Matheo Jacquemoud racconta la sua Pierra Menta

Sul suo blog i quattro giorni del grande duello e il pensiero gia' al TdR

Sul suo blog ‘matheojacquemoud.com’ il campione francese racconta la Pierra Menta 2014 dal suo punto di vista. Racconto simpatico e sportivo, interessante soprattutto per la parte del forte aspetto psicologico del duello con Damiano Lenzi e Matteo Eydallin, che è evidente soprattutto in lingua originale (http://matheojacquemoud.com/2014/03/24/pierra-menta-2014/).

Ecco qui il testo di Mathéo tradotto:
«Dal 20 al 23 marzo si è corso la Pierra Menta 2014, e anche per quest’anno con William Bon Mardion abbiamo riorganizzato il nostro dream team. Quattro giorni di corsa e una lotta incredibile con gli italiani Matteo Eydallin e Damiano Lenzi. Quest’anno gara tattica, molto impegnativa fisicamente e soprattutto mentalmente.
Nella prima tappa ci siamo fatti un regalo coi fiocchi in una grande giornata. Circa 2700 metri positivi con meteo al top. Alla fine la vittoria, ma già l’impressione di aver dato il massimo fisicamente.  Le altre tre tappe si annunciavano quindi dure e difficili, con una bella sfida psicologica con gli italiani.

Secondo giorno: una tappa lunga, 3000 metri di dislivello per 30 km di sviluppo nella tradizione della mitica Pierra Menta, attraversando il Couvercle e il Mont Coint. Ancora una volta spalla a spalla per l’intera tappa con gli italiani, ma sono esploso sull’ultima salita: non lo so ancora, come sia finita così, ma questa è stata davvero la gara in cui potevamo perdere 15 minuti. Abbiamo finito secondi in questa bella tappa.

Il terzo giorno, il grande giorno, il giorno mitico che fa la fama di questa gara. Una tappa bella attraverso il Col de la Forclaz e l’anticima del Grand Mont. Grazie a tutti voi ho potuto superarmi mentalmente e fisicamente, e nell’ultima discesa siamo riusciti a prendere un po’ di secondi e a vincere questa magnifica tappa.

L’ultimo giorno una tappa breve di 1600 metri, ma non abbiamo smesso di sperare e di nuovo abbiamo dato tutto e fatto di tutto per colmare il ritardo. Dopo una lotta furiosa siamo riusciti negli ultimi metri a prendere alcuni secondi a quei diavoli di italiani. Alla fine dell’ultima discesa abbiamo vinto noi la tappa, ma siamo rimasti secondi in questa Pierra Menta 2014. Dopo 10000 metri di dislivello positivo e 9h38′ di gara, due minuti ci separano dagli italiani.

Non abbiamo rimpianti perché abbiamo dato tutto, senza risparmiare nulla, fino all’ultima discesa. Gli italiani erano semplicemente più forti e meritano  pienamente la loro vittoria. Complimenti a loro e a tutti i concorrenti di questo 29a Pierra Menta. Un grande grazie a tutti per il vostro sostegno, siete stati formidabili! Grazie a tutta l’organizzazione, a Danielle per i massaggi, a tutta la famiglia Bon Mardion, ma soprattutto al mio ‘papà orso’ per questo grande viaggio. Il nostro team adesso è ancora più unito e sarà ancora più forte molto a breve al Tour du Rutor».

 

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