Testa a testa Kilian-Dega, analisi e video

Kilian Jornet e Marco De Gasperi, due ore di testa a testa

I DUELLANTI – Nel film di Ridley Scott il duello non finiva mai. I Duellanti combattevano all’ultimo respiro ogni volta che le loro strade si incrociavano. E se passava troppo tempo, facevano in modo di trovarsi un campo di battaglia.  

BATTAGLIA DAL PRIMO ALL’ULTIMO METRO –
Al primo rilevamento di Passo Pordoi Kilian Jornet e Marco De Gasperi transitano incollati in 59′ 37". Niente strappi per staccarsi, troppo presto e ambedue troppo freschi, ma a velocità sostenuta: 42" su Sevennec, 46" su Pivk, 53" su Schneider, 1′ 33" su Zinca affaticato, poi Golinelli, Jacquemoud, Fejfar, Egli.   

SUL RIPIDO SI FA SUL SERIO –
Il sentiero e poi le ghiaie di Forcella Pordoi cominciano a sovvertire le posizioni seguenti, ma i primi due salgono incollati qualunque cosa succeda. Nelle macchie di neve profonda sotto la Forcella Kilian taglia una traccia ripida, che fa soffrire Marco sul passo lungo cui Kilian è più abituato. Marco risponde subito e scollina davanti nel tunnel di neve della forcella.   

IL PIZ BOÈ E I TENTATIVI DI KILIAN –
Nel tratto seguente Kilian scorre meglio di Marco che invece paga il contrattacco. Quando però cominciano le rampe del Boè, Marco limita i danni. Kilian allunga a ripetizione, ma in cima il distacco è limitato a 27". Marco rientra e a tratti conduce nei traversi delle Mesules.Tadei Pivk passa terzo a poco più di 2′, davanti a Sevennec di pochi secondi.  

DISCESA INFERNALE –
Attacchi ripetuti di Kilian in Val Lasties volata a velocità già vertiginose: Marco riesce a rintuzzarli perché lo tiene nel mirino come riferimento. Ma Kilian lo sa, sa che il Dega in discesa può tenerlo, e prepara uno sprint lungo…non si sa mai. Intanto il treno dei due fa il vuoto e limita i danni solo Pivk, uno che in discesa non ha paura di niente. Zinca, altro fenomeno in discesa, recupera posizioni ma accumula minuti.  

LA VOLATA –
Due ore per chiudere un percorso così sono un tempo che chi non corre non può capire. Forse non può capirlo neppure un ottimo runner di centro classifica. Ma tirare pressoché al massimo per due ore e decidere la gara per tre secondi vuol dire essere i due migliori e aver fatto il massimo che si poteva fare.
Sprint finale dai 200 metri in leggera discesa con gli adduttori al limite della rottura, e vittoria dell’immenso Kilian per 3" su Marco, che è quello che ha fatto l’impresa: arrivargli attaccato stressandolo per tutta la gara. Facce tirate per ambedue, anche se soli due minuti dopo sembrano reduci da un lento di un’ora sulla ciclabile della Val di Fassa.  

PIVK RAGGIANTE –
Ci raggiunge con un sorriso a 32 denti e ci racconta quanto sia felice del suo terzo posto a 4 minuti esatti dai due fenomeni. Gara eccezionale, 3′ 16" a Zinca che in discesa può fare quello che vuole.  

LA DOLOMITES SKYRACE DELLE DONNE –
Se l’attesa dei giorni precedenti riguardava giocoforza la battaglia che si sarebbero dati gli uomini, il risultato della gara delle donne era un po’ più prevedibile con Emelie Forsberg favoritissima. Ma sotto l’aspetto sportivo è stata una gara più interessante di quella maschile.  

FORSBERG VINCE MA LO SPETTACOLO È DIETRO
– Emelie Forsberg conduce la Skyrace fin dall’inizio, con margini moderati sulle inseguitrici nella lunga salita fino al Boè. Poi se ne va definitivamente e scompare. Ma alle sue spalle la polacca Dominika Wisniewska transita a 25" alla Forcella, e a meno di 2′ sul Boè. Tutte le prime inseguitrici si susseguono a circa 1′ l’una dall’altra: Serafini, Celinska, Maiora, Jimenez, Lafaye, Dominguez, Scola…   Solo la discesa rimescola le carte: Forsberg taglia il traguardo in 2h26’52" con 10’03" di vantaggio su Silvia Serafini. E alle loro spalle si susseguono rapidamente gli arrivi delle discesiste Dominguez e Maiora. Wisniewska giunge quinta, risucchiata dalle spagnole già sull’altopiano delle Mesules. Bella rimonta anche di Debora Cardone che rientra nelle prime dieci posizioni.  

IL MURO DELLE DUE ORE –
Per lo scoop gridato farebbe più effetto che si vincesse in meno di due ore su questo giro dolomitico che un buon escursionista coprirebbe in due giorni. Ma la neve ha rallentato la corsa di tutti, compresi i primi che l’hanno trovata già bagnata e mossa.

Aldilà delle valutazioni su quanto la neve possa aver influito sui tempi (attorno ai 2′ in più per l’élite?), per chi sa di queste cose è più molto più interessante che due uomini abbiano corso in due ore esatte la Dolomites Skyrace 2013, siano caduti i record precedenti, e che si sia davvero realizzato il grande duello che tutti aspettavano.     

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