Scialpinismo nel salotto di Tromso

Martin Marcel e Nina Silitch sovrani al grande Nord

Per lo scialpinismo una location da sogno, degna del miglior Spielberg. La piazza di Tromso è stata preparata come un’arena, agghindata a festa, con il fiordo a lambire il tracciato di gara. In molti hanno assistito alla gara direttamente dalla barca, altri dai tavolini dei bar, una cosa così non si era mai vista prima. Partenza alle ore 12 in una Tromso trabocchevole, curiosa di conoscere questo format di gara. Atleti increduli di uscire dall’hotel ed andare direttamente in partenza a mezzogiorno. Tra una batteria e l’altra gli atleti rientravano in hotel a sorseggiare del the, qualcuno addirittura l’abbiamo visto in ciabatte. Neanche il calcio ha mai potuto tanto! 
Dalle batterie di qualificazione escono i trenta atleti che si contenderanno l’accesso in finale dopo aver superato i quarti e le semifinali. I nostri ci sono tutti. Nei quarti sono usciti Lanfranchi, Brunod,  Boscacci e Holzknecht, nella semifinale Eydallin, mentre volano in finale Antonioli ed uno strepitoso Manny Reichegger, protagonista di un quarto di finale da libro cuore. L’ha vinta per distacco su Anthamatten e Bon Mardion, perfetto nei cambi e nella strategia. Non sbaglia un colpo, lui c’è sempre e non si risparmia mai: un vero capitano.
In finale succede che Antonioli esce male dal lancio, ma l’impressione è che comunque non avrebbe potuto nulla al cospetto di un Martin Marcel impressionante che ha dato spettacolo con una prova di schiacciante superiorità. Benissimo anche il giovane tedesco Rottmoser che precede Robert Antonioli autore comunque di una prestazione super in rimonta. Manny chiude quarto a ridosso di Robert, sbottando per non essere stato preciso nei cambi, "sarebbe potuto essere podio". 
In campo femminile solo Elena Nicolini accede alle fase finali, Gloriana Pellissier ed Elisa Compagnoni infatti non passano le qualifiche. Grintosa e decisa Elena, una combattente, colma il gap tecnico con mestiere, di cattiveria. Conquista la finale con autorità, che si gioca ad armi pari con le rivali, chiudendo quinta dietro la Roux. Deve crederci, ritengo che le sprint si addicano alle sue caratteristiche, se si specializza può ambire ai metalli preziosi. 
Per problemi con il rilevamento cronometrico la manifestazione ha subito uno stop di quasi un’ora, motivo per cui la finale è andata in scena alle 15 quando ormai la piazza si era svuotata. Peccato. 
In Tromso intanto ha avuto inizio la festa, con il salmone a farla da padrone annaffiato dalla birra Mack, birra prodotta al circolo polare artico. 
Anche se la sprint non trova il consenso di molti atleti e addetti ai lavori, in un contesto così non si discute. Per dirla alla Steppen " è bello". 
Domani andrà in scena l’individuale e poi tuffo collettivo nel fiordo a sancire la chiusura del circuito di Coppa.

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