© Elisa Bessega
Da Duino a Muggia a passo di trekking
La stagione fredda, sul Carso, ha un modo di proporsi tutto suo: temperature miti, luce radente libera da grandi ostacoli e sentieri poco affollati. Non servono voli intercontinentali o programmi complicati per scoprire territori autentici: bastano un paio di amiche, quattro giorni liberi, uno zaino leggero e il sentiero giusto al momento giusto. Abbiamo seguito l’Alpe Adria Trail dal Golfo di Trieste a Muggia passando per il Carso, e abbiamo scoperto quanto questo tratto sia perfetto proprio fuori stagione: logistica semplice, distanze gestibili, paesaggi che cambiano rapidamente. Un piccolo viaggio d’autunno, quando il sommaco accende tutto di rosso e colli e coste si svuotano di rumore.
Dal ghiacciaio al mare
L’Alpe Adria Trail è un percorso di lunga percorrenza che collega Austria, Slovenia e Italia attraverso 43 tappe di media distanza per un totale di 750 km. Non è un trekking estremo e non richiede preparazioni particolari: la sua filosofia è quella del valorizzare il territorio attraverso tappe godibili e ben segnalate, facilmente collegate a paesi o punti di accesso ai servizi. I camminatori scelgono di affrontarne una sezione alla volta, molti tornano ogni anno a completarne un tratto diverso, i pochissimi più avventurosi lo tentano nella sua interezza
La sezione che va da Duino a Muggia è quella finale del percorso, una delle più accessibili e più godibili anche d’inverno, quando il territorio si mostra nella sua versione più autentica.

Duino – Prosecco
Partiamo da Duino con il Castello che sorveglia il golfo, il Sentiero Rilke a picco sopra le falesie e le prime folate di Bora che portano il profumo del mare prima ancora che lo si veda. È uno di quei tratti estremamente panoramici che conosci già dalle foto, ma dal vivo ha tutt’altra profondità. In autunno, fuori stagione, ci muoviamo con calma, approfittando dei punti in cui la vegetazione si apre e la costa si mostra intera, da Grado all’Istria.
Prima di arrivare a Prosecco ci concediamo una breve deviazione in un’osmiza, uno di quei locali tipici dell’altipiano del Carso. Qui non si cercano piatti ricercati: uova sode, formaggi, affettati, vino della casa. Una sosta essenziale e autentica, perfetta per spezzare la giornata.
Prosecco – Lipica
Da Prosecco si imbocca la Napoleonica, uno dei tratti più riconoscibili del Carso triestino. Non serve cercare punti panoramici: il ciglione offre una vista costante su Trieste e sul golfo mentre si cammina tra runner, qualche bici e gli arrampicatori appesi alle pareti di roccia sopra la strada.
A Basovizza approfittiamo di un’apertura straordinaria per visitare il centro didattico naturalistico, punto di riferimento culturale della zona – al momento chiuso stabilmente ma meritevole di una sosta quando riaprirà. Da qui si entra in una porzione di Carso più boscosa fra un piccolo paese e l’altro. Qui la camminata diventa più regolare e si presta bene alle pause gastronomiche: la carsolina, il kranz, i dolci delle panetterie locali.
Lipica – Bagnoli – Val Rosandra
L’area di Lipica introduce una dimensione diversa: prati ampi, spazi aperti, un paesaggio più disteso. È un buon punto per iniziare la giornata, con luce piena già dal mattino. Poco dopo, il sentiero entra nella Val Rosandra, che cambia completamente registro. Una lunga e ampia gola solcata dal torrente Rosandra a fondo valle. Il sentiero percorre inizialmente il versante destro lungo i resti dell’antico acquedotto romano, attraverso gallerie e porzioni di antiche murature, forse la parte più interessante dal punto di vista paesaggistico e fotografico. Si scende poi verso il fondovalle, per risalire in costa il versante opposto lungo un sentiero più tecnico ma mai faticoso, che termina nel piccolo paesino di Bagnoli della Rosandra.
Bagnoli della Rosandra – Muggia
L’ultima tappa ha un carattere diverso: più urbano ma comunque interessante dal punto di vista del passaggio progressivo dal Carso al mare. A Muggia, il centro storico si sviluppa attorno al porticciolo, con viuzze pedonali e architetture di impronta veneziana. Una breve visita alla Casa Museo Beethoveniana aggiunge una nota culturale prima della sosta finale: un bicchiere di vino e qualche cicchetto in riva al mare.

Per rientrare a Trieste utilizziamo il traghetto Delfino Verde. Pochi minuti di navigazione permettono di guardare dall’acqua la dorsale costiera attraversata nei giorni precedenti: una sintesi visiva spettacolare con le ultime luci del tramonto, perfetta per chiudere il nostro breve viaggio. Un percorso facile, con il mare da un lato e il Carso dall’altro, che forse nei mesi freddi mostra la sua forma più nitida e autentica.
Centro prenotazioni Alpe Adria Trail in Friuli Venezia Giulia
Consorzio del Tarvisiano
Tel.: +39 0428 2392
E-mail: consorzio@tarvisiano.org











