Dubbio amletico al Sellaronda Artva o non Artva?

Fisi e Oswald Santin, le due posizioni

Dalle ultime indiscrezioni trapelate sembra non sia del tutto definita la questione relativa all’uso dell’ artva al prossimo Sellaronda.
Come ricorderete, attraverso il nostro sito un paio di mesi or sono, avevamo comunicato in anteprima la notizia avuta direttamente dal patron della manifestazione Oswald Santin, il quale comunicava che l’Artva si sarebbe potuto lasciare a casa.
Sembra che l’autorizzazione fosse stata concessa da FISI, ma anche che non fosse passata attraverso i canali istituzionali. Queste voci si sono susseguite sino ad arrivare al coordinatore della Commissione FISI di scialpinismo Stefano Mottini che ha preso una posizione chiara che volge all’obbligatorietà.
Abbiamo sentito al telefono entrambi e vorremo aprire un dibattito su Skialper.it sull’uso oppure no dell’apparecchio al Sellaronda.
Mottini ha un lungo elenco di motivazioni che non ci sentiamo di controbattere, come anche l’Oswald che alla fine dice che siamo comunque in pista e che fino a un ora prima della partenza in pista “scorazzano” lungo il percorso circa 50.000 sciatori al giorno.
Chi ha ragione? C’è da dire che le motivazioni di Santin sono anche di carattere pratico in quanto ogni anno le operazioni di controllo e registrazione Artva sono a dir poco concitate fino all’ultimo secondo dallo start, inoltre quest’anno saremo tantissimi, 1000 e più, Sinceramente non possiamo dargli torto, anche se egoisticamente 100 grammi in meno nel taschino fanno comodo, ma in fondo in fondo pensiamo sia il caso di fare alcune considerazioni sul pensiero di Mottini e sulla sicurezza in generale.
Diamo per assodato che il trinomio Pala-Sonda e Artva, per una competizione in pista si può anche scindere, è cosa oramai consolidata che Pala-Sonda non servono, non in maniera assoluta però in quanto solo tre anni fa, il Sellaronda, valido come prova di Coppa del Mondo fu annullato per pericolo valanghe.
Detto questo in effetti la sonda e la pala sono di improbabile utilizzo. L’Artva invece è un apparecchio di ricerca non solo in profondità, ma anche utile per ritrovare il compagno al buio, magari schizzato fuori pista e privo di sensi, è capitato e può capitare. Poi c’è l’aspetto assicurativo non è detto che la compagnia assicurativa paghi l’infortunato privo di Artva, sappiamo come vanno queste cose, se fai un incidente in auto l’assicurazione non paga se  hai le cinture slacciate o perlomeno negozia l’indennizzo, potrebbe subentrare l’assicurazione del Sellaronda ma è un assicurazione dirigenziale bisogna vedere se copre anche gli atleti, Santin ce lo dovrà chiarire.
Non dimentichiamo inoltre che negli ultimi anni sono stati compiuti molti sforzi da parte di tutti nel campo della sicurezza, ricordiamo il casco regalato al pubblico salito sulla vetta del Guslon ai Campionati Europei dell’Alpago, oppure competizioni del calibro di Mezzalama e Rutor che hanno fatto fronte comune sulla sicurezza,  con l’ultima novità del  quarto strato termico per scongiurare congelamenti. 
Un passo indietro nella sicurezza non giova a nessuno, ma… siamo sempre in pista e allora come la mettiamo?
La questione sembra ingarbugliata, ma vorremo il vostro parere, avanti aspettiamo i vostri commenti scaldate le dita sui tasti.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.