Cazzanelli e compagni aprono Alla Ricerca del Drago.
Ci sono linee che nascono da un’idea improvvisa e altre che rimangono lì per anni, osservate da lontano, immaginate, lasciate sedimentare nella testa fino al momento giusto. La nuova via aperta da François Cazzanelli insieme a Etienne Janin e Stefano Stradelli appartiene probabilmente alla seconda categoria.
Sul versante italiano del Breithorn Orientale 4.141 m, il gruppo ha aperto Alla Ricerca del Drago, una nuova linea di misto e ghiaccio che sale per circa 800 metri con 14 tiri lungo un settore severo e poco frequentato della montagna. Una salita moderna nello stile e nell’approccio, ma profondamente legata all’alpinismo classico: osservazione, pazienza, finestra giusta e capacità di leggere la montagna.
Nei racconti condivisi sui social da Cazzanelli emerge soprattutto questo: non tanto la ricerca della difficoltà estrema fine a sé stessa, quanto quella di una linea logica, elegante, capace di attraversare la parete seguendo debolezze e intuizioni mai scontate. Una salita affrontata in più giorni di tentativi, studio delle condizioni e lavoro collettivo.
Il nome scelto, Alla Ricerca del Drago, riprende il drago che è il simbolo che Reinhold Messner utilizzò nel suo celebre articolo L’assassinio dell’impossibile per rappresentare quell’idea di avventura e di impossibile che l’alpinismo deve continuare a custodire. I tre, nel loro piccolo, su questa parete lo hanno cercato a modo loro, vivendo qualcosa di unico e autentico.
Ed è forse anche questo uno degli aspetti più interessanti della salita. In anni in cui molte grandi pareti delle Alpi sembrano ormai conosciute, l’impressione è che esista ancora spazio per l’esplorazione, a patto di cambiare prospettiva: cercare le finestre giuste, adattarsi a un ambiente che evolve e accettare un’alpinismo più effimero, legato alle condizioni del momento. Cazzanelli negli ultimi anni ha costruito gran parte del proprio percorso proprio su questa idea di alpinismo veloce, tecnico e contemporaneo, spesso sul Monte Bianco e sul Cervino, dove velocità e leggerezza non significano semplificazione, ma maggiore esposizione e necessità di precisione assoluta.
Alla Ricerca del Drago si inserisce perfettamente in questa filosofia: una linea che probabilmente non diventerà classica nel senso tradizionale del termine, ma che rappresenta bene una certa evoluzione dell’alpinismo moderno sulle Alpi.

© foto Instagram François Cazzanelli
