Dolomiti di Brenta selettiva sul percorso di riserva

Il racconto del Campionato italiano squadre

Una quantità impressionante di neve ricopre in questo periodo le ondulazioni del Grostè e riempie i canali del Brenta. Così come oggi ha riempito di acido lattico le gambe dei concorrenti,  costrette ad un superlavoro nell’ultimo strato polverosissimo caduto sul terreno. 
Clima perfetto per gareggiare: sole primaverile e temperature invernali, fredde al punto che qualcuno ha subito qualche problema alle mani, dovuto soprattutto a un po’ di vento costante che in alto aumentava fino ad alzare la neve dalle creste.  

LA GARA DEI SENIOR –
Dopo il lungo lancio in pista si è formato il trenino delle tra squadre migliori, ma da subito Holzknecht e Boscacci si sono incaricati di tirare. Comunque sono rimasti piuttosto ravvicinati fino alla seconda salita, quando Lenzi ha perso una pelle e con questa diverse decine di secondi.
La dura legge dello sport dice che in questi casi, se c’è in palio un titolo, non si resta lì ad aspettare. E Boscacci-Holzknecht sono andati, mentre Lenzi cercava di recuperare il compagno di squadra. E pure quando si è rifatto sotto, la coppia di testa ha potuto gestire bene il vantaggio: anche perché Michele Boscacci era molto tonico e imponeva spesso il ritmo, guadagnando a volte qualche lunghezza su Holzknecht.

Nella parte centrale di gara il distacco si manteneva tra i 40" e il minuto.  
Per il secondo giro corto di Cima Grostè passavano poi Kuhar e Pivk, con una progressione estremamente efficace su questa neve; il primo per leggerezza e agilità, il secondo per una bella distribuzione della spinta sulla lunghezza, facendo scivolare gli sci come in alternato nel fondo. Da vedere, i migliori.  
E poi, a pochi secondi, l’impressionante spettacolo del fenomeno Junior Anton Palzer che trainava deciso al cordino nientemeno che Davide Galizzi. 
Follador e Beccari, che all’inizio guidavano il gruppo degli inseguitori, hanno tenuto duro ‘di squadra’ alla fine su Martini e Pedergnana.   

LA GARA DELLE DONNE –
Sono forti ma sono poche, per cui sembra sempre che non ci sia battaglia. In realtà manca solo il duello ravvicinato, ma il livello delle prime è veramente alto. Basta confrontarlo a quello della classifica maschile sullo stesso percorso.
Comunque pronostico rispettato. Elena Nicolini ci teneva: «Glo, siamo a casa mia per un titolo italiano: non possiamo sbagliare!» E non hanno sbagliato, tenendo a distanza Francesca Martinelli e Silvia Rocca.
Bella prova di Elisa Compagnoni con Martina Valmassoi, che ha saputo tener duro durante la crisi finale ( oggi comune a molti altri concorrenti).  

I MASTER –
Omar Oprandi e Franco Nicolini hanno fatto valere forza ed esperienza. In settimana Nicolini si sentiva ancora stanco dopo la Pierra Menta, ma evidentemente deve averla supercompensata bene negli ultimi giorni perché oggi volava.
Come al solito la classifica Master è molto corta davanti. Le altre squadre si susseguono con distacchi limitati e regolari.  

I GIOVANI –
Ultima gara stagionale per molti di loro, anzi un supplemento per quelli che fan parte delle squadre e hanno già concluso i rispettivi impegni internazionali. Vittorie facili per Federico Nicolini, che racconta che la Pierra menta gli ha fatto bene, tra gli Junior. Alba De Silvestro ha corso solitaria, mentre Davide Magnini ha condotto senza problemi la gara Cadetti.
Per tutti loro percorso faticoso rispetto allo standard, ma non impegnativo tecnicamente.  

Alla fine è risultata una gara vera, e in uno scenario eccezionale: paesaggisticamente il migliore della stagione. La finestra di bel tempo prevista solo parzialmente ha premiato con la fortuna dei coraggiosi il Pedergnana, che ieri sera al briefing era tutto sconsolato per non riuscire proprio a offrire il percorso originale.  

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