnia, hanno visto assegnare il titolo italiano sky race a Nicolò Francescatto in campo maschile, portacolori dell’US Aldo Moro Paluzza, mentre Silvia Rampazzo con il tempo di 3h13’35 ha vinto tra le donne.
La gara con una lunghezza di 24.250 metri e con un dislivello positivo di 2004 metri, organizzata dall’US Aldo Moro, era valida come prova di Campionato Italiano e come selezione FISKY per gli gli atleti che rappresenteranno l’Italia ai Mondiali in programma dal 22 al 24 luglio a Vall de Boí nei Pirenei spagnoli.
Subito dopo la partenza Nicolò Francescatto e Tiziano Moia hanno preso il comando della gara inseguiti da Nicola Giovannelli. Al passaggio del Rifugio Marinelli è stato Moia a transitare in prima posizione con qualche secondo di vantaggio. Nel successivo passaggio al Passo Monte Croce Carnico la coppia si è riavvicinata, mentre nella salita verso le trincee delle prima Guerra Mondiale di Pal Piccolo e di Pal Grande si è avvantaggiato Nicolò Francescatto. La vittoria è stata conquistata nella discesa finale che conduceva verso i laghetti di Timau dove era posto lo striscione d’arrivo. Francescatto, portacolori dell’US Aldo Moro, ha chiuso con il tempo di 2h42’44’’. Nella discesa finale Nicola Giovannelli, che stazionava intorno alla 45 posizione ha superato prima il sappadino Matteo Piller Hoffer e poi Tiziano Moia chiudendo quindi in seconda posizione.
In campo femminile Silvia Rampazzo ha dominato dall’inizio alla fine la prova, alle sue spalle Lavina Garibalidi e Martina Spangaro. Nella gara più breve Flavio Mlinz e Lucia Boschetti hanno dominato rispettivamente con il tempo di 2h44’10’’ e di 3h06’00’’.
Vertical della Becca di Viou, vince Dennis Brunod
Barbara Cravello a segno nella gara rosa
Il Vertical della Becca di Viou tocca un nuovo record. Sono stati 135 i concorrenti che domenica hanno raggiunto Valpelline per la prova inaugurale del Défi Vertical. Gli organizzatori hanno deciso di stoppare la gara lunga al Lago Arpisson perché in quota c’è ancora parecchia neve. Si è dunque corso su un percorso ridotto. La gara lunga è stata vinta dal favorito Dennis Brunod, già vincitore lo scorso anno del circuito Défi. Il valdostano della Polisportiva Mont Avic ha tagliato il traguardo in 1h 07’05”, dopo essere transitato in testa anche all’alpeggio La Nouva” arrivo della prova corta. Brunod ha inflitto 1’24” all’altro senior, Henri Aymonod. Terza posizione per Giovanni Bosio, arrivato in cima con 1’41” di ritardo. Quarto Stefano Castagneri a 2’54” e quinto Paolo Viérin, primo Veterani, a 4’55”.
Più contenuti i distacchi della prova femminile. La prima ad arrivare al Lago Arpisson è stata la biellese Barbara Cravello, con 34” di vantaggio sulla valdostana Christiane Nex. Terza posizione per Chantal Vallet, a 4’08” dalla vetta. Altra vittoria biellese nel Vertical 1.000D+. La prova maschile di 5 chilometri è andata a Enzo Mersi, Senior che ha staccato di 4’45” il valdostano Laurent Chuc. Terza posizione assoluta per il Veterano Massimo Martini, arrivato dopo 7’40”. Quarto Enea Amato a 8’70” e quinto Simone Eusebio Bergò a 9’30”. Il Vertical femminile è stato vinto da Giulia Collavo in 53’49”, con seconda posizione per Moira Montanelli, a 5’30” e terza Denise Gallan, a 8’37”.
Vertical Saslench a Pedergnana e Facchini
Nadia Scola prima nella gara rosa, tappa del La Sportiva Vertical Trophy
Malgrado il meteo non dei migliori, a Campitello di Fassa si sono presentati in 80 per la prima edizione del Vertical Saslench, su un tracciato di 4 km per 850 metri di dislivello. E da subito si è capito chi poteva giocarsi la vittoria: Nicola Pedergnana e Patrick Facchini del La Sportiva Team fanno gara di coppia e tagliano insieme il traguardo al Rifugio Pertini, terzo un grande Fabio Bazzana salito fino in Val di Fassa per provare la gamba in vista del Verticale del Cornon di domenica prossima. Seguono Stefano Gardner e Alessandro Follador. Al femminile un graditissimo ritorno, quello di Nadia Scola con un crono di tutto rispetto, piazza d’onore per l'atleta di casa Giorgia Felicetti del ream Bogn da Nia e terza Francesca Dagostin del Lenti e Veloci.
Soddisfazione da parte di Lorenzo Battisti e di tutto lo staff del Rifugio Pertini «Ringrazio tutti gli atleti presenti, il Soccorso Alpino Centro Fassa, l'associazione Bambi Fiemme e Fassa: il ricavato delle iscrizioni in beneficenza ad una realtà che aiuta i bambini malati e le loro famiglie. Inoltre il Comune di Campitello, l' Apt Val di Fassa, il Comitato manifestazioni di Campitello, una citazione particolare al DJ Sam che ha rallegrato l' arrivo dei concorrenti con bella musica». Prossima tappa del circuito La Sportiva Vertical Trophy a Pozza di Fassa sabato 2 luglio con Vertical Vulcano Buffaure, info sul sito www.lasportiva.com, iscrizioni a infopozza@valdifassa.com.
Invernizzi-Gianola primi al Rally della Valtartano
Nella gara rosa a segno Martina Brambilla e Debora Benedetti
Il maltempo non rovina la festa in Valtartano, anche se alle prime ore dell’alba, la tensione in casa sci club era alta. Cielo grigio con pioggia debole ma continua non lasciavano presagire niente di buono, con nubi sempre più basse sulle cime. Il direttore di gara Stefano Spini dopo aver consultato il direttore di percorso impegnato nella ricognizione ha deciso passare al percorso di riserva: 18km con dislivello positivo di 1150m, gara più veloce, ma comunque selettiva, resa ancora più impegnativa dal terreno scivoloso. Poco dopo le 9, lo start della 14esima edizione del Rally Estivo della Valtartano, con la pioggia che finalmente si era fermata. Iniziale fase di studio delle coppie più accreditate alla vittoria, con passaggio compatto in zona laghi di tre squadre: Giovanni Tacchini-Stefano Rossatti, Walter Trentin-Erik Gianola e Davide Invernizzi.Mattia Gianola. Poco più staccati seguivano Marco Leoni-Stefano Sansi e Luigi Pomoni-Enzo Gianola. Al femminile subito davanti a fare l’andatura la coppia favorita Debora Benedetti e Martina Brambilla, mentre tra le miste in testa Raffaella Rossi e Andrea Mazzoni. Al Gpm posto al Passo Tartano, transitava per prima la coppia Trentin-Gianola con alle loro spalle Invernizzi-Gianola. Quest’ultimi prendevano subito in mano la situazione in discesa portandosi al comando, posizione che tenevano fino al traguardo di Tartano. Vittoria quindi per gli atleti del Team Crazy Idea / La Sportiva Mattia Gianola e Davide Invernizzi in 1h41’27”, alle loro spalle giungevano Walter Trentin (Rupe Magna) e Erik Gianola (As Premana) in 1h42’21”. Terzo posto invece, autori di una splendida discesa i bergamaschi Michele Semperboni e Fabio Bonfanti a 4’54” dai vincitori. Nella top five chiudevano Marco Leoni e Stefano Sansi (Team Valtellina) e Alessandro e Mattia Bonesi (Alto Lario). Al femminile come anticipato, cavalcata trionfale del duo composto da Martina Brambilla (Carvico Skyrunning) e Debora Benedetti (Team Pasturo) in 2h16’54”. Mentre tra le coppie miste dominio della coppia del Team Valtellina con Raffaella Rossi e Andrea Mazzoni in 2h07’31”, ancora Team Valtellina tra i Master 50+50 con i locali Amos Gusmeroli e Mario Barlascini in 2h09’41”. Tra gli Under 50 successo invece degli atleti dello sci club Valtartano Fabio Bulanti e Marco Gusmeroli in 1h51’43”.ì
Ski-alp, ufficiale il calendario di Coppa del Mondo
E ci sara
Ci sarà anche la Turchia nella prossima stagione di Coppa del Mondo ISMF. Nella seconda giornata dell’assemblea plenaria della ISMF è stato ufficializzato il calendario 2017. Dell’ingresso di una prova turca se ne parlava da tempo, ma restava qualche dubbio su costi, logistica e organizzazione. In Portogallo la conferma: una individuale e una sprint l’11 e 12 febbraio a Erzincan, in Anatolia (690 km da Ankara). La federazione turca ha confermato che il comitato organizzatore offrirà alle nazionali trasferimenti e pernottamento, e quasi sicuramente tecnici ISMF affiancheranno quelli locali nell’allestimento delle gare.
La stagione si aprirà ad Andorra con la Font Blanca, una individuale e un vertical il 21 e 22 gennaio, poi la settimana successiva (28-29 gennaio) trasferta in Francia all’Alpe d’Huez con individuale e sprint. Dal 23 febbraio al 2 marzo in programma i campionati del mondo ad Alpago e Piancavallo. Dopo le prove turche, ultime due prove, prima in Italia con la Mondolé ski Alp a Prato Nevoso (tre gare dal 24 marzo), mentre le finali andranno in scena il Val d’Aran nei Pirenei spagnoli l'8 e 9 aprile.
Confermato il nuovo format che non prevede più le gare LGC nella classifica di Coppa del Mondo. Le prove LGC - Pierra Menta, 9-12 marzo, Adamello ski race, 2 aprile e Trofeo Mezzalama, 22 e 23 aprile - faranno classifica a sé, pur rimanendo a fianco dell’ISMF per quanto riguarda ranking degli atleti (che sarà unico), sicurezza e antidoping. E adesso l’attenzione si sposta a Rio quando ad agosto il CIO, in occasione dei Giochi Olimpici, deciderà sul riconoscimento olimpico della ISMF e dello ski-alp.
Prima giornata dell'Assemblea plenaria della ISMF
Ad Albufeira in Portogallo
Assemblea plenaria della ISMF ad Albufeira, in Portogallo con venti federazioni presenti. Nel primo giorno di lavoro tre i punti principali all’ordine del giorno. Il primo proposto dal direttore tecnico Gil Orriols Jansana è quello di allestire un data base con distanze e dislivelli di ogni gara, il secondo, con le indicazioni di Oriol Montero Garcia, quello di far crescere il movimento dei giudici di gara, allargando la base anche con la creazione della di una nuova figura ‘intermedia’, quella del ‘continental referee’. Infine il capitolo arrivi. Attualmente il sistema è quello del fotofinish, ma in alcune situazioni, spesso in primavera con neve molle, la linea d’arrivo non è così ‘lineare’. L’idea è quella di seguire le indicazioni tecniche già utilizzate in fondo e biathlon che sono in grado di preservare il traguardo in qualsiasi condizione. Nella seconda giornata di lavoro uno degli argomenti più attesi: l’ufficializzazione del calendario di Coppa del Mondo.
Bell’Italia ai Mondiali sloveni
Ai campionati di corsa in montagna lunghe distanze
In Slovenia, a Podbrdo, sui 42 km della durissima Gorski Alpine Marathon sono andati in scena i campionati del mondo 2016 di corsa in montagna lunghe distanze. Con una doppietta azzurra. Marco De Gasperi, portacolori dei Team Scott International, è partito all’attacco in un testa a testa serrato con Mitjia Kosovelj, e poi subito a ruota ha dovuto vedersela con il rimontante Alessandro Rambaldini. Nell'ultima salita di 5 km con 1200 metri di sviluppo da percorrere, il bormino ha impresso il suo ritmo e ha staccato tutti portandosi in testa con circa 15" di vantaggio sui diretti inseguitori. Nella discesa finale per un errore di percorso De Gasperi è superato dal valsabbino Rambaldini che ha tagliato il traguardo con circa due minuti di vantaggio sul 'Dega'. Terzo Kosovelj, quarto Tom Owens, quinto il tedesco Bendedikt Hoffmann.
Medaglia italiana anche nella gara rosa. Dopo l’attacco iniziale di Megan Kimmel, va in testa Antonella Confortola rimontata nel finale dalla britannica Annie Conway che taglia per prima il traguardo davanti all’azzurra, terza la slovena Krkoc e ottima quarta Francesca Iachmet. Nelle dieci anche Debora Cardone, nona.
2017, nuove scarpe trail Arc’Teryx e Mizuno
Suola bi-mescola Vibram per il brand americano e Michelin per i giapponesi
Si avvicina la fiera Outdoor di Friedrichshafen, in programma a metà luglio, e cominciano a filtrare le prime indiscrezioni sui nuovi modelli di scarpe da trail per la stagione 2017. Proprio in questi giorni sono arrivati i comunicati ufficiali di due importanti marchi. La prima novità riguarda Arc’Teryx (controllata da Amer Sports, la stessa di Salomon) che fa il suo ingresso nel mondo del trail con una scarpa che si prospetta abbastanza innovativa.
NON SOLO TRAIL - La Norvan VT (disponibile anche in versione Gore-Tex) infatti va oltre, almeno nelle intenzioni dell’azienda, il concetto di puro trail, per diventare un ibrido spinto anche verso l’approach e qualche tratto di arrampicata. Le caratteristiche che ci hanno colpito di più leggendo il comunicato ufficiale riguardano la suola, che è in bi-mescola Vibram. La parte posteriore e centrale nella tradizionale Megagrip, utilizzata dalle migliori scarpe da trail e da hiking, con valide caratteristiche di grip e trazione in particolare su roccia bagnata; la parte anteriore in Idrogrip che è la mescola in assoluto più aderente (a scapito di un maggiore consumo) su roccia e roccia bagnata, utilizzata sui modello da approach e da canyoning. In punta è stata disegnata anche una zona simile alla climbing zone. L’azienda segnala inoltre che l’allacciatura è stata progettata per passare velocemente da una fasciatura stretta della punta, per arrampicare, a una maggiore libertà davanti, per correre.
MIZUNO CON MICHELIN - Tante novità anche da Mizuno, che propone tre nuovi modelli, Wave Daichi, Wave Mujin e Wave Mujin 3 G-TX. Si tratta delle evoluzione, nel caso, della famosa scarpa giapponese ma con una novità sostanziale: tutte le scarpe utilizzeranno suole Michelin. Wave Daichi è una scarpa progettata per tracciati dalla lunghezza intermedia, pensata per una corsa veloce su superfici dure come roccia e pietrisco. Le sorelle Wave Mujin e Wave Mujin 3 G-TX nascono invece per i trail su distanze lunghe e su ogni tipo di superficie, adatte a corridori con appoggio neutro: trazione elevata anche sui terreni morbidi e fangosi. Una co-progettazione per lo sviluppo di due suole con un unico denominatore comune: la scanalatura a X di Mizuno posta all’altezza del mesopiede è perfettamente integrata nella tassellatura appositamente sviluppata da Michelin Technical Soles per permettere alla scarpa di adattarsi alla discontinuità del terreno, a tutto beneficio dell’aderenza.
Different spring
Su Skialper in edicola tre itinerari con bici e pelli in Centro Italia
«Ci abbiamo pensato un bel po’, i dubbi sull’innevamento, considerando che questo è stato un inverno con scarse precipitazioni nel Centro Italia, erano alti. Poi con Andrea, il mio amico fotografo, abbiamo deciso di andare ugualmente. Pronti, via, partiti per questo tour tra i Parchi Nazionali del Centro Italia. Dai Sibillini alla Laga e al Gran Sasso con bike, pelli e ovviamente Argo, il mio cagnone, incomparabile compagno di scorribande in montagna». Inizia così l’articolo di Lorenzo Alesi (con le belle foto di Andrea Tomassetti) intitolato 'Different Spring’ che celebra questa strana primavera a suon di powder sul numero in edicola di Skialper.
DAL VETTORE AL GRAN SASSO - Il Monte Vettore, da qualunque angolazione lo si guardi, emana sempre un fascino particolare. La salita da Forca di Presta a Cima Lago (900 metri di dislivello), con il panorama che si apre a ovest sulla Piana di Castelluccio e a est sul Mare Adriatico, è sempre spettacolare. Ed ecco perché è la prima meta di Lorenzo. Il giorno seguente Monti della Laga: la quota neve è alta e la salita in bici da Ceppo fino al Lago dell’Orso è abbastanza dura, ma ne vale la pena. Infine il Gran Sasso, con anche una breve parentesi in SUP (strano up padre su laghetto) e una nevicata che riporta l’inverno e la powder..
DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di giugno-luglio è disponibile nelle migliori edicole e su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui. Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
A questo link la presentazione completa del numero.
La Sportiva Sunsets, bis di Nadia Re e Paolo Bert
Nella Salita a Pertusel a Villarpellice
A Villarpellice è andata in scena la quarta tappa del circuito La Sportiva Vertical Sunsets con la seconda edizione della Salita a Pertusel, impegnativo percorso di gara che dalla piazza del paese si sviluppa per 2,7 km con un dislivello positivo di quasi 500 metri, raggiungendo la borgata Pertusel.
Grande assente della serata Andrea Rostan, vincitore delle prime due prove del circuito, a Piossasco e a Portem e fresco di convocazione in maglia azzurra per i Campionati Europei di Corsa in Montagna il 2 luglio ad Arco. A darsi battaglia sul percorso di Villarpellice quindi Paolo Bert, fresco vincitore dell'ultima tappa a Pomaretto la scorsa settimana, i due fratelli Bonetto dell'Atletica Valpellice, il giovane Bosio e il rientrante Patrick Pascal.
Alla fine successo di Paolo Bert col tempo di 19'19'' seguito a una manciata di secondi da Giovanni Bosio in 19'25'', mentre sul gradino più basso sale Fabio Bonetto in 19'48''.
Al femminile bis della Nadia Re, che vince nettamente la gara in 24'02'' su Alma Rrika in 24'50'' e su Cinzia Chiri che per la prima volta quest'anno va a podio nel circuito fermando il cronometro a 25'28''.
Sci e snowboard sulla Nord dei Piz Palu’
Le ultime discese in primavera
La muraglia dei Piz Palù (3901 metri), composta dai tre famosi speroni (Kuffner-Bumiller-Zippert) e dalle tre rispettive cime (orientale 3882 metri, centrale 3901m e punta Spinas o occidentale 3823m) è finalmente tornata alla ribalta in campo sciistico in questi ultimi due anni grazie alla ripetizione di alcune discese intraprese negli anni pioneristici da personaggi come Heini Holzer, Franz Seeberger e Stefano De Benedetti.
Dopo le discese dello scorso anno dalla via Soresini al Palù Orientale da parte delle forti guide alpine Bordoni-Mottini (autunno 2014), Cardelli-Dalla Pozza insieme a Maurizio Davarda in snowboard (primavera 2015) e dalla via Corti-Comino alla Punta Spinas, eseguita sempre da Mottini (primavera 2015) quest’anno altri sciatori si sono cimentati col baratro delle Nord dei Palù.
PRIMAVERA 2016. NON SOLO SCI MA ANCHE SNOW - A fine maggio 2016 lo svizzero Michi Stampfli firma la probabile prima discesa in snowboard della via Corti-Comino insieme al connazionale Armin Beeli. Neve perfetta e nessuna doppia lungo la discesa anche nella parte più ripida di fianco al seracco. Nel maggio 2010 sempre lo stesso snowboarder aveva messo a segno insieme all’amico Stefan Buhlmann, la discesa della parete ovest sempre alla punta Spinas sciando così quel pendio che rimane a destra dello sperone Zippert. Sempre a maggio un'altra ripetizione da parte della Corti-Comino da parte di Adelin Favre e del forte Sebastian De Saint Marie, sciatore con un curriculum mostruoso di discese nelle Alpi ma non solo, e compagno di ‘scorribande’ di Pierre Tardivel in discese come la via Brenvitudes al Col de la Brenva. La via Corti-Comino (combinazione in discesa della via Corti e della variante dedicata a Gianni Comino e aperta da Benigno Balatti e Norberto Riva nel 1980) ha tutte le caratteristiche per essere inserita nella top list delle Nord più belle delle Alpi a livello sciistico.
GIUGNO 2016 - Approfittando del freddo e della nuova neve tre sciatori (Cristian Botta, Andrea Bormida e Davide Terraneo) e uno snowboarder (Pietro Marzorati) salgono con la prima funivia del Diavolezza, con l’intenzione di sciare la via Soresini, purtroppo rovinata dalle scariche di ghiaccio e sassi. Saliti quindi da quello che è chiamato ‘quarto sperone’, dopo aver attraversato in mezzo a seracchi hanno puntato dritti alla cima riprendendo la via Soresini. L’itinerario di discesa è stato poi il medesimo della salita. Si scia la pala iniziale della via Soresini per poi entrare tra seracchi, fare pochi metri su una aerea cresta e buttarsi nel pieno del quarto sperone dei Palù che presenta pendenze costanti tra i 45°-50° gradi sostenuti. Una discesa estetica e che ha tutte le caratteristiche per diventare una classica, anche a causa delle difficoltà ‘contenute’ rispetto alle altre citate.
Nella foto, da sinistra verso destra:
Piz Palù Orientale 3882 m - Via del quarto Sperone. 500 m 45°/50°
Piz Palù Orientale 3882 m - Via Soresini 500 m 45/50° sezioni 55°
Piz Palù Occidentale,Punta Spinas 3823 m - Via Corti-Comino 700 m 50/55°
Piz Palù Occidentale,Punta Spinas 3823 m – Parete Ovest 600 m 45/ 50°












