Quattro chiacchiere con lo sciatore che lo scorso maggio in sei giorni ha sciato sei fra le discese estreme più complesse del Monte Bianco

Chamonix è, non a torto, la Capitale delle Alpi: una fucina di alpinisti e sciatori che la scelgono perché è la porta d’ingresso al più bel terreno di gioco che un appassionato di montagna e di neve possa desiderare. Impianti posizionati nei punti strategici, rifugi in quota e un microcosmo di granito che emerge dai ghiacciai con una miriade di discese e pareti che in primavera entrano nella mente di ogni cacciatore di linee.

Però se abbandoniamo le cime più alte e dirigiamo il nostro sguardo su qualche area van della valle, cercando bene un furgone sorvegliato da un gatto, se la bestiola risponderà al nome di Quartz, allora avremo trovato anche il suo padrone Morgan. Ammesso che non sia a sciare una delle linee ‘majeur’ del massiccio o a toccare la punta dei pini in una discesa con la vela da speed riding.

 

 

Morgan Akhourfi, classe 2000, vive in furgone con il suo gatto. Trova questa sistemazione più pratica di una dimora stabile e più adatta all’inseguire le condizioni mantenendo una flessibilità accettabile. Alterna periodi in cui è occupato con lavori in fune ad altri in cui si allena (è anche un appassionato di trail running) e cerca di sciare più linee ripide possibili. Il suo nome era balzato all’onore delle cronache d’oltralpe dopo una settimana di pura follia sciistica a chiusura della scorsa stagione. A partire da metà maggio ha inanellato in soli 6 giorni 6 fra le discese estreme più complesse e ambite del Monte Bianco:  il 13/5 il Col dell’Aiguille Verte, il 15/5 la Cresta di Peuterey, il giorno successivo la parete nord dell’Aiguille du Plan, il 17/5 il Col de Les Droites… come ripiego perché la linea prefissata non era in condizioni, il 18/5 il Contrafforte Centrale del Miage sulla parete ovest del Monte Bianco, il 19/5 la Sentinella Rossa sulla parete sud, sempre del Monte Bianco. No, non stiamo scherzando, è tutto vero! Colpiti da questa bulimia sciatoria, lo abbiamo voluto intervistare per capire chi c’è dietro a questa inesauribile voglia di neve e linee estreme. Morgan ovviamente era nel suo van con Quartz.

 

 

 

Van, una vita dedicata allo sci: un moderno skibum?

«Non penso, sinceramente non mi vedo come uno skibum, sinceramente punto a diventare uno sciatore professionista, che presenta progetti e cerca sponsor per realizzarli e sostenerli. In Francia forse è più facile rispetto a voi in Italia, c’è più attenzione, ma c’è più gente che ambisce a esserlo e c’è una certa competizione. Sinceramente può apparire una scelta temeraria o sbruffona, in realtà non è stato un processo decisionale facile, dichiarare i propri obiettivi non lo è mai. Diciamo che la primavera passata mi ha dato consapevolezza».

Sui grossi progetti, come la scorsa primavera, ti sei mosso sempre da solo, anche questo denota una certa determinazione.

«Da soli è più facile organizzarsi e prendere decisioni, soprattutto su certe linee dal carattere esplorativo o poco percorse. Nella linea, specie se esposta a pericoli oggettivi, ci stai meno tempo; un esempio è la Sentinella Rossa, dove le pendenze sono meno accentuate rispetto ad altre pareti, ma l’esposizione ai seracchi è enorme. Da soli è diverso, diventa davvero un gioco di sopravvivenza»

Come gestisci e approcci il concetto di rischio nella preparazione durante queste tue avventure?

«Le linee le studio moltissimo, passo del tempo a guardarle a raccogliere informazioni. Cerco soprattutto di essere sempre sul terreno, per tastarlo, capirlo. Forse sono davvero bulimico in questo.  Mi accorgo che a volte quello che percepisco è diverso rispetto a quello che indicano in bollettini, a volte in meglio a volte in peggio. Ma questo processo aumenta la mia sensibilità».

Hai utilizzato sempre la vela da speed riding per uscire e per i rientri da queste big line del Monte Bianco. È davvero il futuro?

«Su questo non ci sono dubbi, è l’utilizzo della vela che mi ha permesso di mantenere quell’intensità la scorsa primavera, gestendo fatiche e orari. Con la vela da speed riesci a essere leggero e veloce anche se non ti porta così lontano come una vela da parapendio. Ci sono stati anche momenti difficili, per esempio il decollo dagli Eccles dopo la Peuterey…»

 

Vela a parte, una settimana come quella è stata davvero impegnativa?

«Sicuramente, ma dopo i primi giorni ho decisamente avvertito che la mia forma migliorava, gestivo bene lo sforzo in quota e riuscivo a essere veloce ed efficace. Per esempio, per la discesa dello sperone Centrale del Miage sulla parete Ovest del Monte Bianco ho preso la cabina delle 8.10 del mattino all’Aiguille du Midi. Era una parete che sapevo che avrei trovato in neve dura e non avevo particolare fretta, sono comunque arrivato in cima in un paio d’ore».

Oltretutto non usi materiale leggero…

«Esatto: scarponi 4 ganci e sci Black Crows Solis, quasi 2 chili ad asta. Un set-up non leggero, ma che adoro perché trovo affidabile, anche perché sul quelle linee ho trovato prevalentemente neve dura. Non sono legato a marchi per ora, utilizzo il materiale di cui mi fido».

La nostra classica domanda finale: prossimi progetti?

«Beh, sulle Alpi ho in mente una versione della trilogia delle tre grandi pareti nord, ma non voglio svelare troppo.  Il prossimo autunno, invece, mi piacerebbe provare la parete sud dell’Aconcagua: è enorme, difficile da trovare con la neve, ma sono 4.000 metri di discesa e la cosa mi affascina e poi la vela me la porto…».

Iscriviti alla newsletter


Mulatero Editore utilizzerà le informazioni fornite in questo modulo per inviare newsletter, fornire aggiornamenti ed iniziative di marketing.
Per informazioni sulla nostra Policy puoi consultare questo link: (Privacy Policy)

Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Abbonati a Skialper

6 numeri direttamente a casa tua
43 €per 6 numeri

La nostra sede

MULATERO EDITORE
via Giovanni Flecchia, 58
10010 – Piverone (TO) – Italy
tel ‭0125 72615‬
info@mulatero.it – www.mulatero.it
P.iva e C.F. 08903180019

SKIALPER
è una rivista cartacea a diffusione nazionale.

Numero Registro Stampa 51 (già autorizzazione del tribunale di Torino n. 4855 del 05/12/1995).
La Mulatero Editore è iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 21697

Privacy Policy - Cookie Policy

Privacy Preference Center

X