L'analisi tecnica della sprint race della Pitturina

Pronostici rispettati ma gli avversari crescono

Si fa presto a dire Laetitia Roux e Joseph Rottmoser. E invece non è stata una passeggiata di salute per nessuno dei due, che lo scorso anno si potevano permettere di tagliare il traguardo delle Sprint a mani alzate.  

SPRINT RACE DONNE –
Le batterie di qualificazione vanno prese con le pinze. I favoriti cercano di risparmiare il carburante migliore per la finale, le seconde file lo sanno e sparano tutto sperando nel colpaccio, e l’imprevisto è sempre in agguato. Oggi in semifinale Laetitia Roux è rimasta coperta fino al tratto a piedi, e poi se ne è andata facilmente (nella scorsa stagione stava sempre davanti, o almeno prendeva la testa dopo i primi trenta metri). Nella finale, invece, ha rischiato davvero grosso: un po’ troppo indietro per metà salita, ha poi recuperato ma non a sufficienza per ripartire per prima in discesa. Maude Mathys ha così sciato davanti fino allo schuss finale. La Roux si è messa in posizione ed è rimasta in scia fino all’ultimo metro possibile, poi ha scelto intelligentemente il sorpasso ‘para fuera’ per mantenere la maggior velocità.

A sorpasso quasi completato ha fatto quello che si fa in questi casi, pattinando quel tanto davanti alla linea dell’avversaria da costringerla a deviare per un eventuale controsorpasso. Vittoria di mestiere, oltre che di tecnica e forza come al solito. Bellissimo duello, brave ambedue e soprattutto  Maude Mathys per come è cresciuta: finalmente c’è gara anche tra le donne. Melanie Bernier ha completato il podio per il Canada.  


SPRINT RACE UOMINI –
Tanto tuonò che non piovve. Lo strepitoso inizio stagionale di Robert Antonioli poteva far pensare a una bella Sprint race qui alla Pitturina. Ma l’imprevisto ha teso il famoso agguato togliendo di mezzo il miglior sprinter italiano nelle qualificazioni. In una delle tre curve fuori pista, che obbligavano a gobbe e cunette marcate, Robert è finito nelle reti.



Nelle Sprint non c’è spazio per una cerniera poco scorrevole, figuriamoci per una caduta in discesa. Comprensibile la delusione dell’azzurro più in forma in questo scorcio di stagione (a volte queste cose sembrano delle nemesi) ma si rifarà sicuramente. Qualche punticino mondiale ‘certo’, a questo punto e con questa classifica sarebbe stato perfetto, anche se le Sprint ne danno meno che le Individual. Deutschland über alles per tutto il seguito della Sprint, quindi. Il gattone Joseph Rottmoser e il gattino Esp Anton Palzer hanno giocato con i topolini di turno nelle qualifiche, per mangiarsi in finale il topolone francese William Bon Mardion.  

ESPOIR SPRINT –
Mescolati in mezzo ai grandi, si notano poco mentre fanno gavetta. Tranne uno, ovviamente Anton Palzer, che al suo primo anno Esp ha chiuso a pochi metri dal potentissimo Rottmoser. Ma si è fatto vedere bene anche Nadir Maguet, che si è mosso molto bene su tutti i terreni e in tutte le fasi tra i Senior conquistandosi un bel secondo gradino del podio. Addirittura secondo italiano, al quindicesimo posto assoluto, dopo Damiano Lenzi (nono assoluto, attardato da un’inconveniente nell’assetto degli sci sullo zaino).  Bella vittoria per Alessandra Cazzanelli: non si è qualificata per la finale assoluta con le Senior, ma ha realizzato il miglior tempo in qualifica davanti ad Axelle Mollaret e a Jennifer Fiechter.  

JUNIOR –
Crescono anche gli Junior degli altri Paesi, e nelle Sprint riescono a farsi vedere ancora meglio che in montagna. Coll Oriol Cardona coglie una bella vittoria in Coppa del mondo davanti a Federico Nicolini e a Simon Bellabouvier.

Pietro Canclini, quarto, ha condotto fino a metà del tratto a piedi poi è stato risucchiato e l’ultimo cambio d’assetto gli è stato fatale. Last but not least, la bella doppietta delle due Junior italiane. Nel loro confronto personale, stavolta è toccato a Giulia Compagnoni vincere davanti ad Alba De Silvestro. Giulia più veloce in salita, Alba nei cambi e in discesa: il vantaggio iniziale si è assottigliato gradualmente, anche perché la discesa ancora in neve dura non permetteva di rischiare, ma alla fine c’erano ancora dieci-venti metri da gestire per lo sprint in skating. Sophie Mollard è giunta un po’ più distanziata.  

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.