Gli italiani partono con il piede giusto

Alla Pierra Menta affrontati i primi 2600 metri di dislivello

La Pierra è sempre la Pierra, non c’è niente da fare. Tappa d’apertura con 2600 metri di dislivello tecnici, sciati sotto un solleone, con una montagna di neve. Ambiance! 
Già tanta gente sul percorso a testimonianza di quanto ci tengono in Francia a questa manifestazione. Partenza alle 7, e subito Bon Mardion schizza fuori a palla, prende il comando e si tira dietro Lanfranchi. Vuol vincerla questa Pierra e lo fa capire chiaramente. I nostri lasciano fare, un fuori giri il primo giorno significherebbe spendere energie preziose nell’economia di una gara massacrante com’è il Pierra Menta. Al termine della prima salita i fuggitivi sono braccati dai nostri Holzknecht-Reichegger. Più staccati Eydallin e Trento che però sembrano venire sù forti. Il colpo di scena nella seconda salita al  Mirantin, nel tratto a piedi Lanfranchi accusa il ritmo forsennato di Bon Mardion e cala vistosamente.  Dietro non si lasciano sfuggire l’occasione a attaccano cattivi. E’ Manny il tattico, si mette al comando come solo lui sa fare, aumenta la frequenza et voilà, il gioco è fatto. Eyda e Trento continuano a salire forte, nella seconda discesa rientrano alla grande e al cambio pelli escono assieme con i battistrada. Belli a vedersi i nostri quattro moschettieri, convinti e decisi procedono all’unisono e senza strafare fanno il vuoto. Bon Mardion aggancia al traino Lanfranchi, per il Pietro la terza salita al Grande Journèe diventa un calvario. Il distacco si dilata, davanti se ne vanno. Nella cresta aerea il vantaggio si stima sui due minuti. Miete le prime vittime questa prima tappa, Anthamatten non tiene il passo e scivola dietro, il suo compagno Troillet sembra invece averne da vendere. Kilian addirittura passa nei quindici, il suo compagno Pinsach non sale, è in bambola completa. Si confermano grandi i nostri "bocia" Boscacci e Antonioli che alla fine chiuderanno in quinta posizione assoluta e primi degli espoir. 
Anche in campo femminile è grande Italia, con Pedranzini e Martinelli non sazie delle quattro vittorie sin qui ottenute al Pierra, che decidono di non far sconti a nessuno. Come prima giornata mettono in cascina nove minuti di vantaggio sulla coppia Roux-Pont Combe e ben diciassette sulle svizzere  Richard e Magnenat. 
Domani è un altro giorno, ma intanto godiamoci questo grande successo targato Italia.

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