Hannes Perkmann e Francesca Rossi, ok al Cervino VK

La gara valdostana valida come campionato italiano FIsky

Tempo di New Balance Cervino Vertical K, valido come campionato italiano FIsky e prova di selezione per il Mondiale spagnolo. All’arrivo di Lo Rionde, sopra rifugio Duca degli Abruzzi, il miglior crono è quello di Hannes Perkmann: il portacolori del Team La Sportiva chiude in 34’39”, precedendo Fabio Rizzi in 37’40” e Nicolò Francescatto in 38’54”, quarto Daniele Felicetti, quinto Stefano Castagneri; nei primi dieci Stefano Stradelli, Nadir Giovanetto, Carlo Colaianni, Fausto Lizzoli e Pierre Yves Oddone.
Neilla gara femminile titolo per Francesca Rossi, sempre del Team La Sportiva in 42’05”, davanti a Beatrice Deflorian in 44’00”, con Barbara Cravello in 45’23” a completare il podio. Nella top ten Chantal Vallet, Chiara Giovando, Sonia  Glarey, Dimitra Theocharis, Elisa Costantini, Claudia Titolo e Roberta Jacquin.


Xavier Gachet primo sulla Face de Bellevarde

Christel Dewalle a segno nella gara rosa

Xavier Gachet si aggiudica Il KV di Val d’Isére, tappa delle World Series: il francese copre i 1000 metri di disiivello sulla Face de Bellevarde in 33’34”, precedendo Adrien Perret in 33’41", con terzo Rémi Bonnet in 34’06”; ai piedi del podio William Bon Mardion in 34’09” e Jean-François Philipot in 34’13”, sesto Marco De Gasperi (35’05”), settimo Marco Moletto (35’19”), mentre Pascal Buchs (primo junior), Ferran Teixido e Simone Eydallin completano la ton ten.
Doppietta francese anche nella gara rosa con Christel Dewalle in 38’11”, prima davanti ad Axelle Mollaret in 40’33”, terza Emily Collinge in 41’33”, quarta Elisa Desco in 42’59”, quinta Serena Vittori in 44’28”, sesta Corinne Favre, settima la valdostana Christiane Nex, nelle prime dieci anche la russa Ekaterina Mityaeva, l’australiano Beth Cardelli e la svizzera Florence Buchs, prima junior.


Nuovo raduno del Centro Sportivo Esercito

Una settimana di lavoro a Chiavari

Secondo raduno della squadra ski-alp del Centro Sportivo Esercito, questa volta al mare, a Chiavari, ospiti della Casema Leone, sede della Scuola comunicazione. «Cinque giorni intensi, da lunedì a venerdì - conferma il tecnico ‘Lillo’ Invernizzi -: in questa occasione ci siamo dedicati soprattutto alla bicicletta e allo ski-roll con diverse uscite nell’entroterra ligure. Siamo arrivati anche alle Cinque Terre dove abbiamo lasciato le bici e siamo andati di corsa sulla Via dell’Amore. La squadra era al completo, eccetto Davide Magnini che è super-impegnato tra esami di maturità ed Europei di corsa in montagna. Adesso una settimana di stop, poi ci ritroveremo da lunedì 18 luglio a Ceresole Reale, grazie anche ad Andrea Basolo (il tecnico AOC è anche sindaco del paese, ndr)».


Incredibile Kilian

Discesa dalla cresta Peuterey e doppia salita al Bianco in un solo giorno

Kilian Jornet sta intensificando il programma di avvicinamento per il suo Summits of my Life che prevede il tentativo di record sull’Everest, previsto tra fine agosto e inizio settembre. E lo fa alla sua maniera. Tutto sul Bianco. Lunedì è salito da Les Houches in vetta e poi insieme a Vivien Bruchez è sceso con gli sci dalla cresta Peuterey (la Cresta Peuterey è stata sciata per la prima volta nel 1977 da Anselme Baud e Patrick Vallençant. Kilian e Vivien l’avevano già tentata un paio di volte senza successo).
Nei giorni successivi parlando con Tom Owens, alla domanda se mai fosse salito sul Bianco due volte nello stesso giorno, ha riposto sempre alla Kilian, e quindi, partendo nuovamente Les Houches sino alla vetta, scendendo poi al Gonella e risalendo in cima. In totale 12 ore e 6.700 metri di dislivello…


BUT, il 10 luglio si chiudono le iscrizioni della 83 km

Il via il 16 luglio da Ponte di Formazza

Manca poco più di una settimana al Bettelmatt Ultra Trail: continuano ad arrivare iscrizioni alle gare in programma e domenica 10 luglio si chiuderanno le iscrizioni esclusivamente della 83 km. Al momento sono già oltre 180 gli iscritti alla competizione che prenderà il via alle 3 del mattino del 16 luglio da Ponte di Formazza per affrontare la cavalcata che dopo 83 km e 5.080 metri di dislivello porterà gli atleti nella conca di Riale. La BUT è gara qualificante per l'UTMB (4 punti). Resteranno invece aperte, e lo saranno fino al mattino del 17 luglio, giorno di gara, le iscrizioni a Bettelmatt Sky Race (35 km e 1.940 m D+, 2 punti UTMB) e Bettelmatt Race (22 km e 750 m D+); in totale sono già quasi 300 gli iscritti in totale a queste due competizioni, che comunque, solitamente, vedono le iscrizioni ulteriormente impennarsi nell'ultima settimana e soprattutto nel giorno di gara. Ci si potrà invece iscrivere al Giro del Lago (8 km adatti a tutti) direttamente il mattino del 17 luglio. Ulteriori informazioni sul sito www.formazzaevent.com


Generazione ultra-veg

Su Skialper in edicola parliamo di vegetariani e vegani nello sport

È cronaca proprio di qualche settimana fa: una vegana voleva scalare l’Everest per dimostrare che anche chi non mangia proteine animali e derivati può fare tutto e purtroppo è morta. Oppure c’è la storia della bimba ricoverata in ospedale a causa di una dieta vegana. Poi però ci sono fior di atleti endurance che seguono la stessa dieta o sono comunque vegetariani come Scott Jurek, Carl Lewis, Edwin Moses e Paavo Nurmi. Ne abbiamo parlato proprio su Skialper di giugno-luglio con un intervento del dottor Alessandro Da Ponte, dello staff medico della Federazione Italiana Sport Invernali.

QUALCHE DATO - Nella carne le proteine sono circa il 20% e ricche di tutti gli aminoacidi essenziali, ma in fondo nella pastasciutta sono il 15%, per non contare quelle che si trovano nei legumi, cereali, semi, noci etc. Se nella popolazione generale i vegetariani-vegani sono circa il 5%, sembrerebbe che tra gli atleti di ultraendurance  la percentuale sia decisamente più alta anche paragonandoli con i maratoneti, quasi ci fosse una relazione tra tipo di sport, dieta e psicologia dell’atleta. Anche l’Academy of Nutrition and Dietetics, forse l’Ente Mondiale più autorevole sulla Nutrizione,  riconosce appropriata per gli atleti di tutti i livelli la dieta vegetariana. Un po’ diversa è la situazione dell’atleta vegano che, evitando anche uova, latte e latticini, è potenzialmente a rischio di carenze di calcio e ferro e necessita altresì integrazione con zinco, iodio, vitamina B12, omega 3 e taurina. Quindi… meglio leggere bene l’articolo di Skialper.

DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di giugno-luglio è disponibile nelle migliori edicole e su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!

A questo link la presentazione completa del numero.


Il Comitato Alpi Centrali incontra gli sci club

Sara' proposta la gundersen anche nello ski alp

Incontro a Lecco fra la commissione regionale dello sci alpinismo del Comitato FISI Alpi Centrali e gli sci club del territorio. Una riunione intensa e con molti contenuti che ha delineato un quadro composto da sci club compatti e motivati e da una direzione agonistica pronta a superare l’ottima stagione appena trascorsa: è quanto in estrema sintesi è emerso nel corso dell'incontro lecchese al quale hanno preso parte numerosi sci club che si sono detti pronti anche ad ospitare ed organizzare eventi di carattere nazionale. In particolare la commissione regionale dello ski alp lombardo presenterà la propria candidatura per ospitare il 15 gennaio in Valtartano il campionato italiano Giovani ed ancora due società lombarde si sono dette disponibili ad ospitare ed organizzare il campionato italiano a squadre senior.
Sempre la commissione regionale ha deciso di inoltrare formarle richiesta alla FISI per l'adozione della gundersen anche nello ski alp. «Si vorrebbe infatti organizzare un evento in questo senso il prossimo 5 febbraio - spiega Mattia Pegurri responsabile della commissione ski alp del Comitato FISI Alpi Centrali -: la volontà è quella di proporre una sprint nella giornata di sabato ed il giorno seguente la prova individuale con la partenza ad handicap in base ai distacchi accumulati nella gara sprint».
Sul fronte squadre, nel corsa dell'incontro lecchese sono stati abbozzati i nomi del team regionale. «La formazione è praticamente completata - prosegue Pegurri - attendiamo solo la ratifica del consiglio regionale per poterla ufficializzare. Di certo i ragazzi e le ragazze della squadra dello ski alp lombardo dovranno ripetere e migliorare quanto di straordinario è stato fatto nella passata stagione».


High Trail Vanoise: domenica World Series in Francia

Tappa del circuito ultra ISF

Domenica secondo atto delle World Series in Francia. Tappa del circuito ultra l’High Trail Vanoise: gara di 67 km e 5.400 metri di dislivello che riprende anche alcuni passaggi della Ice Trail Tarentaise, come la Grande Motte e l’Iseran, tanto che gli organizzatori della ITT, l’associazione Trailers Pays de Savoie, come si legge sul sito della gara, sono per vie legali con il comune di Val d’Isère.
Tant’è, domenica la gara è l’High Trail Vanoise. Ma chi sono i favoriti? Ci sono i primi due del ranking ultra, gli spagnoli Cristofer Clemente e Gemma Arenas; nella prova maschile occhi puntati soprattutto sul francese Nicolas Martin, c’è l’azzurro del Team Crazy Fuvio Dapit, e ancora gli spagnoli Pere Aurell Bove e Pau Bartolo, il polacco Marcin Swierc, il potoghese Nuno Silva, il ceco Jan Bartas o il russo Dmitry Mityaev, mentre in quella rosa attenzione all’atleta di casa Anne Lise Rousset, la spagnola Anna Comet e la statunitense Kristina Pattison.


Simone Moro: 'bisogna sapere fallire'

L'alpinista sul Nanga Parbat e tanto altro in una serata con il pubblico

Non capita spesso di vedere code di auto per un incontro che parla di montagna. Anzi, diciamolo, non capita quasi mai. È quello che è successo ieri a Bevera (Lc) per la serata con Simone Moro organizzata da DF Sport Specialist. Un'occasione per celebrare 30 anni di amicizia con il patron della catena di negozi, Sergio Longoni, ma anche per ritornare sull’impresa invernale al Nanga Parbat, preceduta da una affollata conferenza stampa con un Moro a 360 gradi.

IL PERCORSO - «Se ci si concentra solo sulla vetta, su quei 5 minuti, si perdono di vista tante cose, io voglio ricordare il percorso che mi ha portato sul Nanga Parbat come su altre vette, perché è la realizzazione del sogno ed è un viaggio fatto di incontri e di crescita personale» ha detto Moro. «Lungo il percorso impari tante cose. Impari a essere un padre migliore e un cittadino migliore vedendo bambini che camminano due ore per andare a scuola, impari a non buttare via neppure una goccia d’acqua all’autogrill o quando fai la doccia perché il ghiacciaio ha perso 800 metri di dislivello a causa del cambiamento climatico, ti rendi conto che l’uomo può vivere senza petrolio ma non senza acqua. Impari a essere un buon cristiano osservando buddisti e musulmani».

RINUNCIA - «Su 54 spedizioni ho fallito nel 30% dei casi. Bisogna essere coerenti, bisogna sapere rinunciare al momento giusto. I grandi, da Messner a Cassin, hanno sempre sottolineato di essere dei sopravvissuti, di avere fallito tante volte. Quando parti per una spedizione invernale sai già che hai il 10-15% di possibilità di successo».

MEMORIA STORICA - «Certe cose che ora sono tornate di moda, si facevano già anche 20 anni fa. Ora che gli 8.000 hanno iniziato a stufare, tornano di moda i 7.000, ma al Fitz Roy ci sono stato con Greco 20 anni fa, ho fatto 8 cime di 7.000 metri. Solo che c’è un momento per vendemmiare e non sempre la vendemmia è buona».

MATERIALI - «Al Nanga Parbat non avevamo prototipi ma solo attrezzatura e abbigliamento di serie, tranne uno scarponcino che ho voluto provare, portandomi però anche il modello in produzione. È il segno che il livello raggiunto dalle aziende è molto elevato e anche il consumatore può contare sul meglio».

LA MIA VIA - «Ho fatto gare di arrampicata, di scialpinismo, di skyrunning. Questo mi ha portato a due considerazioni. Non esiste un alpinismo bello e uno brutto, ma dalle gare ho imparato che per vincere devi allenarti duramente e ho portato questo concetto nell’alpinismo».


I gemelli Dematteis al TG 5

La bella storia degli Europei ha fatto il giro del mondo

Bernard in testa, nella gara più bella, più importante. Gli Europei in Italia, ad Arco. Poi al traguardo passa prima il gemello Martin. Una bella storia di sport quella che si è consumata sabato ad Arco, in Trentino, che ha visto protagonisti Bernard e Martin Dematteis. È successo, come abbiamo già scritto, che Bernard ha aspettato Martin, secondo, e l’ha fatto vincere. Un sogno che si è avverato, una vittoria per due nel nome del piccolo Matteo, scomparso prematuramente. Di storie di gemelli lo sport è pieno, ma spesso non sono notizie positive, ma piuttosto tentativi di sovvertire la classifica grazie alle somiglianze fisiche, come fecero per esempio gli sciatori Phil e Steve Mahre. Loro no, loro sono protagonisti di un momento epico dello sport. E per questo non sono passati inosservati e della giornata pazzesca di Bernard e Martin Dematteis ieri si è occupato anche il Tg 5, con un lungo servizio ricco di immagini di corsa in montagna. E non solo, di loro si sono occupati il Corriere della Sera, la Gazzetta dello Sport, La Stampa… 


Che sfide sulla Face de Bellevarde

Venerdi' il vertical delle World Series

Nel fine settimana tornano le World Series: appuntamento in Francia, a Val d’Isére con il Kilomètre Vertical Face de Bellevarde venerdì e l’High Trail Vanoise domenica.
Ed è attesa grande bagarre sulla pista olimpica (2.9 km e 1.000 metri di dislivello), vista la lista dei partenti del vertical. Ci sono tanti specialisti, molti skialper: da Rémi Bonnet a Urban Zemmer, da François Gonon a Marco De Gasperi e Marco Moletto, poi William Bon Mardion, Nil e Oriol Cardona Coll, Pascal Egli, Xavier Gachet, Nejc Kuhar, Alexis Sevennec o Ferran Teixido. Tra gli azzurri in gara anche Dennis Brunod e Simone Eydallin. Non mancheranno le sfide anche nella prova rosa: Christel Dewalle, Emilie Collinge, Laura Orguè, ma anche Elisa Desco, Mireia Mirò, Axelle Mollaret…


Never give up Silvia

Su Skialper di giugno-luglio un’intervista a Silvia Rampazzo

È fresca vincitrice del titolo italiano di SkyMarathon. E nelle ultime stagioni ha fatto incetta di vittorie e titoli… Il palmarès di Silvia Rampazzo è notevole, decisamente. Oltre alla vittoria del circuito skyrunning delle Italian Series nel 2015, c’è stato il titolo di ultraskymarathon nel 2014. Nel 2015 una lista impressionante di podi: Due Rocche 21 km, Trail Soave-Bolca, Giir di Mont, Maddalene Skymarathon, Skyrace Monte Cavallo, Misurina Skymarathon, Maratona del Cielo, Bellagio Skyrace per citare solo le più importanti. Mettendola così uno direbbe che siamo di fronte a una veterana con esperienze nel mondo ultra-competitivo della strada e allenamenti mirati. Invece Silvia Rampazzo è sbucata quasi dal nulla nel 2013 nel mondo del trail e dello skyrunning, in età non più tenera, con una storia che potrebbe essere fonte di ispirazione per tanti di noi. Su Skialper di giugno-agosto un’ampia intervista alla forte runner.

IL SENSO DELLA CORSA - «A correre ho iniziato una decina di anni fa, in pianura, sull’asfalto, in un difficile momento famigliare. Mi aiutava a scaricarmi e a liberare la testa. Correvo tutti i giorni, senza cardio, con i pantaloni e la maglietta di cotone, senza pensare al tempo né mai gareggiare. Per me era una valvola di sfogo. Che purtroppo è durata poco perché dopo qualche mese ho iniziato ad avere male alle ginocchia. Se facevo una corsetta zoppicavo per giorni… La diagnosi è stata subito impietosa: sublussazione a entrambe le ginocchia, infiammazione e consumo delle cartilagini. Così per anni ho smesso di correre, a volte zoppicavo anche solo a camminare. Mi avevano detto che non avrei più potuto correre, al massimo venti minuti la domenica». Invece è andata in un altro modo… 

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