Al telefono con Manny Reichegger

Emozioni e propositi dopo la vittoria con record a Fully

«Non mi aspettavo di vincere e fare registrare il nuovo record del mondo» mi racconta Manfred, poi aggiunge «so di poter fare bene su quel tipo di terreno ripido dove si usano i bastoncini. Io non sono un ‘corridore’, sono uno che cammina!»  Ride Manny mentre mi spiega la differenza tra il saper correre e il camminare come fa lui. Il discorso cade sulla stagione invernale ormai vicinissima e lui esordisce con «sono un veterano ormai, ho trentaquattro anni e mi sono accorto  durante la scorsa stagione che non miglioro più. Gli altri, i giovani, hanno margini di miglioramento, io non più, mi sono fermato al mio livello».
Per l’azzurro potrebbe essere l’ultimo anno, si concentrerà su questa stagione e alla fine deciderà se continuare o smettere. Ultimo sogno nel cassetto: vincere la Patrouille des Glaciers «Eyda mi dice sempre che dobbiamo allenarci per vincerla perché è l’unica che ci manca, ma io la temo. Ho paura a pensare a quella gara». 
Parliamo a ruota libera di sci nordico «quando mi alleno faccio solo più pattinato così non devo sciolinare, è più comodo».
Un grande campione Manny, lo aspettiamo sulla neve dove sarà ancora protagonista.
Micol Murachelli
 

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