Assegnati i titoli mondiali giovanili ISF nella skyrace
Nell
Domenica dedicata alla sky ai Mondiali ISF al Gran Sasso. Titolo Under 23 al giapponese Ruy Ueda, terzo nel vertical, che ha chiuso i 22km del tracciato in 2h31’03” davanti al ceco Tomas Lichy con bronzo per Eddj Nani. Tra gli junior nuovo successo dello spagnolo Jan Margarit con quarto Daniele Felicetti e sesto Carlo Colaianni, mentre tra i Cadetti titolo allo spagnolo Nicolas Molina Augustin. Tripletta spagnola in campo femminile: oro Under 23 per Paula Cabrerizo Cuevas (quarta Enrica Fassone), oro Junior per Laia Aguilar Bruch e oro Cadetti per Jana Aguilar Bruch.
La 114 del Monte Rosa Walser a Francesca Canepa
Seconda piazza per Patrizia Pensa
A Gressoney-La-Trinité sono proseguiti gli arrivi dei trailers che hanno partecipato alla prima edizione della 114 km del Monte Rosa Walser Trail. Dopo il trionfo di Franco Collé al maschile, è arrivato quello di Francesca Canepa che ha dominato la gara femminile.
La valdostana è arrivata poco l’una di domenica, dopo 19h 51’48” di gara. La Canepa era partita all’attacco immediatamente. Aveva aumentato il ritmo staccando tutte le avversarie. La seconda posizione è andata a Patrizia Pensa del Team Tecnica, al traguardo in 24h 19’30”, con terza piazza per Alessandra Perona, in 25h 02’10”. Di fatto le prime tre concorrenti hanno mantenuto le medesime posizioni per tutta la gara.
Come già anticipato, Franco Collé ha dominato la prova maschile. Ha concluso in 16h 37’ e preceduto l’emiliano Gianluca Galeati che ha tagliato il traguardo dopo 18h 43’29” e vinto il lungo confronto con il valdostano di Issogne, Erik Pinet (18h 57’06”).
Franco Collé primo nella 114km della Monte Rosa Walser
La gara ancora in corso
Nel segno di Franco Collé. Il gressonaro del Team Montura ha dominato la prima edizione dell’Endurance trail, la gara di 114 km che è entrata quest’anno nel già ricco programma del Monte Rosa Walser Trail. Ha vinto la gara di casa e tracciata proprio da lui, insieme a Giancarlo Annovazzi – fermo per infortunio – e da Bruno Brunod, in gara con i colori del Team Forte di Bard.
Sabato mattina a Gressoney-La-Trinité si sono presenti 166 concorrenti. Partenza alle 5 con le frontali accese. E subito è scattata la fuga di Collé. Dietro si sono dati battaglia il valdostano Erik Pinet e l’emiliano Gianluca Galeati. Poi alla base vita di Brusson Galeati ha superato Pinet. Alle 22 la situazione era ancora molto incerta e la lotta per la seconda e terza piazza ancora aperta. Collé ha percorso i 114 km in 16h 37’. Ancora in gara Bruno Brunod che dopo un grande avvio ha allentato il ritmo e si è fermato per riposarsi e riprendersi alla base vita di Brusson. Dennis Brunod è invece stato costretto al ritiro per problemi di salute. Già alla partenza le sue condizioni non erano delle migliori. A senso unico anche la gara femminile, ancora in corso. Francesca Canepa è partita con il suo ritmo e chilometro dopo chilometro ha incrementato la velocità. È al momento nella prima posizione con ampio vantaggio su Patrizia Pensa e Alessandra Perona. Intanto tutti gli atleti dell’Endurance Trail hanno corso con il dispositivo GPS che ne rileva la posizione e invia/riceve messaggi in caso di necessità. E i primi riscontri sono assolutamente positivi: la sala operativa ha monitorato ogni singolo passaggio, lavorando e migliorando lo sviluppo dei programmi in vista anche del 4K della Valle d’Aosta, dove verranno utilizzati gli stessi dispositivi. Il live della 114 km è disponibile sul sito dell’evento, così come la web tv che racconta i momenti salienti.
Domenica, partiranno tutte le altre gare. Alle 6 lo start della 50 km, mentre alle 11 spazio alle partenze della 20 km competitiva, dell’Eco Trail e della 4,5 km aperta ai disabili e ai minori (accompagnati da genitore).
Patrick Facchini e Nadia Scola primi al Val dal Vent
Sesta prova del circuito La Sportiva Vertical Trophy
Appuntamento sabato a Moena con il Vertical Val dal Vent, sesta prova del circuito La Sportiva Vertical Trophy, Più di 100 gli iscritti tra agonisti ed escursionisti al via dalla centralissima Piaz de Ramon, impegnati su due percorsi, quello Top di circa 4 km su 1020 metri di dislivello e lo Junior Track.
Patrick Facchini del Team La Sportiva vola e vince in 40'04'' registrando il nuovo record della Val del Vent, che supera quello di 40'45'' di Thomas Trettel della AS Cauriol dello scorso anno. Lo segue Marco Felicetti dell’Atletica Valle di Cembra con il tempo di 43'00'', terzo Don Franco Torresani dei Bogn da Nia in 45'38''.
Al femminile grande risultato di Nadia Scola del Team La Sportiva/Bela Ladinia che chiude in 50'34'' seguita da Margherita Montevecchi del Team Bogn da Nia (52'57''), terza la canadese Marie Pier Munger, in vacanza in Val di Fassa.
La combinata con la Moena Ski Alp, organizzata dalla Val di Fassa Events, va rispettivamente a Mauro Rasom di Bela Ladinia e Margherita Bonvecchio dei Bogn da Nia.
Tra i ragazzi (categoria 2000/2004) con il percorso Junior Track (2,5 km) vince in casa Alessandro Chiocchetti della US Monti Pallidi di Moena, secondo Luc Obletter a e terzo Stefano Mazzel sempre dell’Altetica Fassa 08. Un plauso speciale per il concorrente più giovane Jenny Delugan, classe 2008 e al più giovane nello spirito Italo March di Moena classe 1936.
Moletto e Goetsch, vittoria per due alla Red Bull K3
Vanesa Ortega prima nella gara rosa
Insieme al Rocciamelone: Marco Moletto e Philip Götsch hanno tagliando il traguardo in vetta mano nella mano dopo la sfida sui 9.7 km e 3.000 metri di dislivello della Red Bull K3: 2h08’29” il loro tempo. Per Moletto secondo successo nella gara di Susa dopo la vittoria nel 2004.
Terzo posto per Henry Hofer in 2h09’47”, quarto Nejc Kuhar, quinto David Thoeni, quindi Rok Bratina, Fabio Bazzana, Luka Kovacic, Jean-François Philipot e Filippo Beccari a completare la top ten. Ventesimo l’ultrarunner americano Jason Schlarb, vincitore dell’Hardrock, già sulle Alpi in vista dell’UTMB.
La spagnola Vanesa Ortega detta legge nella gara rosa, chiudendo in 2h37’02”, davanti a Raffaella Miravalle (2h45’44) e Barbara Cravello (2h47’06”), quarta Chiara Giovando, quinta la slovacca Marianna Jagercikova, nelle prime dieci Corinne Favre, Paola Pinotti, Karmen Klancnik e Anna Conti. Dodicesimo posto per l’alpinista Tamara Lunger, sedicesima la statunitense Rory Bosio, specialista nelle lunghe distanze.
Nel K2 successo di Enzo Mersi e Lorena Casse, nel K1 di Gian Luca Ughetti e Cristina Dosio.
Assegnate le prime medaglie ai Mondiali giovanili ISF
Nel vertical del Gran Sasso oro Under 23 per Hannes Perkmann
Prima giornata ai campionati del mondo giovanili ISF a L'Aquila: nel vertical del Gran Sasso d'Italia, vittoria netta dell’azzurro Hannes Perkmann che chiude in 35'46" e si mette al collo la medaglia d'oro Under 23, precedendo lo spagnolo Oriol Cardona Coll in 37'02". Tra gli Youth B a segno lo spagnolo Jan Margarit (quarto Daniele Felicetti), mentre lo spagnolo Isaac Barti è oro tra Youth A. La spagnola Paula Cabrerizo si aggiudica la gara Under 23 femminile, con bronzo per l’azzurra Enrica Fassone. La spagnola Laia Aguilar Bruch vince la classifica Youth B, con terza Laura Corazza e quarta Giorgia Felicetti, mentre tra le Youth A titolo alla spagnola Jana Aguilar Bruch.
Kilian pronto per l’Everest
Sabato 7 agosto la partenza dall’Europa
L’ultima vetta del suo ‘Summit of my life’, quella più difficile. Kilian Jornet sfiderà l’Everest alla ricerca del record di velocità di salita e discesa. Sempre con il suo stile. «L’Everest - spiega Kilian - è probabilmente una delle salite più impegnative che abbia mai affrontato. Credo che sarà una grande esperienza, per come il mio corpo reagirà in quota e anche perchè l’affronterò in stile alpino, nel modo il più possibile minimalista. Mi preparo da molti mesi per questo tentativo e sono ansioso di iniziare. Le vette del Summit of my life mi hanno sempre portato oltre i miei limiti e credo che questa volta non sarà diverso».
Dunque niente ossigeno, corde fisse o campi in quota per affrontare la parete Nord dell’Everest sino agli 8.848 metri della vetta. Con lui ci saranno l’alpinista Jordi Tosas e i cameramen e guide Sébastien Montaz-Rosset e Vivian Bruchez. In questo periodo si sta allenando sulle Alpi, la partenza dall'Europa è programmata il 7 agosto e il team prevede di rimanere in zona per otto settimane all'interno delle quali cercare la finestra meteo giusta. I componenti inoltre hanno svolto parte dell'acclimatamento in Europa, stando molto in quota. La partenza è fissata dal monastero di Rongbuk, in Tibet, poi Kilian Jornet affronterà circa 30 km prima di raggiungere il campo base avanzato sul versante nord (Zombie Camp, a 6.500 metri), da dove avrà inizio la salita alla vetta. Corridoio Norton o Hornbein le vie che probabilmente verranno seguite per la salita.
Domenica a Cortina i Tricolori di corsa in montagna
La seconda prova dei campionati italiani
Tutto pronto per i campionati italiani Assoluti, Promesse e Juniores di corsa in montagna (seconda prova) che si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo domenica 31 luglio. «Si tratta di una grande sfida organizzativa che abbiamo deciso di affrontare insieme Polisportiva Caprioli e Atletica Cortina: una sinergia importante per valorizzare il territorio e uno sport, la corsa in montagna, che continua a crescere - spiegano Stefano Menegus, presidente della Polisportiva Caprioli, e Laura Antoniacomi, presidente dell’Atletica Cortina -. Un ringraziamento è doveroso a tutti coloro che ci sostengono: volontari, gestori di rifugi e sponsor. Senza di loro non avremmo potuto allestire nulla».
«Avremo i podi del Campionato europeo di Arco pressoché al completo - sottolinea Giorgio Canal, responsabile tecnico della manifestazione - L’Italia è una delle nazioni guida della corsa in montagna e questo tracciato rappresenta, dal punto di vista tecnico oltre che da quello paesaggistico, il top. Anche dal punto di vista logistico questi percorsi offrono il meglio e potrebbero ospitare, in futuro, pure manifestazioni di livello superiore».
TRACCIATI - Il percorso Seniores uomini misurerà 10,150 chilometri per un dislivello positivo di 1250 metri. Partenza da corso Italia, in centro a Cortina, e traguardo al rifugio Pomedes. Il tracciato Seniores donne e Juniores uomini misurerà 7,850 chilometri e proporrà un dislivello positivo di 900 metri. Anche in questo caso la partenza è fissata in corso Italia mentre la linea d’arrivo è fissata al rifugio Duca d’Aosta.
Le Juniores donne, infine, sono attese da un percorso di 4,150 chilometri per un dislivello di 450 metri, con partenza da Piè Tofana e arrivo al rifugio Duca d’Aosta.
Nella serata di sabato 30 luglio, il Tricolore di corsa in montagna vivrà un prologo’ importante. Alle 17, alla Sala polifunzionale di San Vito di Cadore, si svolgerà un convegno proposto dalla Fidal su “Metodologia d’allenamento nelle discipline di endurance in contesto alpino: corsa in montagna e sci di fondo”. Interverranno Antonio La Torre, Alfred Stauder, Gaspare Pavei, Paolo Germanetto e l’olimpionica Gabriella Paruzzi.
Alle 21, in piazza a San Vito, ci sarà invece la presentazione degli atleti top.
Caso Calisto, la posizione dell'ITRA
Decisivo il test delle urine
Si arricchiscono le informazioni sul caso di positività all’Epo riscontrato all’UTMB 2015. Gonzalo Calisto, runner ecuadregno, è stato infatti squalificato da marzo 2016 a marzo 2018 in seguito a un controllo antidoping fatto a Chamonix ed è stata rivista la classifica della gara dove era arrivato quinto. La ITRA, International Trail Running Association, ha fatto sapere al blogger e fotografo Ian Corless la sua posizione con una dettagliata lettera.
I CONTROLLI - Calisto era già stato sottoposto a un controllo a maggio 2015 ai Mondiali di Annecy e il «profilo ematico presentava diversi valori abnormi che hanno portato prima della gara, il 29 maggio 2015, alla convocazione dell’atleta con la commissione medica della gara formata da 2 dottori e un esperto dell’associazione Atleti per la Trasparenza, con una più specifica responsabilità riguardante la lotta al doping. L’origine ecuadoregna del Sig. Calisto, che può essere responsabile di specifici profili ematici come confermato dalla letteratura scientifica (Quito, 2.850 m) come pure l’affermazione dell’atleta di allenamenti molto regolari a quote molto elevate (>5.500 m) sono state prese in considerazione per classificare il suo profilo ematico come ‘atipico’ (invece di ‘abnorme’) ed è stato autorizzato a prendere parte ai Mondiali di Trail». ITRA precisa che le informazioni sul profilo atipico sono state comunicate al telefono lo stesso 29 maggio a una organizzazione responsabile per la lotta al doping. Una successiva comunicazione telefonica a giugno ha avuto ancora per oggetto il profilo atipico (con una organizzazione anti-doping).
UTMB - «Il 29 agosto Gonzalo Calisto è stato sottoposto a un secondo test del sangue alle 13.45, prima della partenza dell’UTMB … Il suo profilo ematico mostrava ancora diversi valori abnormi. Con la ragione del possibile profilo genetico associato alle origini ecuadoregne, il profilo è stato ancora classificata come ‘atipico’ e l’atleta autorizzato a prendere parte all’UTMB. L’ITRA ha saputo che il test delle urine alla fine della gara aveva reso possibile analizzare nello specifico il caso di Gonzalo Calisto (la terminologia in inglese è ‘to specifically target M. Gonzalo Calisto, che letteralmente vuol dire puntare, mirare - ndr) . Le informazioni sull’atleta sono state spedite via email il 21 aprile all’associazione Atleti per la Trasparenza da una organizzazione che si occupa della lotta al doping».
Sabato appuntamento con il Vertical Val dal Vent
Quinta tappa del circuito La Sportiva Vertical Trophy
Tempo di Vertical Val dal Vent, quinta tappa del circuito La Sportiva Vertical Trophy: l’appuntamento è fissato per sabato 30 luglio con la consueta partenza dal centro di Moena e arrivo al Sas da la Crous (2.206 metri). Due i tracciati di gara: il Top di circa 4 km su 1.020 metri di dislivello e lo Junior Track di circa 2,5 km su 570 metri di dislivello. Gli atleti della categoria assoluta possono scegliere tra uno dei due tracciati, mentre per i Ragazzi (anni 2000 - 2004) è previsto solo il percorso breve. Le iscrizioni si chiudono venerdì 29 luglio alle ore 19. Successivamente, ovvero il giorno stesso della gara, sarà possibile iscriversi solo presso l’Ufficio Moena Perla Alpina.
UTMB, chi sono i favoriti?
Manca meno di un mese alla gara
Manca meno di un mese e sarà UMTB: appuntamento a Chamonix con il via della gara ‘regina’ il 26 agosto. Ma chi sono i possibili protagonisti sui 170km e 10.000 metri di dislivello. Nella gara rosa occhi puntati sull’americana Rory Bosio che dovrà vedersela soprattutto con la francese Caroline Chaverot, la spagnola Uxue Fraile, le svizzere Andrea Huser e Denise Zimmermann, ma anche Jasmin Paris e, Stephanie Howe e Magda Boulet. Tra le azzurre Francesca Canepa e Federica Boifava.
In campo maschile tanta Spagna con Luis Alberto Hernando, Tofol Castaner, Miguel Heras, Pau Bartolo e Jordi Bes, ma gli Stati Uniti rispondono con Zach Miller, Timothy Olson, Jorge Maravilla e soprattutto con Jason Schlarb, primo insieme a Kilian Jornet all’ultima Hardrock. E ancora il tedesco Stephan Hugenschmidt, il sudafricano Ryan Sandes, il lituano Gediminas Grinius, il britannico Andrew Symonds, il norvegese Didrik Hermansen e i francesi Fabien Antolinos, Ludovic Pommeret, Julien Chorier e Thomas Lorblanchet. Folta la pattuglia targata ITA: Giulio Ornati, Daniele Fornoni, Ivan Geronazzo, Matteo Pigoni, Marco Zanchi, Christian Modena, Stefano Ruzza…
CCC - Da Courmayeur si parte alla volta di Chamonix venerdì 26 agosto alle 9. Nella gara rosa tante azzurre nel gruppo elite: Daniela Bonnet, Viriginia Oliveri, Cristiana Follador, Martina Chialvo, oltre a Yulia Baykova. Giuiiano Cavallo tra gli azzurri più attesi al maschile, ma sembra una lotta a due tra lo statunitense Sage Canaday e il francese Michel Lanne.
AZZURRI - Alla TDS (con partenza da Courmayeur mercoledì 24 agosto alle 6) al via ci saranno tra gli altri Lisa Borzani, Franco Collè e Filippo Canetta, mentre nella OCC (il via da Orsières giovedì 25 agosto alle 8.15) presenti Sonia Locatelli, Davide Cheraz, Matteo Lucchese e Alberto Comazzi.
La difesa di Gonzalo Calisto
'Mai prese sostanze dopanti, il corpo in quota produce Epo'
Con un documento di cinque pagine in spagnolo pubblicato sulla sua pagina Facebook Gonzalo Calisto, l’atleta squalificato perché positivo all’Epo alla scorsa UTMB, si è difeso dalle accuse. Una difesa, per la verità, ricca di domande. «Mi poace il gioco pulito, non ho mai usato volontariamente sostanze che aumentano il rendimento» scrive subito Calisto.
FISIOLOGIA - La prima parte riguarda la fisiologia: «In Ecuador gli eventi sportivi si svolgono tra 3.000 e 4.500 m, per questo i nostri corpi si adattano a queste condizioni estreme con la produzione naturale di eritropoietina (Epo) e il nostro sangue risulta molto denso per permettere di ossigenare il sangue, cosa che non succede al livello del mare, dove l’ossigenazione è ottima». La parte legale riguarda il mancato riconoscimento del trail in Ecuador e di conseguenza la non affiliazione a nessuna federazione.
ANALISI - Sulla base di quale giurisdizione la IAAF mi ha squalificato se non sono un atleta tesserato né professionista, in sostanza, il ragionamento di Calisto, che ha dichiarato di essere stato controllato prima e dopo la gara. «È stata rivelata presenza di Epo senza segnalare che tipo e a che livelli … non ho mai potuto vedere i risultati esatti, nonostante li abbia sollecitati». Calisto lamenta anche il fatto che non sia stato effettuato il test sul campione B, per verificare che si sia trattato effettivamente di un positivo e non di un falso positivo, in quanto viene sollecitato dalla federazione che ha emesso la licenza dell’atleta. In pratica l’ecuadoregno pone un problema: come fanno gli atleti non professionisti a tutelarsi se accusati di doping, visto che non hanno il supporto di una federazione e non possono permettersi spese legali importanti e assistenza nelle varie fasi del procedimento? Gonzalo chiude con una serie di domande, terminando con: «Perché mi hanno fatto partecipare senza una tessera federale in una categoria dove vengono effettuati controlli che la richiedono? Vorrei che il mio caso servisse per chiarire ed eventualmente modificare la normativa sul trail running a livello mondiale».












