Sabato e' tempo di Quadrifoglio

A Borgo Val di Taro tappa del Trofeo BPER Banca Agisko Cup

Sabato 20 maggio è tempo di Quadrifoglio. Tre le distanze della gara di Borgo Val di Taro, nell’Appennino Parmense, tappa del Trofeo BPER Banca Agisko Cup e del circuito Trailrunning Parma: c’è la prova regina da 100km (che si sviluppa in quattro petali che partono e arrivano tutti dal centro storico del paese) con 4.440 metri di dislivello, poi 61 km (e 2.810 m D+), 24 km (e 1.030m D+) oltre ad un short trail e alla Camminata del Quadrifoglio. «Siamo soddisfatti - spiegano gli organizzatori - oltre 400 adesioni, più della metà sulle lunghe distanze. Percorso pronto e tracciato, programma confermato con partenza delle gare lunghe alle 8 di sabato, mentre nel pomeriggio lo start delle altre distanze». Tra i favoriti Filippo Canetta, mentre nelle gara rosa sarà lotta a tre tra Katia Fori, Graziana Pè e Yulia Baykova.


Il 28 maggio la prima edizione del Trail dei Crinali

In gara sull’Appennino piacentino-ligure

Il 28 maggio debutterà nel Piacentino, in alta Val Nure l’attesa prima edizione del Trail dei Crinali, organizzato dal Gaep (Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini): 21 chilometri per 1200 metri di dislivello positivo tutti da correre ed arrampicare senza mai scendere sotto i 1350 di quota. Un percorso che parte dal Rifugio Stoto-Vecchia Dogana e ricalca in linea di massima quello ipotizzato e proposto per la prima volta proprio da Skialper nel 2016 per consentire di cimentarsi sulle vette tra la Pianura Padana ed il Mar Ligure; quelle vette che gli antichi liguri consacrarono proprio alla loro divinità principale, il dio Pen, appunto. Partiti dal rifugio gli atleti saliranno in successione il Monte Crocilia (1578 di quota), la Ciapa Liscia (1682 metri), il Monte Roncalla (1685 metri), il Monte Maggiorasca (1799 metri) il Monte Bue (1781 metri) ed il Monte Nero (1752 metri).
Il tracciato di gara, al di là del nome Trail dei Crinali è tipicamente da skyrunning; sempre in quota, dapprima su prati, poi su cresta, transitando a fianco laghetti di origine glaciale immersi tra i pini mughi (relitto del quaternario) e toccando anche il tetto dell’Appennino settentrionale: il Monte Maggiorasca (1799 metri). Se il Trail dei Crinali è la nuova creatura dell’organizzazione condotta dall’esperto Emilio Mangia, lo stesso giorno - sempre in alta Valnure e sempre a cura del Gaep - si svolgerà anche il Trail Alta Valnure manifestazione che condurrà gli atleti da Bettola (PC) lungo l’antica via dell’olio, appunto, al Rifugio Stoto del Gaep, dopo aver superato ben 60 km ed un dislivello positivo di 3.500 metri. La manifestazione attribuisce tra l’altro 4 punti per la partecipazione all’Ultratrail del Monte Bianco. Il percorso di particolare pregio ambientale ed assai apprezzato dai trekker, si sviluppa in linea e condivide con il trail dei crinali gli ultimi 20km. Gli atleti saranno poi riaccompagnati alla partenza o a Piacenza dai pulmann dell’organizzazione. Accanto alla gara, vi saranno sul medesimo percorso, con diverso punto di partenza, ma comune di arrivo, ben tre marce non competitive, rispettivamente lunghe 11 km, 25 e 33, così consentendo agli accompagnatori degli atleti di vivere in diretta la gara e di attraversare, anche se ad altro ritmo, gli splendidi luoghi del trail. Per ulteriori informazioni e iscrizione http://www.wix.com/trailaltavalnure 


Il CONI riconosce lo skyrunning, cosa cambia?

Con la delibera del Consiglio Nazionale di maggio

Il CONI con la delibera del Consiglio Nazionale del 10 maggio ha riconosciuto, dopo anni, lo skyrunning come disciplina sportiva, inserendola nell’alpinismo. Cosa cambia, dunque? La gare in quota e con passaggi alpinistici saranno sotto l’egida della FISKY, le altre, corsa in montagna o trail a seconda della distanze, saranno FIDAL. Una certa chiarezza, non c’è dubbio. E nel futuro? È chiaro che molte attuali skyrace che non sono in quota e che non presentano passaggi alpinistici, potrebbero rientrare nella corsa in montagna o nel trail, mentre quelle in quota e con presentano passaggi alpinistici sarebbero prerogativa esclusiva dello skyrunning. Tocca allora agli organizzatori adeguarsi alla nuova delibera, vedendo i loro tracciati, per iscrivere la loro gara alla ‘giusta’ federazione. Anche perché il tesseramento degli atleti cambia completamente (parliamo soprattutto a livello assicurativo) tra le due federazioni. Un approfondimento sul prossimo numero di Skialper.


Aperte le iscrizioni al Grignone Vertical Extreme

Gara in programma sabato 27 maggio

Dopo il successo del 2016, sabato 27 maggio torna il Grignone Vertical Extreme, prova organizzata dal Team Pasturo su una delle montagne simbolo dell’alpinismo lecchese. Partenza in linea nel centro di Pasturo e al Rifugio Brioschi, in vetta alla Grigna Settentrionale, dopo avere corso 7.5km e 1800 di dislivello positivo. Riprendendo in parte il Trofeo Antonietta, organizzato per anni dal gestore del Rifugio Pialeral Dario Pensa, questo vertical vede come tempi da battere quelli siglati lo scorso anno da Daniel Antonioli (1h17’56”) e da Raffaella Rossi (1h30’17”). Entrambi non saranno al via della seconda edizione, il primo per impegni militari, la seconda per infortunio. «Abbiamo già un centinaio di adesioni e chiuderemo le iscrizioni il giovedì antecedente la gara o al raggiungimento di 300 iscritti – ha commentato il presidente del Team Pasturo Alberto Zaccagni -. Non andremo oltre quella soglia per garantire il migliore servizio possibile a ogni singolo concorrente. Abbiamo già predisposto pacco gara, il trasporto borse al Rifugio Pialeral, un’assicurazione giornaliera per gli atleti non tesserati e un terzo tempo  da non perdere nell’area del vecchio Rifugio Tedeschi».
Non solo, i più fortunati avranno la possibilità di correre nel cuore delle Dolomiti: «Grazie all’amicizia che ci lega con lo staff della Dolomites Vertical e Skyrace, al termine della gara, metteremo in palio 4 pettorali per il vertical di Canazei in programma venerdì 21 luglio. Due andranno ai vincitori maschile e femminile e due ai migliori tempi, maschile e femminile, del tratto Pialeral – Vetta Grigna. Nel caso i vincitori coincidessero, il premio verrà riconosciuto al secondo miglior tempo».  Per iscrizioni: www.kronoman.net


Mont Avic Extreme SkyTrail, al via le preiscrizioni

Tre tappe, 250 team: il nuovo evento internazionale in Valle d’Aosta

Tre tappe di trailrunning, una corsa internazionale a coppie, con tanto di Gran Premio della Montagna. Nasce in Valle d’Aosta il Mont Avic Extreme SkyTrail, un evento mai visto nella regione più piccola d’Italia. L’iniziativa, lanciata a giugno dello scorso anno, è ormai pronta a spiccare il volo, grazie alla Polisportiva Mont Avic Events (presidente Paola Péaquin) e alla stretta collaborazione con la Pierra Menta Été EDF, la versione estiva della celebre gara di sci alpinismo.
Dal 29 settembre al primo ottobre (nuove date) l’attenzione si sposterà a Champdepraz, un piccolo comune della bassa Valle d’Aosta, dove trova spazio il Parco Naturale del Mont Avic con le sue bellezze, i suoi panorami, la flora e la fauna. Ingredienti che accompagneranno per tre giorni i trailers impegnati nella prima edizione del Mont Avic Event SkyTrail.
La gara è sviluppata su tre giorni e altrettante tappe, per un totale di 67 chilometri e 6.000 di dislivello positivo. Tre percorsi disegnati da Dennis Brunod che vanno a solcare ogni sentiero e che consentiranno di scoprire e osservare la magnifica area di Champdepraz e alcuni tratti delle vicine Champorcher e Issogne. Prima tappa del Mont de Panaz di 26 chilometri e 2.250 metri D+, seconda verso il Gran Lac (23 km - 2.100 D+) e terza in direzione Mont Barbeston (18 km 1.550 D+). Una formula a squadre voluta e ricercata dagli organizzatori per richiamare lo spirito delle uscite in montagna e trasmettere anche un messaggio di sicurezza.
L’evento italiano e quello francese, in programma ad Arêches-Beaufort dal 30 giugno al 2 luglio, determineranno anche la classifica del Mountain Trail Trophy, calcolata sommando i tempi complessivi delle due gare.
Il Mont Avic Extreme SkyTrail è una gara a numero chiuso riservata ai maggiorenni e sono accettate al massimo 500 persone (250 squadre). Le preiscrizioni apriranno il 15 maggio e si chiuderanno il 15 giugno. A seguire (15 giugno - 15 luglio) dovranno essere confermate con il pagamento della quota di iscrizione. Tutte le operazioni di iscrizione saranno gestite dal portale Wedosport.
Intanto da alcuni giorni è online il nuovissimo sito internet (www.montavicevents.com), dove è già possibile trovare tutto il materiale informativo, planimetrie e fotografie dei percorsi.


Trofeo Jack Canali a Toninelli e Samantha Galassi

Tappa del circuito Eolo-FIDAL Mountain and Trail Running Grand Prix

La seconda prova Mountain Classic Cup del circuito Eolo-FIDAL Mountain and Trail Running Grand Prix è andata in scena domenica al Trofeo Jack Canali di Albavilla. I protagonisti non si sono nascosti e verso metà gara è stato proprio Antonio Toninelli, portacolori della Recastello Radici Group, ad attaccare deciso con un forcing che gli ha permesso di allungare e mettere qualche metro di distanza da Francesco Puppi (Atletica Valle Brembana) vincitore di due edizioni nonché campione uscente. All'attacco del JackerWall, il muro finale con pendenze durissime spesso decisive per la vittoria, Toninelli si è presentato in testa con una trentina di secondi di vantaggio su Puppi, sufficienti per tenerlo a distanza e tagliare il traguardo della 45esima edizione del Trofeo Jack Canali con il tempo di 36'21". Sono 34" alla fine i secondi che separano il vincitore da Francesco Puppi che in questa gara ha messo tutto se stesso anche come organizzatore; 36' 55" il suo tempo. Il muro finale si è rivelato decisivo anche per la conquista del podio. Alla fine del sentiero di mezzo è Massimiliano Zanaboni, autore di una splendida prova, a presentarsi in terza posizione con qualche metro di vantaggio su Bernard Dematteis. Vantaggio troppo esiguo per contenere la consueta grinta e determinazione del campione della Corrintime che proprio sul Jackerwall sfila Zanaboni andando a prendersi il podio. 38' 34" il suo tempo e 38' 42" per il portacolori dell'Atletica Valli Bergamasche Leffe.  Ottima prova di Matia Scrimaglia (GS Bognanco) che chiude al quinto posto con il tempo di 38'42" davanti al vicecampione dello scorso anno Martin Dematteis (Corrintime) sesto in 39'47".
Con una prova maiuscola, un'irresistibile Samantha Galassi (La Recastello Radici Group) arriva in vetta al Monte Bolettone in solitaria portando a casa la seconda vittoria consecutiva, terza del trofeo, e soprattutto il nuovo record: un 45' 38" che migliora di 20" il precedente primato. In qualsiasi altra edizione il 45'59'' di Alice Gaggi (La Recastello Radici Group) sarebbe stato sufficiente per la vittoria, ma la vicecampionessa europea di corsa in montagna si prende gli onori del secondo posto in una prova di grande carattere e ottime prospettive. Di poco staccata una strabiliante Arianna Oregioni (GP Santi Nuova Olonio) che conquista il podio e chiude i 6,7km in 46' 07", protagonista di un rientro alle competizioni estremamente convincente. Quarta Lisa Buzzoni (Altitude Race) in 47' 46" poi Elena Begnis (GS Miotti Arcisate) che si aggiudica il 5° posto con il tempo di 48' 47".


Skyrace Segredont a Filippo Bianchi e Denisa Dragomir

Record di iscritti alla gara del Gav Vertova

Grandi sfide nella sesta edizione della Skyrace del Segredont​. A dare fuoco alle polveri ci ha pensato Filippo Bianchi, da pochissimo rientrato alle corse dopo un infortunio. Al suo inseguimento si sono lanciati Davide Meli e Paolo Poli. Più indietro Michele Semperboni, Clemente Belingheri e Fabio Bonfanti. ​​Bonfanti e Semperboni hanno controllato nelle prime fasi e poi hanno premuto l’acceleratore, recuperando posizioni fino a transitare rispettivamente in seconda e terza posizione nella zona di Bliben. Quando è iniziata la discesa finale da cima Tisa il discesista Fabio Bonfanti ha mollato i freni ma nulla ha potuto contro il brillantissimo Filippo Bianchi che negli ultimi chilometri ha ulteriormente aumentato il ritmo ed ha tagliato vittorioso il traguardo posto nel centro di Vertova. Bianchi ha fermato le lancette su 2h20’10”, Bonfanti è giunto secondo (per la quarta volta su sei partecipazioni) in 2h21’03”. In terza posizione Clemente Belingheri in netta rimonta con il tempo di 2h26’26”. Quarto posto di Riccardo Faverio, quinto di Semperboni. Nella top ten Simone Trussardi, Fabrizio Boldini, Daniel Antonio Rondi, Roberto Antonelli e Matteo Longhi.
Nella Skyrace del Segredont in rosa supremazia di Denisa Dragomir che ha completato il percorso in 2h47’47”. Dietro alla portacolori della Valetudo si è piazzata Maria Eugenia Rossi fermando le lancette su 3h08’23”. In terza posizione è salita Cinzia Bertasa in 3h08’36”. Nelle migliori cinque Lara Bonora e Maria Panseri. Per quanto riguarda la classifica a squadre il successo è arriso ai Runners Bergamo: 7h24” la somma dei migliori tempi del team.
Soddisfatto il presidente del Gav Vertova Franco Testa: «Bilancio sicuramente positivo. Il meteo ha concesso una bellissima giornata di sole con qualche velatura in quota. Il percorso al contrario con l’aggiunta di cima Tisa pare sia piaciuto, è più panoramico e la salita vera comincia solo intorno al quinto chilometro. Abbiamo dovuto fare una variazione in Val Vertova, gli atleti sono arrivati alla baita Rondi nei prati di Sedernel, ma anziché passare dalla Val Vertova hanno fatto un giro più largo e il percorso infatti è risultato più lungo, ancora non sappiamo esattamente di quanto ma basti sapere che il primo ha impiegato 20 minuti in più rispetto al vincitore dell’edizione 2016. Abbiamo avuto 330 atleti, un numero che ci riempie di gioia, è il nostro record, e tante persone per noi erano volti nuovi, per la prima volta alla Skyrace del Segredont e provenienti da tutto il nord Italia».


535 in Condotta, buona la prima

Vittoria di Alex Baldaccini e Lisa Buzzoni

Prima edizione della 535 in Condotta: vincitori della scalata lungo i gradini della Centrale idroelettrica di Bordogna sono Alex Baldaccini e Lisa Buzzoni, che fermano le lancette su tempi stratosferici. Ma è tutta la valle a festeggiare, con 350 concorrenti ai nastri di partenza e spettatori ovunque. La 535 in Condotta chiama, la Val Brembana risponde, si potrebbe dire: una gara di corsa inusuale, sui ripidi gradoni della condotta forzata da Moio de’ Calvi a Roncobello.
Con il tempo finale di 17’11” Alex Baldaccini ha inflitto un distacco di 6” al secondo classificato, Cesare Maestri, e di 19″ al terzo componente del podio, vale a dire il capitano della nazionale di corsa in montagna Bernard Dematteis. Per il quarto posto, in una lotta sul filo dei centesimi di secondo fra Luca Cagnati e Fabio Bazzana. Nella top ten Xavier Chevrier, Vincenzo Milesi, Tommaso Caneva, Davide Milesi e Paolo Bonanomi.
Al femminile trionfo di Lisa Buzzoni in 20’29”, il ventesimo tempo assoluto di giornata. La campionessa del team La Sportiva Altitude, in questa occasione ha battuto la piemontese Francesca Bellezza (21’17”) e la rumena Denisa Dragomir (21’23”). Fra le migliori dieci Silvia Cuminetti, Claudia Boffelli, Chiara Cattaneo, Elisa Boffelli, Helene Papetti, Laura Tiraboschi e Silvia Franzini.


4 Passi in Casa Nostra a Marco De Gasperi

Elisa Sortini vince la gara rosa

Giornata di sole a Sondalo per gli oltre cento skyrunner in gara nell’undicesima edizione della 4 Passi in Casa Nostra Skyrace. Già dai primi chilometri inziia a delinearsi la lotta al vertice nella gara maschile, con il ventitreenne della S.A. Valchiese Marco Filosi, e il portacolori della società organizzatrice, l’Atletica Alta Valtellina, Marco De Gasperi, a condurre con un discreto margine sull’inglese Phil Gale, Stefano Rossatti, e i fratelli Mattia e Erik Gianola. Sull’impervia salita di Scala, con 2,5km e 500 metri di dislivello positivo, De Gasperi rompeva gli indugi e si involava solitario. 1’15” il suo margine di vantaggio in cima, divario che aumentava nella successiva discesa fino a Le Prese. Dietro, perdeva contatto Phil Gale, mentre il vincitore della scorsa edizione Mattia Gianola si portava in terza posizione. Sull’ultima asperità di giornata, De Gasperi sempre più solo e determinato più che mai a scrivere per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro continuava nel suo forcing, mentre da dietro le posizioni si andavano via via cristallizzando. Dopo 2h04’14” Marco De Gasperi tagliava il traguardo nell’area del Palazzetto dello Sport di Sondalo; a 4’11” di ritardo, piazza d’onore per Marco Filosi. Al terzo posto a 8’05” dal vincitore, il premanese Mattia Gianola, circa 1’ davanti al fratello Erik.
Al femminile Elisa Sortini ha avuto la meglio in un testa a testa con Laura Besseghini. Anche se non al top della forma, la Sortini dava fondo a tutte le energie nell’ultima salita che precede una bella traversata in quota su sentieri single track per poi affrontare la discesa su Sondalo con un discreto margine di vantaggio:  2h39’59” il crono. Seconda Laura Besseghini in 2h45’40”, con Daniela Rota a completare il podio in 2h49’46”.


Porte di Pietra a Carrara e Oliveri

Nella Marathon successi di Fantuz e Figini

Ieri in Piemonte è andato in scena un grande classico del trail italiano. Alle Porte di Pietra, la gara lunga di 71 km, vittoria di Luca Carrara in 7h34’17’’ su Paolo Piano e Jimmy Pellegrini. Quarto tempo per Pablo Barnes, pettorale numero uno, e quinto per Andrea Macchi. Vittoria femminile di Virginia Oliveri in 9h24’19’’ (dodicesima assoluta) su Moira Guerini e Vera Mazzarello. Nella Val Borbera Marathon il successo è andato a Stefano Fantuz (3h47’) su Christian Pizzatti e Danilo Lantermino e a Gloria Giudici (4h18’29’’, settima assoluta) su Lidia Mongelli e Lisa Borzani.  
 


Freriks, Nilsson e Jung da urlo alla Transvulcania

Vittoria dell'americano, record della svedese, quinto posto dell’italiano

La Transvulcania, tradizionale primo appuntamento stagionale con le Skyrunner World Series Ultra, riserva ogni anno sorprese ed emozioni uniche. La ultra sull’isola di La Palma, alle Canarie, ha visto trionfare oggi lo statunitense Tim Freriks, un outsider, anche se si era già messo in mostra nel 2016 alla Lake Sonoma 50. Freriks, che ha fatto qualche sessione di allenamento con Jim Walmsley, ha corso senza sponsor e con scarpe da strada ed è principalmente un runner da asfalto, almeno guardando ai risultati agonistici, anche se al sito irunfar.com, dopo la Lake Sonoma 50, ha dichiarato di essere cresciuto correndo sui sentieri. Lo statunitense ha chiuso la gara di 74 km e 4.350 m D+ in 7h02’03’’, davanti al francese Ludovic Pommeret (vincitore dell’UTMB 2016, 7h18’) e al marocchino residente in Spagna Zaid Ait Malek, autore di un bel recupero nel finale. 

SUPER DANIEL - La più bella sorpresa, però, è il quinto posto dell’altoatesino del team Scarpa Daniel Jung, in 7h35’04’’. Prova di assoluto valore quella di Daniel se si considera che si è messo dietro due mostri sacri come Xavier Thévenard e Jason Schlarb. Prova che scrive il suo nome nel libro del reordman italiano della prestigiosa gara dopo il nono posto in 8h03’37’’ di Giuliano Cavallo nel 2012 (già l’anno scorso Dapit era però sceso sotto le 8 ore). Da segnalare anche il tredicesimo posto di Fulvio Dapit. Tra le donne successo bis della svedese Ida Nilsson, che ha chiuso facendo registrare il record femminile della gara (8h4’17’’), primato che resisteva dal 2014 (Anna Frost). Seconda la francese Anne Lise Rousset in 8h32’15’’ a 6 minuti dalla statunitense Hillary Allen.

MARATONA E MEZZA - Nella maratona successo dello spagnolo Luis Alberto Hernando in 3h46’01’’ sul connazionale Daniel Garcia e sul tedesco Johannes Klein con primo italiani Mirko Cocco, undicesimo. Tra le donne podio spagnolo Con Eva Bernat Llorens (4h54’35’’) su Gemma Arenas e Dominique Van Mechgelen e bel quarto posto di Silvia Serafini e sesto di Francesca Scribani. Infine nella mezza vittorie dello svizzero Remi Bonnet in 2h19’’21’’ e della spagnola Virginia Perez in 2h48’38’’.


Dewalle: 'colpa di una medicina contro le emorroidi

La skyrunner francese ha rilasciato un’intervista al sito Trails Endurance

Galeotto è stato il Ginkor Fort, un medicinale contro le emorroidi. Così ha dichiarato la francese Christelle Dewalle, squalificata per 4 mesi a partire dall’8 maggio perché trovata positiva all’Heptaminol, una sostanza vietata presente nella lista WADA. La francese è stata intervista da trails-endurance.com e ha raccontato nei dettagli la vicenda e i problemi di salute in seguito alla nascita della figlia Alexia nel 2006. In quella occasione, infatti, la Dewalle ha avuto una grave flebite e gli è stata diagonosticata la Sindorme di Cockett con un verdetto molto triste: niente più sport. Inoltre la Dewalle soffre di emorroidi, problema per la quale è stata tre volte al pronto soccorso. Dewalle ha dichiarato di essere rimasta sorpresa alla comunicazione della positività e di avere inizialmente pensato a un complotto, poi, cercando attentamente nella sua farmacia, la soluzione del problema. «Avevamo fatto 10 ore di strada e 800 km per arrivare ai Mondiali e ho avuto una crisi di emorroidi, ho preso del Ginkor Fort che avevo acquistato nella farmacia vicino a casa - ha detto la Dewalle -. È un medicinale in vendita libera, che non necessita di prescrizione medica, era il meno caro (solitamente prende del Daflon, ndr). Non ho letto la composizione, ho commesso un errore, sono stata negligente, lo ammetto, ma non ho mai voluto barare. Ho fatto una stupidata senza volerlo, ma ho la coscienza tranquilla, non ho mai barato nella mia vita. Accetto la squalifica, ho commesso un errore, lo pago caro, ma è così».


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